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sabato 18 settembre 2021

Teniamoci lontano dalla sindrome dell’ “Era meglio prima”

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“Si stava meglio quando si stava peggio”? Davvero “non ci sono più le cose di una volta”?…

Vivere nei ricordi di tempi passati, essere nostalgici di ciò che è stato e non è più può costituire una posizione psichica ed esistenziale in cui una persona si ritrova bloccata, incapace di abituarsi ai cambiamenti e procedere verso il futuro. Combattere la nostalgia per abbracciare il cambiamento non significa rinnegare il passato, ma prenderne le giuste distanze con onestà e realismo traendone ispirazione o insegnamento per procedere in avanti.

“La nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare.”

(Milan Kundera)

Il significato di nostalgia in psicologia

La nostalgia è un sentimento dolce-amaro nel quale si riporta alla memoria l’emotività positiva di un momento passato, ma al tempo stesso si prova una struggente tristezza per non poterlo più rivivere nel presente. È un sentimento diverso dalla tristezza del lutto perché, a differenza di questa, consente di apprezzare e gioire degli aspetti positivi del passato. Può riguardare una persona effettivamente scomparsa dalla propria vita, ma anche un episodio specifico o un’epoca della propria esistenza. Sembra che la nostalgia si impadronisca più facilmente delle persone in là con gli anni, ma esistono anche persone relativamente giovani, magari all’inizio della propria vita adulta, che non esitano a rimpiangere la spensieratezza dei tempi dell’adolescenza o dell’infanzia.

A volta la nostalgia può sorprenderci nei momenti più impensati quando un dettaglio della nostra esperienza sensoriale ci fa rivivere certi ricordi lontani, come avviene nel celebre brano delle madeleine di Proust:

“… appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. Ma lo superava infinitamente (…) Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito (…) e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me.”

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann – Alla ricerca del tempo perduto, Einaudi)

Altre volte invece, la nostalgia può essere una modalità affettiva con la quale una persona tende a vivere il presente, presa più dal rimpianto di ciò che è stato che dalla motivazione a il vivere  presente. In questi casi la nostalgia può rivelarsi una trappola: si tende a idealizzare un passato lontano a confronto del quale il presente non risulterà mai all’altezza. Questo rischia di demotivare ulteriormente. Ma è davvero così?

Il “mito dell’età dell’oro” è presente in molte culture umane fin dalla notte dei tempi, lo ritroviamo dell’antica Grecia (si pensi a Esiodo) o narrato da Virgilio nell’antica Roma o, ancora, raccontato nella Genesi del Vecchio Testamento. In tutti i casi si fa riferimento a un’epoca ancestrale e mitica nella quale gli esseri umani erano privi degli affanni della mortalità, delle malattie e della necessità di lavorare; vivevano in armonia con la natura e con gli dei (o con Dio, privi del cosiddetto “peccato originale”).

A un accadimento drammatico, di “rottura” si fa risalire in genera l’origine di tutti i mali “terreni” di uomini e donne: l’apertura del vaso di Pandora oppure l’assaggio della mela da parte di Eva (da notare che spesso il sottofondo di questi miti ha un carattere spiccatamente misogino).

Sembrerebbe parte della natura umana dunque “fuggire” dai problemi e dalle limitazioni attuali per rivangare un passato “mitico”. È ciò che accade sia al livello sovrapersonale, come negli esempi citati, sia a livello individuale ogni qual volta una persona non riesce a trovare energie o motivazioni per adattarsi a un cambiamento e si rifugia nel passato. Quest’ultimo può venire facilmente idealizzato ed edulcorato dai meccanismi della nostra memoria.

Ogni qual volta rinveniamo un ricordo autobiografico nella nostra mente, infatti, non ci rappresentiamo una copia esatta ed esclusivamente “fattuale” dell’episodio o del periodo della nostra vita in questione. Accade invece di rielaborare le nostre memorie omettendo magari dettagli contraddittori, giustificando a posteriori certe scelte nostre o altrui, amplificando o sminuendo il ruolo di certi fattori e così via… Lo stato d’animo in cui ci troviamo a rievocare questi ricordi può influenzare potentemente il modo in cui li “riassembliamo” e, se siamo guidati da una fuga nella nostalgia nella nostra personale “età dell’oro”, potremo facilmente ricostruire gli eventi in modo parziale e semplificato evidenziandone solo ed esclusivamente gli aspetti postivi e minimizzando quello negativi che pure in passato potrebbero averci fatto soffrire.

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© Pixabay

È come se avessimo a disposizione una nostra cineteca personale che è in grado di produrre non solo film differenti, ma anche versioni diverse di una stessa storia a seconda dei “filtri” emozionali che utilizziamo per proiettarla nella nostra mente.

Leggi anche —> Saudade, la preziosa nostalgia spirituale del popolo australiano

Come uscire dalla nostalgia quando ci fa soffrire

Quando rimaniamo imprigionati nel film mentale della nostra personale “età dell’oro” ci ritroviamo involontariamente a vivere una cesura fra passato e presente, li avvertiamo come due mondi separati l’uno dall’altro fra cui non c’è possibilità di comunicazione. Ma dobbiamo sempre ricordarci che il regista siamo noi, siamo sempre stati noi e che quello che siamo oggi è in ogni caso il risultato di ciò che siamo stati e abbiamo vissuto in passato. Nei momenti in cui il nostro sistema mentale è attaccato dai ricordi potremmo avere difficoltà a percepirci soggetti attivi della nostra vita, potremmo sentirci più facilmente passivi rispetto sia agli eventi positivi del passato che a quelli difficili del presente.

  • Quali erano invece gli elementi di difficoltà o di preoccupazione che avevate anche nel tempo tanto idealizzato di cui oggi sentite nostalgia?
  • E quali strategie e risorse personali avete attivato per superarli?
  • Quali elementi della vostra personalità, del vostro carattere, delle vostre abilità sociali avete utilizzato allora per reagire alle difficoltà e godere della bellezza di ciò che avevate?
  • Cosa può insegnarvi il ricordo di tutto questo? Ci sono capacità personali che state tenendo “nel cassetto” e che invece anche oggi potreste utilizzare per affrontare il presente?
  • Se alcuni aspetti del passato vi suscitano nostalgia, quali obiettivi di cambiamento potrebbero ispirarvi nella vita di oggi? (Alcuni ad esempio nel rimpiangere l’infanzia dei figli potrebbero trovare gratificante occuparsi di qualcuno in azioni di volontariato sociale o di baby sitting; altri potrebbero usare le energie che un tempo spendevano nel lavoro per scoprire hobby a cui prima non avrebbero avuto modo di dedicarsi; altri ancora potrebbero coltivare attivamente il proprio bisogno di tornare all’adolescenza concedendosi qualche occasione di svago con l’intento di ricaricarsi per le responsabilità della vita adulta).

Il passato ci continua ad appartenere, sempre, e sempre può dirci qualcosa non solo su chi siamo stati, ma su chi siamo adesso, su quali risorse, sogni e desideri ci contraddistinguono e ci hanno permesso di diventare le persone che siamo. Quello che ci sembra di aver perso negli anni può essere una preziosa fonte di ispirazione per ciò che invece possiamo ricercare, in modi e tempi diversi, anche oggi adattandoci ai cambiamenti che la vita ci impone.

Il passato può essere una prigione da cui non riusciamo a vedere altri orizzonti, oppure una fonte di ispirazione per trovare nuove strade sul nostro cammino…

“Se col pensiero avete da misurare il tempo in stagioni, fate allora che ciascuna stagione cinga tutte le altre, E che il presente abbracci il passato con il ricordo e il futuro con l’ardente desiderio.”

(Kahlil Gibran, Il profeta, 1923)


 Cristina Rubano

https://www.eticamente.net/70824/teniamoci-lontano-dalla-sindrome-dell-era-meglio-prima.html

 

venerdì 6 luglio 2018

Autorevolezza, autostima, integrità

06/07/2018 Per molti motivi, nella nostra infanzia, non ci siamo sentiti sostenuti, o rispettati, o amati e questo ha lasciato dentro di noi un piccolo pozzo vuoto che ancora oggi cerchiamo di riempire... 
Da un articolo di Deepti Canfora apparso su Osho Times n 248
Abbraccia te stesso
Un piccolo pozzo vuoto
Per molti motivi, nella nostra infanzia, non ci siamo sentiti sostenuti, o rispettati, o amati e questo ha lasciato dentro di noi un piccolo pozzo vuoto che ancora oggi cerchiamo di riempire.
Una parte di noi oggi teme di ritrovarsi in quella situazione emotiva dolorosa in cui si è sentita sola, senza sostegno, umiliata e giudicata; una parte di noi ha paura di non ricevere o di perdere l’amore e l’approvazione.
Essere amati, essere sostenuti, essere “visti”, essere rispettati sono alcuni dei bisogni essenziali che ogni bambino desidera siano appagati e, inspiegabilmente, una volta adulti, continuiamo a cercare di soddisfarli. Perché?
In noi adulti continua a vivere quel bambino, costantemente e spesso in modo disordinato, alla ricerca: un bambino piccolo in attesa che la vita soddisfi i suoi bisogni.
Senza rendercene conto organizziamo e conduciamo la nostra vita nella continua ricerca di qualcosa che riempia quel pozzo vuoto.


