mercoledì 3 giugno 2026

Il problema: un ricostituente per l'ego




3 giugno 2026

L’ego non si sente a suo agio, non è tranquillo con semplici colline: vuole montagne. Anche se si tratta di qualcosa che rende infelici, non deve mai essere una cosa piccola, ma un Everest. Se è infelice, l’ego non vuole che sia un’infelicità comune, vuole essere straordinariamente infelice!

La gente persiste nel creare problemi enormi, dal nulla. Ho parlato a migliaia di persone dei loro problemi, e ancora non ho incrociato un solo problema reale! Tutti i problemi sono fittizi: voi li create. E questo perché, senza problemi, vi sentite vuoti… a quel punto non c’è nulla da fare, nulla contro cui lottare, nessun luogo dove andare. La gente si muove da un guru all’altro, da un maestro all’altro, da uno psicoanalista all’altro, da un gruppo terapeutico all’altro, perché se non ci andassero, si sentirebbero vuoti, e all’improvviso, avrebbero la sensazione che la vita sia senza significato. Voi create dei problemi solo per poter sentire che la vita è un lavoro arduo, una crescita, e che si deve lottare duramente.

 Ricordate: l’ego può esistere solo quando lotta, quando c’è conflitto. E se vi dicessi: “Uccidi tre mosche, e ti illuminerai”, non mi credereste. Direste: “Tre mosche? Non sembra una gran cosa… basta questo per illuminarsi?” Sembra sproporzionato… se invece vi dicessi che dovete uccidere settecento leoni, sicuramente la cosa vi sembrerebbe più ragionevole! Più il problema è grande, maggiore è la sfida; e con la sfida ecco che l’ego si sveglia, si erge in tutta la sua altezza. Siete voi a creare i problemi: i problemi non esistono.

I preti, gli psicoanalisti, i guru, sono felici che tu agisca così, perché tutti i loro affari sono una risposta alla tua domanda: se tu non crei colline partendo dal nulla, se non crei montagne partendo dalle colline, che senso avrebbero tutti questi guru, pronti ad aiutarti? Come prima cosa, devi essere modellato in modo tale da aver bisogno di aiuto!

 I veri maestri hanno detto sempre qualcos’altro. Essi hanno detto: “Per favore, guarda cosa fai, quale assurdità stai perpetrando. Come prima cosa crei un problema, poi vai in cerca di una soluzione. Osserva semplicemente il motivo per cui crei quel problema; proprio lì, all’inizio, nell’istante in cui crei il problema, si trova la soluzione: non lo creare!”. Ma questo non risveglia in te alcuna attrazione, perché, in questo caso, vieni d’acchito ributtato a te stesso. Nulla da fare? Nessuna illuminazione? Nessun satori? Nessun samadhi? Quel vuoto ti mette profondamente a disagio, per cui cerchi di imbottirti di qualsiasi cosa, non importa cosa sia!

 Tu non hai alcun problema: questa semplice evidenza va compresa. In questo preciso istante, puoi lasciar cadere tutti i problemi, perché essi non sono altro che tue creazioni. Torna a guardare i tuoi problemi: più li guardi in profondità, più ti appariranno piccoli. Continua a osservarli e, all’improvviso, scoprirai che c’è un vuoto: un vuoto meraviglioso ti circonda. Non c’è nulla da fare, nulla da essere: sei già ciò che sei!

 L’illuminazione non è qualcosa da realizzare, la si deve semplicemente vivere. Quando dico di aver conseguito l’illuminazione, intendo semplicemente dire che ho deciso di viverla: il troppo è troppo! E da allora, ho vissuto l’illuminazione. È una decisione: “Ora non sono più interessato alla creazione di problemi, basta! Ora decido di chiudere con tutte queste assurdità, con questo gioco che implica creare problemi, per poi trovare le soluzioni.

