lunedì 19 ottobre 2020

IL COGLIONAVIRUS COLPISCE SOLO I SUOI SIMILI, QUELLI CON LE MASCHERINE


  • Il più grade bordello mai concepito e realizzato nella storia umana
  • Tutti a difendersi da un mostro inesistente: Questa è la vera piaga mondiale, altro che la pandemia. Anziché imbavagliare naso e bocca bisognerebbe fasciare la mente umana, più che mai asservita, più che mai distorta e bacata
  • Rari giornalisti di razza e tantissimi scribacchini di regime, incompetenti e caricaturali al pari dei loro padroni

PER NOSTRA FORTUNA NON TUTTE LE RETI TELEVISIVE SONO MENDACI

Una volta tanto gira qualche presentazione eccellente dei problemi che ci riguardano. Importante è che non finisca dispersa e sottaciuta, ignorata dal pubblico. Se la riportiamo e la commentiamo non lo facciamo certo allo scopo di appropriarci della fatica altrui, ma al contrario per darne risalto. In questo caso ci riferiamo esattamente al video “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” di Silver Nervuti e il nostro merito è di aver scelto e studiato questo documento, per riproporvelo, sintetizzarlo e commentarlo.

È TUTTA UNA QUESTIONE DI GREGGE, ANZI DI TELEGREGGE

Chi ha creato questo gioco perverso ha avuto tutto il tempo per pianificarlo alle nostre spalle. E ha previsto tutto. Come si comporterà la gente, la percentuale di chi ci avrebbe creduto e di chi no, come in un grande video-game. La maggioranza del gregge obbligherà la minoranza a seguire il gregge, il telegregge. I media hanno controllato infatti le menti deboli, i militari le menti forti. Logicamente erano previste manifestazioni piccole e grandi in una decina di paesi, erano scontate. Ma è bastato non parlarne e voilà, non sono mai esistite. Avete preso in giro la gente in modo sempre più offensivo per vedere fino a che punto vi potevate spingere. E abbiamo creduto in tutto. Prima ci avete chiusi in casa. Poi avete inventato regole assurde di protezione e vi abbiamo creduto, come il saluto col gomito e senza mascherina. Ci vuole veramente tanta fantasia. Veramente geniale, geniale e geniale. Ci vuole davvero tanta fantasia in mondo-visione. Un grande applauso!

MASCHERINE CHE CADONO IN TERRA E VENGONO RACCOLTE E RIUTILIZZATE

Poi avete fissato voi stessi tutte le regole, e vi abbiamo creduto lo stesso. Ed è di questo che vogliamo parlare. Dove ha messo la mascherina? Scena tipica. Gli è cascata sotto la scrivania. La raccoglie in terra e se la rimette addosso, e via che va!

https://www.youtube.com/watch?v=79EOE0xK1j8

Hanno creato un primo lockdown rimettendoci di tasca loro, regalando soldi a pioggia per tutti. Si trattava di un investimento calcolato. Dopo aver martellato tutta l’estate con numero di contagi e di morti-fantasma, ha creato delle nuove regole che non possono essere infrante.

CON L’INVENZIONE DEGLI ASINTOMATICI OGNI PERSONA È PORTATRICE

Per rincarare la dose e inventare numeri inesistenti, e anche per dare la colpa alla gente, la quale ha dato automaticamente la colpa ad altra gente, alla categoria dei disobbedienti. Tutto calcolato col cotton-fioc reagente. So come hanno creato i casi, i casi positivi al tampone. Tutti amano il loro quarto d’ora di notorietà. Bello e lungo questo quarto d’ora. Voi mi dovete spiegare il perché dovete andare a prendere del materiale organico 10 cm dentro al naso, quando al RIS di Parma con un semplice tocco sulla lingua possono sapere tutto di me e tirar fuori persino i numeri del mio conta-passi. Come previsto è stato sufficiente arrivare all’autunno. Con l’invenzione degli asintomatici, che sono diventati numeri preziosi da aggiungere agli altri numeri senza distinzione, formando altri casi positivi conteggiati. Basta un raffreddore e banalità del genere per ampliare le cifre e gonfiare la crisi.