Il nostro coinquilino
Questa ricerca affannosa, spesso impedisce l’affermazione di noi stessi e compromette la nostra autorevolezza; il nostro “coinquilino”, cioè il nostro bambino interiore, è sempre pronto a fare qualsiasi cosa per poter ottenere ciò di cui crede di aver bisogno e, spesso, per ottenerlo rinuncia alla sua integrità.
Una scarsa stima di se stessi ha radici in questa ricerca ossessiva di soddisfare questi bisogni.
Ancora adesso, da adulti, rincorriamo quella approvazione, quel rispetto, quell’amore di cui sentiamo la mancanza e, inconsciamente, abbiamo paura di sentirci umiliati, come se li dovessimo mendicare.
Rinunciamo ad affermare noi stessi per mantenere il “quieto vivere”, per paura di non essere approvati, per paura di rompere l’armonia, per paura del giudizio negativo e, di conseguenza, per paura di perdere il rispetto degli altri o il loro sostegno e il loro amore.
Non siamo in grado di costruire, riconoscere e mantenere un assetto solido e stabile di autostima.


L’anelito
L’autostima ha le sue radici in un terzo corpo sano e vibrante.
Il terzo chakra è orientato all'azione e ci aiuta ad affermarci come individui unici. 
La sua chiave è l'integrità e favorisce l’indipendenza e l’autorevolezza.
È questa energia che, se fluida e consapevole, ci muove nel mondo, ci per-mette di agire, di prendere decisioni e di farci rispettare.
Ma questa energia può essere stata compromessa quando eravamo bambini; probabilmente nel passato, quando abbiamo affermato noi stessi, siamo stati, in modo esplicito o in modo meno dichiarato, sgridati, disapprovati, redarguiti e non ci siamo sentiti sostenuti, approvati, rispettati e amati; ci siamo così sentiti “sbagliati” e a volte abbiamo provato vergogna.
Ci trasciniamo la stessa vergogna anche in età adulta...
Alla base di tutto ciò c’è un malinteso.
Da piccoli sicuramente il nostro benessere necessariamente non poteva che arrivare da fuori: il cibo e le carezze della mamma, la protezione del papà, l’interesse e l’affetto dei nonni…
Tutto questo può non essere arrivato o anche, semplicemente, essere arrivato in tempi diversi rispetto ai nostri desideri ed è da questa insoddisfazione drammatica che comincia a scavarsi il nostro piccolo pozzo vuoto.
Il meccanismo che continua a muoverci è dato da questa inconsapevole “fame” di ottenere amore, attenzione e sostegno... Una sorta di avidità senza fine che ci sconnette dal nostro terzo chakra..
E, ormai adulti, siamo ancora convinti che amore, protezione, attenzione, affetto debbano arrivare dall’esterno, da qualcuno o da qualcosa, e che se non arrivano, soffriremo, falliremo, rimarremo soli.
Così, proprio come abbiamo fatto da piccoli, barattiamo la nostra integrità e l’affermazione di noi stessi, sperando di avere in cambio ciò a cui tanto aneliamo.

Nessuno oltre a noi
Ma non c’è nessuno al di fuori di noi che potrà mai soddisfare questo anelito.
Perché non c’è nessun altro, al di là di noi stessi, in grado di farlo.
La mancanza della consapevolezza che soltanto noi possiamo dare a noi stessi l’amore che desideriamo, ha distorto l’energia del nostro terzo chakra e ci troviamo a oscillare tra momenti di lotta dove ci battiamo per ottenerlo e momenti di crollo dove ci sentiamo senza speranza.
Per ottenere approvazione, rispetto, amore rinunciamo alla nostra integrità; in questo modo, però, finiamo per ferire, erodere e ledere la nostra autostima. Mettiamo in mano agli altri la nostra integrità e così la nostra autostima dipende da ciò che gli altri pensano di noi.
Così finisce per diventare importante, anzitutto, il parere degli altri, il giudizio che arriva da fuori; conseguentemente, questo influenza il giudizio che abbiamo di noi stessi e il nostro senso di autostima si spegne ed è sostituito da un surrogato, una fragile “esostima” precaria, che crolla molto facilmente al modificarsi di comportamenti e di opinioni degli altri.
Da questi presupposti non siamo in grado di cogliere tutto ciò che l’esistenza ci offre; siamo così presi dal voler raggiungere amore e approvazione a ogni costo che non riusciamo a ricevere quello che in realtà ci è dato.
È un copione scritto tanti anni fa in cui ancora continuiamo a recitare le stesse battute.

Una via semplice
Se noi impariamo ad amarci, a rispettarci, ad accettarci per quello che siamo, non sarà più necessario barattare la nostra integrità per ricevere l’amore che meritiamo.
Quando inizieremo a vedere quanto il passato continui a influenzare il nostro presente, quanto le nostre scelte e decisioni siano dettate dalle nostre esperienze relazionali con i nostri genitori, potremo imparare ad avere fiducia in noi stessi e, di conseguenza, negli altri.
Noi abbiamo già in noi tutto quello che ci serve; se apriamo gli occhi e il cuore possiamo imparare a riconoscere l’amorevole generosità dell’esistenza.
La via, semplice, che Osho ci indica è di vivere fuori dal programma del nostro passato. 

Continua su Osho Times n. 248



Deepti Canfora, con Osho dal 1975, è creatrice del metodo Methaphysical Dance e della tecnica di stretching profondo (Deep Stretching) e fondatrice della Associazione Metaphysical Academy di Milano.
Per maggiori informazioni sul suo lavoro: www.deepticanfora.com

https://www.oshoba.it//index.php?id=articoli_view_x&xna=303







lunedì 14 maggio 2018

Non bisogna dimostrare niente a nessuno



Cercare di essere i migliori o volersi mostrare in qualche modo superiori alla media è un segno inequivocabile di insicurezza. Sebbene nessuna persona debba dimostrare nulla a nessuno, c’è chi pensa di doverlo fare e agisce di conseguenza.
È proprio l’insicurezza che ci porta a cercare di dimostrare qualcosa e a giustificarci davanti agli altri, soprattutto quando c’è un abisso tra il modo in cui vediamo noi stessi e il modo in cui vogliamo essere visti. Esiste un profondo desiderio di ricevere delle conferme dagli altri. Invece di sentire che non bisogna dimostrare nulla a nessuno, si viene invasi dalla sensazione opposta.
Quando le cose stanno così, ci paragoniamo costantemente agli altri e sentiamo persino il bisogno di dimostrare che siamo migliori di loro in qualche aspetto. Alla fine, però, otteniamo una soddisfazione vuota e distorta.
“Le persone con alta autostima non si sentono superiori agli altri; non cercano di dimostrare il loro valore paragonandosi agli altri. Stanno bene così come sono, non cercano di essere migliori degli altri.”
-Nathaniel Branden-

Se c’è amore, non bisogna dimostrare niente a nessuno

La chiave di tutto risiede nell’amor proprio. Molti credono che l’amor proprio sia uguale all’orgoglio, al narcisismo o all’arroganza. Tuttavia, è il contrario. Più amor proprio esiste, minore è il bisogno di vantarsi di essere i migliori e di disprezzare gli altri.

Amare sé stessi significa sentirsi degni di apprezzamento, rispetto e stima, in qualsiasi circostanza. Ciò significa che il sentimento di valore non dipende da elementi esterni e nemmeno da risultati personali, ma da sé stessi.
L’amor proprio è essenziale. Di conseguenza quando esiste quel sentimento di apprezzamento per la propria persona, non è mai necessario dimostrare nulla a nessuno. Non esistono quell’ansia competitiva o quel desiderio di risvegliare sentimenti di ammirazione o di timore negli altri. La persona si sente preziosa così com’è, solo per il fatto di essere e di esistere.
Essere e dimostrare di essere: due realtà diverse
Dimostrare qualcosa che non è, o che lo è solo parzialmente, comporta un enorme dispendio di energie emotive. La costante in questi casi è la tensione interna. Il passo verso lo stress, dunque, è breve. È angosciante quando per convalidarci dobbiamo costruire e tenere una sorta di maschera e poi dipendere dall’impatto che provoca sugli altri.

