domenica 30 ottobre 2022

Il mito americano e il sacrificio europeo

 EUROPA, MULTINAZIONALI, POLITICA, USA

30 Ottobre 2022

Avrei voluto riprodurre il lunghissimo discorso di Putin tenuto al Valdai Club nel quale il presidente russo disegna un mondo di Paesi sovrani che collaborano tra di loro al posto di un globalismo che crea enormi ingiustizie sociali, ma purtroppo non ho ancora una traduzione affidabile e così mi concentrerò sul suo contrario ovvero sul mito americano, su cui si è costruito il mondo attuale e che ha potentemente contribuito a far sopportare agli europei l’occupazione  militare e adesso ad immolarci agli interessi egemonici degli Usa. Come scrisse Thomas Friedman”La mano nascosta del mercato non funzionerà mai senza il pugno nascosto. McDonald’s non può prosperare senza McDonnell Douglas “. Ovvero la potenza militare. In effetti se si va a vedere attraverso la filigrana di un mito diffuso dalla comunicazione che in occidente è sempre stata a prevalenza Usa, gli Stati Uniti sarebbero la vetrina del capitalismo con una  competitività senza pari e una capacità tecnologica inarrivabile.  Come dimostrano anche i casi di Alexander Graham Bell che non ha inventato il telefono, di Thomas Edison che, per sua stessa ammissione, non ha mai inventato nulla – compresa la lampadina che era già stata commercializzata prima in Germania e poi in Gran Bretagna, dei fratelli Wright che non furono mai i primi ad avere il volo a motore, Si tratta solo di leggenda: se si vanno ad esaminare i dati le principali società statunitensi hanno avuto successo non grazie a un vantaggio competitivo, ma grazie alle pressioni e alle minacce provenienti dal Dipartimento di Stato e dalla forza.

Nonostante questo enorme vantaggio competitivo, sia pure estraneo ai veri fattori di mercato, molti giganti hanno dimostrato di avere di piedi di argilla: Xerox una volta era quasi l’unico produttore di fotocopiatrici al mondo. Kodak una volta era quasi l’unico produttore al mondo di fotocamere non professionali e pellicole fotografiche; Dove sono oggi Xerox e Kodak? Più recentemente, Motorola è stato il principale produttore di telefoni cellulari; Dov’è Motorola oggi? La RCA Victor  è stata uno dei maggiori produttori di televisori al mondo. Dove puoi acquistare un televisore RCA oggi? Dove sono le grandi compagnie aeree Pan Am World Airways. Twa e Continental Airlines ? Dove sono EF Hutton , General Foods, RCA, DEC, Compaq ? Dove sono American Motors, Bethlehem Steel, Polaroid  e tante altre? Finite perché non potevano affrontare una concorrenza effettiva. E tuttavia noi ogni giorno sentiamo sermoni tecnologici e futuristici da parte del signor Elon Musk il quale in pratica sostiene di aver inventato l’auto elettrica con la Tesla: ma molti brevetti sono stati acquisiti da quelli della Peugeot Citroen degli anni ’80 e ’90, mentre le batterie erano fino a poco tempo costituite da pacchi di comuni pile al litio 18650 rigorosamente costruite in Cina? Per non parlare dei satelliti inviati in orbita grazie a vecchi motori a razzo dell’era sovietica. Ma se una cosa è americana non può che essere eccezionale. Boeing sarebbe sparita  se non fosse stato per gli ingenti sussidi che riceve dal governo degli Stati Uniti. È vero che anche l’Airbus riceve sussidi, ma Boeing è sostenuta da miliardi di borse di ricerca militari statunitensi a fronte delle quali può applicare gran parte delle sue spese correnti. General electric un tempo era il più grande produttore di elettrodomestici, luci e apparecchi di illuminazione. Dov’è oggi? Trasformata in una società finanziaria, espulsa da tutti i mercati di consumo perché non poteva competere-Lo stesso accade per le tre principali case automobilistiche statunitensi si trovano nella stessa posizione. Chrysler è già fallita tre volte ed è stata infine salvata immolando la Fiat e con essa la maggiore industria italiana.  General Motors è fallita ed è stata risparmiata solo da  60 miliardi di iniezioni di contanti dai governi statunitense e canadese, denaro che non sarà mai recuperato. E nonostante ciò, GM sarebbe comunque scomparsa dalla terra se non fosse stato per le sue vendite in Cina – che ora sono tre volte le vendite di GM nel proprio paese.

Ogni volta che per qualche motivo gli Usa e le sue corporation sono state esposte alla concorrenza  reale sono scomparse o sopravvivono grazie ai susssidi o al protezionismo che non viene tuttavia tollerato altrove, Quando le automobili giapponesi e tedesche furono finalmente ammesse nel mercato statunitense a parità di condizioni, le case automobilistiche americane per lo più entrarono in una lunga scivolata verso il fallimento, perché non potevano competere. Quasi tutti i computer e i dispositivi elettronici venduti oggi negli Stati Uniti sono un marchio straniero perché gli americani non potevano competere quando il campo di gioco era livellato. I telefoni scadenti di Motorola hanno avuto un grande successo fino a quando Nokia e altri non sono entrati nel mercato statunitense. Harley-Davidson esiste solo a causa di una tassa di importazione del 50% sulle motociclette concorrenti per buona pace di quegli idioti che se vanno in giro orgogliosi di avere la moto di Nando Mericoni, praticamente un motore da utilitaria di fascia bassa montato su due ruote; Ford sarebbe anche in bancarotta se non fosse per la pesante tassa protezionistica sugli autocarri leggeri. Le compagnie di telefonia mobile e gli ISP americani scomparirebbero nei tribunali fallimentari entro un anno se le società straniere fossero autorizzate a entrare nel mercato. E Cisco, il grande campione americano di infrastrutture Internet, entro tre mesi sarebbe ridotto ad assemblare Playstation se  Sony e  Huawei avessero  libero accesso al mercato statunitense. Tanto per capire in che mondo siamo fino a poco tempo fa le sim card non potevano essere tolte dai cellulari e sostituite con quelle di un altra compagnia: pena 500 mila dollari di multa e dieci anni di carcere. che sarebbero stati volentieri inflitti da uno dei tanti giudici corrotti che mandano la gente nelle galere private che sono diventate tra le aziende più redditizie del Paese. Questo per non parlare poi della vera e propria rapina dei brevetti che è stata esercitata tramite sistemi spionistici, attraverso ricatti e alle volta con l’inganno: se si presentava all’ufficio brevetti americano ( passo indispensable per ottenere una reale protezione) qualcosa di particolarmente interessante salva fuori dopo qualche tempo che qualcosa di simile era già stato brevettato.

