3 gennaio 2016

Osho e Tom Robbins

3 GENNAIO 2016

Tom Robbins

Riconosco la brezza smeraldina quando scuote le mie finestre. Osho è come un vento teso e dolce che percorre il pianeta, facendo volare via le teste di rabbini e papi, sparpagliando le bugie sulle scrivanie dei burocrati, mettendo in fuga precipitosa gli asini nelle stalle dei potenti, sollevando le gonne dei moralisti e facendo il solletico a chi è spiritualmente morto per farlo tornare in vita.

 Gesù aveva le sue parabole, Buddha i suoi sutra, Maometto le sue fantasie di notti arabe. Osho ha qualcosa che è più appropriato per una specie resa invalida dall'avidità, dalla paura, dall'ignoranza e dalla superstizione: ha la commedia cosmica.

 Osho Rajneesh intende fare solo e semplicemente questo, a mio avviso: strappare i nostri travestimenti, frantumare le nostre illusioni, curare le nostre assuefazioni e dimostrare quanto sia autolimitante e spesso tragicamente folle il nostro prenderci con troppa serietà. Il suo sentiero verso l’estasi sale ancheggiando attraverso il panorama a testa in giù dell’ego, svelandone lo scherzo...

 Quanti, ad esempio, hanno capito che il numero ridicolmente alto di Rolls Royce con cui si circondava, era una gigantesca messa alla berlina del consumismo, come mai è stato fatto?
 Osho è l'uomo più pericoloso dai tempi di Gesù Cristo... È chiaramente molto efficace, altrimenti non sarebbe considerato una tale minaccia. Dice tutte quelle cose che nessun altro ha il coraggio di dire. Un uomo che ha idee di ogni tipo, idee che non solo ti coinvolgono ma che hanno un aroma di verità che spaventa a morte i potenti e chi ama il controllo.
 
Senso dell'umorismo e giocosità rappresentano una trascendenza straordinariamente seria del male, e questa è una delle cose che Osho ha compreso meglio di ogni altro maestro contemporaneo che mi venga in mente. Gurdjieff aveva anche lui un elemento di questo genere nei suoi insegnamenti, ma di sicuro negli ultimi cinquant'anni non c'è stato un maestro che abbia compreso il valore del senso dell'umorismo e della giocosità così bene come Osho.

 Il pericolo che intuiscono è questo: nelle parole di Osho ci sono tutte le informazioni che, se propriamente assimilate, sono in grado di aiutare uomini e donne a liberarsi dal controllo delle istituzioni. Nulla spaventa di più lo Stato o il complice dei suoi crimini, cioè la religione organizzata, della prospettiva di una popolazione che pensa per se stessa e vive liberamente.

Non sono e non sono mai stato un discepolo di Bhagwan Shree Rajneesh, ma ho letto a sufficienza i suoi splendidi libri per essere convinto che fosse il più grande maestro spirituale del XX secolo, e ho letto anche abbastanza propaganda contro di lui e articoli diffamatori, per sospettare che fosse uno dei personaggi più calunniati della storia… Non ha mai cercato di fare proselitismo… Era un uomo di potere, ma rifiutò di usare quel potere al fine di controllare gli altri. Per le nostre menti è finanche difficile comprendere un simile concetto… Il punto fondamentale era che Rajneesh viveva in totale accordo con la sua filosofia e la sua filosofia centrava sempre il bersaglio.
 
Tom Robbins, scrittore

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