Tale comportamento ha lo scopo di dimostrare qualcosa, come essere in un modo (socievoli, intelligenti, ecc.). È anche possibile dimostrare di provare effettivamente certi sentimenti o pensieri (compassione, patriottismo, amore, ecc.).
E, naturalmente, in alcuni casi si cerca di dimostrare di non essere in un certo modo o di non provare certi sentimenti. Ad esempio, quando vogliamo dimostrare che non abbiamo paura e, di conseguenza, compiamo azioni temerarie o quando vogliamo dimostrare che non siamo ignoranti e cerchiamo di farlo vedere agli altri.
Tutto ciò è una conseguenza della non accettazione di sé. Alcuni aspetti personali vengono rifiutati per ragioni nevrotiche. Ciò significa che i motivi che causano questo rifiuto non hanno a che fare con un ragionamento sano, ma con un desiderio illusorio di “essere altro” per soddisfare i mandati sociali, familiari, ecc. Anche se non bisogna dimostrare nulla a nessuno, in questi casi opera la logica opposta.

Una questione di illusioni

Alla base di questo continuo bisogno di dimostrare di essere in un modo, di provare qualcosa o di poter fare qualcos’altro vi è un’illusione. Inconsciamente nella persona sussiste l’idea illusoria che dimostrandosi in un certo modo otterrà l’approvazione altrui. Tale approvazione, a sua volta, la aiuterà a ottenere il senso di valore personale che tanto le manca.
In realtà accade il contrario. La mancanza di autenticità diventa un ostacolo per imparare ad accettarsi e per essere accettato. Dopotutto, le maschere finiscono sempre per essere scoperte o per scomparire.

Non bisogna dimostrare nulla a nessuno. Se si prova questo desiderio, vuol dire che dentro di sé vi è qualcosa di rotto, spezzato o ferito. La più grande prova di fiducia e forza personale è essere sé stessi. Il bisogno sproporzionato di approvazione porta solo a un circolo vizioso in cui ci si sente sempre meno liberi e preziosi.

http://aprilamente.info/non-bisogna-dimostrare-niente-a-nessuno/

sabato 5 maggio 2018

Amor proprio: frasi per iniziare a volersi bene

05/05/2018
 

Volerci bene è un’abitudine meravigliosa che in molte occasioni resta relegata in un angolo perché si dà la priorità a cose meno importanti. Dobbiamo pensare che l’atto di valorizzarci e amarci costituisce la colonna vertebrale del nostro benessere. Il pilastro che ci sostiene e ci offre rifugio, che ci protegge e che, certamente, ci sprona a crescere e a migliorare sempre di più. Per questo motivo, oggi vi presentiamo alcune frasi sull’amor proprio con cui iniziare a volervi bene.
L’amor proprio è una bussola orientata a nord, illumina le zone scure e fa da faro in quelle notti buie dove la strada sembra incerta o persa. Senza di esso o quando è malconcio, siamo più vulnerabili a qualsiasi forma di manipolazione, mettendoci alla mercé di interessi o desideri altrui. Perché, quando ci disprezziamo, difficilmente possiamo contare su una quantità sufficiente di energia per mettere dei limiti e, quando si presenta l’occasione, farci rispettare. In questo modo, finiremo per essere degli spettatori e soffriremo un fenomeno molto triste, quello che riguarda la presa di coscienza di come, a poco a poco, diventiamo invisibili.
Non è mai tardi, dunque, per renderci conto che meritiamo e, allo stesso tempo, abbiamo bisogno di un posto d’onore nella nostra scala di prioritàÈ sempre possibile rivolgere lo sguardo verso lo specchio con onestà, per riconoscerci nel riflesso e accettare ciò da cui tante volte siamo fuggiti. Queste 12 frasi sull’amor proprio possono aiutarci in questo processo così duro e faticoso, ma allo stesso tempo bello e affascinante, che è volesi bene.

Frasi per favorire l’amor proprio

L’accettazione come primo passo

“L’amor proprio ha davvero poco a che vedere con come ti senti riguardo al tuo aspetto esteriore. Significa accettare ogni parte di te.”
-Tyra Banks-
Questa è senz’altro una delle frasi sull’amor proprio più illuminanti. Senza accettazione, non c’è spazio per l’amor proprio: muore annegato. Non serve a niente mettersi un costume, una maschera per uscire e far credere agli altri che siamo diversi. Arriverà un momento in cui ci troveremo con noi stessi e ci renderemo conto che ci stiamo tradendo.
Per volerci bene, dobbiamo accettarci. Per accettarci, dobbiamo spronarci, accedere a tutte le nostre parti più profonde e accoglierle con piacere.

Il tempo per se stessi

“Fino a quando non apprezzi te stesso, non dai un valore al tuo tempo. Fino a quando non dai un valore al tuo tempo, non farai nulla con esso.”
-M. Scott Peck-
Solo quando ci valorizziamo, ci rendiamo conto che il nostro tempo è oro e facciamo attenzione a chi e a cosa lo dedichiamo, e a come lo utilizziamo. Ci prendiamo persino una parte di esso per stare soli con noi stessi. Perché quando ci vogliamo bene, il tempo smette di essere una variabile senza senso e diventa il nostro grande alleato.

L’importanza di essere autentici

“Uno dei più grandi rimpianti nella vita è stato essere ciò che gli altri vorrebbero che tu fossi, anziché essere te stesso.”
-Shannon L. Alder-
Questa è una delle frasi sull’amor proprio che dobbiamo tenere a mente ogni giorno. Spesso facciamo confusione fra ciò che gli altri si aspettano da noi e quello che vogliamo davvero. Quasi senza volerlo, deviamo il nostro cammino per soddisfare le aspettative altrui, accantonando i nostri desideri. Per prevenire questo meccanismo, è importante porsi diverse domande: stiamo facendo quello che desideriamo davvero o quello che gli altri si aspettano da noi? Agiamo perché gli altri stiano bene o per stare bene noi?
“Ho impiegato molto tempo a smettere di giudicare me stessa attraverso gli occhi degli altri.”
-Sally Field-
Un’altra delle frasi sull’amor proprio relazionata all’influenza degli altri. Non siamo il riflesso del pensiero o delle parole altrui. Non possiamo vivere attraverso i loro occhi. Di fatto, non sanno tutto di noi, hanno un’immagine che è frutto del miscuglio di quello che abbiamo mostrato e quello che pensano di noi.

Il valore di premiare se stessi

“Dopo un po’ impari che il sole scotta, se ne prendi troppo. Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.”
-Veronica A. Shoffstall-
Non dobbiamo aspettare che qualcuno ci valorizzi, che ci dica quanto valiamo per pensarlo. Ogni giorno è un’opportunità per regalarci belle parole e fare qualcosa di bello per noi stessi. Trattarci bene deve diventare la nostra priorità.

L’influenza delle parole

“La persona più influenzabile con la quale parlerai tutto il giorno sei tu. Fai molta attenzione, quindi, a quello che dici a te stesso.”
-Zig Ziglar-
Un’altra delle frasi sull’amor proprio fondamentale per la nostra vita quotidiana. Il modo in cui parliamo a noi stessi influisce su come ci sentiamoSostenersi e dirsi parole piene di motivazione o di riconoscimento non equivale a farsi un’autocritica molto dura per gli errori commessi. Facciamo attenzione alle parole che rivolgiamo a noi stessi. Sì, persino e soprattutto quelle che ci diciamo quando siamo soli, in silenzio.

La liberazione dalle paure

“Blocchi il tuo sogno quando consenti alla tua paura di crescere più della tua fede.”
-Maria Manin Morrissey-
I nostri limiti sono creati dalle nostre paure. Se comprendiamo e affrontiamo queste ultime, saremo capaci di andare oltre, di attraversare quella linea che divide chi crediamo di essere e chi possiamo arrivare a essere. Di fatto, per scoprire se stessi non c’è niente di meglio che fare qualcosa che non avremmo mai pensato di poter realizzare. Quanti limiti ci stiamo dando in questo momento?
“Le persone di successo hanno paure, le persone di successo hanno dubbi, le persone di successo hanno preoccupazioni. Ma non permettono a questi sentimenti di fermarle.”
-T. Harv Eker-
Avere amor proprio non significa non avere alcuna preoccupazione, dubbio o paura, bensì avanzare nonostante essi. Volerci bene ci protegge, ma non ci isola in una bolla. Ci dà sicurezza e forza, l’impulso a lottare per quello che desideriamo nonostante le tempeste.

