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lunedì 27 febbraio 2017

Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Colorado casa e cibo ai senzatetto grazie alla Marijuana

27/12/2017





Per oltre cinquant’anni il dibattito sulla legalizzazione della marijuana è sempre stato molto acceso. Che siate favorevoli o no alla legalizzazione della cannabis il Colorado è l’esempio lampante dei benefici economici della marijuana.


Da quando – quattro anni fa – il Colorado ha legalizzato la cannabis i ricavi delle tasse provenienti dalla vendita della marijuana sono aumentati esponenzialmente anno dopo anno fino a toccare nel Giugno 2016 quota 70 milioni. Un risultato sorprendente!

Aurora, la terza città più grande dello stato del Colorado, ha deciso di utilizzare parte dei soldi incassati con le tasse sulla cannabis per finanziare le organizzazione non-profit locali che si occupano dei senzatetto della città.



Risultati immagini per cannabis colorado senzatetto
Per i prossimi tre anni infatti la città di Aurora stanzierà oltre 3 milioni di dollari derivati dagli introiti delle tasse sulla vendita della marijuana per finanziare le associazioni del territorio che lavorano senza sosta per fornire ostelli e cibo alla comunità locale dei senzatetto. Il denaro verrà erogato nel corso dei prossimi tre anni, 1.5 milioni saranno accreditati alle associazioni entro la fine dell’anno finanziario che terminerà nel Giugno del 2017.


La storica decisione, approvata a Maggio del 2016, ha fatto presto il giro del mondo e dimostra quanto la marijuana possa avere un effetto positivo sulle comunità locali più bisognose. Sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale della città di Aurora , Bob Roths che ha dichiarato:




“ABBIAMO VOLUTO DIMOSTRARE AI CITTADINI L’ENORME IMPATTO CHE TUTTO QUESTO PORTA ALLA NOSTRA COMUNITÀ PUNTANDO SU QUESTO TIPO DI INIZIATIVE E PROGETTI CHE VERRANNO FINANZIATI”



La legalizzazione della marijuana è senza dubbio una questione molto controversa. Tuttavia il denaro che la città di Aurora ha ricavato dalla vendita della marijuana è la prova incontrovertibile dell’enorme impatto sociale che i ricavi della cannabis possono avere. 


Risultati immagini per cannabis colorado senzatettoLa città di Aurora sta utilizzando questi ricavi per fornire i diritti fondamentali a tutti i senzatetto che potranno continuare a vivere – finalmente – una vita dignitosa.

La vicenda del Colorado è solo uno dei tanti esempi di come la marijuana non sia solo una sostanza psicoattiva ma uno strumento economico formidabile per risolvere i problemi in molti paesi. In Italia dovremmo prendere esempio dal Colorado e capire quanto la legalizzazione della cannabis possa portare un effettivo beneficio all’intero paese.


Fontehttp://haze.academy/il-colorado-usa-i-soldi-incassati-dalla-marijuana-per-dare-cibo-e-casa-ai-senzatetto/
Il Nuovo Mondo: Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Col...

giovedì 16 febbraio 2017

Trump fa il muro? I messicani hanno già inventato la catapulta lancia erba

16/02/2017
Una catapulta artigianale per lanciare pacchi di marijuana oltre il confine è stata scoperta dagli agenti della Us Border Patrol (la polizia di confine degli Usa). La catapulta è stata individuata in territorio messicano, a pochi metri di distanza dalla frontiera con lo stato dell’Arizona.
La catapulta è stata avvistata dagli agenti americani, che mentre si avvicinavano alla costruzione per le verifiche hanno notato diversi uomini allontanarsi in tutta fretta. Affianco alla catapulta sono stati ritrovati due pacchi di marijuana imballata e pronta per essere scagliata oltre confine, dal peso di 47 chilogrammi complessivi.
La catapulta per la marijuana realizzata in metallo è solo l’ultimo degli stratagemmi scoperti dalla polizia di frontiera per fare entrare illegalmente merci vietate (in gran parte droghe) oltre confine. I metodi usati vanno dai più elaborati, come il tunnel con tanto di binari e sistema di refrigerazione scoperto nel 2015 e costruito presumibilmente dalla banda del famoso narcotrafficante El Chapo, a quelli più arrangiati, come le finte partite di carote ripiene di cannabis, o le rocce da costruzione ripiene.
In questi giorni giorni il nuovo presidente degli Usa Donald Trump ha affermato che il muro e l’aumento dei controlli al confine con il Messico servirà anche a fermare il traffico di droga. Difficile possa funzionare quando per superare un muro basta una catapulta, molto di più può la legalizzazione, che – ed è dimostrato – ha già inferto un colpo pesante al sistema dei narcos.
http://www.dolcevitaonline.it/trump-fa-il-muro-i-messicani-hanno-gia-inventato-la-catapulta-lancia-erba/

martedì 14 febbraio 2017

Le suore che coltivano Maria

14/02/2017
Si fanno chiamare “Sister of the Valley” e hanno una sola vocazione: la Marijuana.
Indossano vesti semplici, molto simili a quelli delle suore, ma non fanno capo a nessun credo religioso, non pregano e non cercano adepti. E allora cosa fanno? Coltivano.
In una valle della California queste donne producono incessantemente olio di Cannabis, unguenti, creme ed Erba, il tutto con amore e devozione. La loro missione è proprio quella di portare guarigione e sollievo con metodi del tutto naturali tramite i mille benefici della Marijuana.
Chiaramente la Chiesa Cattolica e alcuni critici non vedono di buon occhio che queste donne si facciano chiamare “sorelle” e vestano la tonaca, ma a loro non interessa anzi, si dicono soddisfatte che vengano mosse criticità sull’aspetto esteriore e si tralasci quello che invece fanno concretamente, senza attaccare i benefici terapeutici della Maria.
Tanto lo sappiamo tutti che non è l’abito a fare il monaco.
http://www.dolcevitaonline.it/le-suore-che-coltivano-maria/ 

lunedì 6 febbraio 2017

La Cannabis può guarire le ferite?

Lunedì 6 febbraio 2017
Un uomo di nazionalità canadese di 44 anni malato di cancro si è affidato al Dottor Vincent Maida, professore associato del Division of Palliative Care at the University of Toronto per trovare un trattamento al suo dolore cronico. Precedentemente aveva fatto uso di farmaci e di oppiacei: i primi non portavano nessun miglioramento e i secondi gli stavano causando effetti collaterali. Hanno deciso quindi di iniziare una terapia a base di Cannabis. Il medico gli prescrisse la Marijuana da assimilare tramite vaporizzatore: la cura non solo apportò giovamento al dolore, ma gli permise di abbassare la quantità di oppiacei.
Successivamente il cancro gli causò una ferita sulla guancia che la erose, rendendo impossibile l’assunzione della Marijuana. Decisero quindi di applicare sulla ferita olio di Canapa 4 volte al giorno per un mese. Il dolore si affievoliva dopo 10 minuti e l’effetto durava per le due ore successive ma soprattutto, la dimensione del foro si era ristretta del 5%.
Solo uno studio finora prendeva in considerazione la possibilità che la Cannabis potesse trattare le ferite ed era inerente alle cellule dell’intestino e svolto in laboratorio.
Purtroppo l’uomo è deceduto dopo un mese dall’inizio della cura a causa di complicazioni del suo stato di salute, ma lascia dietro di sé un’importante testimonianza di quanto ancora ci potrebbe essere da scoprire sulla Marijuana.
 http://www.dolcevitaonline.it/la-cannabis-puo-guarire-le-ferite/

venerdì 16 dicembre 2016

Quante canne bisogna riuscire a fumare per andare in overdose?