E’ pur vero che esistono aziende americane che sembrano avere un successo planetario e che sono diventate una speci di monopolista: parliamo di Goggle, Facebook, Microsoft, ma andando a scavare si tratta di giganti che hanno avuto un’eccezionale aiuto dal governo, dal dipartimento di stato e dalla Cia. . Google per esempio è di fatto un ramo dell’agenzia spionistica .

Nonostante tutta la propaganda mitica, gli americani non hanno mai dato molto valore a una forza lavoro qualificata e la qualità delle merci americane lo riflette da 200 anni. L’apparenza spesso vince sulla qualità, mentre le applicazioni tecnologiche sono spesso usate solo per diminuire i costi. Ma questo accade anche nel campo delle idee dove si confonde la democrazia con i cosiddetti diritti umani il cui tipo e la cui natura viene detta dall’alto attraverso i mass media e la comunicazione e dove si scambiano addirittura per marxismo le distopie dei super ricchi, cosa che purtroppo  avviene anche in Europa ormai intellettualmente corrotta dove pure qualche rara persona si è data la pena di leggere Marx e di non avere appreso la sua dottrina al bar sotto casa. Che l’idea di uguaglianza possa essere appaiata alla più radicale visione di disuguaglianza è davvero un’offesa all’intelligenza. Ma questo deriva anche dalla catastrofica situazione dell’istruzione che purtroppo – a causa della mitologia americana – è stata seguita anche in Europa, abbassando quasi immediatamente il livello di sapere e soprattutto di sapere critico.  Il ritardo nell’adottare un modello perdente giustifica però il desiderio americano di rubare gli ultini cervelli europei perché con quelli autoctoni sono ormai fuori gara.

Solo in una cosa gli americani eccellono nella propaganda e al tempo stesso nella capacità di introiettarla e di farla funzionare con i Paesi sottomessi e già iniziati al mito. Valga per tutte la storia dei super compter che la stampa americana  pubblicizzava, creando anche degli elenchi e delle classifiche dei più veloci. Poi un giorno i cinesi hanno prodotto un supercomputer due volte più veloce degli analoghi americani e improvvisamente ciò che adesso contava non era più la velocità, bensì il fatto che i supercomputer cinesi utilizzavano anche componenti americani: dunque gli Usa erano sempre e comunque in testa. Così gli ingegneri cinesi hanno progettato i propri microprocessori e prodotto un supercomputer cinque volte più veloce del meglio che gli americani potevano gestire e improvvisamente il tema supercomputer è scomparso dai radar dei media, anche se poi l’Nsa ha lanciato migliaia di attacchi hacking.  Ecco ciò per cui ci stiamo o suicidando. er una favola.

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sabato 22 ottobre 2022

LA VISIONE DI OSHO L’Osservazione della Mente

22ottobre 2022



La mente si può suicidare?

“La mente non si può suicidare, perché qualsiasi cosa la mente può fare rafforzerà la mente stessa. Qualsiasi fare venga agito dalla mente, la renderà più forte; dunque, il suicidio è impossibile. La mente che fa qualcosa, implica la mente che perpetua se stessa – dunque, il suicidio non è nella natura delle cose.

D’altra parte, un suicidio accade. La mente non lo può commettere – d’accordo? – lascia che lo chiarisca in modo definitivo: la mente non lo può commettere, eppure un suicidio accade.

Accade attraverso l’osservazione della mente, non nel fare qualcosa.

Colui che osserva è separato dalla mente, è più in profondità rispetto alla mente, è superiore alla mente. Colui che osserva è sempre nascosto dietro la mente: passa un pensiero, affiora una sensazione, un sentimento – chi osserva questo pensiero?
Non la mente in quanto tale – perché la mente non è altro che un processo di pensieri e sentimenti. La mente non è altro che il traffico del pensare: chi lo osserva?

Quando dici: “In me è sorto un pensiero rabbioso”, chi sei “tu”? In chi è sorto quel pensiero? Chi è il contenitore? Il pensiero è il contenuto… chi è il contenitore?
La mente è simile a un libro stampato: sulla pagina bianca, pulita, compaiono le parole. Quel foglio vuoto è il contenitore e le parole stampate sono il contenuto. La consapevolezza è simile a un foglio bianco; la mente è come un foglio scritto e stampato.

Qualsiasi cosa esista in quanto oggetto dentro di te, qualsiasi cosa puoi vedere e osservare, quella è la mente; l’osservatore non è la mente, ciò che è osservato è mente.

Dunque, se riesci semplicemente a continuare nell’osservazione, senza condanna, senza creare in alcun modo un conflitto con la mente, senza indulgere in essa, senza seguirla, senza contrastarla; se riesci semplicemente a essere presente, indifferente alla mente… in quell’indifferenza accade un suicidio.

Non è la mente che si suicida: quando affiora l’osservatore, quando è presente il testimone, la mente semplicemente scompare.

La mente esiste grazie alla tua cooperazione, oppure al tuo conflitto. Entrambe sono strategie di cooperazione – anche il conflitto!
Quando lotti con la mente, le stai dando energia. Proprio nel tuo lottare, hai accettato la mente; proprio in quel conflitto, hai accettato il potere della mente sul tuo essere.

Dunque, sia che tu collabori sia che lotti, in entrambi i casi la mente si rafforzerà sempre di più.
Limitati a osservare, sii un semplice testimone. E con il tempo vedrai affiorare delle pause, degli intervalli di vuoto. Scorre un pensiero, e un altro non segue immediatamente – c’è un intervallo.

In quell’intervallo c’è pace. In quell’intervallo c’è amore. In quell’intervallo c’è tutto ciò che hai sempre cercato – senza mai trovarlo. In quella pausa, non sei più un ego. In quella pausa non sei definito, confinato, imprigionato. In quella pausa di vuoto sei vasto, immenso, enorme! In quella pausa sei tutt’uno con l’esistenza – la barriera non esiste più. I tuoi confini non sono più presenti; ti fondi con l’esistenza e l’esistenza si fonde in te. Iniziate a sovrapporvi.

