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martedì 9 luglio 2019

Osho: PENSA AL MONDO COME ILLUSORIO

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"Le illusioni ingannano, i colori circoscrivono, perfino  ciò che è divisibile è indivisibile ."

Una tecnica rara, non molto usata. Shankara, uno dei più grandi insegnanti dell'India antica l'ha usata, fondando su di essa tutta la sua filosofia. Egli afferma che ogni cosa è illusione. Tutto ciò che vedi, senti, ascolti, tutto è illusione. Non è reale, perché il Reale non può essere in contatto con i sensi. Voi mi ascoltate e io vi vedo: potrebbe essere solo un sogno, non c'è modo per giudicare. Coi sensi non si può stabilire nulla, perché anche nei sogni vedi cose che sembrano reali. Illusione non vuol dire 'irreale': semplicemente non puoi decidere se si tratta di una cosa reale oppure irreale. Questa tecnica si allaccia a questa filosofia: in un mondo di illusione, nulla è certo. L'intero mondo è un arcobaleno: sembra esistere, ma non c'è. Quando sei lontano, ogni cosa è ricca di speranza, quando ti avvicini ogni speranza sfuma. E quando arrivi alla meta, restano solo delle ceneri: ogni colore è scomparso, e le cose non sono come sembravano. Nessuna matematica può cambiare questo stato di cose: se cercherai di comprendere questa illusione, ti confonderai ancora di più. Tutto è un flusso: se lo accetti profondamente, se ne fai un'attitudine esistenziale, cosa accadrà? Automaticamente, spontaneamente, ti rivolgerai a te stesso. A quel punto, il solo luogo in cui potrai avere un centro sarà il tuo stesso essere: è una cosa certa. Se il mondo intero è irreale, non puoi prendere nessuna dimora in esso. Ma se anche il mondo intero fosse illusorio, una cosa resta certa: esiste qualcuno che conosce questa illusorietà, è la sola roccia su cui puoi porre delle fondamenta. Questa tecnica invita a scendere in profondità in questa sensazione di sogno, di illusorietà del mondo; in questo modo verrai ributtato a te stesso. E a quel punto conoscerai una verità indubitabile, assoluta.

Osho: Il sentiero del reale


lunedì 8 luglio 2019

Osho: TRA LA VEGLIA E IL SONNO

  By Di Laleland
"Sulla soglia del sonno, allorché il sonno non è ancora giunto e la veglia esteriore è svanita, in questo punto si rivela l' Essere ."

Nella tua consapevolezza esistono alcuni punti di svolta nei quali sei più vicino al tuo centro. Sono punti in cui cambi marcia e passi attraverso un punto neutrale. Dal sonno alla veglia, la tua consapevolezza muta completamente il proprio meccanismo. Nel passare dall'uno all'altro, c'è un intervallo attraverso cui puoi avere un bagliore del tuo essere. E la stessa cosa accade la sera quando passi dal meccanismo dello stato di veglia al sonno, dalla consapevolezza all'inconscio. Per un attimo non funziona alcun meccanismo, non sei in preda ad alcun automatismo, perché stai balzando dall'uno all'altro. Se riesci a essere sveglio, se riesci a svegliarti tra questi due, se riesci a ricordarti di te stesso, avrai un'intuizione sul tuo essere reale. Come fare? Andando a dormire, rilassati. Chiudi gli occhi e spegni tutte le luci. Poi aspetta... il sonno sta arrivando; aspetta semplicemente, non fare nulla, aspetta! Il corpo si sta rilassando, diventa pesante: sentilo. Il sonno ha un suo meccanismo che ora inizia a operare. La tua coscienza dello stato di veglia sta svanendo. Ricorda: il momento sarà molto piccolo, sottile, atomico. Se ti sfugge, lo mancherai. Aspetta pienamente cosciente. Ci vorrà tempo, almeno tre mesi: solo allora potrai avere un'intuizione del momento che si trova proprio nel mezzo, quindi non avere fretta. Ora come ora non puoi arrivarci, ma devi iniziare, anche se poi ci vorranno tre mesi. Accade ogni giorno, ma non puoi pianificare l'incontro della tua consapevolezza con quell'intervallo: è un evento che accade. Tu continua ad aspettare, e un giorno accadrà. All'improvviso diverrai cosciente che non sei né sveglio né addormentato. È un fenomeno molto strano. Puoi averne paura perché non hai mai conosciuto questa terza possibilità. Non spaventarti se pian piano avrai la sensazione di non essere né vivo né morto: si tratta di un abisso, ed è un abisso senza fondo dove continuerai a cadere. I Sufi consigliano di praticare prima la tecnica del pozzo (la numero 35), in essa puoi decidere di interrompere la caduta, sebbene in sé quell'abisso sia infinito. "In questo punto si rivela l'Essere", e tu saprai chi sei, qual è il tuo essere reale, la tua autentica esistenza. Una volta che conoscerai quell'intervallo, lo potrai aprire quando vorrai, ed entrarci a piacimento. E ti si schiuderà una diversa dimensione dell'essere: la dimensione del Reale.

