Che ci piaccia o no, viviamo all’interno di una gabbia mentale. Ma come è
fatta questa gabbia? Come la costruiamo? E come possiamo uscirne? E se
ti dicessi che ce ne sono tante, di gabbie, forse infinite, una dentro
l’altra?
“Ti trovi all’interno di un circolo vizioso nel quale sei
costantemente immerso. Credi di essere separato dal Tutto, e di
conseguenza crei costantemente dal nulla un mondo duale,
apparentemente separato da te, a immagine e somiglianza della tua
errata credenza. Contemporaneamente osservi la tua creazione,
dimenticando di esserne il creatore, cadendo nell’illusione che ciò
che vedi sia la realtà. La tua osservazione rafforza le tue credenze,
dandoti l’illusione di essere nel giusto nel ritenere che ciò di cui
fai esperienza esista davvero. E così via, sempre più giù, in un
circolo senza fine. Sei precipitato così in profondità nelle spire
della tua illusione che non riesci più a percepire nemmeno il
lontano riflesso del luogo di luce da cui provieni.”
Queste sono le parole con le quali il Maestro, ne “
Il monaco che non aveva un passato”
mi spiega in quale modo sono caduto nelle spirali profonde di un
circolo senza fine, così in basso che non posso più percepire il luogo
di luce da cui provengo.
Perché ho scelto di iniziare il mio articolo
con queste parole? Se la analizziamo attentamente, in quella frase il
Maestro ci rivela in modo straordinariamente efficace la nostra
condizione di esseri ‘dormienti’, immersi in una spirale di illusioni
apparentemente senza fine.
Mi spiego meglio.
Quelle spire sono di fatto delle mura mentali che ci circondano, veri e propri confini che delimitano il nostro mondo.
Ehi, aspetta Paolo, cosa diavolo intendi per “Confini che delimitano il mondo?” Tranquilli, stiamo per arrivarci.
Partiamo
da un concetto abbastanza semplice: affinché qualcosa possa essere
percepita, deve necessariamente essere separata o separabile dal tutto.
In altre parole, qualsiasi cosa per esistere deve essere delimitata da
precisi confini, al di fuori dei quali esiste tutto ciò che ‘non è‘ la
cosa che stiamo osservando. Non possiamo percepire un oggetto bianco in
un mondo bianco, a meno che disegniamo dei confini colorati che lo
delimitano.
Questo vale per un oggetto, per il nostro corpo, ma
anche di conseguenza per l’intero mondo in cui viviamo. Quando parlo di
mondo parlo di tutto ciò che può esistere per noi e di conseguenza di
tutto ciò che possiamo percepire, e di cui quindi possiamo fare
esperienza.
Ma l’Universo non ha confini, direte voi.
Potenzialmente sì, ma nel concreto le cose sono un po’ diverse da come
le immaginiamo (o da come ce le hanno raccontate). Partiamo dal
presupposto che, in base ai principi della fisica quantistica, esiste
solo ciò di cui possiamo fare esperienza, per il semplice motivo che
siamo noi a crearlo, per la regola secondo la quale nulla può esistere
senza che esista un Osservatore e un’Osservazione. E’ chiaro quindi che,
riprendendo ciò che ho scritto
in quest’altro articolo, in ogni istante esiste solo ciò che la nostra Coscienza puo’ percepire.
Quello
allora è il nostro mondo, immerso in un infinito potenziale quantico,
nel quale tutto è possibile, ma nel quale accade solo ciò che siamo in
grado di concepire e percepire. Le mura allora esistono, e sono composte
da quello che crediamo possibile. Quello che, in altre parole, crediamo
sia la Verità.
Ecco, stiamo arrivando al punto, non mollare sul più bello.
Quelle
mura sono costruite nient’altro che con la nostra concezione di quello
che è possibile e quello che non è possibile fare in questo mondo.
Quelle mura sono fattedelle nostre credenze, o meglio, delle verità in
cui crediamo.
Uhm… approfondiamo questa storia della verità. Se
abbiamo il coraggio di andare fino in fondo in questo ragionamento,
possiamo capire finalmente cosa intendeva il Maestro con quelle “…spire
di un circolo senza fine“.
Perché senza fine? In fondo, direte voi,
se faccio un lavoro di crescita abbastanza intenso e lungo, alla fine
riuscirò a rompere quelle mura, e uscire finalmente da quella gabbia.
E’
proprio qui il problema. Non c’è una via di uscita, o almeno non nella
direzione in cui stiamo cercando. Seguitemi bene: se quella gabbia
mentale è composta dalle nostre credenze, quindi dalle verità che
crediamo vere, allora non c’è modo di uscirne attraverso l’acquisizione
di nuove conoscenze. Qualsiasi nuova verità che penseremo di aver
scoperto non sarà altro che un ennesimo muro che tireremo su a
delimitare il mondo in cui crediamo. Ecco quali sono le spire di cui
parla il Maestro, ed ecco quali sono le ‘gabbie concentriche’ di cui
parlo nel titolo di questo post.
La rottura della gabbia mentale
non può avvenire attraverso la scoperta di nuove verità. Queste non
faranno altro che ergere nuove mura intorno a noi, a delimitare un nuovo
mondo in cui credere.
Lo dico in un altro modo:
Nel
momento in cui accettiamo nuove credenze come vere, in quanto esseri
divini le rendiamo reali nella nostra vita. A quel punto le osserviamo e
diciamo ‘Vedi? Ecco la Verità”, non sapendo che ne facciamo esperienza
solo perché le abbiamo create credendole vere…
“E così via, sempre più giù, in un circolo senza fine…” per dirla con le parole del Maestro.
Come
uscirne allora? La strada non è quella ‘verso l’esterno‘, cioè verso
l’acquisizione di nuove conoscenze, perché dopo qualsiasi muro che
abbatteremo troveremo sempre un altro muro che noi stessi ergeremo
attraverso le nostre nuove credenze.
E allora, cosa fare?
E se
iniziassi a farti delle domande e a rimettere in discussione tutto ciò
che credi di sapere? Ce l’hai questo coraggio? Perché ci vuole coraggio
per farlo, ma è l’unica via per abbattere le mura che ci tengono
prigionieri. Dobbiamo smantellare le false credenze che tengono oscurata
la nostra vera natura, per scoprire Chi Siamo veramente.
L’unica
via di uscita quindi è quella ‘verso l’interno‘, seguendo la strada che
ci porterà a cercare la verità nell’unico posto in cui può essere, e
cioè dentro di noi. Anzi, come mi disse il Maestro, l’unica via d’uscita
è comprendere che noi siamo la Verità. Non c’è nessuna verità da
raggiungere là fuori, se non la consapevolezza di essere immensi, gli
unici e soli creatori dell’intero mondo che percepiamo, mura comprese.
Paolo Marrone
http://www.campoquantico.it/wordpress/la-regola-delle-gabbie-concentriche/
http://divinetools-raja.blogspot.it
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