 Questa assurdità è un gioco che fai con te stesso: sei tu a nasconderti, per poi cercarti. Fai entrambe le parti. E lo sai! Per questo, quando ne parlo tu sorridi, ti metti a ridere. Ciò che dico non fa ridere, ma tu capisci, e ridi di te stesso. Osservati ridere, guarda il tuo sorriso… è comprensione. Ed è inevitabile, perché sei tu a creare questo gioco: ti nascondi e aspetti che sia tu stesso a cercarti e trovarti.

Ti puoi ritrovare in questo preciso istante, perché sei tu che ti nascondi. Ecco perché i maestri Zen colpiscono in continuazione i discepoli con un bastone. Ogni volta che qualcuno va da loro e dice: “Vorrei essere un buddha”, il maestro va in collera… è una richiesta assurda, sei già un buddha. Se Buddha venisse da me e mi chiedesse come fare per essere un buddha, cosa dovrei fare? Lo picchierei sulla testa: “Chi cerchi di ingannare? Tu sei un buddha!”

 Non crearti difficoltà inutili. E la comprensione ti balenerà nella mente quando osserverai come tu stesso crei problemi sempre più grandi, come li monti, e come fai muovere questa ruota sempre più velocemente, come un vortice. A quel punto la tua miseria tocca il culmine e hai bisogno della simpatia del mondo intero.

 L’ego ha bisogno di qualche problema. Se lo capisci, proprio in quella comprensione, le montagne tornano a essere colline, e anche le colline scompaiono. All’improvviso, esiste il vuoto, un puro vuoto che ti circonda; questa è l’illuminazione: una profonda comprensione che non ci sono problemi. A quel punto, senza problemi da risolvere, cosa farai? Immediatamente inizierai a vivere: mangerai, dormirai, amerai, chiacchiererai, canterai, danzerai… cos’altro resta da fare? Sei diventato un dio, hai iniziato a vivere.

Se la gente potesse danzare e cantare un po’ di più, essere un po’ più pazza, la loro energia fluirebbe di più, e pian piano i loro problemi scomparirebbero. Per questo insisto tanto sulla danza. Danza fino all’orgasmo; lascia che tutta la tua energia diventi danza, e all’improvviso, vedrai che non hai più una testa, l’energia bloccata nella testa si sta muovendo tutt’intorno a te, creando magnifiche immagini, schemi in movimento. E quando danzi, viene un momento in cui il corpo non è più una cosa rigida; diventa flessibile, fluisce. Quando danzi, viene un momento in cui i confini non sono più così definiti: ti fondi e ti dissolvi nel cosmo, i confini sfumano. Allora non crei più alcun problema.

 Vivi, danza, mangia, dormi, fai tutto il più totalmente possibile. E ricordati in continuazione, ogni volta che ti scopri a creare un qualsiasi problema, di scivolarne fuori, immediatamente.

 OSHO - L'antico canto dei pini

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domenica 3 maggio 2026

Accetta il negativo..

 


3 Maggio 2026

"Solo quando impari a vivere anche con le parti negative del tuo essere, solo allora diventi integro, sei una totalità. Noi tutti vogliamo vivere solo con le nostre parti positive. Quando siamo felici, lo accettiamo; quando siamo infelici, lo rifiutiamo. Ma tu sei entrambe le cose.

Quando senti che ogni cosa scorre, ti senti alle stelle; quando ogni cosa si arresta e tutto diventa stagnante, ti senti all’inferno. D’altra parte, si devono accettare entrambe le cose, in quanto la vita è così: consiste al tempo stesso di inferno e paradiso.

La divisione di inferno e paradiso è falsa. Non esiste alcun paradiso nell’alto dei deli né alcun inferno sotto di noi: sono entrambi presenti, qui e ora.

Per un istante sei in paradiso, l’istante successivo sei all’inferno. Si deve imparare a convivere anche con l’aspetto negativo, rilassandosi allorché si manifesta. In quel caso un giorno, con tuo estremo stupore, vedrai che il negativo arricchisce di sapore la vita. Non è qualcosa di inutile, aggiunge gusto alla vita.