LE COSE CHE CONTANO E GLI SCIENZIATI DI VALORE VENGONO INSABBIATI E MESSI DA PARTE

In Italia al 5 di ottobre c’erano già dei bei numeri con 58903 colpiti, 232681 dimessi o guariti, 36002 deceduti, con un totale di 327586 casi. Tutto OK, peccato che hanno dimenticato di citare il caso più importante e significativo e cioè che ci sono 60 milioni di italiani che stanno benissimo, o che starebbero benissimo se qualcuno non gli rompesse troppo i maroni. Di questo dato non ne parla quasi nessuno. L’importante per il regime sanitario è una sola cosa: accumulare numeri gonfiati e gravi, sempre più gravi, da sbandierare al popolo spaventato, per togliergli il respiro e mantenerlo sotto controllo. L’altro obiettivo è quello di scavalcare e far dimenticare tutti i veri malati ai quali sono stati ritardati i trattamenti di base per mesi e per anni. Le liste di attesa parlano di 18 milioni di prestazioni rinviate, 18 milioni. Anche agli annegati avete fatto il tampone e li avete trovati positivi. Quanta gente avete cremato a Bergamo e dintorni senza fare le dovute autopsie? E adesso il tampone lo fate anche a chi annega, per farci credere che è morto pure lui di Covid. Scommetto che avete fatto il tampone anche alle barche trovandole positive pure loro. Anche le barche fanno numero.

TRUFFATORI DI TALE PORTATA NON SONO MAI ESISTITI NELLA STORIA UMANA

Questa è la più grande invenzione truffaldina della storia, dopo quella dell’Aids. Siete in grado di rivelare i raffreddori in incubazione e di trasformarli in terribili infezioni malariche. Se faceste il tampone alla Nutella raddoppiereste immediatamente i casi. Vi sto dando un’idea nel caso non vi bastassero i numeri. Voi avete superato voi stessi. Avete imposto un bavaglio chiamato mascherina con l’uso della forza bruta e della forza psicologica, togliendo pure i controlli alla vera malavita e spostandoli nella caccia a chi non porta il BAVAGLIO. Scusate, ma dov’era l’esercito quando c’era bisogno di cacciare gli spacciatori dalle strade infamate? Dov’era l’esercito quando arrivavano barconi di immigrati senza controllo e a volte magari appena usciti dalla galera nei paesi di origine? Due più due per me fa sempre quattro. Se non c’è la volontà di fermare una cosa, un motivo ci deve pur essere. E magicamente viene fuori l’esercito che dà la caccia a chi non porta il bavaglio.

LA VERA PIAGA DEL MOMENTO È L’IPNOSI COLLETTIVA CHE, SULLA SCIA DELLE CAZZATE MONATTE, STA PORTANDO TUTTI A DIFENDERSI DA UN MOSTRO INESISTENTE

Questa è LA VERA PIAGA DEL MOMENTO, altro che il virus. Gente che si vede costretta a seguire regole assurde e demenziali. Gente che se si ribella come nel suo pieno diritto, viene umiliata da chi ha avuto il potere di zittire chi non segue l’obbedienza del gregge. Se le forze dell’ordine vanno contro la malavita si rischia e si passa facilmente dalla parte del torto. Ma con la gente per bene tutto è facile, puoi fare quel cazzo che ti pare. E proprio qui è scattata la trappola del secondo lockdown. Ma questa volta niente soldi. Perché questa volta le misure vengono prese per colpa della gente che continua a trasgredire con le movide e con la disobbedienza. Quindi alla gente non le spetta niente. “Noi vi avevamo avvisati dandovi delle regole. Vi abbiamo fatti anche uscire, ma con debite distanze da mantenere, vi abbiamo persino dato il bonus vacanze e il bonus mono-pattino. Vi abbiamo dato più libertà facendovi saltare tutte le attività (chiuse per fallimento), così avete avuto più tempo da dedicare alla famiglia”. Già chiuse nel 1° trimestre 2020 la bellezza di 9000 aziende in più rispetto al 2019. Ma che importa se la gente si suicida e se le cose vanno a rovescio?

UN VIRUS SOTTO ACCUSA CON PROVE RIDICOLE, INVENTATE E PRIVE DI FONDAMENTO

L’unico problema è che adesso siamo tutti terrorizzati da questo virus terribile che è accusato, con prove che nessun tribunale serio al mondo giudicherebbe valide. Un virus che uccide ben lo 0,05% della popolazione mondiale. L’unica stranezza è che in questa sconsiderata farsa è lo stato a dover cercare i malati e non li trova nemmeno, mentre per tutte le patologie vere sono i malati che devono cercare lo stato e non lo trovano. Eppure è così che si riempiono gli ospedali. Il Covid Hospital di Scafati è tutto esaurito: record di ricoveri, tutti positivi asintomatici. Io sono stato sincero fin dall’inizio. Non sono un medico, ma non lo è nemmeno Bill Gates, non lo è Conte e non lo è il ministro Speranza, ministro che non saprebbe rispondere alla più banale domanda su una qualsiasi malattia esantematica.