Osho: Il sentiero del reale

domenica 7 luglio 2019

Osho: L'APPAGAMENTO


 fuggindope
"Ovunque trovi appagamento, in qualsiasi azione, attualizzalo."

Hai sete, bevi dell'acqua e consegui un sottile appagamento. Dimentica l'acqua, dimentica la sete. Resta col sottile appagamento che senti. Siine ricolmo. Sentiti semplicemente appagato. Ma la mente umana è ingannevole. Sente solo lo scontento, il disagio. Non sente mai l'appagamento, non si sente mai soddisfatta. Se sei scontento, lo senti e ne sei ricolmo. Quando hai sete, senti la gola ardere; se la sete aumenta, la sentirai in tutto il corpo, e a un certo punto sarai diventato la sete in quanto tale. Disagi, miserie, dolori, scontenti, sono sentiti. Per questo il mondo intero è un inferno. Non hai mai sentito il lato positivo: la vita non è la miseria a cui l'abbiamo ridotta, l'infelicità è solo una nostra interpretazione. Un Buddha è felice qui e ora, in questa stessa vita. La vita non è miseria né è felicità: queste sono nostre interpretazioni, le nostre attitudini, il nostro approccio. Ricordalo, e analizza la tua vita: hai mai preso nota dei momenti felici, di appagamento, di gioia, di beatitudine? Non l'hai mai fatto e hai accumulato un inferno, ma questa è una tua scelta. Nessun altro ti costringe a vivere in un inferno: sei tu a sceglierlo! La mente vede il negativo e lo diventa, perpetuando così la miseria: più negatività hai nella mente, più negativo diventi, e più negatività accumuli. Il simile attrae sempre il simile, e questo va avanti da vite intere! Manchi l'estasi della vita a causa di questo approccio negativo. Questa tecnica ti offre un approccio positivo, un ribaltamento globale del comune processo mentale. La soddisfazione può diventare il bagliore di un'esperienza positiva più grande. Ogni cosa è solo un'apertura: se ti apri all'appagamento, se cogli i momenti felici, estatici, aprirai una finestra nuova sull'esistenza. Allora la tua mente cambierà e tu inizierai ad accumulare felicità e il mondo intero, quello stesso mondo, ti sembrerà diverso.

Osho: Il sentiero del reale

sabato 6 luglio 2019

Osho: RIMENBRANZA DI SE STESSI

  evimden uzakta... by ~Doriah on deviantART
"O fiore di loto, tocco di dolcezza, quando canti, quando vedi, quando assapori, sii consapevole di essere e scopri ciò che è immortale."