16 Dicembre 2016
super cannoneL’eroina e la cocaina provocano migliaia di morti ogni anno, una droga legale e socialmente accettata come l’alcol ne provoca oltre 3 milioni nel mondo, lo stesso vale anche per molti farmaci, compresi quelli che assumiamo più di frequente e siamo soliti considerare sicuri, come l’aspirina che ogni anno provoca migliaia di decessi.
Per la cannabis invece non esiste un solo caso accertato dalla scienza di overdose mortale. Nessuno in tutta la storia. Ma esiste un massimo di cannabis tollerabile dall’organismo? In altre parole, è tecnicamente possibile averne un overdose?
La domanda se la pose la Dea, cioè l’agenzia federale antidroga americana, quasi 30 anni fa. La risposta è in un documento datato 6 settembre 1988, ad oggi ancora l’unico documento ufficiale sul tema.
«La dose mediana letale della marijuana – si legge nel documento – è di circa 1: 20.000 o 1: 40.000. In termini concreti, ciò significa che, per indurre la morte un fumatore di marijuana dovrebbe consumare da 20.000 a 40.000 volte la quantità di marijuana che è contenuta in uno spinello. Un fumatore dovrebbe quindi consumare quasi 1.500 chili di cannabis in circa quindici minuti per indurre una risposta letale.
Il responso dell’agenzia antidroga americana fu quindi chiaro ed incontrovertibile: morire di overdose di cannabis è tecnicamente impossibile, almeno che non esista qualcuno in grado di fumare una tonnellata e mezzo di erba in quindici minuti.

 http://pasqualecaputo.blogspot.it/2016/12/quante-canne-bisogna-riuscire-fumare.html

sabato 6 agosto 2016

Patatine di canapa al finocchietto

patatine di canapa
Chi non può fare a meno delle patatine (ma anche tutti gli altri) da oggi ha una scelta di più: prepararle con l’aggiunta di farina di canapa e sfornarle per l’aperitivo, per una merenda, o in caso di fame improvvisa.

Ingredienti: 400/450 gr di farina semi-integrale di grano duro, 50/100 gr di farina di canapa, 150 gr di olio extravergine d’oliva, 200 ml di vino bianco e semi di finocchietto q.b.
Procedimento: innanzitutto bisogna mescolare tutti gli ingredienti solidi, per poi aggiungere l’olio e fare in modo che la farina sia ben unta in maniera omogenea.
Aggiungere il vino bianco e impastare per una decina di minuti, fino ad ottenere una palla liscia da far riposare per circa 20 minuti, coperta da un canovaccio.
 Poi stendere l’impasto col mattarello dopo aver infarinato la superficie fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di pochi millimetri.
Posare la sfoglia su una teglia antiaderente e, con una rotella, tagliarla in tanti piccoli triangoli. Infornare in forno ben caldo a 180° per 20 minuti, poi sfornare e lasciare raffreddare.
a cura della redazione di canapaindustriale.it
http://www.dolcevitaonline.it/patatine-di-canapa-al-finocchietto/

lunedì 11 luglio 2016

Canapa industriale vuol dire lavoro


 
di Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno
Sono Rachele Invernizzi, presidente di South Hemp Tecno un impianto di prima trasformazione di paglia di canapa a Cristiano, Taranto, Puglia. Sono anche vicepresidente di Federcanapa, che è la federazione nazionale produttori canapa industriale. Vi parlo di canapa in vista del passaggio al Senato della legge, della proposta della Camera, la legge sulla produzione di canapa industriale in Italia. La canapa è una specie vegetale appartenente alla famiglia delle cannabinacee ed è di coltura annuale. Fanno distinzione tra canapa sativa e canapa indica, di fatto è una sola pianta. L' unica cosa che le differenzia è la presenza di cannabinoidi, nelle piante di canapa abbiamo il THC in alcune varietà, che è stupefacente, per cui la legge la proibisce e viene definita droga, e altri cannabinoidi molto buoni invece in quella che noi chiamiamo canapa industriale.
La canapa industriale per legge, per essere coltivata, deve stare sotto lo 0,2% di questo thc, e siamo obbligati a coltivare solo ed esclusivamente seme con certificazione che attesti il fatto che siamo sotto lo 0,2%. La coltivazione di canapa industriale negli ultimi anni in Italia è cresciuta in modo esponenziale, soltanto l'anno scorso 2015 abbiamo fatto più di 2.000 ettari, quest'anno per i conti che abbiamo finora quasi a 3.000 ettari. Le produzioni sono divise in una produzione da paglia, per poi fare fibra e canapulo che è la parte legnosa all'interno della bacchetta, e la produzione di semi che vengono poi usati per diversi utilizzi industriali.
La canapa industriale per l'Italia vuol dire lavoro, dire lavoro oggi in un momento così di crisi è molto importante. C'è e ci sarà sicuramente molto lavoro per l'agricoltura perché è di interesse nazionale la crescita, e ci sono un sacco di cose che si possono fare con la canapa. Per l'agricoltura è un prodotto che viene acquistato e viene pagato, non c'è nessun dubbio, perché oggi chi fa pomodori ha il problema di non riuscire a vendere, chi fa i meloni non li vende, chi fa le olive non le vende, mentre per la canapa c'è un mercato in crescita e anzi se possiamo dire oggi una delle particolarità è che ci manca prodotto, per cui sicuramente stimoliamo l'agricoltura a farne e a farne sempre di più. L'agricoltura è un' po' restia perché abituata fare grano, ma la bontà della canapa in rotazione con i cereali e anche con le orticole è una cosa molto importante. La canapa ha questo grande pregio di trasformare completamente i terreni, una volta che si semina cresce talmente velocemente che è assolutamente diserbante, per cui lascia i terreni perfettamente puliti. La sua radice a fittone fa sì che i terreni vengano ossigenati, i terreni oggi lavorati meccanicamente sono molto stressati in questo senso, ed essiccando in campo lascia molto azoto, per cui l'anno dopo le produzioni si dice addirittura che aumentino del 15-25% in più. Per cui per l'agricoltura è assolutamente una cosa geniale. E se vogliamo parlare di agroalimentare e comunque industria, sicuramente ci sono talmente tante cose e prodotti che si possono fare con la canapa che secondo me è assolutamente da stimolare la produzione di materie prime e semilavorati. La canapa si può usare in diversissimi settori a seconda della produzione. La sua fibra verrà usata in bioedilizia, in zootecnia, in agricoltura; con la parte di fibra a canapulo si possono fare bioplastiche, si può fare cellulosa per fare carta, si può fare tessitura, si possono fare un sacco di lavori interessanti. Mentre la produzione del seme, che principalmente oggi è alimentare perché ne facciamo troppo poco, è ottima per far alimentare perché fa bene alla salute, e perché è comunque organica per cui è un prodotto naturale che aiuta l'uomo stare meglio soprattutto oggi con i cibi molto inquinati dalla chimica che abbiamo.
La canapa va sicuramente verso quei prodotti biologici, anche se non sono certificati biologici, perché la canapa dall'inizio alla fine della sua produzione non ha assolutamente bisogno di chimica, anzi abbiamo visto nei casi in cui è usata magari per arricchire i terreni, alla fine rispondono molto meglio i terreni arricchiti con letame animale o dei compost organici, per cui è assolutamente interessante. Il seme dicevo è importante perché nel momento in cui ne avremo molto, si può usare anche a livello industriale: con i semi di canapa fai l'olio di canapa, si possono fare oli industriali, tecnici, si può fare biodiesel, si può fare etanolo per cui creare anche energia. Della canapa si dice che non si butta via niente, è il maiale dell'agricoltura, noi in azienda sfruttiamo completamente tutto e quando ci dicono “i materiali di scarto?”, no non ci sono materiali di scarto perché comunque anche l'ultima delle polveri viene riutilizzata per fare energia sotto forma di pellet.
Il fatto della canapa alimentare è molto importante per la salute dell'uomo, nutrirsi di semi di canapa e di olio di canapa è importante per diversi problemi di salute, l'olio di canapa regola molto bene il colesterolo, serve molto bene per la psoriasi, per l'artrosi, per fluidificare il sangue per cui per i problemi cardiovascolari, per la pelle, per i capelli, per i radicali liberi. Ha un ottimo apporto di proteine, di antiossidanti, di vitamina E, di sali minerali, e la cosa ottima è l'apporto equilibrato tra omega 3 e omega 6 che sono molto importanti per la salute dell'uomo. Che cosa manca oggi affinché l'Italia possa avere una legge di sostegno per la coltivazione? Siamo arrivati ad avere una proposta di legge approvata alla Camera, deve passare al Senato a breve, e veramente auspichiamo che il governo italiano capisca quanto è importante ritornare agli albori di un tempo per quanto riguarda la canapa. Con questo ci tengo a nome mio a ringraziare moltissimi parlamentari che ci hanno appoggiato e supportato per redigere questa legge.