Il potere delle nostre decisioni

“In realtà sono le nostre decisioni a determinare cosa possiamo diventare, molto più delle nostre stesse capacità.”
-J. K. Rowling-
Possiamo essere molto talentuosi in un determinato ambito, ma se non ci diamo valore, non riusciremo a far uscire tutto il nostro potenziale. Se ci valorizziamo, se alimentiamo l’amor proprio, avremo capacità a sufficienza per percorrere il cammino che desideriamo.
Volerci bene ci consente di attribuirci abbastanza valore per esprimerci e lottare per i nostri sogni, grazie alle nostre decisioni.

L’amor proprio è uno stato interiore

“Il vero amor proprio non ha motivo di essere divulgato o mostrato in pubblico. È uno stato interiore, una forza, una felicità: la sicurezza.”
-Brian Weiss-
Una delle frasi sull’amor proprio più sagge. Il vero amore non si dimostra solo a parole, non è necessario darsi delle arie per valorizzarsi. L’amor proprio è molto più profondo; come dice lo psichiatra Brian Weissè uno stato, una forza che sorge dentro di noi. 
Per concludere, vogliamo proporvi le bellissime parole di Nelson Mandela su questo complesso, ma meraviglioso, processo: quello di volersi bene.
“La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”
via La Mente Meravigliosa

sabato 21 aprile 2018

Mai prendere i propri pensieri troppo sul serio

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21/04/2018
Una persona potrebbe stare in pena pensando: “Mi chiedo se gli piaccio,
scommetto di no.” Eppure riconoscerebbe senza difficoltà che il pensiero
dell’automobilista in autostrada “non era altro che un pensiero”. La
maggior parte di noi ritiene che i propri pensieri meritino di essere
considerati con seria attenzione e interesse, ma quando si tratta di quelli
di un altro, allora li considera come semplici pensieri che non meritano attenzione. 
Perché? Ancora una volta, perché il nostro pensiero
modella la realtà dall’interno e ci tocca così da vicino che è facile
dimenticarsi che siamo noi a crearlo. Il pensiero ci aiuta a trovare un
senso a ciò che vediamo: ne abbiamo bisogno per sopravvivere nel
mondo e per dare un significato alla vita. Tuttavia, se comprendessimo
appieno la vera natura e lo scopo del pensiero, non avremmo bisogno di
prendere a cuore (o troppo seriamente) tutto ciò che ci capita di pensare.
Prenderemmo tutto meno sul serio..
Il pensiero non corrisponde alla “realtà” ma è un semplice tentativo di interpretare
una situazione. La personale interpretazione di ciò che vediamo dà
origine a reazioni emotive che non sono il risultato di ciò che ci accade, ma
derivano dal nostro pensiero, dal nostro sistema di credenze.
Per spiegare meglio questo concetto prendiamo in considerazione l’esempio
dell’arrivo di un circo in città. Per le persone e le famiglie che
amano questo genere di spettacolo, è motivo di festa. Per chi non ama
il circo, l’aumento del traffico e la confusione sono motivo di preoccupazione.
Di per sé il circo è neutro, cioè non causa reazioni né positive
né negative. Potremmo trovare anche molti altri esempi. Una volta
afferrato il concetto, il pensiero può rivelarsi un dono enorme per aiutarci
a vivere. Per contro, possiamo anche diventare vittime dei nostri
pensieri, peggiorando la qualità della nostra vita. Dal momento che i
nostri pensieri cambiano continuamente, la vita può trasformarsi in una
lotta, se non in un campo di battaglia.
In apparenza, il livello di felicità che proviamo aumenta e diminuisce in
base alle circostanze in cui ci troviamo. In realtà, non sono le circostanze
a determinare il nostro livello di benessere, ma il modo in cui le
interpretiamo. Ecco perché circostanze identiche possono significare
cose diverse per persone diverse. Imparando a considerare i pensieri
negativi come una sorta di interferenza mentale, la smetteremo di prestare
loro così tanta attenzione.
Comprendere la natura del pensiero ci permette di vivere in uno stato
di pace neutro, caratterizzato da un sentimento di felicità e appagamento
spensierato. Quando distogliamo l’attenzione da ciò che pensiamo,
soprattutto quando si tratta di pensieri negativi, ci ritroviamo con un
sentimento positivo di tranquillità. Ciò non significa in alcun modo che
non è necessario pensare, anzi, dobbiamo farlo. Significa solo che non
vale la pena di soffermarsi sui pensieri negativi (che provocano angoscia
e sofferenza) perché ci distolgono da quello che cerchiamo: la felicità.
Con un simile appagamento, nella nostra mente si viene necessariamente
a creare uno spazio in cui si insinuano pensieri nuovi e creativi,
permettendoci di recuperare quella visione basata sull’effetto flou (o soft
focus) tipica dell’infanzia che riporta la meraviglia e l’avventura nella
nostra vita.
L’effetto flou ci permette di ascoltare gli altri in modo amorevole. Ci
permette anche di ascoltare le critiche senza infastidirci, perché non
analizziamo più le informazioni: ci limitiamo a incamerarle.
In definitiva, il rapporto che instauri con il pensiero determina il tuo
livello di salute mentale e di felicità. Pensi che un pensiero debba essere
preso sul serio solo perché ti è venuto in mente? O hai capito che il
pensiero è un prodotto della tua natura di essere umano e che non devi
confonderlo con la realtà? Sei in grado di avere dei pensieri e passare
oltre, con l’effetto flou, o ti senti costretto a prenderli in considerazione
e ad analizzarli?

http://divinetools-raja.blogspot.it/
La Via del Ritorno... a Casa

venerdì 11 agosto 2017

QUANDO QUALCUNO ...

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Quando qualcuno ti insulta e umilia,
Quando qualcuno ti dispensa dei consigli non richiesti,
Quando qualcuno ti crede colpevole del suo dolore,
Quando "loro" non ti sentono parlando solo di se stessi,
Ti ignorano, giudicano o deridono i tuoi sentimenti -


Fermati. Fai un respiro.

Sappi che è il loro dolore, non tuo.

Sappi che stanno sognando, finché non saranno risvegliati
Sappi che conoscono non te, ma le loro illusioni.

Probabilmente, per loro è difficile amare se stessi.
Probabilmente, cercano fuori la conferma del loro valore.
Probabilmente, sono separati dai loro corpi, dal loro respiro, dalla loro vocazione.
Probabilmente, stanno vivendo un mondo duale del bene e del male, del giusto e del sbagliato.
Probabilmente, si sono dimenticati della semplice gioia di esistere.

Probabilmente, lo capisci.
Probabilmente, tu ci sei stato, dove sono adesso.

Non cercare di cambiarli. Non possono cambiare.
Non cercare di correggerli. Non te lo stanno chiedendo.
Più premi, più sarai respinto da loro.
Non lasciarti intrappolare nella rete dei loro dolori.
Sii sereno e compassionevole, senza premere su nessuno.

E' normale che ci rimangono male. E' così.
Lascia che siano liberi a rimanerci male.
E' normale che siano delusi da te.
Lascia che siano liberi ed essere delusi.
E' normale che ti giudichino; lascia che lo facciano.
Sii libero nell'esprimerti.
permettiti di essere triste, rabbioso, dubbioso, colpevole.
Lascia che queste preziose energie scorrano in te,
Non ti danneggeranno se le lasci scorrere.

Si, il questo viaggio incontrerai molti Custodi dei Portali.

In ogni modo, continua il tuo cammino, e lascia che lo facciano anche gli altri.
Non devi né spiegarlo né difenderlo.
Sii te stesso in questi tempi difficili.

Non lottare contro il buio. Comunque sia, non ha alcun potere.

Accendi solamente la tua LUCE!

https://vk.com/mantra.love

Olga Samarina


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

giovedì 3 agosto 2017

Essere Cattivi Non è Sempre un Male


Essere Cattivi
Molte volte ci capita di passare per “cattivi”, sulle labbra di qualcuno si posa veleno e viene sputato in giro fino a corrompere tutti coloro che ascoltano la storia e a fare di noi l’orco della situazione; spesso accade per qualcosa che non abbiamo fatto, per qualcosa che abbiamo detto o a volte solo per aver agito come meglio credevamo.
E’ facile suddividere le persone in bravi e cattivi, lo facciamo di continuo anche con i bimbi, quelli bravi sono obbedienti, tranquilli e silenziosi; quelli cattivi sono irrequieti, insolenti e capricciosi. E’ uno schema che ci viene imposto da sempre, siamo abituati a questa divisione e quando uno degli aspetti viene a mancare è immediato passare dall’essere bravi all’essere cattivi.


