lunedì 28 settembre 2026

LA PSICOTERAPIA SECONDO OSHO

 



28 settambra 2026

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝘂𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮?

Amato Maestro,

la terapia, puo' aiutare una persona che sta gia' praticando la meditazione, a vedere se stessa e i suoi giochi, piu' chiaramente?

La terapia non puo' dare nessun aiuto a una persona che sta gia' meditando. Nessuna psicoterapia possiede la qualita' della meditazione, perche' nessuna psicoterapia ha mai prodotto un solo illuminato.

I fondatori non erano illuminati e nessun illuminato, in Oriente, si e' mai preoccupato di una qualunque terapia. Non hanno mai dato neppure tanto peso ad alcuna psicologia e neppure alla mente stessa, perche' per loro il punto non era risolvere i problemi della mente. Per loro la questione era come uscire dalla mente, che e' piu' facile. E, in questo modo, tutti i problemi scompaiono, perche' una volta che sei fuori dalla mente, essa non ha piu' nutrimento per continuare a crearseli.

Altrimenti e' un processo senza fine. Vai dallo psicanalista - non importa se sia di una vecchia scuola o di una nuova: sono semplici variazioni dello stesso tema - dopo una seduta di psicanalisi, la tua mente si sente un po' piu' fresca e in forma, perche' ti sei alleggerito. Inoltre, le sedute ti aiutano a capire la mente un po' di piu', e questo ti mantiene normale.

In effetti, tutte le psicoterapie sono al servizio dell'establishment: esse hanno la funzione di conservare la "normalita'" delle persone. Qualcuno esce dal branco e dalle sue norme, e fa qualcosa che non e' concesso fare; egli puo' essere inoffensivo, ma la societa' non lo puo' tollerare. Bisogna riportarlo alla normalita', allo standard medio, e lo psicoterapeuta ha il compito di pulire la tua mente, e' una specie di lubrificazione del tuo meccanismo che si mette a funzionare un po' meglio, permettendoti di capire un po' di piu' come funziona la mente. Ma questo non comporta nessun cambiamento rivoluzionario. Ed e' possibile che tu riesca a risolvere un problema, ma non ne elimini la causa.

𝗟𝗮 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗲' 𝗶𝗻 𝘀𝗲' 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮. Puoi risolvere un problema, la mente ne crea subito un altro. E' come potare un albero: togli una foglia, e l'albero, proprio per rispetto di se' e della propria dignita', fara' crescere tre foglie, laddove ce n'era una sola. Ecco perche' i giardinieri usano la potatura, per dare agli alberi una chioma piu' folta, piu' ricca di foglie.

Identica e' la situazione della mente. Puoi rimuovere un problema quando lo comprendi, ed e' molto costoso, ma la mente continua ad esistere: e' li' che e' nato il problema, e la psicanalisi non va oltre i confini della mente. La mente creera' un nuovo problema, piu' complicato di quelli che hai appena risolto. E naturale, poiche' la mente sa quale tipo di problemi tu sei in grado di risolvere, creera' qualcosa di nuovo, di piu' complicato...una chioma piu' folta!

La meditazione, invece, e' qualcosa di completamente diverso dalla psicanalisi e da tutte le terapie costrette entro i limiti della mente. E' un semplice salto al di fuori della mente, le dai l'addio dicendole "tu hai i tuoi problemi, io me ne torno a casa".

La mente e' un parassita, non ha una vita propria, ha bisogno che tu sia dentro di lei per poter continuare a mangiare te e la tua testa. Appena ne esci fuori, la mente diviene un cimitero. Tutti quei problemi che sembravano insuperabili, non ci sono piu'. Sono semplicemente morti.

La meditazione e' una dimensione totalmente diversa: non fai altro che osservare la mente, e nell'osservarla ne esci. E piano piano, la mente con tutti i suoi problemi, scompare.

La mente e' il tuo problema, tutti gli altri non sono altro che ramificazioni della mente. La meditazione recide la mente proprio alle radici. E tutte queste terapie, possono essere utilizzate per coloro che non sono ancora entrati in meditazione, proprio per poter capire un po' come funziona la mente, in modo tale da trovare la porta per uscirne.