http://www.beppegrillo.it/2016/07/passaparola_canapa_industriale_vuol_dire_lavoro_di_rachele_invernizzi.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+beppegrillo%2Fatom+%28Blog+di+Beppe+Grillo%29

venerdì 23 ottobre 2015

Pro e contro del sesso sotto effetto di cannabis

23 OTTOBRE 2015
Gli effetti della cannabis non sono standard ma variano da persona a persona, così come le emozioni date dal sesso. Per questo per alcuni la combinazione tra effetto della cannabis e sesso è qualcosa di fantastico, mentre altri sostengono che il sesso in questi casi non faccia per loro.Esistono però alcuni punti sui quali si può convergere, che riguardano la maggior parte delle esperienze.
I PRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. Secondo uno studio effettuato tramite interviste negli Usa, l’effetto della cannabis produce un aumento della libido su oltre la metà dei fumatori di marijuana. Secondo molti intervistati l’effetto del Thc aiuterebbe anche a migliorare le sensazionidurante il rapporto, probabilmente in base alle riconosciute proprietà dell’erba come ausilio al relax e al buon umore, due fattori sicuramente importanti tra le lenzuola oltre che nella vita.
Altri due sono i fattori a sostegno dei fautori del mix tra cannabis e sesso. Il primo risiede nella proprietà della cannabis nel dilatare la percezione del tempo, secondo uno studio pubblicato dal National Center for Biotechnology Information degli Stati Uniti, la cannabis aiuta infatti a controllare e dilatare il tempo, qualità che trasposta in camera da letto aiuta quantomeno a “dare l’impressione” di un rapporto di maggior durata. Diverse persone, specialmente donne, dichiarano inoltre che sotto effetto di cannabis sono in grado di provare orgasmi di maggiore durata e intensità (si legga ad esempio questa intervista).
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leggi anche: Foria, il lubrificante alla cannabis che provoca fino a 15 minuti di orgasmi multipli
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I CONTRO DEL SESSO SOTTO EFFETTO DI CANNABIS. I possibili contro, oltre che a sempre possibili reazioni a livello individuale (non a tutti aumenta la libido dopo aver fumato, anzi per alcuni è vero il contrario) si riscontrano specialmente quando una persona ha fumato un po’ troppo, nel caso è piuttosto probabile che se ne vada la voglia di fare molte cose, tra le quali l’amore.
Per le ragazze, inoltre, l’uso di cannabis può portare secchezza vaginale. Secondo la dott.ssa. Julie Holland (in questa intervista rilasciata a Vice) il fatto che la cannabis tenda a provocare secchezza delle mucose agisce a livello vaginale allo stesso modo di come provoca l’effetto “lappa” in bocca. Per i maschi invece, non va dimenticato come il Thc tenda a rallentare momentaneamente anche gli spermatozoi, fattore che ne rende sconsigliabile l’uso se si sta cercando di avere un figlio.
PROVANDO A TIRARE ALCUNE CONCLUSIONI. Per concludere possiamo affermare che se è vero ciò che già ci aveva detto tempo fa il “guru” italiano della cannabis Franco Casalone, cioè che “più studiamo la cannabis e più ci rendiamo conto di non saperne nulla” e che i suoi effetti dipendono da mille fattori soggettivi, ciò è particolarmente vero nel caso delle relazioni tra uso di cannabis e sesso.
Una ricerca canadese del 2003 ha rivelato come circa la metà dei 104 intervistati aveva dichiarato che la cannabis migliorava i propri rapporti sessuali, ma allo stesso tempo un terzo di essi ha invece sostenuto che li rendeva più difficoltosi. Mentre alcuni hanno persino dichiarato che la sua influenza positiva sulla sfera sessuale era il motivo principale che li spingeva a fumare erba. Insomma, ogni persona e ogni coppia fa storia a sé.
http://www.dolcevitaonline.it/pro-e-contro-del-sesso-sotto-effetto-di-cannabis/

venerdì 11 settembre 2015

Il Movimento 5 Stelle organizza un evento per la legalizzazione della cannabis

italia chiama canapa 2Per promuovere la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis presentata a Montecitorio da 220 parlamentari, il Movimento 5 Stelle organizza per sabato 19 settembre a Imola (piazza Caduti per la Libertà), un evento nazionale intitolato “Italia chiama canapa“.
Lo scopo della manifestazione sarà non solo quello diillustrare la proposta di legge per la legalizzazione, ma anche quello di sensibilizzare la cittadinanza verso le possibili ricadute economiche ed ambientali degli utilizzi tessili della canapa: una risorsa naturale coltivata fino agli anni ’50-’60, che con le nuove tecnologie potrebbe tornare ad essere un volano per l’economia.
L’evento, che inizierà alle ore 10, ed e’ organizzato in collaborazione con l’associazione imolese 26 Marzo, si svolgerà in tre fasi: in mattinata saranno presenti le aziende che trattano la canapa di origine italiana, le quali doneranno anche degli assaggi ai presenti. Mentre verranno anche illustrate le risorse che la canapa mette a disposizione del crescente settore della bioedilizia.
Nel pomeriggio, dalle 15, spazio alla sessione politica della manifestazione, con la presenza deideputati del M5S Vittorio Ferraresi e Paolo Bernini e di Nunzio Santalucia (tossicologo da anni impegnato nella diffusione della cultura della cannabis terapeutica) e Manuela Pierobon (laureata in Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio). Chiusura con la cena a base di prodotti di canapa, cucinati dallo staff del ristorante Ci.Bo’ al centro sociale Orti Bel Poggio.
Il Movimento precisa che “le spese per l’organizzazione sono totalmente a carico dell’associazione 26 Marzo e del M5S Imola” e che “le aziende presenti non hanno dovuto pagare nessuna quota di adesione”.