Quante volte avete sentito parlare male di voi da qualcuno che si aspettava una determinata cosa e invece na ha ricevuta un’altra? E quante volte sentite parlare di quanto sia cattiva una persona solo perché non ha rispettato determinate regole ma ha agito d’istinto? Bene tutto dipende da chi è che sta raccontando la storia. Proprio così, ognuno ha una diversa percezione del buono e del cattivo e come dice un vecchio proverbio “prima di giudicare è bene ascoltare tutte le campane“.
Esattamente come succede nei romanzi, lo scrittore (in questo caso il narratore) decide chi è il cattivo e chi è il buono della storia e spesso i ruoli si invertono, molte storie finiscono con il cattivo che si rivela poi buono e viceversa. Ma allora chi è veramente il cattivo della situazione?
Presumibilmente nessuno… o magari tutti, dipende dal punto di vista dell’osservatore. Un comportamento rigido e schematico, che segue le regole ed agisce secondo quanto stabilito non è indice di bontà, d’altro canto un comportamento intuitivo, selvaggio, istintivo non può essere indice di cattiveria.
Essere Cattivi

Nei rapporti purtroppo c’è uno schema che deve essere seguito per risultare buoni, tutti sanno cosa deve e non deve fare un buon amico, un buon collega, un figlio o un genitore, ma appena si disgrega lo schema, non appena si devia da questo, le prospettive cambiano, le aspettative si frantumano e il buono diventa cattivo.
Il nostro cervello è programmato da sempre a questi schemi, essi danno sicurezza, certezza, stabilità… e quando vengono a mancare l’ideale vacilla e l’orco fa il suo ingresso in pompa magna.
Quando rispondiamo a qualcuno come non si aspettava, quando le opinioni altrui vengono rigettate, quando qualcosa in un rapporto va storto allora l’insicurezza e lo stress fanno capolino e depositano quel veleno dal sapore acido sulle labbra e la persona che prima era buona diventa velocemente il cattivo della storia.

Quando non si vuole essere visti come l’orco di turno del racconto si tende ad assecondare il volere degli altri, a mitigare il nostro senso di giudizio, proprio perché sappiamo che quegli schemi esistono e non devono essere infranti, ma essere l’orco della situazione è poi così male o si può rivelare una forma di coraggio?

Idealizzare qualcuno non è mai buona cosa, gli ideali cambiano, le aspettative anche, allo stesso modo continuare a nascondere la propria natura un po’ ribelle ai conformismi può diventare deleterio, quindi forse a volte è meglio passare per cattivi che per agnellini frustrati e privi di coraggio.
Un esempio calzante è la storia di Cappuccetto Rosso, dove lei è la “buona” e il lupo è il “cattivo”, ma pensandoci bene, il lupo agisce secondo il suo istinto, la sua natura, se guardassimo la storia attraverso gli occhi del lupo sapremmo che per lui chi infrange le regole è il cacciatore, un altro cattivo, oppure la stessa cappuccetto rosso che non accetta la natura selvaggia del lupo…
Essere Cattivi
Ovviamente non fa certo piacere a nessuno essere marchiati come cattivi, ma come dicevo prima esserlo nella storia narrata da qualcun altro potrebbe essere invece la svolta decisiva per la nostra vita: liberarsi di un senso di inferiorità, liberarsi di una storia logora, liberarsi di quella sensazione che ci fa dire che “non deve essere per forza così” è forse l’unico modo per diventare i buoni nella storia che raccontiamo noi stessi, ponendo la parola fine alla storia narrata da altri.
Ascoltare il proprio istinto che sia quello dell’orco o quello dell’agnellino è sempre il primo passo da fare, ascoltare le storie narrate da altri da diverse prospettive è il secondo passo ed essere se stessi sempre è il terzo per sentirci liberi di vivere la nostra storia e soprattutto liberi di scrivere i ruoli dei personaggi e la giusta fine con tanto di atto di coraggio per non aver seguito gli schemi!
Siate i cattivi nella storia degli altri ma siate i buoni nella vostra!
(il tutto sempre ovviamente senza ledere in alcun modo chi vi sta di fronte e ricordate che “Gli uomini diventano cattivi e colpevoli perché parlano e agiscono senza figurarsi l’effetto delle loro parole e delle loro azioni.” ~ Franz Kafka).
Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com
Image from pixabay.com
http://www.eticamente.net/58006/essere-cattivi-non-e-sempre-un-male.html?refresh_ce 

domenica 23 aprile 2017

I VELENI PSICOLOGICI... E COME SALVARSI

23/04/2017

Tutte le nostre malattie, incidenti, la rabbia e la scontentezza della vita sono il risultato dei veleni informazionali che occupano la psiche.
- Ti sei ammalato. Come mai? Il giorno prima qualcuno ti ha mosso delle accuse.
- Sei scivolato e ti sei preso un colpo. Come mai? Perché un'ora prima qualcuno ti ha criticato ingiustamente.
- Senti una forte stanchezza e non vuoi vivere perché un membro della famiglia ti offende continuamente.
- Sei spaventata e hai paura di fare anche una cosa semplice, perché qualcuno ha detto che sei buona a nulla.


Sei debole. Sei stato vinto. La tua anima è sotto l'occupazione.

I veleni psicologici minano il sistema immunitario. Purtroppo, non puoi impedire alla gente di criticarti, ma puoi non ascoltarla. Significa, non pensare a ciò che senti, non fartelo entrare nella testa.

Basta saper fare due cose:
1. Riconoscere il veleno.
2. Impedire che entri nella testa. Questa è una cosa un po' più difficile. Per questo nella tua testa devono esserci due blocchi:
"PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE" + "BUGIA/NON MI INTERESSA." Occorre ricordare che non sono parole da pronunciare a voce alta, sono dei blocchi per il cervello.
Puoi rispondere da persona educata, ma la tua anima deve restare pulita a causa delle porte che chiudono:
"Provo uno sconforto, significa che non mi serve. Bugia. Non mi interessa."

- Qualcuno ti ha offeso: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Qualcuno si è offeso a causa tua: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Le Notizia in TV creano angoscia: "NON MI INTERESSA."

Ancora più sicuro costruire la vita secondo il principio dello SPECCHIO. Essere consapevole di un solo principio: "IO NON TRATTO MAI COSI' LE PERSONE" ti dà' il diritto di rifiutare le stesse cose da parte degli altri.
Le regole:

- Non criticare - non ascoltare le critiche
- Non accusare nemmeno nel pensiero - non provare il senso di colpa
- Non offendere - non ti offendere
- Non spaventare - non aver paura
- Non abbassare l'autostima degli altri - non ascoltate coloro che vogliono abbassare la tua
- Non indicare agli altri i loro difetti - non farci caso se ti indicano i tuoi
- Non creare programmi distruttivi per gli altri - non permettere di costruirli per te.

E tenendo conto del fatto che la parola "NO/Non" non è percepita dal subconscio, le altre regole SPECULARI sono queste:

- Approva!
- Comprendi i motivi dei cattivo comportamento degli altri!
- Proteggi la psiche degli altri!
- Tranquilizza!
- Aumenta l'autostima degli altri!
- Se lo sai fare, manda agli altri dei programmi positivi, osservando due condizioni: a) devono essere positivi dal loro punto di vista e non dal tuo; b) non devono contenere nessuna cattiveria riguardo ai terzi.

(aum.news)
Advanced Mind Institute Italia




La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

mercoledì 6 luglio 2016

Il sano egoismo

6 LUGLIO 2016

 
(Immagine presa dal web)
Oggi voglio parlarvi di egoismo, quello sano però. La nostra società, basata sulla religione, i sensi di colpa e il peccato, ci ha insegnato che il pensare a se stessi sia direttamente riconducibile ad una forma di egoismo. Di conseguenza, guai a guardarsi allo specchio, subito si sarà accusati di narcisismo. A volersi bene poi.... Molti ti diranno che, magari, non hai altro di meglio da fare.
Del resto, dopo anni di manipolazioni e torture psicofisiche inflitte dai ministri di culto dei differenti credo religiosi, non c'è da meravigliarsi se è venuta fuori un'umanità che ha rinnegato le proprie origini divine per cercare fuori ciò che non potrà mai avere: LA LIBERTA'.