Se continui a osservare e non ti aggrappi neppure a queste pause… perché adesso diventa naturale aggrapparsi a questi intervalli di vuoto. Se inizi a bramare queste pause… visto che sono incredibilmente belle, sono infinitamente splendide; è naturale attaccarsi a loro, ed ecco che sorge il desiderio di averne sempre di più – in questo caso, mancherai il punto; in quel caso l’osservatore scomparirà. Allora queste pause scompariranno di nuovo, e di nuovo comparirà il traffico della mente.

Dunque, la prima cosa è diventare un osservatore indifferente. E la seconda cosa è ricordare questo: quando quegli splendidi intervalli di vuoto compaiono, non restarne attaccato, non iniziare a pretenderli, non metterti ad aspettare che debbano accadere sempre più spesso.

Se riesci a ricordare queste due cose – quando quelle splendide pause giungono, osserva anche quelle, e conserva viva la tua indifferenza – ecco che un giorno il traffico scomparirà semplicemente insieme alla strada, entrambe le cose scompariranno. Ed ecco che si ha un incredibile vuoto.

Questo è ciò che il Buddha chiama “nirvana”: la mente è svanita. E questo è ciò che io definisco “suicidio” – ma non è la mente a commetterlo.
La mente però non può suicidarsi. Tu puoi dare un aiuto affinché accada. Lo puoi impedire e puoi aiutare il suo accadere – dipende da te, non dalla tua mente.

Tutto ciò che la mente può fare, sarà sempre un rafforzare la mente stessa. Dunque, in realtà la meditazione non è uno sforzo mentale. La vera meditazione non è affatto uno sforzo; la meditazione reale è un semplice permettere alla mente di avere il suo corso, senza interferire in nessun modo possibile – resta un semplice osservatore, un testimone.

Si zittisce, piano piano, diventa quieta e immobile. E un giorno se n’è andata. Vieni lasciato solo; quella solitudine è la tua realtà. E in quella solitudine nulla è escluso, ricordalo. In quella solitudine viene inclusa ogni cosa.”
The Discipline of Transcendence, volume 3, capitolo 2

LA MEDITAZIONE DI OGGI
Creare una distanza dalla Mente
Pertanto, “la mente che fa qualcosa” significa che la mente continua a perpetuare se stessa. Fare qualcosa di mentale non aiuterà. Ma nelle meditazioni di oggi ti diamo altre due opzioni che sono di aiuto per perdere questa involontaria roccaforte del nostro oberato pensiero. Pensiamo: “lui” ha in pugno “noi”, finché “noi” ci aggrappiamo a “lui” con tanta tenacia. Proviamo a giocare per allentare quella presa…

Il Metodo
La prima tecnica è un “Esercizio di STOP”, è efficace perché lo fai con il corpo, non con la mente. E richiede poco tempo.
Praticalo almeno sei volte al giorno, di più va bene, ma non meno. La cosa più importante è che deve essere fatto all’improvviso.

Mentre cammini per una strada tranquilla, o mentre fai qualcosa a casa tua, nel tuo giardino o nella natura, oppure in una qualsiasi attività possa funzionare per te, all’improvviso ricorda te stesso, e fermati. Fermati completamente, nessun movimento, sii semplicemente presente a qualsiasi cosa accada. Quindi ricomincia a muoverti.

“Se tutto a un tratto diventi semplicemente presente, l’intera energia cambia. La continuità che si svolgeva nella mente si ferma e avviene così all’improvviso che la mente non può creare subito un nuovo pensiero. Ci vuole tempo e la mente non può lavorare senza tempo, per cui quando lo fai repentinamente, in quell’arresto improvviso, la mente si ferma e per un istante c’è liberazione. Tutti i pensieri scompaiono; c’è il vuoto e in esso c’è un’apertura.

Puoi aver avuto quest’esperienza quando c’è un improvviso, inaspettato, forte tuono nel cielo. Inizia a osservare questi intervalli, queste schiarite, queste aperture.
E quando ti fermi, non dilungarti, perché dopo mezzo minuto la mente torna e distrugge.
Pertanto, quando fai lo STOP non oltrepassare i trenta secondi. Questo è un modo per creare una distanza, un intervallo, dalla mente.

Secondo Metodo
La seconda tecnica, una di quelle che puoi praticare ogni volta che ti ricordi durante il giorno, è un metodo chiamato “Goditi la Mente”. Questo è un altro metodo per rafforzare “l’osservatore” che è “separato da” ed è oltre la mente, il pensiero e il sentire.

Goditi la Mente. Non tentare di fermare i tuoi pensieri. È una parte così naturale di te, diventerai matto se proverai a fermarli. È come un albero che cerca di fermare le sue foglie, diventerà pazzo.

E il semplice non fermarli non basta, il secondo stadio è goderseli, giocarci!
Giocaci, goditeli, dagli il benvenuto, comincerai a diventare più attento, più consapevole, senza nessuno sforzo, in modo del tutto indiretto. Quando provi a diventare consapevole, la mente ti distrae e tu ti arrabbi e di nuovo il conflitto e l’attrito iniziano a rafforzare la mente.

Perciò questo secondo metodo serve per iniziare a gioire del processo mentale. Semplicemente osserva le sfumature dei pensieri, il giro che fanno, come un pensiero conduce a un altro, come si tengono agganciati a vicenda. È davvero un miracolo da vedere! Un piccolo pensiero può portarti a perderti nell’infinito.

Goditelo, lascia che sia un gioco; giocaci deliberatamente e rimarrai sorpreso: a volte solo godendotelo, sperimenterai bellissime pause. Le troverai all’improvviso, per caso, un cane sta abbaiando e tu ascolti e nessun pensiero affiora. Sorgeranno piccoli vuoti … giungeranno da soli e quando arrivano, sono bellissimi. In questi piccoli vuoti inizierai a osservare l’osservatore, e sarà naturale. Di nuovo i pensieri riprenderanno e ne gioirai. Prosegui con leggerezza, prendila con calma.

E adesso, per un momento: se non sei già in piedi, alzati… e STOP! Fermati completamente, nessun movimento; sii solo presente a qualsiasi cosa accada.
Molto bene, questo ti ha dato un assaggio dell’Esercizio dello STOP! di Osho. E il tuo compito per oggi: ti suggeriamo di farlo almeno altre cinque volte, prima della ripresa del corso di domani. Inoltre: quando ti ricordi, gioisci nell’osservare la mente.


https://osho.it/osservazione-della-mente/#:~:text=La%20consapevolezza%20%C3%A8%20simile%20a,che%20%C3%A8%20osservato%20%C3%A8%20mente.

lunedì 17 ottobre 2022

Ucraina: fino alla vittoria?



