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martedì 29 dicembre 2015

Shiva Netra

29 DICEMBRE 2015


È una meditazione sul terzo occhio, composta da due stadi che si ripetono tre volte, per un totale di sei stadi dì 10 minuti ciascuno.

Primo stadio:  10 minuti.
Siedi perfettamente immobile e osserva una luce blu con lo sguardo sfocato.

Secondo stadio: 10 minuti.
Chiudi gli occhi e ondeggia lentamente e dolcemente da una parte all'altra.
Ripetere i due stadi, alternandoli, per tre volte.


 Osho

martedì 6 ottobre 2015

Picchiare il cuscino

6 OTTOBRE 2015



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Quando ti senti pieno di rabbia, non è necessario prendertela con qualcuno: sii semplicemente arrabbiato! Lascia che sia una meditazione. Chiudi la porta della tua stanza, siedi da solo e lascia uscire tutta la rabbia che hai in te. Se provi il desiderio di picchiare, picchia un cuscino.



Fai qualsiasi cosa ti senti: il cuscino non protesterà mai. Se vuoi uccidere il cuscino, prendi un coltello e uccidilo! È un aiuto, un aiuto straordinario. Non si può neppure immaginare quanto sia utile un cuscino. Picchialo, mordilo, sbattilo! Se sei in collera con una persona in particolare, scrivi il suo nome sul cuscino oppure incollaci sopra una fotografia.



Ti sentirai ridicolo, stupido, ma la rabbia è ridicola; non ci puoi far nulla. Per cui lascia che esploda e godila come un fenomeno di energia. È realmente un fenomeno di energia. Se non fai del male a nessuno, non c'è nulla di riprovevole. Praticando questa meditazione, vedrai che pian piano scomparirà l'idea di far del male a qualcuno. Fanne una pratica quotidiana: bastano venti minuti ogni mattina. E poi osservati per tutto il giorno. 

Sarai più calmo, perché avrai espulso l'energia che si trasforma in collera; l'energia che si tramuta in veleno sarà stata espulsa dal tuo sistema. Ripeti questa meditazione per due settimane come minimo, e dopo la prima settimana sarai sorpreso di scoprire che in qualsiasi situazione ti trovi, la rabbia non c'è più. Provaci!

Osho: Il libro arancione


lunedì 5 ottobre 2015

La necessità della catarsi

5 OTTOBRE 2015


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Ogni giorno per sessanta minuti, scordati del mondo. Lascia che il mondo scompaia dalla tua vista e scompari a tua volta dal mondo. Opera una svolta radicale, una rotazione di centottanta gradi, e osserva semplicemente il tuo mondo interiore. All'inizio non vedrai altro che nuvole. Non preoccupartene, sono nuvole prodotte dalle tue repressioni. Incontrerai la rabbia, l’odio, l'avidità, ogni sorta di buchi neri... li hai repressi, per questo sono li. E le cosiddette religioni hanno insegnato a reprimerli, per cui esistono come piaghe che finora hai sempre tenute nascoste.


Per questo all'inizio insisto sulla catarsi: se non attraversi una profonda catarsi, dovrai affrontare molte nuvole. Sarà faticoso, e tu sei cosi impaziente che potresti ritornartene nel mondo. Per poi dire: «Non c'è nulla, non ci sono fiori di loto, non c'è fragranza, non c'è altro che fetore e rifiuti ».


E lo sai già. Quando chiudi gli occhi e scendi dentro di te, cosa incroci? Non incontri mai quegli spazi bellissimi di cui parlano i Buddha. Incontri inferni e sofferenze, repressi lì dentro e in agguato. Rabbia accumulatasi in molte esistenze. Vi è una confusione indescrivibile, per cui si vorrebbe restarne fuori. Preferisci andare al cinema, al club, incontrare qualcuno e spettegolare un po'. Preferisci tenerti impegnato finché non sei stanco e ti addormenti. 

Questo è il tuo stile di vita, questa è la tua vita! Per questo quando si inizia a guardare dentro di sé si resta molto perplessi. I Buddha dicono che vi si trova un'immensa beatitudine, si incontrano fiori di loto che si schiudono con fragranza eterna! E i fiori hanno colori che non mutano mai, non sono un fenomeno passeggero. I Buddha parlano di questo paradiso, parlano di questo regno di Dio che è in te, e quando tu entri in te stesso, non incontri altro che inferno!


Non vedi affatto la terra del Buddha, ma solo campi di concentramento hitleriani. Ovviamente pensi subito che sia tutto una stupidaggine, è meglio restarne fuori: perché continuare a mettere il dito sulle piaghe? Fa anche male! E dalle piaghe inizia ad uscire pus e fetore...