Qui usiamo ogni genere di terapia, utili si', ma non per i meditatori; sono utili all'inizio, quando non sei ancora abituato a meditare. Una volta entrato in meditazione, non hai piu' bisogno di alcuna terapia: a quel punto, la terapia non e' piu' utile. All'inizio puo' servire...

Tutto l'ingegno orientale ha lavorato verso un solo obiettivo: come andare aldila' della mente. La ragione e' semplice: visto che puoi risolvere i tuoi problemi in un colpo solo, andando semplicemente aldila' della mente, perche' risolverli uno per uno? Tanto la mente continua a crearne, possiede un'immensa forza creativa. Tu risolvi un problema, e subito ne nasce un altro. E' un buon affare per lo psicanalista, perche' sa che non guarirai mai, in quanto non cura la tua mente, ma i tuoi problemi specifici. La tua mente, la fonte, rimane sempre intatta. Lo psicanalista non taglia mai le radici, si limita a potare le foglie, al massimo taglia i rami, che pero' ricrescono. Le radici sono ancora al loro posto.

Meditazione, significa tagliare i problemi alle radici. Ripeto: l'unico problema e' la mente e se non ne vai aldila', non supererai mai i tuoi problemi.

E' strano che a tutt'oggi, gli psicanalisti occidentali, non abbiano mai riflettuto sul fatto che l'Oriente abbia creato moltissimi illuminati, ma che nessuno di loro si e' mai preoccupato di analizzare la mente.

Da Patanjali a Gautama il Buddha, da Shankara a Ramakrishna, a J. Krishnamurti, l'intera tradizione orientale non si e' mai occupata della mente. Si cita la mente con un solo scopo: come andare al di la'.

E sono stati escogitati centinaia di metodi che possono essere di aiuto per trascendere la mente. E una volta al di la' della mente, tutti i tuoi problemi appaiono come se appartenessero a un altro. Arrivi a uno stato di osservazione che vede ogni cosa dall'alto di una collina. Tutti i problemi sono a valle e non ti toccano minimamente, li hai trascesi.

Percio' ricorda, se mediti, non e' necessario nient'altro. Se non mediti, allora le psicoterapie possono servirti come primo passo, verso la meditazione.

𝗢𝘀𝗵𝗼 (𝘖𝘭𝘵𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘪𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦)


venerdì 14 agosto 2026

La paura è l’antitesi della libertà



 14 agosto 2026

"Tutti coloro con cui sei entrato in contatto ti hanno imposto la paura, perchè la paura è l’antitesi della libertà. Più hai paura, minore è la possibilità di libertà. Maggiore è la paura, minore è la possibilità di ribellione.

La società, la chiesa, lo stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante: la paura del conosciuto, la paura di ciò che non si conosce, paura della morte, paura dell’inferno, paura di non andare in paradiso, paura di non lasciare il tuo nome nel mondo, paura di non essere nessuno. Tutti dalla tua nascita creano paura intorno a te. Nessun bambino è nato con la paura. Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità. Il bambino però è impotente, dipendente.

Ma quando diventi adulto, puoi vedere - puoi provare a sbucciare la cipolla, strato dopo strato – in che modo sono state create le paure dentro di te, come sei stato ingenuo, come le persone hanno sfruttato la tua innocenza.

La vita di tutti quanti, più o meno, è dominata dalla paura, perchè ci sono solo due modi per viverla: governata dall’amore, o dominata dalla paura. Normalmente, fino a quando non hai imparato ad amare sei dominato dalla paura.

Senza l’amore, la presenza della paura è inevitabile. È solo un’assenza d’amore. Non ha in se nulla di positivo, ed è semplicemente assenza d’amore, ma se puoi amare la paura scompare. Nel momento dell’amore non esiste neanche la morte. C’è una sola cosa nella vita che sconfigge la morte e questa è l’amore. Tutta la paura è della morte, e solo l’amore può vincere la morte.