venerdì 4 settembre 2015

Charas in Himalaya

2014-10-22 03.52.43 pmNell’Alto Himalaya l’utilizzo dei prodotti della Cannabis fa parte di una tradizione millenaria religiosa, medica e popolare, ancora viva nonostante le pressioni del “primo mondo”. Charas é il nome della resina della Cannabis (dove si trova la maggior parte del principio attivo), estratta in queste regioni ancora nel modo più semplice possibile: a mani nude e dalle piante ancora vive. “Charsì” sono i produttori e gli utilizzatori di questa nobile sostanza. Insieme ai rituali tradizionali associati all’uso della Cannabis si sente spesso 2014-10-22 03.52.53 pmpronunciare ad alta voce: <Charsì cabi nahin marsì!> – che i Charsì non muoiano mai!
Per queste popolazioni la coltivazione e l’utilizzo dei prodotti della pianta di Cannabis fanno parte di una tradizione millenaria. La Cannabis entra nei riti religiosi, nelle storie folkloristiche, viene usata come cibo, come fonte di fibra robusta, come combustibile per accendere fuochi, come fonte di sostentamento, come medicina. In queste montagnela 2014-10-22 03.53.04 pmproduzione di Charas è da sempre stata parte delle conoscenze pratiche di queste popolazioni e, fino ai primi anni’80 il Charas veniva comprato e poi rivenduto dal governo, tramite negozi governativi.
A 3000 metri non cresce quasi nulla di coltivabile. Solo la Cannabis permette un raccolto che potrà dare un minimo reddito a queste popolazioni, visto che lo “Stato” vuole comunque del denaro anche da loro, solo per il fatto che esistono. Anzi, la loro esistenza così come è stata finora deve cambiare, perché non possono più permettersi di essere un esempio di come sarebbe possibile un diverso modo di vita. Ricordo che finora tutti i locali sapevano farsi la propria casa dal nulla: usando pietre e legname del posto; capaci a farsi i vestiti dal nulla: allevando le pecore, tagliando, cardando, filando la lana; capaci a farsi il cibo: allevando animali e coltivando la terra; capaci a trovarsi e a prepararsi le medicine da erbe e radici raccolte sulle loro montagne. Erano autosufficienti e padroni della propria vita. Adesso devono andare a scuola, dimenticarsi tutto questo e diventare “consumatori”. E vivere e lavorare per qualcun altro.
Sono stato a Desh (Himalaya) per rivedere la mia (ex) grotta. E mi si è gonfiato il cuore di tristezza. La vita di queste popolazioni è sconvolta da una serie di progetti governativi di strade e dighe per centrali idroelettricheStanno togliendo loro tutto, senza dare nulla in cambio. Case e terreni vengono espropriati senza che ai legittimi proprietari ricevano alcunché. Interi versanti di montagne vengono bruciati ed il legname rubato ai locali (che non possono più tagliarlo, nemmeno per rifarsi le case dopo un incendio che ha devastato il paese, altrimenti verrebbero multati), esportato e venduto lontano. Portano via persino l’erba che sarebbe servita al bestiame per l’inverno. Ai contadini di Desh è stato detto dai rappresentanti del governo: “Non piantate più Bhang (Cannabis), piuttosto comprate questi semi di piselli, vi compreremo poi il raccolto per 80 rupie al Kg.” Al momento di vendere il raccolto il governo si è rimangiato la parola data, e da 80 rupie/Kg l’offerta per i piselli è stata di 6 rupie al Kg. In più è salita la polizia per ben due volte per tagliare le piante di Bhang e terrorizzare donne e bambini.
Ma a Desh conoscono bene il valore di questa pianta, e sono comunque riusciti, con un lavoro massacrante, a coltivare Bhang nei posti più lontani, più difficili e pericolosi da raggiungere. I soldi che la CE e gli Usa danno tutti gli anni al governi di qui perché dimostri di fare qualcosa contro il terribile “pericolo droga” vengono usati soltanto per creare disagio, scontento, rabbia, odio verso un sistema che sconfessa le sue tradizioni e la sua cultura in nome del denaro. Un sistema che sconvolge la vita della propria gente, li riduce in miseria, li spinge a dover abbandonare l’uso e la conoscenza di una pianta che produce soltanto benessere, soprattutto li spinge a rovinarsi bevendo alcolici. Di recente un poliziotto locale, “istruito” dal governo, ha detto: “Ai miei figli dirò di non fumare Charas, perché è molto pericoloso. Ma che bevano pure tutti i superalcolici che vogliono, tanto di alcol non è mai morto nessuno.”!!! Tanti auguri!
Bom Bholenat! Charsì cabi nei marsì! (che i charsì non muoiano mai)
P.S. Nel 2008 i morti x alcol in Italia sono stati almeno 25000 (506 per “droghe illegali”, più di 80000 per tabacco); in Europa almeno 115000; nel mondo 2 milioni e 3000000. Non si è mai registrato un solo decesso attribuibile direttamente all’uso di Cannabis!

domenica 16 agosto 2015

Cos’è il sistema endocannabinoide


Il sistema endogeno di cannabinoidi, il cui nome deriva dalla pianta che ne ha portato alla scoperta, è forse il sistema fisiologico più importante per l’uomo nello stabilire e regolare il suo benessere e la sua salute.
I recettori per gli endocannabinoidi, ovvero per le molecole chimiche che vengono prodotte dal nostro corpo con una forma simile a quella contenute nella Cannabis, si trovano distribuiti in tutto il nostro corpo: si pensi che il CB1 è uno dei recettori più presenti nel SNC e la distribuzione periferica dei recettori cannabinoidi spazia tra cervello, organi, tessuti connettivi, ghiandole e cellule immunitarie ed in ogni tessuto il sistema endocannabinoide ricoprirà mansioni differenti ma l’obiettivo principale sarà sempre lo stesso: l’omeostasi, ossia il mantenimento di un ambiente interno stabile ed in equilibrio nonostante le fluttuazioni presenti nell’ambiente esterno circostante.
L’omeostasi viene così promossa dai cannabinoidi ad ogni livello della vita biologica, da quello cellulare, a quello dell’organismo, per arrivare possibilmente a quello comunitario ed oltre.
Per capirci prendiamo l’esempio dell’autofagia, un processo nel quale una cellula sequestra una parte del suo contenuto affinché venga auto-digerito e riciclato, che viene mediato dal sistema endocannabinoide.
Se questo processo serve a mantenere le cellule normali in vita, permettendole di raggiungere un equilibrio tra sintesi, degradazione, e successivo riciclo di prodotti cellulari, ha anche un effetto mortale per le cellule tumorali maligne, portandole a consumarsi autonomamente in un meccanismo di suicidio cellulare programmato o apoptosi.
La morte delle cellule cancerogene così promuove l’omeostasi e la sopravvivenza dell’organismo ad ogni livello.
Gli endocannabinoidi sono inoltre importanti neuromodulatori e permettono la comunicazione ed il coordinamento di diversi tipi di cellule tra di loro.
Nel sito di una ferita, ad esempio, moltissimi endocannabinoidi verranno rilasciati poiché questi riducono il rilascio di attivatori e sensibilizzatori dal tessuto leso, stabilizzano le cellule nervose per prevenire un’accensione eccessiva dei messaggi di dolore e calmano le cellule immunitarie circostanti così da prevenire il rilascio di sostanze proinfiammatorie.
Abbiamo quindi a che fare con 3 diversi tipi di meccanismi di azione su 3 diversi tipi di cellule con un singolo obiettivo: minimizzare il dolore ed il danno causato dalla ferita.