Ma la catarsi aiuta. Se ti abbandoni alla catarsi, se passi attraverso le meditazioni caotiche, ti ripulisci da tutte queste nuvole, elimini tutte queste oscurità, alla fine l'attenzione diventa più facile.



Per questo insisto perché all'inizio si facciano le meditazioni caotiche e solo in seguito le meditazioni silenziose: all'inizio le meditazioni attive e poi quelle passive. Ti puoi inoltrare nella passività solo dopo aver espulso dal tuo essere tutto il marcio accumulato. Dopo aver vomitato la rabbia, dopo aver vomitato l'avidità ... queste cose affiorano in te strato dopo strato. Ma quando le hai espulse, puoi scivolare dentro il tuo essere con facilità: ora non c'è più nulla che ti ostacoli.



E all'improvviso ecco la luce splendente della terra del Buddha. E all'improvviso ti ritrovi in un mondo totalmente diverso, il mondo della Legge del Fiore di Loto, il mondo del Dhamma, il mondo del Tao.

Osho: Il libro arancione




domenica 4 ottobre 2015

Ho creato un espediente

4 OTTOBRE 2015

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La mente è molto seria, e la meditazione è assolutamente non-seria. Questa affermazione vi potrà colpire, perché la gente parla sempre molto seriamente della meditazione. Ma la meditazione non è una cosa seria. È solo un gioco, niente affatto serio. Ti coinvolge, ma non è serio. Non è un lavoro, è più simile a un gioco. Il gioco non è un'incombenza. Anche quando è azione, non è un'attività. Il gioco è puro piacere. L'azione non ha una finalità, non ha una motivazione, al contrario è solo energia fluida allo stato puro.

Ma è difficile capirne il valore, perché noi siamo condizionati dalle motivazioni. Siamo sempre stati cosi attivi che la nostra attività è diventata un'ossessione profondamente radicata. Perfino mentre dormiamo siamo in attivi-vita. Perfino quando ci vogliamo rilassare siamo attivi. Abbiamo trasformato in attività perfino il rilassamento: facciamo sforzi per rilassarci. È assurdo! Ma lo si deve alle abitudini meccaniche della mente.

Che fare? Solo la non-azione vi conduce al vostro centro interiore, ma la mente non può concepire come essere non attiva. Che fare dunque?

Io ho creato un espediente: si tratta di spingere l'attività finché non cessi semplicemente; essere attivi alla follia, cosi la mente condizionata dall'attività viene espulsa dal vostro sistema. Solo cosi, dopo una catarsi profonda, puoi abbandonarti all'inazione e avere l'intuizione di uno spazio che non è quello dello sforzo.

Una volta conosciuto questo spazio, puoi penetrarlo senza sforzo. Una volta che l'hai percepito — sai come essere semplicemente qui e ora, senza far nulla — puoi fluire in quel mondo, in ogni momento; ovunque ti trovi puoi vivere in quel mondo. E giungerai infine a essere attivo all'esterno e dentro di te sarai profondamente inattivo.

I metodi catartici sono invenzioni moderne. Ai tempi del Buddha non erano necessari, perché la gente non era cosi repressa. La gente era spontanea, viveva una vita primitiva, non civilizzata, una vita naturale. Per cui il Buddha poteva consigliare a chiunque la meditazione Vipassana — vipassana significa discernimento — senza remore. Ma oggi non puoi accedere direttamente al Vipassana. E i maestri che vi insegnano la pratica del Vipassana direttamente non appartengono a questo secolo: sono arretrati di duemila anni. Certo, è possibile che ogni tanto riescano ad aiutare una o due persone su cento, ma non è un gran risultato! Ho introdotto i metodi catartici per demolire tutto ciò che la civiltà vi ha sovraimpresso, cosicché diventiate ancora una volta primitivi. 

Da questa primitività, da questa innocenza primaria, fiorirà facilmente il discernimento.
Un taglialegna, uno spaccatore di pietre non hanno bisogno di meditazioni catartiche: le praticano tutto il giorno; ma per l'uomo moderno le cose sono cambiate.


 Osho: Il libro arancione

sabato 3 ottobre 2015

Correre, camminare, nuotare

3 OTTOBRE 2015


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È facile e naturale essere all'erta mentre si è in movimento. Quando siedi in silenzio senza far nulla è naturale cadere addormentato. Quando sei sdraiato a letto è difficilissimo stare all'erta, perché l'intera situazione concilia il sonno. Ma in movimento, è ovvio che non ti puoi addormentare, la tua attenzione è maggiore: l'unico problema è dato dalla possibilità che il movimento diventi meccanico.