Fintanto che si tenderà a guardare fuori, a pensare al bene della collettività e mai a se stessi, sarà normale vivere con quel senso di mancanza proprio di chi non si dedica a se stesso prima che agli altri. Con ciò non dico che è sbagliato aiutare gli altri o fare volontariato, non sono contro ciò e me ne guarderei bene!
Vi sto solo invitando a dedicarvi a voi stessi, alla vostra salute, a coltivare i vostri interessi, praticare sport, alimentarvi bene, vivere delle relazioni sociali e sentimentali sane... In una parola, vi sto invitando ad AMARVI. Solo amando se stessi, infatti, si potranno amare tutte le altre creature esistenti, piante, animali e minerali compresi, NON PRIMA.
(Immagine presa dal web)
Chi ci ha insegnato a non amarci lo ha fatto perchè, a mio avviso, non ha mai imparato ad amare se stesso e, facendo ciò, ha rinunciato a vivere da persona felice e realizzata, condannando a vivere in questo modo tutte le persone che lo hanno seguito. I ministri di culto di diverse religioni effettuano spesso delle castrazioni psichiche, basta vedere le donne costrette, in certi contesti caratterizzati da forme di estremismo religioso, ad indossare il burka.
Certamente Gesù non ci ha insegnato che la Vita è sofferenza o peccato, gli uomini lo hanno fatto! Nessuno ha il diritto di rendere infelice un'altra persona, tuttavia le religioni hanno oppresso e represso per millenni il genere umano, torturando, denigrando, bruciando, umiliando, uccidendo tutti coloro i quali erano contrari a professare una religione piuttosto che un'altra.
(Immagine presa dal web)
Bisogna praticare un pò di sano egoismo ogni giorno. Esso servirà da esempio per chi ci sta intorno perchè non mancherà di notare il nostro aspetto rilassato e ben curato, il nostro modo di essere, muoverci e vestire, in una parola, vedrà dei cambiamenti in noi e ne rimarrà colpito positivamente. Solo se ci si ama SINCERAMENTE si potrà, in un secondo tempo, MAI prima, amare gli altri, estendendo questo amore prima verso i propri familiari e poi verso il creato intero.
Non sentitevi in colpa se dedicate 3 o più giorni la settimana all'attività fisica, se vi alimentate in maniera naturale e avete ridotto il consumo di alimenti di origine animale e prodotti conservati. Piuttosto siate fieri di voi stessi, dite a tutti quando andate alla SPA per rilassarvi, insegnate agli altri come fare ad amare se stessi, queste cose il prete non ve le dirà e forse nemmeno i vostri familiari, in quanto nessuno le ha insegnate loro.
(Immagine presa dal web)
Superate i vostri limiti e convinzioni, imparate a guardarvi allo specchio ed essere felici di ciò che rifletterà, AMATEVI INCONDIZIONATAMENTE fregandovene, al contempo, di quello che gli altri potranno pensare di voi. Dopotutto LA VITA E' VOSTRA, NON DEGLI ALTRI, IL CORPO E' VOSTRO, NON DEI VOSTRI EDUCATORI, PRETI, GENITORI, AMICI, quindi custoditelo ed amatelo se fino ad oggi non lo avete fatto, nessun altro, del resto, può farlo per voi.
Da oggi, quindi, smettete di sentirvi in colpa solo perchè vi amate. Insegnate agli altri l'amore per se stessi. Questa è, a mio avviso, la forma più grande di amore verso il prossimo che si possa trasmettere dopo il dare amore: INSEGNARE AGLI ALTRI AD AMARE SE STESSI. 
Vincenzo Bilotta
 

mercoledì 28 ottobre 2015

Non sei depresso, sei distratto

28 OTTOBRE 2015
Il testo che segue fu scritto da Facundo Cabral:
Non sei depresso, sei distratto, ignaro della vita che ti popola. Inavveduto della vita che ti circonda: delfini, boschi, mari, montagne, fiumi. Non cadere dove cadde tuo fratello, che soffre per un essere umano quando al mondo ce ne sono 5.600 milioni.
Foto del cantautore Facundo Cabral
Inoltre vivere da soli non è poi cosí male. Io sto bene, decido ogni momento ciò che desidero fare e grazie alla solitudine mi conosco: fondamentale per vivere.
Non cadere dove è caduto tuo padre, che si sente vecchio perché ha 70 anni, dimenticando che Mosè guidava l’esodo a 80 anni e Rubinstein interpretava come nessuno Chopin ai 90. Solo per citare due casi noti.
Non sei depresso, sei distratto, per questo credi d’aver perso qualcosa, ma è impossibile, perché tutto ti fu dato. Non hai creato nemmeno un capello della tua testa quindi non puoi essere padrone di nulla. Inoltre la vita non ti priva di cose ma ti libera, di cose. Ti alleggerisce affinché tu possa volare più in alto, affinché tu raggiunga la pienezza. Dalla culla alla tomba è una scuola, per questo quelli che chiamiamo problemi sono lezioni.
Non hai perso nessuno, chi è morto semplicemente ci ha anticipati, perché è lí che andiamo tutti. Inoltre il meglio di questa persona, l’amore, si perpetua nel tuo cuore. Chi potrebbe dire che Gesù è morto? Non c’é morte: c’é trasloco. E dall’altra parte ti attende gente meravigliosa: Gandhi, Michelangelo, Whitman, Sant’Agostino, Madre Teresa, tua nonna e mia madre che credeva che la povertà è piú vicina all’amore, perché il denaro ci distrae con troppe cose e ci allontana perché ci fa essere diffidenti.
Fai solo ciò che ami e sarai felice, colui che fa ciò che ama è benedettamente condannato al successo il quale arriverà quando deve arrivare, perché ciò che deve essere sarà, e arriverà naturalmente. Non fare nulla per obbligo né per compromesso, bensì per amore. Allora ci sarà pienezza e in questa pienezza tutto è possibile. Non ci sarà sforzo perché è la forza naturale della vita a muoverti, quella che mi ha sostenuto quando cadde l’aereo con mia moglie e mia figlia; quella che mi mantenne vivo quando i medici mi diagnosticarono 3 o 4 mesi di vita.
Dio ti mise a carico un essere umano, sei tu stesso. Devi farti libero e felice, poi potrai condividere la vera vita con gli altri.
Ricorda Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Riconciliati con te stesso, mettiti davanti allo specchio e pensa che questa creatura che stai vivendo è opera di Dio; decidi ora stesso di essere felice perché la felicità si impara.
Inoltre, la felicità non è un diritto ma un dovere, perché se non sei felice, amareggi tutti quelli che ti amano. Un solo uomo che non ebbe né talento né coraggio per vivere, fece ammazzare sei milioni di fratelli ebrei.
Ci sono tante cose per le quali gioire e il nostro passaggio sulla terra è cosí breve che soffrire è una perdita di tempo. Possiamo gioire della neve dell’inverno e dei fiori della primavera, del cioccolato di Perugia, della baguette francese, dei tacos messicani, del vino cileno, dei mari e dei fiumi, del calcio dei brasiliani, delle Mille e una Notte, della Divina Commedia, del Don Chisciotte, di Pedro Páramo, dei boleros di Manzanero e delle poesie di Whitman, di Mahler, di Mozart, Chopin, Bethoven, Caravaggio, Rembrant, Velásquez, Picasso e Tamayo fra le tante meraviglie.
E se hai il cancro o l’AIDS, possono succederti due cose ed entrame sono buone; se vieni vinto, ti liberi del corpo che è così fastidioso: ho fame, ho freddo, ho sonno, ho voglia, ho ragione, ho dubbi…E se vinci tu, sarai umile, più riconoscente, per questo facilmente felice. Libero dal tremendo peso della colpa, della responsabilità, della vanità, disposto a vivere ogni istante profondamente, come deve essere.
Foto di una bambina sorridendo
Non sei depresso, sei sfaccendato. Aiuta il bambino che ha bisogno di te, questo bambino sarà amico di tuo figlio. Aiuta gli anziani, i giovani ti aiuteranno quando lo sarai. Inoltre, il servizio è una felicità sicura, come gioire della natura e prendersene cura per chi verrà. Dai senza misura e ti verrà dato senza misura.
Ama fino a diventare l’amato, e ancor più fino a diventare l’amore stesso. Che non ti confondano assassini e suicidi, il bene è in maggioranza ma non si nota perché è silenzioso, una bomba fa più rumore che una carezza, ma per ogni bomba ci sono milioni di carezze che alimentano la vita.

martedì 11 agosto 2015

COME MANTENERE UNO STATO DI VIBRAZIONE POSITIVA



Inizia a fare spazio nella tua vita per la bellezza e l’abbondanza che ti spettano di diritto. Ricorda quanto sei potente. Non è abbastanza sognare e desiderare; devi davvero essere disposto ad agire sia a livello interiore che esteriore nella direzione della creazione della vita dei tuoi sogni.
Devi anche essere abbastanza costante e disciplinato da seguire i rituali quotidiani che ti manterranno in uno stato di vibrazione positiva, controparte del futuro che desideri. Dunque, prenditi l’impegno di fare queste cose ogni giorno. Integra questi rituali nella tua routine quotidiana:


1. Inizia ogni giornata dedicando almeno 5 minuti alla concentrazione della mente su desideri, obiettivi e intenzioni. Mettiti comodo, chiudi gli occhi e visualizza tutti gli obiettivi e i desideri come se fossero già realtà. Senti davvero dentro di te le emozioni di quella realtà. Visualizza la giornata nel modo esatto in cui vorresti andasse.