Cosa sono i recettori cannabinoidi

Urocordati, ascidiacei, i piccoli nematodi e tutte le specie vertebrate condividono tra loro la presenza di un sistema endocannabinoide come parte essenziale per la loro vita e per il loro adattamento ai cambiamenti ambientali.
Attraverso la confrontazione delle genetiche dei recettori cannabinoidi di diverse specie, gli scienziati oggi stimano che il sistema endocannabinoide si sia evoluto per la prima volta negli animali primitivi più di 600 milioni di anni fa.
Mentre può sembrare che la scienza oggi sappia molto in tema di cannabinoidi, la realtà è che i circa 20 mila articoli scientifici in materia hanno solamente iniziato a portare alla luce l’argomento.
Grandi vuoti ancora devono essere colmati, e la complessità delle interazioni tra i vari cannabinoidi, i vari tipi di cellule, di sistemi e di organismi, offrono nuovi spunti e modi di guardare alla fisiologia ed alla salute.
I recettori cannabinoidi sono presenti ovunque nel nostro corpo incorporati alle membrane cellulari che attraversano 7 volte con la loro forma a serpentina, e si crede che questi siano più numerosi di ogni altro sistema di recettori.
Quando i recettori cannabinoidi vengono stimolati, per esempio a seguito dell’assunzione di Cannabis, una pluralità di processi fisiologici prende il via.
Attualmente, due sono i recettori cannabinoidi individuati: i CB1, presenti prevalentemente nel sistema nervoso (dove sono i più abbondanti recettori accoppiati alle proteine G dell’SNC); ed i CB2, localizzati principalmente nel sistema immunitario e nelle strutture ad esso associate, oltre che una presenza di ambedue tra tessuti, gonadi, ghiande ed organi.
In molti tessuti infatti sono presenti entrambi i recettori CB1 e CB2, ognuno dei quali collegati a diverse funzioni e molti ricercatori, tra i quali Viola Brugnatelli e molti altri che investigano sui nuovi recettori, speculano sulla presenza di un terzo e quarto tipo di recettori cannabinoidi, il GPR55 e l’Abn-CBD.
Ciò che risulta importante per comprendere a fondo l’importanza di questo sistema è che gli endocannabinoidi sono sostanze prodotte in forma naturale dal nostro corpo per stimolare questi recettori, che sono così fondamentali per l’occorrere della vita che al cancellare la sequenza genetica che codifica il recettore cannabinoide, ottenendo pertanto una forma di vita priva di CB1 funzionanti ed un così chiamato “KO di Cannabinoide”, si previene lo sviluppo embrionale e la sopravvivenza dello stesso alla nascita.

Cosa sono i cannabinoidi

Le due molecole di endocannabinoidi meglio studiate e comprese attualmente sono l’Anandamide (dal Sanscrito, beatitudine, felicità) e il 2-AG (2-arachidonilglicerolo).
Questi vengono sintetizzati su richiesta da parte di derivati dell’acido arachidonico sulla membrana cellulare ed hanno un effetto locale ed una breve vita prima di essere degradati dall’enzima idrolasi delle ammidi degli acidi grassi (FAAH) e dalla monoacilglicerolo lipasi (MAGL).
Dato che chimicamente gli endocannabinoidi sono eicosanoidi (acidi grassi ossidati), durante il simposio dell’International Cannabinoid Research Society del 2014 è stato proposto il cambio della nomenclatura da “endocannabinoidi” a “eicosanoidi” con l’obbiettivo di prevenire lo stigma nei confronti di terapie che hanno come target il sistema cannabinoide, ma che chiaramente si allontanano dalla componente ricreativa della Cannabis.
I fitocannabinoidi sono sostanze prodotte dalle piante capaci di stimolare i recettori cannabinoidi.
La maggior parte dei fitocannabinoidi sono stati isolati a partire dalla Cannabis Sativa, ma anche in altre piante officinali, come l’Echinacea Purpurea, sono stati individuati cannabinoidi non psicoattivi.
Il Delta-9-tetraidrocannabinolo, o semplicemente THC, è sicuramente il più psicoattivo e famoso di questi elementi, ma altri cannabinoidi come il cannabidiolo (CBD), il cannabinolo (CBN) ed altri cannabinoidi acidi, stanno oggi attirando l’attenzione dei ricercatori e dei pazienti per le loro plurime proprietà curative.
Di particolare interesse risulta il fatto che anche la pianta di Cannabis stessa utilizza i cannabinoidi per favorire il suo benessere e per la prevenzione di malattie.
I cannabinoidi infatti hanno proprietà antiossidanti che svolgono un’azione protettiva nei confronti delle foglie e delle infiorescenze della pianta dalle radiazioni ultraviolette: i cannabinoidi, neutralizzando i pericoli dei radicali liberi generati dai raggi UV, proteggono le cellule.
Negli esseri umani i radicali liberi causano invecchiamento, cancro, ostacolano e sbilanciano i processi di guarigione e possono portare ad una vasta gamma di patologie, da quelle neurodegenerative a quelle autoimmuni e gli antiossidanti presenti nelle piante sono stati a lungo
promossi come supplementi naturali per la prevenzione dei danni da radicali liberi.
Viola Brugnatelli



sabato 15 agosto 2015

Il succo di Cannabis cruda.


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La pianta di Cannabis non può che meravigliare per le sue innumerevoli proprietà e prodotti che possono essere generati da questa.
Non si può negare che negli ultimi anni le ricerche e le pubblicazioni in materia pian pianino stiano aumentando e nuove informazioni riguardanti tanto gli aspetti industriali quanto quelli terapeutici della pianta vengono a galla, lasciando spesso a bocca aperta anche gli stessi appassionati, attivisti, ricercatori e pazienti di Cannabis.
Erano circa 3 anni fa quando dagli Stati Uniti giunsero le prime informazioni, le prime testimonianze di pazienti che riportavano effetti benefici in seguito all’assunzione della pianta di Cannabis fresca, cruda, sotto forma di succhi: allora si trattava di qualcosa che andava in totale controtendenza rispetto alle tradizionali forme di assunzione della Cannabis terapeutica, che generalmente veniva assunta tramite vaporizzazione o ingestione delle infiorescenze femminile secche e curate.
Analogamente a quanto accade con la frutta e la verdura, come ad esempio con le pesche, le pere, le fragole, le arance, l’ananas, le zucchine, le carote, i pomodori e via dicendo, dalle quali si ottengono succhi di frutta e centrifugati da bere, preservando tutte le proprietà organolettiche di questi e potendone assumere grandi quantità in pochi sorsi, anche per la Cannabis il discorso vale, dalla quale si potrà ottenere il succo di Cannabis cruda.
La pianta di Cannabis produce più di 421 componenti chimici, dei quali per il momento un’ottantina sono stati classificati come fitocannabinoidi che vengono sintetizzati ed immagazzinati dalla pianta principalmente nelle sue infiorescenze e nelle sue foglie sotto forma acida.
Di fondamentale rilievo per scopi terapeutici risulta il fatto che mentre la pianta di Cannabis è in vita, fresca, la maggior parte del famoso D9-THC, il cannabinoide responsabile dell’effetto psicotropo della pianta, viene immagazzinato sotto forma acida (D9-THCA), che si caratterizza per essere priva di effetti psicotropi. Dal momento in cui la pianta viene raccolta ed inizia a seccare, lentamente il processo di decarbossilazione, che porta alla trasformazione del D9-THCA non psicoattivo al D9-THC psicoattivo, prende il via. Tale processo inoltre accelererà e si concluderà una volta che la pianta verrà esposta ad una fonte di calore rilevante, come ad esempio all’atto di
essere fumata, vaporizzata, o cotta per essere ingerita. Al suo stato naturale, crudo, la Cannabis non risulta essere psicoattiva.
Le foglie e le infiorescenze di Cannabis in natura possono essere raccolte come si raccoglierebbe qualsiasi ortaggio dall’orto casalingo, assieme ai pomodori, ai broccoli, ai cetrioli, alla lattuga, alla rucola, al basilico e via dicendo per farne una splendida insalata, o trasformata in succo con un procedimento a freddo tramite estrattore, ricchissimo di cannabinoidi nella loro forma acida, quindi privo di effetti psicotropi ma ricchissimo di proprietà terapeutiche.
La Cannabis infatti risulta essere un naturale concentrato di composti antibiotici, antifungini, antivirali, antiossidanti, antinfiammatori, immunoregolatori e antiproliferativi, oltre ad avere funzioni analgesiche, antiemetiche, antiepilettiche, antipsicotiche e ansiolitiche. Svolge inoltre un’azione benefica per la formazione ossea, contro la psoriasis, per la riduzione dei danni provocati da ischemia cerebrale, per la fatica cronica e le malattie neurodegenerative, per il diabete e la riduzione del peso per la sua capacità di soppressione dell’appetito e, nel suo stato fresco e crudo, non veicola alcun effetto secondario psicoattivo, rendendola così sicura persino per i bambini.
The Raw Study si propone come il primo studio clinico Europeo sulla Cannabis cruda come nutraceutico per il trattamento e la cura della Sclerosi Multipla Ricorrente Remittente. Il progetto nasce dalla responsabilità etica di scienziati e medici di rispondere con dati oggettivi alle Associazioni di Pazienti ed è interamente indipendente da sponsors, basandosi sul lavoro volontario e su finanziamenti privati.
Lo studio potrà così permettere, oltre all’osservazione rigorosa dei cambiamenti oggettivi e soggettivi dei sintomi, ai marker immunitari della patologia prima e dopo l’utilizzo di cannabinoidi acidi in forma di succhi di Raw Cannabis, di osservare altre pratiche di medicina complementare largamente utilizzate dai pazienti di Sclerosi Multipla, quali un cambio di alimentazione ad alto contenuto vegetale, un’aumento di esposizione solare quotidiana per aumentare i livelli di Vitamina D ed un approccio al benessere psico-fisico del paziente grazie ad un setting naturale, attività
ricreative, comunitarie, meditative e di respirazione oltre che esercizi di yoga e tai chi.