PARLA DISINVOLTA E SICURA LA GENTE CHE NON CI CAPISCE UN ACCA

Tutta questa gente, ministri e governatori, ma persino i presentatori televisivi, persino i campioni dello sport, persino i poliziotti e gli insegnanti di religione, persino i bigliettai dei treni, persino i bidelli delle scuole, persino gli uscieri dei municipi parlano a ruota libera con maestria e sicurezza di virus e batteri, senza nemmeno sapere di cosa parlano. Tutti eminenti microbiologi. Tutti scienziati da strapazzo. Il fatto più comico è che gli stessi medici e virologi sguazzano nella più assoluta ignoranza. Io non sono virologo, ma non lo è neppure Burioni, pagato a peso d’oro per parlare di virus in televisione. Non è virologo nemmeno Tedros Adhanom Gebreyesus, direttore dell’OMS, giustamente ridicolizzato per la sua incapacità di gestire l’epidemia. Aveva solo detto a gennaio che il virus non si poteva diffondere tra gli umani, e poi l’11 marzo ha annunciato disinvoltamente lo stato di quasi-pandemia. Io ho almeno ascoltato il parere di Tarro, Montanari, Bacco, De Donno, Montagnier e di molti altri virologi e scienziati con curriculum da fare invidia, soggetti liberi da conflitti di interessi e da giochi di potere, ma voi li avete tutti ignorati, denigrati, boicottati, derisi e messi da parte, per la vostra fame di pandemia.

LA MALAVITA FA SALTI DI GIOIA GRAZIE ALLE MASCHERINE NON PIÙ VIETATE, MENTRE A SCUOLA SI SANIFICANO FOGLI E MATITE

Avete riaperto le scuole trasformandole in ospedali terminali, controllandole con carabinieri e poliziotti sottratti al loro compito di contrastare la vera malavita la quale sta facendo salti di gioia, mentre gli studenti non si possono toccare fra loro, non possono tossire o scambiarsi una matita. E i compiti su carta devono essere sanificati nel delirio più totale. La prova scritta la devo consegnare all’insegnante solo dopo averne sanificato la carta indirizzandole contro dello spray. Si sanificano i fogli e si consegnano agli studenti. Poi si ritirano alla fine della prova scritta e si trattano con uno spray particolare per la carta. Si immettono in un cassetto che viene conservato 24 ore a scuola, dopo si estraggono e si correggono, si rimettono nel medesimo cassetto per altre 24 ore. Poi si ridanno agli alunni per far controllare gli errori. Si risanificano e tornano nel cassetto ancora per 24 ore. Queste sono scuole dove si è votato per i referendum con matite gestite nei seggi, e con milioni di schede scrutinate in poche ore coi risultati già noti in serata: minchia che strano virus!. A Ventimiglia per la scuola Banchieri arrivano 3 tende da 46000 euro, per il distanziamento sono arrivati tende e tendoni pagati sempre da noi. Le scuole di Napoli sono senza aule, e anche lì si metteranno le tende in cortile per fare le lezioni, mentre chiunque può arrivare in Italia da dovunque, ospitato negli hotel e sempre pagato da noi: minchia che strano virus!

MIO NONNO SI FA SPUTARE IN FACCIA DA CHIUNQUE APPOSITAMENTE E NON SI BECCA NESSUN VIRUS

Bambini a scuola come appestati, mascherati, senza rapporti sociali e tutti nella stessa sedia per ore e ore, mentre in un altro luogo non lontano 22 minchioni possono correre, fare gol e abbracciarsi. Se ai primi ne trovi uno positivo mandano a casa tutta la classe e anche gli insegnanti, nonostante abbiano fatto in modo di nemmeno sfiorarsi, mentre ai secondi se ne trovano uno positivo va a casa solo lui: minchia che strano virus!