2. Utilizza i tuoi strumenti ogni giorno. Libri delle visioni, diario della gratitudine, simbolo della gratitudine e affermazioni ti forniranno tutti un’ispirazione esteriore tangibile e sposteranno in maniera
positiva il tuo campo energetico. Impegnati a utilizzare davvero questi strumenti quotidianamente, e applicali nella tua vita.


3. Inizia a prestare attenzione a quanto spesso durante la giornata hai delle risposte emotive che non sono allineate con il tuo scopo o con la creazione della vita che desideri. Ogni volta che ti accorgi di ciò, agisci. Cambia pensieri e sensazioni, rivolgendoti a quelli che costituiscono una controparte vibrazionale adatta a ciò che vuoi attrarre. Rimani concentrato sulle cose che ti arrecano gioia, e mantieni positive le tue aspettative.


4. Ricorda l’importanza della gratitudine e della riconoscenza in tutte le aree della vita. Prenditi del tempo, ogni giorno, per collegarti a Dio e a te stesso.


5. Intraprendi ogni giorno delle azioni che siano allineate con il tuo scopo, gli obiettivi e i desideri. Sii consapevole e attento. Agisci a seconda delle idee inspirate. Fidati delle tue emozioni e delle tue
intuizioni. Presta attenzione e rispondi ai feedback che esse ti inviano. Fai ogni giorno dei passi avanti verso i tuoi sogni.


6. Riconosci che la Legge d’Attrazione opera nella tua vita. Riconosci le prove del suo effetto e ringrazia. Più lo farai, più essa funzionerà, semplicemente. Rimani saldo rispetto al tuo scopo e alla visione che hai creato per il futuro, e aggrappati a essi con tutto te stesso. Mantieni ogni tua azione in allineamento con tuo scopo ultimo, e mantieni pure le tue intenzioni. Attrarrai cose incredibili e belle.


Dunque, non temere, divertiti e sii disposto ad assumerti alcuni rischi. Punta in alto, e sappi che l’Universo ti sostiene in ogni modo.



(Jack Canfield - La Chiave della Legge di Attrazione)

http://faregruppo.blogspot.it/2015/08/come-mantenere-uno-stato-di-vibrazione.html

martedì 28 ottobre 2014

Avere chiaro il proprio Omega

 
Nell'alfabeto greco Alfa è la prima lettera, Omega l'ultima. Essi possono avere diversi significati analogici. Oggi voglio parlare in particolare della lettera Omega e delle sue applicazioni a nostro vantaggio nel processo di focalizzazione dei nostri obiettivi. Nella Vita è importante avere chiari i propri obiettivi al fine di concentrarvi le energie che permetteranno di raggiungerli.
Il problema è che molte persone avrebbero pure degli obiettivi ma non hanno sviluppato la capacità di mantenere l'attenzione focalizzata in direzione della loro realizzazione. In altre parole, queste persone tendono a perdere di vista, a non avere chiaro il proprio Omega.
Avere chiaro cosa si vuole realizzare, dove si vuole arrivare, nel corso della propria Vita è di FONDAMENTALE importanza al fine di non perdersi cammin facendo nei meandri insidiosi di una mente incontrollata. Tenere il proprio sguardo fisso all'orizzonte per non perdere mai di vista il proprio Omega ci consentirà di non perderci nelle nebbie delle indecisioni quando si naviga nel mare in tempesta agitato dalla nostra stessa paura di non farcela.
Manifestare con chiarezza i propri obiettivi è sicuramente il primo passo ma, per evitare di disperdere energie e risultare incoerenti, bisogna anche focalizzare la propria attenzione e gran parte della propria giornata in direzione dell'obiettivo stesso.
Vivere avendo chiaro il proprio Omega e mantenendo la propria attenzione COSTANTEMENTE focalizzata su di esso, ci consentirà di dirigere maggiori energie verso l'obiettivo prefissato avvicinandoci, al contempo, alla meta prestabilita. Tutto il resto verrà da se in quanto, come già sapete (vedi mio articolo La legge dell'attrazione), IL PENSIERO CREA LA REALTA'. Cos'è il pensiero? ENERGIA PURA CHE CONDENSA LA MATERIA.
Spetta a noi, ovviamente, decidere cosa fare materializzare nella nostra realtà attraverso il pensiero. Dopo aver conosciuto la potenza racchiusa dietro ad un pensiero, è necessario mantenere il proprio focus su di esso. Al resto ci penserà la legge dell'attrazione facendo sì che i pensieri ai quali abbiamo dato più energia si materializzino, facendoci ottenere ciò su cui ci saremo focalizzati in maniera prevalente.
Ecco perchè è così importante pensare nel modo giusto mantenendo, al contempo, la propria attenzione focalizzata sul proprio Omega! Solo in questo modo si eviteranno inutili dispersioni di energie nonchè "regali" indesiderati. Cosa volete di più dalla vostra Vita? Ve lo siete mai chiesti?
E' importante porsi le giuste domande nella Vita, avendo coscienza che solo così si potranno realizzare i propri sogni. Le domande, infatti, aiutano a rendere chiari i propri obiettivi e a dirigere il proprio focus nella direzione giusta, quella che ci farà raggiungere il nostro Omega nel minor tempo possibile col minimo dispendio energetico.
Se, viceversa, non si hanno chiari i propri obiettivi nè, tantomeno, il proprio Omega, ci si sentirà svuotati quanto demotivati e si rischierà di rimanere fermi allo stesso punto per parecchio tempo, se non per tutta la Vita. Voi avete una Vita da sprecare? Spero di no! Mi auguro abbiate la forza di trovare le vostre motivazioni che vi spingano a raggiungere il vostro Omega per poter vedere finalmente realizzato ciò che vi sta più a cuore.
E' tutto questione di strategia, non solo di focus. Bisogna cominciare col porsi la giusta domanda perchè, attraverso di essa, si stimolerà il proprio cervello a dare una risposta che verrà estratta dal proprio subconscio. E' nel subconscio, infatti, che conserviamo i nostri sogni, i progetti che intendevamo realizzare fin da bambini e, in generale, tutto ciò che ci potrà dare il giusto stimolo per vivere e realizzare appieno le proprie potenzialità.
A ciascuno il proprio Omega quindi. Solo avendo chiaro il punto di arrivo si potrà conoscere l'esatta distanza percorsa fino a quel momento dal punto di partenza sprecando meno risorse energetiche possibili. Quando si crede in qualcosa, bisogna andare avanti per la propria strada senza sentire le altrui ragioni. Ricordatevi bene: CI SARA' SEMPRE QUALCUNO CHE AVRA' QUALCOSA DA RIRIDE, QUALSIASI AZIONE VOI COMPIATE. TANTO VALE FARE CIO' CHE VI PIACE, LA GENTE AVRA' COMUNQUE QUALCOSA DA OBIETTARE.
Una volta che ci si pone la domanda giusta e ci si focalizza sul proprio Omega, non si conosceranno ostacoli nè limitazioni di sorta in quanto, proprio in quel momento, si sarà attinto al massimo potenziale energetico disponibile ad ogni essere umano quando è in linea col proprio obiettivo. Buon focus e buona Vita!
Vincenzo Bilotta
http://vincenzobilotta.blogspot.it/2014/06/avere-chiaro-il-proprio-omega.html

martedì 7 ottobre 2014

11 Promesse che Devi Fare a Te Stesso


Quando si diventa il migliore amico di se stessi, tutto diventa più facile.