Impara a fondere insieme il corpo, la mente e l'anima. Scopri situazioni in cui riesci a funzionare come un'unità.


A chi corre, accade spesso. Forse non hai mai considerato la corsa una meditazione, ma a chi corre è accaduto spesso di fare una straordinaria esperienza di meditazione. E ne è rimasto sorpreso, perché non ci pensava nemmeno: chi immaginerebbe che correndo può avere un'esperienza di Dio? Ma è successo. E oggi la corsa diventa sempre di più un nuovo tipo di meditazione.


Correndo, può succedere. Se qualche volta hai corso, se ti piaceva correre al mattino presto, quando l'aria è fresca e frizzante e il mondo intero sta uscendo dal sonno e si risveglia... correvi e il tuo corpo funzionava a perfezione, l'aria fresca, il mondo rinato a nuova vita, appena uscito dall'oscurità della notte, intorno a te tutto era un canto, e ti sentivi più che mai vivo... e viene un momento in cui colui che corre scompare e

resta solo la corsa. Il corpo, la mente e l'anima iniziano a funzionare insieme e all'improvviso si sprigiona un orgasmo interiore.


Casualmente i corridori hanno sperimentato a volte « la quarta dimensione », turìya, anche se, probabilmente, non l'hanno capito; avranno pensato che la corsa era la causa di quel momento di gioia: era una giornata stupenda, il corpo era in perfetta forma e il mondo era meraviglioso, era solo uno stato d'animo. Non ci fanno caso, ma se ci facessero caso, sostengo per esperienza personale che un corridore può avvicinarsi alla meditazione più di chiunque altro.


Il podismo — jogging — può essere utilissimo, nuotare può essere molto utile. Sono tutte attività che dovrebbero essere trasformate in tecniche di meditazione.

Lascia perdere le vecchie idee sulla meditazione, per cui solo sedere sotto un albero in posizione yoga è meditare. Questa è solo una delle possibilità, e può essere adatta ad alcune persone, ma non a tutti. Per un bambino non è meditazione, è una tortura. Per un giovanotto che sprizza vitalità è repressione, non è meditazione.


Mettiti a correre al mattino. Inizia facendo un chilometro, poi passa a due e arriva almeno fino a cinque. Mentre corri usa tutto il corpo. Non correre come se fossi chiuso in una camicia di forza. Corri come un bambino, usando tutto il corpo — mani e piedi — e corri. Respira profondamente dalla pancia. Poi siedi sotto un albero, riposa, suda e lasciati rinfrescare dalla brezza del mattino; avverti la pace che è in te. Questo ti aiuterà moltissimo.


Prova anche a restare in piedi senza le scarpe avvertendo la frescura, la dolcezza, il calore della terra. Cerca di percepire qualsiasi cosa la terra sia pronta a donarti in quel momento, e lasciala scorrere in te. Lascia che le tue energie fluiscano nella terra. Entra in comunione con la terra.

Se sei collegato alla terra, sei collegato alla vita. Se sei in armonia con la terra, sei in armonia col tuo corpo. Se sei collegato alla terra, diventerai sensibilissimo e ti centrerai: non hai bisogno d'altro.


Non diventare mai un corridore professionista; rimani un dilettante, cosi la tua attenzione si conserverà intatta. Se ti accade di sentire che la corsa è diventata meccanica, abbandonala. Prova col nuoto. Se anche questo diventa automatico, danza. Ricorda sempre che il movimento non è altro che una situazione per creare consapevolezza. Finché crea consapevolezza, è un'ottima tecnica. Quando non favorisce più la tua consapevolezza, non ha più alcuna utilità, sostituiscilo con un'altra forma di movimento che ti riporti alla tua attenzione. Non permettere mai che un'attività diventi automatica.


La mente è una spina e tutte le tecniche di meditazione sono aghi per estrarre quella spina.


 Osho: Il libro arancione

venerdì 2 ottobre 2015

Una lode al sole che sorge

2 OTTOBRE 2015
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Alzati alle cinque, prima del sorgere del sole, e per mezz'ora abbandonati al canto, ai tuoi suoni, ai lamenti, ai gemiti. Non occorre che i suoni abbiano un senso: devono essere viscerali, non avere un significato. È sufficiente che ti divertano: il senso è questo. 

Lasciati ondeggiare. Lascia che sia una lode per il sole che sorge, per cui smetti solo quando il sole è sorto. Questo manterrà dentro di te un certo ritmo per l'intera giornata. 

Fin dal mattino sarai in sintonia e vedrai che il giorno avrà una qualità diversa; sarai più amorevole, più attento, più compassionevole, più amichevole, meno violento, meno collerico, meno ambizioso, meno egoista.

Osho: Il libro arancione