Zelensky, Stati Uniti, Europa non parlano più di trattative.

Ormai era chiaro almeno da agosto, ma adesso Zelensky l’ha dichiarato apertamente: per lui, l’unica via per finire la guerra sono le armi, confermando il suo recente “avanti : fino alla vittoria”.
Perché il leader ucraino ha abbandonato ogni parola che si richiami a una trattativa di pace? Perché l’hanno abbandonata in primis tutti i governi occidentali. Cosa dovrebbe pensare Zelensky? Questi gli inviamo armi e non parlano più da tempo di trattativa, tutti proni sulla linea angloamericana che coerentemente non ha mai parlato di pace,fin dall’inizio. Quindi giustamente lui interpreta questo atteggiamento, come un incondizionato sostegno alla sua guerra fino alla vittoria.
Sta quindi sempre più prevalendo in Occidente, una non dichiarata politica che vuole usare il nazionalismo esasperato del governo ucraino, sostenuto del resto dalla maggioranza del suo popolo, per sconfiggere la Russia col combinato disposto armi e sanzioni.
Questo gioco d ‘azzardo occidentale sembra poter avere due conclusioni: la caduta di Putin e la sconfessione del suo tentativo di porre fine a questi otto anni di guerra con l’invasione dell’Ucraina, oppure con l’escalation militare da parte Russa protraendo la guerra e impiegando per intero le sue forze armate.
Osservate chi sostiene di fatto la linea di Zelensky per una vittoria finale con anni e anni di guerra, distruggendo la nostra economia, impoverendo l’ Europa e causando decine di migliaia di morti e chi vorrebbe fermare l invio di armi e condizionare gli aiuti ad una reale trattativa di pace dove si riconoscano i diritti delle minoranze ucraine filo Russe. E se ben ricordate, quando avvenne l’invasione russa, questa era la linea prevalente in Europa, prima di cedere alla volontà egemoniche statunitensi.

martedì 11 ottobre 2022

ALL’ALBA È RICOMINCIATO IL BOMBARDAMENTO RUSSO DELLE INFRASTRUTTURE UKRAINE.

11 Ottobre 2022




Missili e droni in partenza dalla flotta del Mar Nero e da TU-95 in volo sul Caspio hanno colpito la centrale di Ladyzhynska a Vinnitsa. Si denunciano attacchi anche su Kiev, Odessa, Zaporozhye, Ochakiv, Nikolaev, Krivoy Rog. Allarme aereo su tutta l’Ukraina. Le ambasciate ancora presenti a Kiev hanno ricevuto l’ordine di evacuazione.

https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist


domenica 2 ottobre 2022

Putin: discorso dal futuro

 2 Ottobre2022



Quasi mai l’ingresso in una nuova epoca ha il suo fulcro in un discorso politico, ma quando accade è giusto che quel discorso venga riportato integralmente in maniera da fissarlo dentro il flusso della dialettica storica: ecco perché mi sono preso la briga di tradurre, ovviamente con l’aiuto di diversi amici, il discorso integrale di Putin del 30 settembre che  già di per sé è difficile da reperire nell’occidente della libertà perduta, delle censure, delle guerre, delle stragi, e della infame retorica intorno a una democrazia inesistente. Per la prima volta in modo chiaro e ufficiale l’Occidente viene smascherato nei suoi obiettivi, nei suoi metodi e nelle sue bugie  come mai era accaduto in precedenza. Forse a qualcuno riferirsi a questo straordinario discorso da nuovo mondo che sta nascendo darà fiducia che non tutto è perduto, che non tutto è stupido e crudele come Biden e come un progetto imperiale che va marcendo nell’ignominia. Un poeta tedesco dell’Ottocento riferendosi all’invasione degli Unni e allo scontro con il generale Ezio, scrisse due versi di speranza: “Dio salvi il mondo e l’universo intero/ soldati dell’impero scendono ancora in campo”. Oggi è tutto diverso sono quei soldati di un impero degenerato a limitare le nostre possibilità di salvezza e bisogna guardare da tutt’altra parte per vedere vita, lavoro, futuro.   Ed ecco il testo a cui go sottratto solo alcune ripetizioni di natura retorica ineliminabili in un discorso politico :

“Cittadini della Russia, cittadini delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, residenti delle regioni di Zaporozhye e Kherson, deputati della Duma di Stato, senatori della Federazione Russa, come sapete, si sono tenuti referendum nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e nelle regioni di Zaporozhye e Kherson. Le schede sono state contate e sono stati annunciati i risultati. Le persone hanno fatto la loro scelta inequivocabile. Oggi firmeremo trattati sull’adesione della Repubblica popolare di Donetsk, della Repubblica popolare di Lugansk, della regione di Zaporozhye e della regione di Kherson alla Federazione Russa. Non ho dubbi che l’Assemblea federale sosterrà le leggi costituzionali sull’adesione alla Russia e l’istituzione di quattro nuove regioni, le nostre nuove entità costitutive della Federazione Russa, perché questa è la volontà di milioni di persone.

È senza dubbio un loro diritto, un diritto intrinseco sancito dall’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, che sancisce direttamente il principio della parità dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli. Ripeto, è un diritto intrinseco del popolo. Si basa sulla nostra affinità storica, ed è quel diritto che ha portato alla vittoria generazioni di nostri predecessori, coloro che hanno costruito e difeso la Russia per secoli dal periodo dell’antica Rus’. Qui a Novorossiya, Pyotr Rumyantsev, Alexander Suvorov e Fyodor Ushakov combatterono le loro battaglie, e Caterina la Grande e Grigory]Potyomkin fondarono nuove città. I nostri nonni e bisnonni hanno combattuto qui ad oltranza durante la Grande Guerra Patriottica. Ricorderemo sempre gli eroi della Primavera russa, coloro che hanno rifiutato di accettare il colpo di stato neonazista in Ucraina nel 2014, tutti coloro che sono morti per il diritto di parlare la propria lingua madre, di preservare la propria cultura, tradizioni e religione e per il diritto stesso di vivere. Ricordiamo i soldati del Donbass, i martiri della “Odessa Khatyn”, vittime di attentati disumani del regime di Kiev. Commemoriamo volontari e miliziani, civili, bambini, donne, anziani, russi, ucraini, persone di varie nazionalità; il leader popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko; i comandanti militari Arsen Pavlov e Vladimir Zhoga, Olga Kochura e Alexei Mozgovoy; il procuratore della Repubblica di Lugansk Sergei Gorenko; paracadutista Nurmagomed Gadzhimagomedov e tutti i nostri soldati e ufficiali morti da eroe durante l’operazione militare speciale. Sono eroi. Eroi della grande Russia. Per favore, unistevi a me in un minuto di silenzio per onorare la loro memoria.