Vorrei allora dirti una cosa: non prestare troppa attenzione alla paura perchè diventa un’auto-ipnosi. Continuando però a ripetere che vivi con la paura, la tua vita è governata dalla paura, dominata dalla paura, paura, paura e soltanto paura, allora la stai aiutando. Ricordati di questo: se la tua vita è governata dalla paura, sei finito! Ciò dimostra semplicemente che l’amore non è ancora diventato così forte da indurre la paura a scomparire. La paura è semplicemente un sintomo, non una malattia e non c’è una cura, non c’è n’è bisogno. È perciò solo un sintomo, ed è molto utile perchè dimostra che non devi sprecare più la tua vita. Ti dice solo di amare di più.

Per questo non voglio parlare della paura. Ti voglio aiutare ad amare di più, e la paura scompare come una sua conseguenza. Iniziando però a lavorare direttamente sulla paura la rendi più forte, perchè vi focalizzi tutta la tua totale attenzione. È come se qualcuno cercasse di distruggere l’oscurità e diventa determinato, ossessionato, su come riuscire a farlo. Tu non puoi distruggere l’oscurità  perchè in primo luogo non è presente. Prendi nota del fatto che esiste e poi inizia a lavorare su come portare la luce."

- Osho -

sabato 18 luglio 2026

Pensieri

 


18 luglio 2026

La mente non esiste come entità, questa è la prima cosa. Esistono solo i pensieri.

La seconda cosa: i pensieri esistono separatamente da te, non sono tutt'uno con la tua natura, vanno e vengono e tu rimani. Sei come il cielo: non viene mai, non va mai via, è¨ sempre presente. Le nuvole vanno e vengono, sono fenomeni momentanei, non eterni. Persino se cerchi di rimanere attaccato a un pensiero, non puoi trattenerlo molto a lungo; deve andarsene: ha una nascita e una morte. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Arrivano come visitatori, ospiti, ma non sono loro i padroni di casa.

Osserva bene, e diventerai il padrone di casa e i pensieri saranno gli ospiti. Come ospiti sono molto belli, ma se ti dimentichi completamente di essere tu il padrone di casa e lasci che lo diventino loro, allora sei veramente nei pasticci. Questo è l'inferno. Tu sei il padrone di casa; essa ti appartiene, ma gli invitati sono diventati padroni.

La mente diventa un problema perchè hai permesso che i pensieri arrivassero così in profondità dentro di te da dimenticarti completamente della distanza che esiste tra te e loro. Ti sei dimenticato che sono visitatori, che vanno e vengono. Ricorda sempre ciò che permane: quella è la tua natura, il tuo tao. Presta attenzione a ciò che non va e non viene mai, proprio come il cielo. Cambia la gestalt: non concentrare la tua attenzione sui visitatori, rimani radicato, nell'essere il padrone di casa.

Osho ❤💞❤

mercoledì 3 giugno 2026

Il problema: un ricostituente per l'ego




3 giugno 2026

L’ego non si sente a suo agio, non è tranquillo con semplici colline: vuole montagne. Anche se si tratta di qualcosa che rende infelici, non deve mai essere una cosa piccola, ma un Everest. Se è infelice, l’ego non vuole che sia un’infelicità comune, vuole essere straordinariamente infelice!

La gente persiste nel creare problemi enormi, dal nulla. Ho parlato a migliaia di persone dei loro problemi, e ancora non ho incrociato un solo problema reale! Tutti i problemi sono fittizi: voi li create. E questo perché, senza problemi, vi sentite vuoti… a quel punto non c’è nulla da fare, nulla contro cui lottare, nessun luogo dove andare. La gente si muove da un guru all’altro, da un maestro all’altro, da uno psicoanalista all’altro, da un gruppo terapeutico all’altro, perché se non ci andassero, si sentirebbero vuoti, e all’improvviso, avrebbero la sensazione che la vita sia senza significato. Voi create dei problemi solo per poter sentire che la vita è un lavoro arduo, una crescita, e che si deve lottare duramente.