Se non esistesse il negativo, la vita diventerebbe qualcosa di ottuso e di monotono. Prova a pensarci: ti senti sempre felice, e più felice e più felice ancora… a quel punto cosa farai? Gli istanti di infelicità ricreano l’entusiasmo, danno gusto alla vita, stimolano la ricerca e l’avventura. Torni ad avere appetito.

Devi esistere con la totalità del tuo essere, accettando tutti gli aspetti di bene e di male presenti in te; non c’è modo di liberarsi di alcunché.

Nessuno riesce mai a liberarsi di una parte di sé; tuttavia, può imparare, piano piano, ad accettarle tutte. In questo caso sorge un’armonia tra l’oscurità e la luce, ed è qualcosa di meraviglioso: grazie a quel contrasto, la vita diventa un’armonia.

Prova dunque a vivere anche quei momenti. Non farne un problema; non iniziare a pensare: “Cosa dovrei fare per non essere più irrequieto?”. Nel momento in cui ti senti irrequieto, siilo! Quando sei infelice, sii infelice; e non farne un problema grosso come una montagna! Sii semplicemente infelice, cos’altro puoi fare? Assomiglia al tempo: in estate fa caldo, cosa ci puoi fare? Quando fa caldo, sii accaldato e suda; e quando fa freddo, trema e goditi il freddo!

Piano piano, riuscirai a cogliere le interrelazioni che esistono tra le polarità opposte; e il giorno in cui comprenderai che questa è solo una polarità sarà un giorno di incredibile comprensione, avrai una vera e propria rivelazione."

  ~ Osho 🌹

 "Il Libro Arancione"

domenica 5 aprile 2026

Accettazione totale

 



5 aprile 2026

Sii consapevole della tua ferita. Non aiutarlo a crescere, lascialo guarire; e sarà guarito solo quando ti muoverai alle radici. Meno la testa, più la ferita guarirà -- senza testa non c'è ferita. Vivi una vita senza testa. Muoviti come un essere totale, e accetta le cose. Solo per 24 ore, provaci -- accettazione totale, qualunque cosa accada. Qualcuno ti insulta, accettalo, non reagire, e vedi cosa succede.

Improvvisamente sentirai scorrere in te un'energia che non hai mai provato prima. Qualcuno ti insulta: ti senti debole, ti senti disturbato, inizi a pensare a come ottenere la tua vendetta. Quell'uomo ti ha agganciato, e ora ti muoverai e girerai. Per giorni, notti, mesi, anche anni, non potrai dormire, farai brutti sogni. Le persone possono sprecare tutta la loro vita per una piccola cosa, solo perché qualcuno le ha insultate.

Basta guardare indietro al tuo passato e ricorderai alcune cose. Eri un bambino piccolo e l'insegnante della classe ti ha dato dell'idiota, e ancora te lo ricordi e provi rancore. Tuo padre ha detto qualcosa. I tuoi genitori se ne sono dimenticati, e anche se glielo ricordi, non potranno ricordarlo. Tua madre ti ha guardato in un certo modo e da allora la ferita è lì. Ed è ancora aperta, fresca; se qualcuno la tocca, esplodete. Non aiutare questa ferita a crescere.

Non fare di questa ferita la tua anima. Vai alle radici, stai con tutto. Per ventiquattro ore, solo ventiquattro ore, cercate di non reagire, di non rifiutare qualsiasi cosa accada.

Se qualcuno ti spinge e tu cadi a terra -- cadi! Allora alzati e vai a casa.

Non fare niente a riguardo. Se qualcuno ti colpisce, china la testa, accettalo con gratitudine. Torna a casa, non fare niente, solo per ventiquattro ore, e conoscerai un nuovo sussulto di energia che non hai mai conosciuto prima, una nuova vitalità che nasce dalle radici. E una volta che lo conosci, una volta assaggiato, la tua vita sarà diversa.

Poi riderai di tutte le stupidaggini che hai fatto, di tutti i risentimenti, le reazioni, le vendette, con cui ti sei distrutto.

Nessun altro può distruggerti tranne te; nessun altro può salvarti tranne te. Tu sei Giuda e tu sei Gesù.

— Ôshó—

La barca vuota

Ch #10: Integralità