Dietro la scelta di milioni di residenti nelle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nelle regioni di Zaporozhye e Kherson, c’è il nostro destino comune e la nostra storia millenaria. Le persone hanno trasmesso questa connessione spirituale ai loro figli e nipoti. Nonostante tutte le prove che hanno sopportato, hanno portato l’amore per la Russia nel corso degli anni. Questo è qualcosa che nessuno può distruggere. Ecco perché sia ​​le generazioni più anziane che i giovani – quelli nati dopo il tragico crollo dell’Unione Sovietica – hanno votato per la nostra unità, per il nostro futuro collettivo. Nel 1991 a Belovezhskaya Pushcha, i rappresentanti dell’élite del partito di quel tempo presero la decisione di porre fine all’Unione Sovietica, senza chiedere ai cittadini comuni cosa volessero, e le persone si trovarono improvvisamente tagliate fuori dalla loro patria. Questo ha fatto a pezzi e smembrato la nostra comunità nazionale e ha innescato una catastrofe. Proprio come il governo ha delimitato silenziosamente i confini delle repubbliche sovietiche, agendo dietro le quinte dopo la rivoluzione del 1917, gli ultimi leader dell’Unione Sovietica, contrariamente all’espressione diretta della volontà della maggioranza del popolo nel referendum del 1991, hanno distrutto il nostro grande paese, e hanno semplicemente fatto sì che il popolo delle ex repubbliche si trovassero di fronte a un fatto compiuto.

Posso ammettere che quegli ultimi leader  non sapessero nemmeno cosa stavano facendo e quali conseguenze avrebbero avuto le loro azioni. Ma non importa adesso. Non c’è più l’Unione Sovietica; non possiamo tornare al passato. In realtà, la Russia oggi non ne ha più bisogno; questa non è la nostra ambizione. Ma non c’è niente di più forte della determinazione di milioni di persone che, per cultura, religione, tradizioni e lingua, si considerano parte della Russia, i cui antenati hanno vissuto per secoli in un unico paese. Non c’è niente di più forte della loro determinazione a tornare nella loro vera patria storica.

Per otto lunghi anni, le persone nel Donbass sono state sottoposte a genocidi, bombardamenti e blocchi; in Kherson e Zaporozhye, è stata perseguita una politica criminale per coltivare l’odio per la Russia, per tutto ciò che è russo. Anche ora, durante i referendum, il regime di Kiev ha minacciato di rappresaglie e di morte le insegnanti, le donne che lavoravano nelle commissioni elettorali. Kiev ha minacciato di repressione milioni di persone che sono venute ad esprimere la loro volontà. Ma la gente di Donbass, Zaporozhye e Kherson non ha avuto timore e ha detto la sua.

Voglio che le autorità di Kiev e i loro veri gestori in Occidente mi ascoltino ora, e voglio che tutti lo ricordino: le persone che vivono a Lugansk e Donetsk, a Kherson e Zaporozhye sono diventate nostri cittadini, per sempre. Chiediamo al regime di Kiev di cessare immediatamente il fuoco e tutte le ostilità; per porre fine alla guerra scatenata nel 2014 e tornare al tavolo delle trattative. Siamo pronti per questo, come abbiamo detto più di una volta. Ma la scelta delle persone a Donetsk, Lugansk, Zaporozhye e Kherson non sarà discussa. La decisione è stata presa e la Russia non la tradirà. . Le attuali autorità di Kiev dovrebbero rispettare questa libera espressione della volontà popolare; Non c’è altro modo. Questo è l’unico modo per la pace.

Difenderemo la nostra terra con tutte le forze e le risorse che abbiamo e faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza della nostra gente. Questa è la grande missione liberatrice della nostra nazione. Ricostruiremo sicuramente le città e i paesi distrutti, gli edifici residenziali, le scuole, gli ospedali, i teatri ei musei. Ripristineremo e svilupperemo imprese industriali, fabbriche, infrastrutture, nonché i sistemi di sicurezza sociale, pensionistico, sanitario e scolastico. Lavoreremo sicuramente per migliorare il livello di sicurezza. Insieme faremo in modo che i cittadini delle nuove regioni possano sentire il sostegno di tutto il popolo della Russia, dell’intera nazione, di tutte le repubbliche, i territori e le regioni della nostra vasta Patria.

Oggi vorrei rivolgermi ai nostri soldati e ufficiali che partecipano all’operazione militare speciale, ai combattenti del Donbass e della Novorossiya, a coloro che si sono recati agli uffici di reclutamento militare dopo aver ricevuto un foglio di convocazione ai sensi dell’ordine esecutivo di mobilitazione parziale, e coloro che lo hanno fatto volontariamente, rispondendo alla chiamata del loro cuore. Vorrei rivolgermi ai loro genitori, mogli e figli, per dire loro per cosa sta combattendo il nostro popolo, a che tipo di nemico ci troviamo di fronte e chi sta spingendo il mondo in nuove guerre e crisi e trae da questa tragedia sanguinosi benefici.

I nostri compatrioti, i nostri fratelli e sorelle in Ucraina che fanno parte del nostro popolo unito hanno visto con i propri occhi ciò che la classe dirigente del cosiddetto Occidente ha preparato per l’umanità nel suo insieme. Hanno lasciato cadere le loro maschere e hanno mostrato di cosa sono fatte veramente. Quando l’Unione Sovietica è crollata, l’Occidente ha deciso che il mondo e tutti noi avremmo acconsentito permanentemente ai suoi dettami. Nel 1991, l’Occidente pensava che la Russia non si sarebbe mai rialzata dopo tali shock e sarebbe crollata da sola. Questo è quasi successo. Ricordiamo gli orribili anni ’90, affamati, freddi e senza speranza. Ma la Russia rimase in piedi, prese vita, si rafforzò e occupò il posto che le spettava nel mondo. Nel frattempo, l’Occidente ha continuato e continua a cercare un’altra possibilità per colpirci, indebolire e disgregare la Russia,  hanno sempre sognato, dividere il nostro stato e mettere i nostri popoli l’uno contro l’altro e condannarli alla povertà ed estinzione. Non possono stare tranquilli sapendo che esiste un paese così grande con questo vasto territorio nel mondo, con le sue ricchezze naturali, risorse e persone che non possono e non vogliono eseguire gli ordini di qualcun altro.