 Ricordate: l’ego può esistere solo quando lotta, quando c’è conflitto. E se vi dicessi: “Uccidi tre mosche, e ti illuminerai”, non mi credereste. Direste: “Tre mosche? Non sembra una gran cosa… basta questo per illuminarsi?” Sembra sproporzionato… se invece vi dicessi che dovete uccidere settecento leoni, sicuramente la cosa vi sembrerebbe più ragionevole! Più il problema è grande, maggiore è la sfida; e con la sfida ecco che l’ego si sveglia, si erge in tutta la sua altezza. Siete voi a creare i problemi: i problemi non esistono.

I preti, gli psicoanalisti, i guru, sono felici che tu agisca così, perché tutti i loro affari sono una risposta alla tua domanda: se tu non crei colline partendo dal nulla, se non crei montagne partendo dalle colline, che senso avrebbero tutti questi guru, pronti ad aiutarti? Come prima cosa, devi essere modellato in modo tale da aver bisogno di aiuto!

 I veri maestri hanno detto sempre qualcos’altro. Essi hanno detto: “Per favore, guarda cosa fai, quale assurdità stai perpetrando. Come prima cosa crei un problema, poi vai in cerca di una soluzione. Osserva semplicemente il motivo per cui crei quel problema; proprio lì, all’inizio, nell’istante in cui crei il problema, si trova la soluzione: non lo creare!”. Ma questo non risveglia in te alcuna attrazione, perché, in questo caso, vieni d’acchito ributtato a te stesso. Nulla da fare? Nessuna illuminazione? Nessun satori? Nessun samadhi? Quel vuoto ti mette profondamente a disagio, per cui cerchi di imbottirti di qualsiasi cosa, non importa cosa sia!

 Tu non hai alcun problema: questa semplice evidenza va compresa. In questo preciso istante, puoi lasciar cadere tutti i problemi, perché essi non sono altro che tue creazioni. Torna a guardare i tuoi problemi: più li guardi in profondità, più ti appariranno piccoli. Continua a osservarli e, all’improvviso, scoprirai che c’è un vuoto: un vuoto meraviglioso ti circonda. Non c’è nulla da fare, nulla da essere: sei già ciò che sei!

 L’illuminazione non è qualcosa da realizzare, la si deve semplicemente vivere. Quando dico di aver conseguito l’illuminazione, intendo semplicemente dire che ho deciso di viverla: il troppo è troppo! E da allora, ho vissuto l’illuminazione. È una decisione: “Ora non sono più interessato alla creazione di problemi, basta! Ora decido di chiudere con tutte queste assurdità, con questo gioco che implica creare problemi, per poi trovare le soluzioni.

 Questa assurdità è un gioco che fai con te stesso: sei tu a nasconderti, per poi cercarti. Fai entrambe le parti. E lo sai! Per questo, quando ne parlo tu sorridi, ti metti a ridere. Ciò che dico non fa ridere, ma tu capisci, e ridi di te stesso. Osservati ridere, guarda il tuo sorriso… è comprensione. Ed è inevitabile, perché sei tu a creare questo gioco: ti nascondi e aspetti che sia tu stesso a cercarti e trovarti.

Ti puoi ritrovare in questo preciso istante, perché sei tu che ti nascondi. Ecco perché i maestri Zen colpiscono in continuazione i discepoli con un bastone. Ogni volta che qualcuno va da loro e dice: “Vorrei essere un buddha”, il maestro va in collera… è una richiesta assurda, sei già un buddha. Se Buddha venisse da me e mi chiedesse come fare per essere un buddha, cosa dovrei fare? Lo picchierei sulla testa: “Chi cerchi di ingannare? Tu sei un buddha!”

 Non crearti difficoltà inutili. E la comprensione ti balenerà nella mente quando osserverai come tu stesso crei problemi sempre più grandi, come li monti, e come fai muovere questa ruota sempre più velocemente, come un vortice. A quel punto la tua miseria tocca il culmine e hai bisogno della simpatia del mondo intero.

 L’ego ha bisogno di qualche problema. Se lo capisci, proprio in quella comprensione, le montagne tornano a essere colline, e anche le colline scompaiono. All’improvviso, esiste il vuoto, un puro vuoto che ti circonda; questa è l’illuminazione: una profonda comprensione che non ci sono problemi. A quel punto, senza problemi da risolvere, cosa farai? Immediatamente inizierai a vivere: mangerai, dormirai, amerai, chiacchiererai, canterai, danzerai… cos’altro resta da fare? Sei diventato un dio, hai iniziato a vivere.