venerdì 30 gennaio 2015

Il Sistema degli Endocannabinoidi: Cannabis e Appetito

Semplicemente: Canapa
Di in Conoscere la Cannabis
Uno dei clichè più diffusi del consumo di cannabis è un appetito apparentemente insaziabile.
Il fenomeno , conosciuto da anni come “the munchies” , è talmente penetrato nella nostra cultura che anche chi non fa uso di cannabis conosce questo effetto; prima di poter spiegare  che cos’è che vi porta a mangiare tanto continuamente, ci sono alcune cose da sapere.
Prima di tutto cosa realmente è un cannabinoide e perché sono presenti nel nostro sistema anche se non si è mai fatto uso di cannabis.
I cannabinoidi sono diverse miscele chimiche che si trovano nel corpo umano e che funzionano come crossover tra alcuni recettori ed il Sistema Endocannabinoide ( ECS ) .
L’ECS regola processi nel corpo come l’assunzione di energia , il trasporto di nutrienti e la funzione magazzino del metabolismo ; prima di capire il ruolo della cannabis in tutto questo , si deve conoscere la funzione del Sistema Endocannabinoidale ECS .
Tre sono le parti importanti del sistema ; gli endocannabinoidi , i recettori che individuano la presenza dei cannabinoidi e due enzimi che aiutano la loro sintetizzazione e la degradazione.
Ci sono 3 tipi di di cannabinoidi conosciuti dagli scienziati ; gli endocannabinoidi ( che si trovano nel corpo umano ) , i fitocannabinoidi ( che si trovano in piante come la cannabis ) ed altri creati in laboratorio che chiameremo “cannabinoidi sintetici” .
Il cannabinoide più popolare  , è conosciuto con il nome di Tetraidrocannabinoide o THC, il fattore psicoattivo primario ; il Cannabinoide o CBD lo segue.

Considerando che ci sono già Endocannabinoidi prodotti dal corpo umano che funzionano da crossover per recettori di cannabinoidi , la assunzione di THC o CBD può servire a normalizzare eventuali deficenze di uno o dell’altro nel corpo umano .

“ Il CBD lavora sui recettori che abbiamo degli endocannabinoidi nei nostri corpi , i cannabinoidi endogeni che sono molto utili nelle funzioni immunitarie , funzioni nervose e per le ossa . “
Dichiarazione del Dr. Ethan Russo consulente della compagnia Inglese che produce lo spray orale conosciuto come SATIVEX.

C’è una tendenza nel denigrare qualcosa quando sembra utile per tutto , aggiunge il Dr. Ethan Russo , ma in questo caso ci sono le ragioni . Il Sistema endogeno Cannabinoide lavora come un fine crossover per molti sistemi ; e se per qualche motivo dovesse esistere una naturale deficienza in alcuni di essi , sostanze come il THC e il CBD possono riportare il corpo ad una situazione bilanciata .

La cosa più importante da capire è che i cannabinoidi sono miscele a base di grassi che innescano il prossimo passo nel Sistema Endocannabinoide – i recettori di cannabinoidi – che sono molto simili nella struttura ai cannabinoidi prodotti dalla cannabis .
I recettori di cannabinoidi sono divisi in 2 categorie principali , CB1 e CB2 , e si trovano nel cervello , nell’intestino e nel sistema immunitario .

Quando un ricettore di cannabinoidi è attivato dagli endocannabinoidi , aiutati dagli enzimi sopracitati , diverse funzioni fisiologiche in diversi sistemi del corpo vengono attivate , come la memoria , i dolori , l’umore ed un persistente appetito .

L’attività ECS nel sistema centrale nervoso controlla lo stimolo dell’ appetito ; questo è il perché del fatto che , anche se non abbiamo appetito, il nostro sistema nervoso manda segnali all’ippotalamo comunicando la nostra fame . L’ippotalamo è la parte del cervello che innesca la fame e che fa sapere al sistema limbico che sei pronto a mangiare.

Gli endocannabinoidi lavorano per rallentare il transito ed il processo di svuotamento dei liquidi gastrointestinali e sembra stimolino la secrezione di Ghrelin , un ormone che aumenta la fame ed il bisogno di mangiare .

Dopo aver mangiato il cervello riceve segnali di sazietà dall’intestino piccolo ( duodeno ) che riduce l’attività ECS dicendo al nostro corpo che abbiamo mangiato abbastanza .
Studi su donne con disturbi alimentari hanno rivelato la bassa presenza di endocannabinoidi nel corpo e di recettori di cannabinoidi ; l’uso nel trattamento di questi disturbi , come l’anoressia , ha dato risultati positivi .
Come quelli condotti su pazienti con cancro sottoposti a chemioterapia HIV o AIDS nei quali l’appetito era molto basso .

La ricerca sugli effetti dei cannabinoidi procede .

http://freeweed.it/sistema-endocannabinoidi-cannabis-appetito/

mercoledì 21 gennaio 2015

Che cos'è il CBD?


La ragione per cui la marijuana è considerata una forma popolare di trattamento medico è dovuta ai principi attivi in essa contenuti. Ciascuna varietà contiene queste sostanze in rapporti diversi, il che rende ogni specie di Cannabis unica e più o meno adatta a diverse necessità. Il principio attivo cui tendono ad essere maggiormente interessati i consumatori a scopo terapeutico è il cannabinoide, conosciuto anche come cannabidiolo, o CBD.

CBD vs THC

Quando cercate semi di Cannabis su internet, studiate la cultura della Cannabis o chiedete ad una persona qualsiasi se sappia quale sia il principio per cui la marijuana è in grado di "fondere", allora sentirete parlare in termini di THC. Si tratta di un altro cannabinoide presente nella Cannabis. THC è l'acronimo di 9-tetraidrocannabinolo e si trova, spesso, in quantità maggiori rispetto alla sua controparte, il CBD. Sono i due maggiori cannabinoidi reperibili nella marijuana, ma hanno ruoli distinti e differenti. Il THC è più psicoattivo e provoca viaggi cerebrali ed effetti letargici che, spesso, sono tipici delle varietà più commerciali reperibili al giorno d'oggi. Il CBD è il cannabinoide che si comporta contrastando gli effetti del THC, calmandoli e, per questo, ha un maggior valore medico.