L’Occidente è pronto a varcare ogni confine per preservare il sistema neocoloniale che gli permette di vivere del mondo, di depredarlo grazie al dominio del dollaro e della tecnologia, di riscuotere un vero e proprio tributo dall’umanità, di estrarne la fonte primaria di prosperità immeritata, l’affitto pagato all’egemone. La conservazione di questa rendita è la loro motivazione principale, reale e assolutamente egoistica. Questo è il motivo per cui la desovranizzazione totale è nel loro interesse. Questo spiega la loro aggressività verso stati indipendenti, valori tradizionali e culture autentiche, i loro tentativi di minare i processi internazionali e di integrazione, nuove valute globali e centri di sviluppo tecnologico che non possono controllare. È di fondamentale importanza per loro costringere tutti i paesi a cedere la loro sovranità agli Stati Uniti. In alcuni paesi, le élite al potere accettano volontariamente di farlo, accettano volontariamente di diventare vassalli; altri vengono corrotti o intimiditi. E se questo non funziona, distruggono interi stati, lasciando dietro di sé disastri umanitari, devastazioni, rovine, milioni di vite umane distrutte e dilaniate, enclavi terroristiche, zone disastrate sociali, protettorati, colonie e semicolonie. A loro non importa. Tutto ciò a cui tengono è il proprio vantaggio. Voglio sottolineare ancora una volta che la loro insaziabilità e determinazione a preservare il loro dominio illimitato sono le vere cause della guerra ibrida che l’Occidente collettivo sta conducendo contro la Russia. Non vogliono che siamo liberi; vogliono che siamo una colonia. Non vogliono una cooperazione paritaria; vogliono saccheggiare. Non vogliono vederci una società libera, ma una massa di schiavi senz’anima.

Vedono il nostro pensiero e la nostra filosofia come una minaccia diretta. Ecco perché prendono di mira i nostri filosofi per l’assassinio. La nostra cultura e arte rappresentano un pericolo per loro, quindi stanno cercando di vietarle. Anche il nostro sviluppo e la nostra prosperità sono una minaccia per loro perché la concorrenza è in crescita. Vorrei ricordarvi che in passato le ambizioni di dominio del mondo si sono ripetutamente infrante contro il coraggio e la resilienza del nostro popolo. La Russia sarà sempre la Russia. Continueremo a difendere i nostri valori e la nostra Patria. L’Occidente conta sull’impunità, sulla capacità di farla franca. In realtà, questo era effettivamente il caso fino a poco tempo fa. Gli accordi di sicurezza strategica sono stati cestinati; gli accordi raggiunti al più alto livello politico sono stati dichiarati favole; le ferme promesse di non espandere la NATO a est hanno lasciato il posto a sporchi inganni non appena i nostri ex leader li hanno accettati; la difesa missilistica, i trattati sui missili a medio e corto raggio sono stati smantellati unilateralmente con pretesti inverosimili. E tutto ciò che sentiamo è che l’Occidente insiste su un ordine basato su regole.  Chi ha mai visto queste regole? Chi le approvate? Questo è solo un sacco di sciocchezze, un totale inganno, fatto di doppi o anche tripli standard! Devono pensare che siamo stupidi.

La Russia è una grande potenza millenaria, un’intera civiltà, e non vivrà secondo regole false e improvvisate.

È stato il cosiddetto Occidente a calpestare il principio dell’inviolabilità dei confini, e ora sta decidendo, a sua discrezione, chi ha diritto all’autodeterminazione e chi no. Non è chiaro su cosa si basino le loro decisioni o chi abbia dato loro il diritto di decidere. Ecco perché la scelta delle persone in Crimea, Sebastopoli, Donetsk, Lugansk, Zaporozhye e Kherson li fa arrabbiare così tanto. L’Occidente non ha alcun diritto morale di pesare, o anche solo di pronunciare una parola sulla libertà di democrazia. Le élite occidentali non solo negano la sovranità nazionale e il diritto internazionale. La loro egemonia ha pronunciato tratti di totalitarismo, dispotismo e apartheid. Dividono sfacciatamente il mondo nei loro vassalli – i cosiddetti paesi civili – e tutto il resto, che, secondo i disegni dei razzisti occidentali di oggi, dovrebbe essere aggiunto alla lista dei barbari e dei selvaggi. False etichette come “paese canaglia” o “regime autoritario” sono già disponibili e vengono utilizzate per stigmatizzare intere nazioni e stati, il che non è una novità. Non c’è niente di nuovo in questo: in fondo, le élite occidentali sono rimaste le stesse dell’era della colonizzazione: discriminano e dividono le persone  in livelli di privilegio.  Non abbiamo mai acconsentito e non acconsentiremo mai a tale nazionalismo politico e razzismo. Cos’altro, se non il razzismo,  sta diffondendo la russofobia nel mondo? Cos’è se non razzismo, la convinzione dogmatica dell’Occidente che la sua civiltà e la sua cultura neoliberista siano un modello indiscutibile da seguire per il mondo intero? “O sei con noi o contro di noi.”

Le élite occidentali stanno persino spostando il pentimento per i propri crimini storici su tutti gli altri, chiedendo che i cittadini dei loro paesi e altri popoli confessino cose con cui non hanno nulla a che fare, ad esempio, il periodo delle conquiste coloniali. Vale la pena ricordare all’Occidente che iniziò la sua politica coloniale nel medioevo, seguita dalla tratta mondiale degli schiavi, dal genocidio delle tribù indiane in America, dal saccheggio dell’India e dell’Africa, dalle guerre di Inghilterra e Francia contro la Cina, che  fu costretta ad aprire i suoi porti al commercio dell’oppio. Quello che hanno fatto è stato accaparrarsi terre e risorse altrui. Ciò è contrario alla natura umana, alla verità, alla libertà e alla giustizia.