Se la gente potesse danzare e cantare un po’ di più, essere un po’ più pazza, la loro energia fluirebbe di più, e pian piano i loro problemi scomparirebbero. Per questo insisto tanto sulla danza. Danza fino all’orgasmo; lascia che tutta la tua energia diventi danza, e all’improvviso, vedrai che non hai più una testa, l’energia bloccata nella testa si sta muovendo tutt’intorno a te, creando magnifiche immagini, schemi in movimento. E quando danzi, viene un momento in cui il corpo non è più una cosa rigida; diventa flessibile, fluisce. Quando danzi, viene un momento in cui i confini non sono più così definiti: ti fondi e ti dissolvi nel cosmo, i confini sfumano. Allora non crei più alcun problema.

 Vivi, danza, mangia, dormi, fai tutto il più totalmente possibile. E ricordati in continuazione, ogni volta che ti scopri a creare un qualsiasi problema, di scivolarne fuori, immediatamente.

 OSHO - L'antico canto dei pini

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domenica 3 maggio 2026

Accetta il negativo..

 


3 Maggio 2026

"Solo quando impari a vivere anche con le parti negative del tuo essere, solo allora diventi integro, sei una totalità. Noi tutti vogliamo vivere solo con le nostre parti positive. Quando siamo felici, lo accettiamo; quando siamo infelici, lo rifiutiamo. Ma tu sei entrambe le cose.

Quando senti che ogni cosa scorre, ti senti alle stelle; quando ogni cosa si arresta e tutto diventa stagnante, ti senti all’inferno. D’altra parte, si devono accettare entrambe le cose, in quanto la vita è così: consiste al tempo stesso di inferno e paradiso.

La divisione di inferno e paradiso è falsa. Non esiste alcun paradiso nell’alto dei deli né alcun inferno sotto di noi: sono entrambi presenti, qui e ora.

Per un istante sei in paradiso, l’istante successivo sei all’inferno. Si deve imparare a convivere anche con l’aspetto negativo, rilassandosi allorché si manifesta. In quel caso un giorno, con tuo estremo stupore, vedrai che il negativo arricchisce di sapore la vita. Non è qualcosa di inutile, aggiunge gusto alla vita.

Se non esistesse il negativo, la vita diventerebbe qualcosa di ottuso e di monotono. Prova a pensarci: ti senti sempre felice, e più felice e più felice ancora… a quel punto cosa farai? Gli istanti di infelicità ricreano l’entusiasmo, danno gusto alla vita, stimolano la ricerca e l’avventura. Torni ad avere appetito.

Devi esistere con la totalità del tuo essere, accettando tutti gli aspetti di bene e di male presenti in te; non c’è modo di liberarsi di alcunché.

Nessuno riesce mai a liberarsi di una parte di sé; tuttavia, può imparare, piano piano, ad accettarle tutte. In questo caso sorge un’armonia tra l’oscurità e la luce, ed è qualcosa di meraviglioso: grazie a quel contrasto, la vita diventa un’armonia.

Prova dunque a vivere anche quei momenti. Non farne un problema; non iniziare a pensare: “Cosa dovrei fare per non essere più irrequieto?”. Nel momento in cui ti senti irrequieto, siilo! Quando sei infelice, sii infelice; e non farne un problema grosso come una montagna! Sii semplicemente infelice, cos’altro puoi fare? Assomiglia al tempo: in estate fa caldo, cosa ci puoi fare? Quando fa caldo, sii accaldato e suda; e quando fa freddo, trema e goditi il freddo!

Piano piano, riuscirai a cogliere le interrelazioni che esistono tra le polarità opposte; e il giorno in cui comprenderai che questa è solo una polarità sarà un giorno di incredibile comprensione, avrai una vera e propria rivelazione."