Scusate, ma quelli che guardano la televisione e credono a tutto quello che essa dice, credono anche a queste cose? Maschere trasparenti aperte per ballare e per sconfiggere l virus. Ci arrivate o ve lo devo spiegare? È lo stesso virus che colpisce certa gente e non altra? Noi se non mettiamo le mascherine siamo untori, mentre qualcuno può fare ciò che vuole e non unge nessuno, perché si chiama Gianni Morandi o papa Francesco? Un virus così letale per noi, ma non certo per un noto cavaliere di 84 anni con la carica virale più alta di tutti, che tra quarantena e cure torna in piedi nel giro di 11 giorni con giacca e cravatta e con discorso alle televisioni fresco come una rosa! “Il prof Clementi del San Raffaele ha studiato il mio tampone ed è rimasto sorpreso dall’entità della carica virale che è stata la più alta tra le decine di migliaia osservate al San Raffaele”, il commento di Silvio Berlusconi. Dai, per favore, datemi la ricetta di quel virus che mio nonno sta prendendo in giro facendosi tossire in faccia da chiunque, tanto non gli viene neanche una linea di febbre. È andato pure dagli spacciatori a chiedere qualche grammo di Covoid-19, ma niente, anche perché non è mica facile trovarlo!

IL COGLIONAVIRUS È INTELLIGENTE: COLPISCE SOLO I SUOI SIMILI

Siamo pieni di virus e dobbiamo portare la mascherina anche all’aperto, visto che la mascherina è magica al punto di azzerare ogni virus, ma allora come mai più la gente porta la mascherina in massa e più i contagiati aumentano? Minchia che strano virus. Dicevo che sguazziamo nel Coronavirus ma, se appena vai di là del confine a Chiasso in Svizzera esso non esiste. A Como il virus esiste, a Chiasso no. Vai a Rimini, esiste, ma a San Marino no. NE DESUMO CHE IL COGLIONAVIRUS COLPISCE SOLO I SUOI SIMILI. Ci sei arrivato o te lo devo ripetere?

LA SOLUZIONE LOGICA ESISTE, MA FINORA NON PARE CHE LA LOGICA SIA IL VOSTRO FORTE

Se vai in autobus c’è un posto sì e un posto no. Poi però i corrimani e i tubolari metallici li toccano tutti e lì non si infetta nessuno, a patto che si indossi la mascherina. Almeno si potrebbe imporre alla gente di lavarsi le ascelle, piuttosto che le mani, e così in autobus si viaggerebbe pure meglio. Un tale lo aveva proposto. Sono 7 mesi che andiamo avanti così. E la gente fa a botte per capire di chi è la colpa. Ora perché non facciamo una bella cosa intelligente? Chi crede al virus continua a usare tutte le precauzioni del mondo, e chi non ci crede gira senza mascherina e si riunisce con chiunque gli pare, negli assembramenti che preferisce, tipo i 5-6 milioni di persone alle manifestazioni di Berlino, Parigi, Madrid, Roma. Penso che già a questo punto dovreste chiarirvi la mente e avere una soluzione.

https://youtu.be/4C7vfIrWk_0

COMMENTO FINALE

ESISTONO GIORNALISTI DI RAZZA ED ESISTONO SCRIBACCHINI DA BOLLETTINO PARROCCHIALE

Nulla di scandaloso e nulla di offensivo. Semplicemente il resoconto fedele delle assurdità e delle scelleratezze che il mondo intero, e in particolare l’Italia, ha collezionato nell’anno del Signore 2020. Quello poi che tutte le televisioni libere e trasparenti dovrebbero riportare, facendo vera informazione e non diventando grancassa e giradischi dei mantra di regime, e non diventando autoparlante delle porcate governative. Complimenti dunque a Silver Nervuti per il suo acume, coraggio, oltre che buon senso e spirito pungente, a differenza di Rai 1-2-3, a differenza delle reti Mediaset, e a differenza delle TV locali incluse Udinesetivu e Telefriuli nella mia regione, a differenza degli scribacchini di regime che stanno imperversando da tempo sui media, disonorando il giornalismo autentico, rinunciando ad ogni approfondimento critico in nome di un allineamento sistemico e scandaloso ai diktat dei rispettivi padroni.

L’IMPENNATA DEI COSIDDETTI CONTAGI È IMBARAZZANTE PER IL REGIME E I SUOI MANICOMIALI PROVVEDIMENTI

Sta succedendo in questi ultimi giorni, e siamo a domenica 18 Ottobre, che c’è una impennata dei cosiddetti tamponi, dei cosiddetti contagi, delle cosiddette terapie intensive e dei cosiddetti morti. Dico cosiddetti perché sono cifre da mettere entro virgolette, poiché totalmente inventate e manipolate secondo la impellente e sovrastante necessità del sistema di mantenere intatta e inattaccabile la propria grande e sempre più imbarazzante menzogna.