Mentre noi  siamo orgogliosi che nel 20 ° secolo il nostro Paese abbia guidato il movimento anticoloniale, che abbia aperto opportunità a molti popoli di fare progressi, di ridurre la povertà e la disuguaglianza e sconfiggere la fame e le malattie. Per sottolineare, una delle ragioni della secolare russofobia, la palese animosità delle élite occidentali verso la Russia è proprio il fatto che non abbiamo permesso loro di derubarci durante il periodo delle conquiste coloniali e abbiamo costretto gli europei a commerciare con noi su termini reciprocamente vantaggiosi. Ciò è stato ottenuto creando un forte stato centralizzato in Russia, che è cresciuto e si è rafforzato sulla base dei grandi valori morali del cristianesimo ortodosso, dell’Islam, dell’ebraismo e del buddismo, nonché della cultura russa e della parola russa aperta a tutti.

C’erano numerosi piani per invadere la Russia. Tali tentativi furono fatti durante il 17 ° secolo e nel periodo dopo la rivoluzione del 1917. Tutti questi tentativi hanno fallito. L’Occidente è riuscito a impadronirsi della ricchezza della Russia solo alla fine del 20 ° secolo, quando lo stato venne quasi totalmente distrutto. Ci chiamavano amici e partner, ma ci trattavano come una colonia, usando vari schemi per pompare trilioni di dollari fuori dal paese. Noi ricordiamo. Non abbiamo dimenticato nulla.

I paesi occidentali affermano da secoli che portano libertà e democrazia ad altre nazioni. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Invece di portare la democrazia hanno oppresso e sfruttato, e invece di dare la libertà hanno reso schiavi. Il mondo unipolare è intrinsecamente antidemocratico e non libero; è falso e ipocrita in tutto e per tutto. Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo che ha usato armi nucleari due volte, distruggendo le città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone. E hanno creato un precedente. Ricordiamo che durante la seconda guerra mondiale gli Stati Uniti e la Gran Bretagna ridussero in macerie Dresda, Amburgo, Colonia e molte altre città tedesche, senza la minima necessità militare. Fu fatto ostentatamente e, ripeto, senza alcuna necessità militare. Avevano un solo obiettivo, come con il bombardamento nucleare delle città giapponesi: intimidire il nostro Paese e il resto del mondo. Gli Stati Uniti hanno lasciato una profonda cicatrice nella memoria del popolo di Corea e Vietnam con i loro bombardamenti a tappeto e l’uso del napalm e delle armi chimiche.

In realtà hli Usa continuano ad occupare Germania, Giappone, Repubblica di Corea e altri paesi, che cinicamente chiamano uguali e alleati. Guarda ora, che tipo di alleanza è quella? Il mondo intero sa che gli alti funzionari di questi paesi vengono spiati e che i loro uffici e persino  le loro case sono intercettati. È una disgrazia, una disgrazia per chi fa questo e per coloro che, come schiavi, ingoiano silenziosamente e docilmente questo comportamento arrogante. Definiscono  gli ordini e le minacce che fanno ai loro vassalli chiamandoli solidarietà euro-atlantica, mentre la creazione di armi biologiche e l’uso di cavie umane anche in Ucraina, viene battezzata come nobile ricerca medica. Sono le loro politiche distruttive, guerre e saccheggi che hanno scatenato la massiccia ondata di migranti di oggi. Milioni di persone subiscono difficoltà e umiliazioni o muoiono a migliaia mentre cercano di raggiungere l’Europa.

Ora stanno esportando grano dall’Ucraina. Dove lo stanno portando con il pretesto di garantire la sicurezza alimentare dei paesi più poveri? Dove sta andando? Lo stanno portando negli stessi paesi europei. Solo il cinque per cento è stato consegnato ai paesi più poveri. Ancora tradimenti e nudi inganni di nuovo. In effetti, l’élite americana sta usando la tragedia di queste persone per indebolire i suoi rivali, per distruggere gli stati nazione. Questo vale per l’Europa e per le identità di Francia, Italia, Spagna e altri paesi con storie secolari.

Washington chiede sempre più sanzioni contro la Russia e la maggioranza dei politici europei obbedientemente la asseconda. Capiscono chiaramente che spingendo l’UE a rinunciare completamente all’energia russa e ad altre risorse, gli Stati Uniti stanno praticamente spingendo l’Europa verso la deindustrializzazione nel tentativo di mettere le mani sull’intero mercato europeo. Queste élite europee capiscono tutto,  ma preferiscono servire gli interessi degli altri. Questo non è più servilismo, ma tradimento diretto del proprio popolo. E ora gli anglosassoni ritengono che le sanzioni non siano più sufficienti e si sono rivolti alla sovversione. Sembra incredibile ma è un dato di fatto: provocando esplosioni sui gasdotti internazionali di Nord Stream che passano lungo il fondo del Mar Baltico, hanno di fatto avviato la distruzione dell’intera infrastruttura energetica europea. È chiaro a tutti coloro chi ci guadagna.  Coloro che ne beneficiano sono responsabili, ovviamente.

I dettami degli USA sono sostenuti dalla legge del più forte. A volte è ben confezionata, a volte non c’è alcun involucro, ma l’essenza è la stessa: la legge del più forte  Da qui il dispiegamento e il mantenimento di centinaia di basi militari in tutti gli angoli del mondo, l’espansione della NATO e i tentativi di mettere insieme nuove alleanze militari, come AUKUS e simili. Molto è stato fatto per creare una catena politico-militare Washington-Seoul-Tokyo. Tutti gli stati che possiedono o aspirano a un’autentica sovranità strategica e sono in grado di sfidare l’egemonia occidentale, vengono automaticamente dichiarati nemici. Questi sono i principi che stanno alla base delle dottrine militari USA e NATO che richiedono il dominio totale. Le élite occidentali presentano i loro piani neocoloniali con la stessa ipocrisia, rivendicando intenzioni pacifiche, parlando di una sorta di deterrenza. Questa parola evasiva migra da una strategia all’altra, ma in realtà significa solo una cosa: minare qualsiasi centro di potere sovrano. Abbiamo già sentito parlare della deterrenza di Russia, Cina e Iran. Credo che i prossimi in linea siano altri paesi dell’Asia, dell’America Latina, dell’Africa e del Medio Oriente, così come gli attuali partner e alleati degli Stati Uniti. Dopotutto, sappiamo che quando sono dispiaciuti, introducono sanzioni anche contro i loro alleati, contro questa o quella banca o azienda. Questa è la loro pratica e la amplieranno.