Il CBD nel dettaglio

CBD
Il CBD viene spesso riscontrato in percentuale inferiore rispetto alla sua controparte, il THC, ed è esattamente ciò che cercano e vogliono i consumatori a scopo terapeutico. Nel momento in cui il CBD entra in interazione con i ricettori dei cannabinoidi del corpo umano, attiva ed innesca una reazione naturale al dolore, all'ansia, allo stress ecc. coinvolgendo il sistema nervoso. Per esempio, il CBD può portare il sistema nervoso a ridurre le infiammazione e ad alleviare il dolore (il dolore non scompare, ma diventa più sopportabile a livello fisico). Il vostro corpo lavora molto bene in congiunzione con il CBD della marijuana dal momento che l'essere umano è "dotato" di una propria versione naturale di CBD: il CBD della marijuana diventa una naturale estensione od una sorta di stimolante del nostro sistema nervoso.
Sfortunatamente, la maggior parte dei semi di Cannabis disponibili oggigiorno sono realizzati per contenere un maggior livello di THC e, quindi, per offrire effetti prevalentemente psicoattivi. Ciò per una questione di vendite: la domanda presente sul mercato attuale influenza grandemente i maggiori produttori e le varietà concepite per un uso medico sono in minoranza (vedere la sezione dedicata ai semi medici nel nostro negozio). Ma esistono anche riproduzioni dall'elevato contenuto di CBD. Dobbiamo sottolineare che tutti i tipi di Cannabis contengono CBD, quindi tutte le varietà posseggono un valore benefico dal punto di vista medico. Alcune, però, ne hanno più di altre. Un'altra caratteristica importante del CBD è la sua capacità di regolare e annullare gli effetti del THC, ed è per questo che le varietà di erba medica più potenti hanno un effetto psicoattivo minore o contenuto. Le varietà di Cannabis che hanno livelli di THC e CBD pressoché uguali tendono ad indurre un effetto potente e di lucidità mentale: le componenti psicoattive sono presenti, ma vengono tenute "sotto controllo". Ciò permette a chi ne fa un uso terapeutico di mantenere le proprie funzioni ad uno stadio di normalità, pur giovando dei benefici fisici e neurologici del CBD.
Il CBD si trova, spesso, in una percentuale variabile tra lo 0.6% e l'1%, laddove dallo 0.6% in giù si hanno effetti da CBD meno evidenti, mentre dall'1% in su questi saranno molto più forti. Questa percentuale potrebbe apparire relativamente bassa, ma in realtà si tratta di una quantità sufficiente. E`possibile ottenere percentuali più elevate, ma varietà tanto potenti sono molto più rare: alcune varietà puramente mediche, come quelle della banca del seme CBD Crew, hanno un contenuto di CBD superiore al 6% (vedere il nostro shop)!
Queste percentuali denotano quanto CBD sia presente, paragonato agli altri componenti contenuti nella marijuana. Per rendere l'idea: se aveste tutto in forma liquida, 100 ml di marijuana conterrebbero 1 ml di CBD.
 http://www.zamnesia.it/content/259-che-cos-e-il-cbd

mercoledì 7 gennaio 2015

Il Colorado un anno dopo la legalizzazione: aumentano i posti di lavoro, diminuiscono i reati

colorado marijuanaE’ passato un anno dall’apertura dei primi dispensari legali di cannabis in Colorado, avvenuta nel primo giorno del 2014. Ad un anno di distanza, il quotidiano francese Le Monde ha tirato le somme in un articolo che smentisce molte delle paure che la legalizzazione aveva generato tra gli scettici, i quali temevano l’aumento dei reati e del disagio tra giovani e adulti. 
Invece i reati sono addirittura in diminuzione, come gli incidenti stradali, mentre qualche problema è sorto dal mercato dei biscotti con THC.
DIMINUISCONO I REATI. Secondo le stime dell’Fbi i crimini commessi all’interno dei confini dello stato sono diminuiti del 10%, mentre anche il numero degli incidenti stradali è leggermente in discesa. Si tratta di un duro colpo per i contrari alla legge ed alla legalizzazione negli altri stati Usa, i quali per la loro propaganda avevano cercato di allarmare la popolazione paventando l’ipotesi di un aumento dei morti sulle strade a causa di automobilisti sotto l’effetto del THC.

 Allo stesso modo il mercato legale della cannabis ha già inferto un duro colpo al mercato dello spaccio illegale, visto che – secondo il report pubblicato dall’Agenzia delle Entrate del Colorado – oltre il 60% della cannabis è distribuita ora attraverso i canali legali, i quali hanno commercializzato 77 tonnellate di marijuana sulle 133,3 tonnellate totali.
I PROVENTI DELLE TASSE. Buoni anche i risultati relativi al gettito fiscale prodotto dalla legalizzazione. Il monte affari complessivo mosso dalla legalizzazione è di 700 milioni di dollari per il 2014, con circa 60 milioni di dollari di tasse terminate nelle casse dello stato. Per uno stato come il Colorado che ha un budget complessivo di 24 miliardi non sono grandissime cifre, ma i proventi hanno già consentito di finanziare l’autorità che supervisiona l’applicazione della legge (55 impiegati tra cui 29 poliziotti) e di attuare una serie di progetti per l’informazione sulle sostanze nelle scuole.
CREATI 15MILA POSTI DI LAVORO. Il principale beneficio fino ad ora è sicuramente quello legato alla creazione di molti posti di lavoro. Oltre 15.000 persone lavorano infatti nelle serre e nei negozi, secondo i dati ufficiali. Numeri ai quali vanno aggiunti quelli (ancora non quantificati) di coloro che hanno trovato occupazione nell’indotto generato da questo nuovo mercato.

 Inoltre anche il turismo ha ricevuto benefici, dato confermato dalla grande quantità di dispensari che sono sorti in prossimità delle stazioni sciistiche, dove molti di essi hanno anche lanciato pacchetti di offerte che offrono marijuana a minor prezzo per chi presenta lo sky-pass al momento dell’acquisto o risiede in alberghi convenzionati.
PROBLEMI DAL MERCATO DEI CIBI A BASE DI THC. Tra i tanti punti favorevoli emersi in questi primi 12 mesi di legalizzazione, vi è anche una nota stonata che arriva dal mercato dei prodotti commestibili a base di THC. Le autorità sono state prese alla sprovvista dalla mania per biscotti, brownies, caramelle e bevande con quantità di cannabis che non vengono ben comprese dai consumatori. 

Diversi incidenti – tra cui l’arrivo al pronto soccorso di bambini dopo che hanno ingerito dei dolcetti alla marijuana – hanno obbligato lo Stato a rendere più severe le norme sull’etichettatura e i dosaggi. Le autorità hanno attinto dagli utili della marijuana per finanziare una campagna educativa. La stessa industria ha prodotto una pubblicità: “Start low. Go slow”, che invita i consumatori a ”cominciare bassi e procedere lentamente”. 

http://www.dolcevitaonline.it/il-colorado-un-anno-dopo-la-legalizzazione-aumentano-i-posti-di-lavoro-diminuiscono-i-reati/ 


martedì 22 aprile 2014

Biodiesel dalla marijuana in California



Biodiesel dalla marijuana: succede in California grazie alla recente legalizzazione della coltivazione della canapa, operata dal presidente degli USA Barack Obama in 10 Stati del Paese. Obama ha autorizzato la coltivazione della cannabis nell’ambito dell’ultimo Farm Bill, piano quinquennale di riforme e finanziamenti per lo sviluppo dell’agricoltura, un programma dalle ricadute economiche e occupazionali immense, con un valore complessivo di ben mille miliardi di dollari.