La vita non è sempre e soltanto arcobaleni e farfalle, lo sappiamo bene. Può essere molto difficile a volte.

E nei momenti più duri, spesso l'unica persona su cui puoi fare realmente affidamento sei tu stesso. In queste circostanze hai bisogno di esprimere il meglio che è in te e per riuscirci devi essere in grado di trovarti in equilibrio, in perfetta sintonia con il tuo io, con i tuoi valori e con i tuoi obiettivi.

Prometti a te stesso di non arrenderti di fronte agli ostacoli, di combattere, di ridere più forte e più a lungo e di affrontare a viso aperto le avversità che si presenteranno lungo il tuo percorso.

Fai queste promesse a te stesso, e mantienile sempre.

1. "Prometto di non utilizzare il passato contro me stesso."
I tuoi problemi, le tue debolezze, le tue battute d'arresto, i rimpianti e gli errori possono essere i tuoi migliori insegnanti, se sei disposto ad imparare. Non temerli, lascia che ti illuminino la via con le lezioni che ti impartiscono, ogni giorno. Prendi tutto come un'occasione di apprendimento. Se sei pentito di alcune delle decisioni che hai preso in passato, non essere duro con te stesso. A quel tempo hai fatto del tuo meglio prendendo la decisione che ritenevi più appropriata sulla base delle conoscenze che avevi. Se oggi forse faresti una scelta diversa e' perché nel frattempo sei cambiato tu, le tue conoscenze e il mondo che ti circonda. Il tempo e l'esperienza sono un modo meraviglioso di aiutarci a crescere e imparare a fare scelte migliori per noi stessi e per coloro a cui vogliamo bene.

2. "Prometto di assumermi la piena responsabilità della mia vita." 
Forse dalle persone che gravitano intorno a te sei abituato a sentire che se le cose non vanno per il meglio la colpa e' dei genitori, degli insegnanti, del governo, della società e cosi' via, ma la colpa non e' mai di noi stessi, vero? Le cose a mio avviso non stanno propriamente in questo modo. Sei non sei soddisfatto della piega che ha preso la tua esistenza, la responsabilità è soltanto tua. Perché se davvero vuoi cambiare, se davvero vuoi realizzare qualcosa di diverso, tu sei l'unica persona che può farlo accadere. La mossa da compiere e' nelle tue mani, e' una responsabilita' tua e di nessun altro.

3. "Prometto di parlare a me stesso in modo gentile e incoraggiante."
Aspetta un momento: che cosa hai appena detto a te stesso? Si trattava di parole di incoraggiamento, come faresti con un amico? Oppure si trattava di osservazioni sprezzanti o giudizi taglienti che non riserveresti neppure al tuo peggior nemico? Ogni giorno ciascuno di noi in modo estremamente silenzioso parla con se stesso. E una parte di noi crede ciecamente a ogni singola parola di ciò che ci diciamo. Quindi presta attenzione e domandati sempre: "Se avessi un amico che mi parlasse sempre nello stesso modo in cui io parlo a me stesso in questo momento, per quanto tempo ancora permetterei a questa persona di essere mio amico?" 

4. "Prometto di ascoltare ciò che il mio cuore e il mio istinto mi comunicano."
Quando qualcosa ti sembra giusto, con tutta probabilità cio' significa che si tratta di qualcosa di giusto per te. E se nel profondo senti che qualcosa non va, probabilmente si tratta di qualcosa che non va bene per te. Presta attenzione ai tuoi sentimenti più autentici, e segui dove ti conducono. Quando segui la tua voce interiore, anche quelli che prima semravano dei muri diventano delle porte pronte ad aprirsi.

5. "Prometto di vivere la vita che sento essere giusta per me, non la vita che sembra essere giusta per gli altri."
Concediti il permesso di seguire il percorso che ti rende felice. E renditi conto che alcune persone nella tua vita si dissoceranno da alcune tue scelte; semplicemente non approveranno, ma anche questo è OK. A volte, quando ti impegni a creare la tua felicità, finisci per scontrarti con le percezioni degli altri. A volte, quando si guadagna qualcosa di grande, si deve lasciare andare qualcos'altro . E a volte questo 'qualcosa' è un rapporto che vuole solo che tu faccia quello che vogliono gli altri, non cio che tu desideri.

6. "Prometto di non alimentare i rapporti che compromettono il mio benessere."
La maggior parte delle persone entra nella tua vita anche solo per un breve periodo di tempo semplicemente per insegnarti qualcosa. Vengono e vanno e fanno la differenza. E va bene che non siano più nella tua vita. Non tutte le relazioni sono durature, ma le lezioni che puoi trarre da queste relazioni potrai portarle con te per tutta la vita. Se si impara ad aprire il cuore e la mente, chiunque, comprese le persone che alla fine non saranno più nella tua vita, ti può insegnare qualcosa di utile.

7. "Prometto di non consentire a nessuna situazione di togliermi in modo permanente il mio sorriso."
Anche quando i tempi sono duri, prendi un momento di pausa e ricorda chi sei. Prenditi un momento per riflettere sulle cose che hanno un significato reale e duraturo nella tua vita. Focalizzati su ciò che rende la tua vita più piacevole e ricca di significato, su ciò che hai conquistato e difeso con i denti. Nulla in questo mondo è più bello e potente di un sorriso che ha lottato tra le lacrime. Chiunque può essere felice quando i tempi sono facili. Ci vuole una forte consapevolezza e una salda armonia interiore per sorridere in situazioni in cui ci sarebbe da piangere. Non importa quanto tempo ci vuole, andrà meglio. Vai avanti. Le situazioni difficili alla fine ti renderanno più forte.

8. "Prometto di apprezzare e celebrare la mia vita."
Troppe persone sopravvalutano quello che non sono e sottovalutano quello che sono. Non essere uno di loro. Prendi una boccata d'aria fresca. Il passato è dietro di te. Concentrati su ciò che puoi fare oggi, non su ciò che avresti potuto o dovuto fare ieri. Ricorda, per tutto quello che hai perso, hai guadagnato qualcos'altro. Apprezza quello che hai e chi sei oggi. La vita non deve essere perfetta per essere meravigliosa. Conta le tue benedizioni, non i tuoi problemi. Non costa nulla essere positivi, e cambia le cose per il meglio. I tuoi pensieri sono sotto il tuo controllo, quindi fanne buon uso per dare alle tue azioni e alla tua vita un potente vantaggio.

9. "Prometto di usare le mie capacità per fare la differenza."

Il modo più comune con cui le persone danno via il loro potere è pensare che non ne abbiano alcuno. Non fare questo. Il mondo ha bisogno di te. In un mondo pieno di dubbi, è necessario il coraggio di sognare. In un mondo pieno di rabbia, è necessario il coraggio di perdonare. In un mondo pieno di odio, è necessario il coraggio di amare. In un mondo pieno di sfiducia, è necessario il coraggio di credere. E una volta che lo farai, ti accorgerai di avere quel potere che una volta pensavi ti mancasse.

10. "Prometto di dedicarmi alla mia crescita personale."
Tutto ciò che vale la pena fare, vale la pena farlo bene. E l'eccellenza non è mai un caso. E' il risultato di alta focalizzazione, sforzo concentrato, direzione intelligente, esecuzione abile, e la visione di vedere gli ostacoli come opportunità. E' anche importante notare che l'eccellenza non può essere giudicata in termini assoluti, sulla base dei traguardi raggiunti o mancati, ma va valutata misurando la distanza percorsa dal punto in cui hai iniziato. Tutto sta nell'essere diligente e fare progressi - si tratti di un passo avanti o di una lezione imparata, giorno dopo giorno.
11. "Prometto di abbracciare i cambiamenti che so essere per me necessari."
La vita è un gioco di equilibrio tra lo stare fermi e il lasciarsi andare - tra il rimanere fermo e l'andare avanti. Ci sforziamo di fare le scelte giuste, ma come facciamo a sapere quando è veramente il momento di dare una direzione diversa alle nostre vite? I segni non sono sempre facili da decifrare, ma ci sono e tu lo sai. Le relazioni, il lavoro, e anche le città in cui viviamo hanno una data di scadenza. A volte ci aggrappiamo a ciò che non funziona per paura che non saremo in grado di adattarci ai cambiamenti necessari. E così il risultato è sempre lo stesso: più dolore, frustrazione e rimpianti costanti. Cerca di essere più intelligente di tutto ciò. Abbraccia i cambiamenti che sai di aver bisogno di fare.
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