Allo stesso tempo, l’Occidente è chiaramente impegnato da molto tempo in un pio desiderio. Lanciando la guerra lampo delle sanzioni contro la Russia, ad esempio, ha pensato di poter schierare ancora una volta il mondo intero al proprio comando. A quanto pare, tuttavia, tale  prospettiva non entusiasma tutti, a parte i masochisti politici e gli ammiratori di altre forme non convenzionali di relazioni internazionali. La maggior parte degli stati si rifiuta di obbedire  e sceglie invece la strada ragionevole della cooperazione con la Russia. L’Occidente chiaramente non si aspettava una tale insubordinazione. Si è semplicemente abituato ad agire secondo un modello, ad accaparrarsi ciò che vuole , con ricatti, tangenti, intimidazioni e si è convinti che questi metodi avrebbero funzionato per sempre,  Tale fiducia in se stessi è un prodotto diretto non solo del famigerato concetto di eccezionalismo – sebbene non smetta mai di stupire – ma anche della vera “fame di informazione” in Occidente. La verità è stata affogata in un oceano di miti, illusioni e falsi, usando una propaganda estremamente aggressiva, mentendo come Goebbels. Più incredibile è la bugia, più velocemente le persone ci crederanno: è così che operano, secondo questo principio.

Ma le persone non possono essere nutrite con dollari ed euro stampati. Non puoi dar loro da mangiare  quei pezzi di carta e la capitalizzazione virtuale e gonfiata delle società di social media occidentali non può riscaldare le loro case: non puoi nutrire nessuno con la carta, hai bisogno di cibo; e non puoi riscaldare la casa di nessuno con queste capitalizzazioni gonfiate: hai bisogno di energia. Ecco perché i politici in Europa devono convincere i propri concittadini a mangiare di meno, a farsi la doccia meno spesso e a vestirsi più caldi a casa. mentre  quelli che iniziano a fare domande giuste come “Perché è così, in effetti?” vengono subito dichiarati nemici, estremisti e radicali. Indicano la Russia e dicono: questa è la fonte di tutti i tuoi guai. Altre bugie. Voglio sottolineare in particolare il fatto che ci sono tutte le ragioni per credere che le élite occidentali non cercheranno vie d’uscita costruttive dalla crisi alimentare ed energetica globale di cui sono responsabili a causa di la loro politica a lungo termine, che risale a molto prima della nostra operazione militare speciale in Ucraina, nel Donbass. Non hanno alcuna intenzione di risolvere i problemi dell’ingiustizia e della disuguaglianza.

E qui è importante ricordare che l’Occidente si è salvato dalle sfide dell’inizio del XX scolo  con la prima guerra mondiale. I profitti della seconda guerra mondiale hanno aiutato gli Stati Uniti a superare finalmente la Grande Depressione e a diventare la più grande economia del mondo, a imporre al pianeta il potere del dollaro come valuta di riserva globale. E dalla crisi degli anni ’80  l’Occidente  è uscito illeso in gran parte appropriandosi dell’eredità e delle risorse dell’Unione Sovietica crollata e defunta. Questo è un fatto. Ora, per liberarsi dall’ultima rete di sfide, devono smantellare la Russia e gli altri Stati che scelgono un percorso di sviluppo sovrano, per poter depredare ulteriormente la ricchezza di altre nazioni e usarla per rattoppare i propri buchi. Se ciò non accade, non posso escludere che cercheranno di innescare un collasso dell’intero sistema, dando la colpa a tutto ciò, oppure, ci mancherebbe, decideranno di usare la vecchia formula della crescita economica attraverso la guerra. La Russia è consapevole della propria responsabilità nei confronti della comunità internazionale e farà ogni sforzo per garantire che prevalgano le teste più lucide.

L’attuale modello neocoloniale è in definitiva condannato; questo è ovvio. Ma ripeto che i suoi veri padroni vi si aggrapperanno fino alla fine. Semplicemente non hanno nulla da offrire al mondo se non il mantenimento dello stesso sistema di saccheggio e racket. Non gliene frega niente del diritto naturale di miliardi di persone, la maggioranza dell’umanità, alla libertà e alla giustizia, il diritto di determinare il proprio futuro. Sono già passati alla negazione radicale dei valori morali, religiosi e familiari. Rispondiamo ad alcune domande molto semplici per noi stessi. Ora vorrei tornare su quanto ho detto e rivolgermi anche a tutti i cittadini del Paese – non solo ai colleghi che sono in aula – ma a tutti i cittadini russi: vogliamo avere qui, nel nostro Paese, in Russia , “genitore numero uno, genitore numero due e genitore numero tre” (l’hanno completamente perso!) invece di madre e padre? Vogliamo che le nostre scuole impongano ai nostri figli, fin dai primi giorni di scuola, perversioni che portano al degrado e all’estinzione? Vogliamo tamburellare nelle loro teste l’idea che alcuni altri generi esistono insieme a donne e uomini e offrire loro un intervento chirurgico di riassegnazione di genere? È questo che vogliamo per il nostro Paese e per i nostri figli? Tutto questo per noi è inaccettabile. Abbiamo un futuro diverso tutto nostro. Vorrei ripetere che la dittatura delle élite occidentali prende di mira tutte le società, compresi gli stessi cittadini dei paesi occidentali. Questa è una sfida per tutti. Questa rinuncia completa a ciò che significa essere umani, il rovesciamento della fede e dei valori tradizionali e la soppressione della libertà stanno diventando una “religione al contrario”: il puro satanismo. Smascherando i falsi messia, Gesù Cristo disse nel Sermone della Montagna: “Dai loro frutti li riconoscerete”. Questi frutti velenosi sono già evidenti alle persone, e non solo nel nostro paese ma anche in tutti i paesi, comprese molte persone nell’occidente stesso.

Il mondo è entrato in un periodo di trasformazione fondamentale e rivoluzionaria. Stanno emergendo nuovi centri di potere. Rappresentano la maggioranza – la maggioranza! – della comunità internazionale. Sono pronti non solo a dichiarare i propri interessi, ma anche a proteggerli. Vedono nella multipolarità un’opportunità per rafforzare la loro sovranità, il che significa acquisire una vera libertà, prospettive storiche e il diritto a proprie forme di sviluppo indipendenti, creative e distintive, a un processo armonioso. Come ho già detto, abbiamo molte persone che la pensano allo stesso modo in Europa e negli Stati Uniti e sentiamo e vediamo il loro sostegno. Un movimento essenzialmente emancipativo e anticolonialista contro l’egemonia unipolare sta prendendo forma nei paesi e nelle società più diverse. Il suo potere aumenterà solo con il tempo. È questa forza che determinerà la nostra futura realtà geopolitica”.

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