L’azienda Extreme Biodiesel ha immediatamente intravisto una grande opportunità nella coltivazione della cannabis, acquistando circa 16 ettari di terreno nello stato governato da Jerry Brown e lanciando il programma XTRM Cannabis Ventures. L’obiettivo iniziale della compagnia californiana era la coltivazione della canapa come materia prima per la produzione di biodiesel, anche se la Extreme Biodiesel non ha ancora reso pubblici i dati sulla produttività e l’efficienza della cannabis nel settore agroenergetico.

Non appena il progetto ha iniziato a prendere forma, l’azienda si è resa conto che la XTRM Cannabis Ventures avrebbe potuto trasformarsi in un’impresa più ampia, creando decine di nuovi posti di lavoro nelle bioenergie e lanciando le basi per un’industria basata sulla marijuana. Dagli usi terapeutici della marijuana in campo medico ai prodotti tessili e alimentari a base di canapa, passando per la produzione di biodiesel, il settore apre infinite strade e appare molto lucrativo. I vertici della Xtrm Cannabis Ventures coltiveranno sia cannabis al coperto per ricavarne marijuana, sia canapa in campo aperto da destinare alla produzione di biodiesel. Inoltre l’azienda destinerà un intero settore alla produzione di marijuana e cannabis da impiegare in altri prodotti a base di canapa.

L’utilizzo della canapa nel settore automobilistico non è una novità, benché l’esperimento nel campo dei biocarburanti si prefiguri come innovativo. La canapa è stata utilizzata dall’azienda canadese Motive Industries nel 2010 nella produzione della prima auto elettrica realizzata con materiali organici. Andando ancora più indietro nel tempo, c’è da segnalare l’esperimento di Henry Ford: nei primi anni ’40 l’imprenditore statunitense, pioniere dell’industria automobilistica, utilizzò la canapa insieme alla plastica nei prototipi delle carrozzerie delle auto.


TERRA REAL TIME: Biodiesel dalla marijuana in California

martedì 11 febbraio 2014

Canapa: La pianta miracolosa! (MA È ILLEGALE PERCH...



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La fibra di canapa è di qualità nettamente superiore a quella di legno e servono molte meno sostanze chimiche caustiche per produrre carta dalla canapa che dagli alberi. La carta di canapa non ingiallisce ed ha una durata molto lunga. In una stagione la pianta diventa rapidamente adulta, mentre gli alberi hanno bisogno di una vita intera…

TUTTI I PRODOTTI DI PLASTICA DOVREBBERO ESSERE DERIVATI DALL’OLIO DI SEMI DI CANAPA
La plastica di canapa è biodegradabile! Col tempo si distruggerebbe e non danneggerebbe l’ambiente. Le materie sintetiche a base di petrolio, quelle che conosciamo noi, contribuiscono a rovinare la natura perché non si distruggono, e provocheranno gravi danni in futuro. I processi di produzione dei numerosi tipi di plastiche naturali di canapa non rovineranno i fiumi come hanno fatto la Dupont e altre società petrolchimiche. L’ecologia non si integra coi piani dell’industria petrolifera e con la macchina politica. I prodotti di canapa sono sicuri e naturali.
LE MEDICINE DOVREBBERO ESSERE PRODOTTE CON LA CANAPA
Dovremmo tornare ai tempi di quando l’AMA appoggiava le cure a base di canapa. La ‘MARIJUANA medicinale’ è distribuita legalmente solo ad un ristrettissimo gruppo di persone, mentre gli altri sono serrati nella morsa di un sistema che fa affidamento sulle sostanze chimiche. La canapa porta solo beneficio al corpo umano.
LA FAME NEL MONDO POTREBBE FINIRE
Dalla canapa si possono ricavare molte varietà di cibi. I semi contengono una delle fonti maggiori di proteine in natura. INOLTRE: contiene due acidi grassi essenziali che ripuliscono il corpo dal colesterolo e che non si trovano altrove in natura! Il consumo di semi di canapa è la cosa migliore che si possa fare per il proprio corpo. Mangiate semi di canapa crudi.
I VESTITI DOVREBBERO ESSERE FATTI DI CANAPA
Gli abiti di canapa sono estremamente resistenti e duraturi nel tempo. I vestiti di canapa potrebbero essere passati ai propri nipotini. Oggi esistono società americane che producono vestiti di canapa, di solito con il 50% di questa fibra, ma le fabbriche di canapa dovrebbero essere dappertutto, e invece sono quasi sempre clandestine. Non si può fare pubblicità dei prodotti superiori di canapa sulla televisione fascista. Il Kentucky, che una volta era il primo stato produttore di canapa, ha PROIBITO DI INDOSSARE abiti di canapa! Rendiamoci conto: si può finire in galera per aver indossato dei jeans di buona qualità!
CANAPA E COTONE  laviadiuscita.net
Il mondo è impazzito… ma questo non significa che bisogna far parte dei pazzi. Uniamoci e diffondiamo le informazioni. Raccontiamo a tutti la verità, compresi i nostri bambini. Usiamo prodotti di canapa ed eliminiamo la parola ‘MARIUANA’, diventando consapevoli della storia della sua nascita. Rendiamo politically incorrect pronunciare o stampare la parola M. Combattiamo la propaganda (creata per favorire i piani dei super ricchi) e le menzogne. In futuro dovremo usare la canapa perché abbiamo bisogno di una fonte di energia pulita per salvare il nostro pianeta.INDUSTRIALIZZIAMO LA CANAPA!
Le società produttrici di liquori, tabacco e petrolio finanziano con milioni di dollari al giorno la Partnership for a Drug-Free America ed altre istituzioni simili. Tutti noi abbiamo visto le loro pubblicità. Ora il loro motto è diventato: ‘È più pericolosa di quanto si creda.’ Le bugie delle potenti corporation, che iniziarono con Hearst, sono vive e vegete ancora oggi.
Il lavaggio del cervello continua. Ora le pubblicità dicono: Chi compra uno spinello contribuisce agli omicidi e alle guerre tra bande. L’ultima campagna contro la canapa dichiara: Chi compra uno spinello… promuove il TERRORISMO! Il nuovo nemico (il terrorismo) ha spianato la strada al lavaggio del cervello in qualsiasi maniera che LORO reputino appropriata.
Esiste solo un nemico e sono quelle care persone alle quali pagate le tasse: i guerrafondai e i distruttori della natura. Attraverso i vostri finanziamenti stanno uccidendo il mondo proprio davanti ai vostri occhi. MEZZO MILIONE DI MORTI ALL’ANNO A CAUSA DEL TABACCO. MEZZO MILIONE DI MORTI ALL’ANNO A CAUSA DELL’ALCOL.
L’ingestione del THC, il principio attivo della canapa ha un effetto positivo e migliora l’asma e il glaucoma. Uno spinello tende ad alleviare la nausea causata dalla chemioterapia. Con la canapa viene fame. È un modo di essere sano.
È una pianta ALIENA.
Ci sono dimostrazioni fisiche che la canapa non è come le altre piante di questo pianeta. Si potrebbe concludere che sia stata portata qui a beneficio dell’umanità. La canapa infatti è l’UNICA pianta in cui i maschi e le femmine hanno un aspetto molto diverso, fisicamente! In ambito vegetale nessuno parla di maschi e di femmine, perché le piante non mostrano il loro sesso, ad eccezione della canapa. Per determinare il sesso di una qualsiasi pianta Terrestre normale bisogna guardare all’interno, nel suo DNA. Un filo d’erba maschile ha lo stesso aspetto fisico di un filo d’erba femminile. La pianta di canapa ha un’intensa sessualità.
http://altrarealta.blogspot.it/2014/01/canapa-la-pianta-miracolosa-ma-e.html?spref=bl