Viviamo, ma non siamo coscienti di vivere. Non esiste una rimembranza di se stessi. Tu sei cosciente di ogni cosa intorno a te, ma non lo sei del tuo essere, del fatto che esisti. Come mai? Perché la tua mente può riflettere ogni cosa, ma non può riflettere te. Se sei consapevole di te stesso, hai trasceso la mente. Il tuo ricordo di te stesso non può essere riflesso nella mente, perché tu sei dietro di essa. E la mente può riflettere solo cose che le stanno davanti: i tuoi occhi possono vedere chiunque, ma non se stessi. Se vuoi vederti, hai bisogno di uno specchio, ma in quel caso dovrai porti di fronte allo specchio. Se la tua mente è uno specchio, può riflettere il mondo intero, non te: tu resti sempre dietro, nascosto dietro lo specchio. Questa tecnica suggerisce di essere coscienti di esistere e scoprire così, dentro di sé, la corrente vitale, l'energia, ciò che non muore mai. Ricordati di te stesso, qualsiasi cosa stia facendo. È difficile, sembra facile, ma continuerai a dimenticartene. Non ti puoi ricordare di te stesso neppure per tre secondi: sentirai che lo stai facendo, poi d'acchito ti sarai spostato verso un altro pensiero. Perfino dire mentalmente: "Bene, mi sto ricordando di me stesso" ti farà spostare, perché questo pensiero non è ricordarsi di sé. Nella rimembranza di sé non esiste alcun pensiero, sarai completamente vuoto: non è un processo mentale. Devi sentire di essere, non verbalizzarlo; non pensare, senti! Provaci. È difficile, ma se perseveri accadrà. Toccando, senti semplicemente il tocco, ma non solo: senti anche colui che è toccato. In questo modo la tua consapevolezza diventa una freccia a due punte. Cammini, e vedi il mondo intero intorno a te: gli alberi, la brezza, il sole nascente, ne sei cosciente. Fermati un momento e all'improvviso ricorda di esistere, senza verbalizzare: questa sensazione non verbale, anche solo per un attimo, ti darà un bagliore, un lampo di realtà. Per un attimo vieni ributtato nel centro del tuo essere. Sei dietro lo specchio, hai trasceso il mondo dei riflessi, sei esistenziale. E lo puoi fare in qualsiasi momento. Non richiede nessun luogo e nessun tempo in particolare.

Osho: Il sentiero del reale

venerdì 5 luglio 2019

Osho: MANGIA E BEVI

  Rajput Princeess Feeding Peacock (Canvas - Unframed)
"Quando mangi oppure bevi, diventa il sapore del cibo o della bevanda, e sii ne ricolma."

Mangiamo da sempre, altrimenti non potremmo vivere, ma lo facciamo inconsapevolmente, da automi. Ma se non vivi il sapore, ti stai solo rimpinzando. Mangia lentamente, e sii consapevole del sapore; solo se mangi lentamente ne puoi essere cosciente. Non trangugiare, non aver fretta: sentendo un sapore dolce, diventa la dolcezza. Allora potrà essere sentito in tutto il corpo, non solo in bocca, non solo sulla lingua. Il sapore si diffonderà come onde. Se non assapori, diventerai sempre meno sensibile, per cui sarai meno in contatto con il tuo corpo, con le tue sensazioni. Ti limiterai a vivere in base alla testa e questo essere centrati nella testa produrrà una divisione interiore. Se assapori, sarai più sensibile, quindi sarai più vivo e di conseguenza più vita entrerà nel tuo essere interiore. Sarai più aperto. Ogni insensibilità è un male, perché in quel caso ti stai difendendo dalla vita, e così te la lasci sfuggire. Anche bevendo... quando bevi dell'acqua, sentine la freschezza. Chiudi gli occhi e bevi lentamente, assapora. Senti di essere diventato quella freschezza che viene trasferita a te dall'acqua, che sta diventando parte del tuo corpo. Lascia che si diffonda in tutto te stesso. In questo modo la tua sensibilità può aumentare e tu puoi diventare più vivo e più vitale. Siamo tutti frustrati, ci sentiamo vuoti, e continuiamo a ripetere che la vita è vuota, priva di significato. Ma noi stessi siamo la causa, il motivo di tale pochezza: non facciamo nulla per colmare quel vuoto. Viviamo con un'armatura che ci circonda. Abbiamo paura di essere vulnerabili, per cui ci difendiamo da ogni cosa, e diventiamo tombe, morti viventi. Il Tantra invita a essere vivi, perché la vita è Dio. Non esiste altro Dio all'infuori della vita stessa. Sii più vivo e sarai più divino. Sii totalmente vivo e per te non esisterà morte alcuna.

Osho: Il sentiero del reale