  ~ Osho 🌹

 "Il Libro Arancione"

domenica 5 aprile 2026

Accettazione totale

 



5 aprile 2026

Sii consapevole della tua ferita. Non aiutarlo a crescere, lascialo guarire; e sarà guarito solo quando ti muoverai alle radici. Meno la testa, più la ferita guarirà -- senza testa non c'è ferita. Vivi una vita senza testa. Muoviti come un essere totale, e accetta le cose. Solo per 24 ore, provaci -- accettazione totale, qualunque cosa accada. Qualcuno ti insulta, accettalo, non reagire, e vedi cosa succede.

Improvvisamente sentirai scorrere in te un'energia che non hai mai provato prima. Qualcuno ti insulta: ti senti debole, ti senti disturbato, inizi a pensare a come ottenere la tua vendetta. Quell'uomo ti ha agganciato, e ora ti muoverai e girerai. Per giorni, notti, mesi, anche anni, non potrai dormire, farai brutti sogni. Le persone possono sprecare tutta la loro vita per una piccola cosa, solo perché qualcuno le ha insultate.

Basta guardare indietro al tuo passato e ricorderai alcune cose. Eri un bambino piccolo e l'insegnante della classe ti ha dato dell'idiota, e ancora te lo ricordi e provi rancore. Tuo padre ha detto qualcosa. I tuoi genitori se ne sono dimenticati, e anche se glielo ricordi, non potranno ricordarlo. Tua madre ti ha guardato in un certo modo e da allora la ferita è lì. Ed è ancora aperta, fresca; se qualcuno la tocca, esplodete. Non aiutare questa ferita a crescere.

Non fare di questa ferita la tua anima. Vai alle radici, stai con tutto. Per ventiquattro ore, solo ventiquattro ore, cercate di non reagire, di non rifiutare qualsiasi cosa accada.

Se qualcuno ti spinge e tu cadi a terra -- cadi! Allora alzati e vai a casa.

Non fare niente a riguardo. Se qualcuno ti colpisce, china la testa, accettalo con gratitudine. Torna a casa, non fare niente, solo per ventiquattro ore, e conoscerai un nuovo sussulto di energia che non hai mai conosciuto prima, una nuova vitalità che nasce dalle radici. E una volta che lo conosci, una volta assaggiato, la tua vita sarà diversa.

Poi riderai di tutte le stupidaggini che hai fatto, di tutti i risentimenti, le reazioni, le vendette, con cui ti sei distrutto.

Nessun altro può distruggerti tranne te; nessun altro può salvarti tranne te. Tu sei Giuda e tu sei Gesù.

— Ôshó—

La barca vuota

Ch #10: Integralità


domenica 8 marzo 2026

La Devozione



 8 marzo 2026

"La devozione è un modo per immergersi e fondersi con l’esistenza.

Non è un pellegrinaggio;

si perdono semplicemente tutti i confini che ci separano dall’esistenza – è una storia d’amore.

L’amore è fondersi con un individuo ...

una profonda intimità di due cuori – così profonda che i due cuori iniziano a danzare nella stessa armonia.

Sebbene siano due ...

l’armonia è una sola...

la musica è una ...

la danza è unica.

Ciò che l’amore è tra due individui ...

la devozione lo è tra un individuo e l’intera esistenza.

Egli danza nelle onde dell’oceano ...

danza con lo stormire degli alberi al sole ...

danza con le stelle.

Il suo cuore risponde alla fragranza dei fiori ...

al canto degli uccelli ...

al silenzio della notte.

La devozione è la morte della personalità.

Lasci cadere spontaneamente ciò che è mortale dentro di te;

resta solo l’immortale ...

resta solo l’eterno ...

ciò che è imperituro.

E naturalmente l’immortale non può essere separato dall’esistenza –

ciò che è immortale ...

ciò che è imperituro ...

non conosce inizio né fine.

La devozione è la forma di amore più elevata".

Osho

domenica 15 febbraio 2026

L'esistenza si prende cura di te.

 



15 febbraio 2026

"A poco a poco impari che l'esistenza continua a provvedere per te, che l'esistenza si prende cura di te. Ti preoccupi senza motivo, hai tutto ciò che ti serve. Quando hai imparato l'arte della fiducia, tutte le preoccupazioni scompaiono."

Osho