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domenica 18 novembre 2018

I Templi di Khajuraho: Magnifiche sculture Erotiche dell’India Medievale

L’Età dell’Oro

Durante quella che verrà ricordata come “Età d’oro dell’India centrale”, la dinastia Chandela ordinò la costruzione di 85 tempi in un’area di circa 20 chilometri quadrati, dedicati a divinità della religione Induista e Gianista. La dedica a due religioni differenti mostra, ancor oggi, una politica di accettazione per diversi culti religiosi che ha pochi eguali in altre parti del mondo. Questo felice periodo dell’India centrale finirà tragicamente con l’invasione della regione da parte del Sultanato di Delhi, uno stato islamico che regnò in India Nord Orientale fra il 1206 e il 1555.

La Distruzione


Quando il sultanato di Delhi invase il regno del clan Chandela e conquistò la capitale Mahoba, gli antichi Templi caddero in rovina o vennero attivamente distrutti secondo la legge islamica. I governanti avevano una “politica di intolleranza per i luoghi di culto di altre religioni”, e gli abitanti di Khajuraho abbandonarono la città, sperando così di salvare i luoghi sacri dall’attenzione delle truppe del sultanato.

Un Tesoro nascosto nella Giungla


Grazie all’abbandono della città da parte dei suoi abitanti, 25 templi vennero salvati all’insensata furia distruttrice dello stato islamico, dimenticati dall’uomo e sommersi dalla natura della giungla indiana. Per oltre 500 anni si perse memoria dei templi gianisti e induisti di Khajuraho, sino a che l’esploratore T.S. Burt non sentì parlare di un tempio con sculture sessualmente esplicite immerso nella profonda giungla indiana.

 
Dopo la loro ri-scoperta, i templi sono divenuti famosi in tutto il mondo per le loro sculture erotiche, che rappresentano però solo il 10% circa di tutte le sculture presenti negli edifici. Si trovano raffigurate attività quotidiane, uomini in preghiera, divinità e simboli religiosi, ma le sculture che hanno attratto maggiormente il flusso di turisti sono certamente quelle di natura erotica.

Principi Tantrici


I governanti della dinastia Chandela erano probabilmente seguaci dei principi tantrici, e possono aver creato i templi per contribuire a favorire l’equilibrio fra le forze machili e quelle femminili, espresse attraverso il reciproco godimento dell’unione fisica. Le sculture ritraggono le donne in una veste libertina, mentre apprezzano al pari degli uomini le attività sessuali. Alcuni studiosi interpretano le sculture come celebrazione della “forza” delle donne stesse, in quanto queste ultime vengono raffigurate come ben proporzionate ed in atteggiamento del tutto paritario rispetto all’uomo.

Culture che esaltavano il ruolo della Donna


Contrariamente a quanto accade in altre culture e religioni, in particolare quella islamica che già allora distrusse molti dei templi di Khajuraho, le religioni Induiste e Gianiste consideravano le donne sessualmente alla pari rispetto all’uomo. Il piacere sessuale veniva considerato una forma d’arte, ed il Kamasutra una guida da seguire per entrambi i generi. L’induismo considerava il sesso come una parte essenziale della vita, il che potrebbe spiegare il perché tante sculture siano inserite fra altre che mostrano attività come la preghiera o la guerra. La posizione delle sculture erotiche mostra poi l’intenzione dei realizzatori di mostrarle a tutti gli avventori del tempio, un messaggio ancor oggi importante vista la crescente componente sessista nella società indiana (ma non solo) odierna.


martedì 17 aprile 2018

In Portogallo energia pulita al 100%. - Claudio Mastrodonato

17/4/2018

Energia pulita? Si può. Lo scorso marzo l’energia prodotta da fonti rinnovabili ha superato la richiesta del Paese.

Arriva un record dal Portogallo. E non ha a che fare con Cristiano Ronaldo, primo nome e argomento che ai più viene in mente se si parla della nazione lusitana. Questa volta il record ha a che fare con la sfera ambientale. Con le fonti di energia rinnovabili.

In Portogallo le rinnovabili superano il consumo totale.

Marzo 2018 sarà ricordato come il mese in cui l’energia pulita prodotta da fonti rinnovabili ha superato la richiesta totale del fabbisogno del Paese iberico.
Entriamo più nel dettaglio.
Risultati immagini per pale eoliche a sobral
Pale eoliche a Sobral de Monte Agraco, in Portogallo
Calcolando la media mensile, si è andati a constatare che la produzione di energia derivante dal sole, piuttosto che dal vento, è stata superiore (il 103%), e quando non lo è stato – ad esempio mercoledì 7 marzo – ha comunque raggiunto il confortante dato dell’86%.
Numericamente, sono 4812 i GW prodotti contro i 4647 richiesti.
Non è corretto, tuttavia, parlare di un exploit. Dietro questo successo ambientale ci sono anni di progressi del settore, di investimenti, di aggiornamenti e sperimentazioni sul campo. Già da 3-4 anni si sono registrati percentuali vicine al 90% del fabbisogno mensile del Portogallo, segno di un costante progresso. Adesso se ne raccolgono i frutti.
Nel dettaglio, i maggiori contributi derivano dall’idroelettrico – che da solo vale più della metà dei dell’energia pulita prodotta – e l’eolico, garantito dai venti che spirano incessanti dall’Oceano Atlantico.
E non ci si vuole fermare qui.
Spostando il naso un po’ più in là, si stima che entro l’anno 2025 si smetterà di utilizzare il carbone per la produzione energetica, ed entro il 2040 le energie rinnovabili saranno sufficienti a soddisfare – sempre, costantemente – il fabbisogno del Portogallo, andando drasticamente ad intervenire sulle emissioni di CO2.

Energia pulita in Italia?

Come i lusitani, anche il Bel Paese sta investendo in maniera massiva sulle rinnovabili, e condivide con lo Stato iberico la prospettiva del carbon free del 2025.
Tuttavia si è ancora lontani dal traguardo portoghese (e da altri Stati ad onor del vero, si pensi alla Penisola scandinava o alla Scozia, con percentuali anche qui vicine alla perfezione): allo stato attuale dalle fonti di energia alternative si copre solo un quinto della richiesta.
Estendendo il focus ai Paesi aderenti all’Unione Europea – comunque – l’Italia è il terzo Stato che genera energia pulita, con più di 10 punti percentuali, dopo Germania e Francia. Ma soprattutto è in linea con le direttive europee e con gli obiettivi fissati per il prossimo triennio.