INCOMPETENZA E CORRUZIONE AL POTERE

Se fosse vero che esiste un virus micidiale-contagiante e causatore del caos in corso, e se fosse vero che le misure adottate da Conte e dai suoi compari abbiano prodotto dei risultati di limitazione e di contenimento del fenomeno, dovremmo assistere non a una impennata ma a una decrescita dei contagi. Non serve una laurea e neanche una licenza di 5° Elementare per arrivare a questa conclusione. Eppure ministri e governanti, e i loro penosi servitori dello schermo tivu e della carta stampata, continuano a difendere il pacchetto delle incompetenti e corrotte Task Force utilizzate da Conte e compagni di merende, invocando altre misure, altre aberrazioni, altre quarantene. È evidente che questa gente sta barando, sta giocando con dati fasulli e con carte false sapendo benissimo di poter agire impunita e protetta. Se non fosse così, sarebbe ancora peggio. Tra essere astuti furbastri e degli idioti totali, probabilmente la prima soluzione, per quanto rivoltante sia, è quella meno caricaturale.

Valdo Vaccaro

https://www.valdovaccaro.com/il-coglionavirus-colpisce-solo-i-suoi-simili-quelli-con-le-mascherine/

 

sabato 17 ottobre 2020

Non sono nessuno


 

Ho parlato di un incidente estremamente importante per capire il processo della mia vita… e quell’incidente è ancora vivo per me…

A proposito, dicevo che posso ancora ricordare, ma la parola “ricordare” non è esatta. Posso rivedere quell’intero incidente mentre accade. Ero solo un bambino, ma questo non vuol dire che quanto dissi non debba essere preso sul serio. Il suicidio è in realtà la sola cosa seria di cui io abbia mai parlato.

Ad un occidentale sembrerà un po’ rozzo fare ad un monaco – che per i giainisti è una specie di papa – una domanda simile: “Perché non ti suicidi?”, ma dovete essere pazienti con me: prima di trarre conclusioni, o smettere di ascoltarmi, lasciate che vi spieghi.

Il giainismo è la sola religione del mondo che rispetti il suicidio. Ora siete voi a stupirvi! Naturalmente, non è chiamato suicidio, ma santhara, un bellissimo nome metafisico… io non apprezzo questa pratica, in particolare per come viene eseguita: è molto violenta, ed è crudele.

Strano che una religione che crede nella non violenza, debba predicare il santhara, il suicidio. Potete chiamarlo suicidio metafisico, ma dopotutto il nome non importa: un suicidio è sempre un suicidio.

Perché sono contrario? Io non mi oppongo al diritto che un uomo ha di suicidarsi. Niente affatto, dovrebbe essere un diritto fondamentale dell’uomo. Se non voglio vivere, chi può costringermi a farlo? Se voglio scomparire, gli altri possono solo facilitarmi il più possibile questa mia decisione. Ricordatelo: un giorno vorrò scomparire, non posso vivere per sempre.

Proprio l’altro giorno Sheela mi ha mostrato una calcomania che ha portato dall’America: “Sono orgoglioso di essere americano”. L’ho guardata, e quando Sheela se n’è andata, ho pianto. Io non sono americano , e sono orgoglioso di non esserlo. Né sono indiano: ma allora, chi sono? Io sono orgoglioso di non essere nessuno. A questo mi ha condotto il mio viaggio: all’essere un nessuno, senza casa, senza nulla. Ho perfino rinunciato all’illuminazione, cosa che nessuno prima di me aveva mai fatto. Ho perfino rinunciato alla chiarezza, per fare chiarezza a quell’idiota di tedesco! Non ho religione, non ho patria, non ho casa. Il mondo intero mi appartiene.

Sono il primo cittadino dell’universo. Sapete che sono pazzo: potrei iniziare ad emettere passaporti per cittadini universali! Ci ho pensato: pensavo ad un documento arancione, che potrei dare ai miei sannyasin quale passaporto per una “fratellanza universale”, in contrapposizione a nazioni, razze e religioni.

Io non mi oppongo all’attitudine giainista rispetto al suicidio, ma al metodo… il digiuno! Un poveretto ci mette circa novanta giorni a morire. È una tortura. Nulla può essere peggiore: neppure Adolf Hitler ha mai immaginato una cosa così incredibile. Perché Geet Bharti lo sappia, Adolf Hitler pensò a trapanare i denti delle persone, senza anestesia, ovviamente. E nel mondo ancora vivono molti ebrei che subirono questa tortura, venne fatto solo per creare in loro angoscia.

Ma Adolf Hitler forse non ha sentito parlare dei monaci giainisti e delle loro pratiche masochiste: sono superbe! Non si tagliano mai i capelli: li strappano con le mani. Che idea geniale!

Ogni anno il monaco giainista si strappa capelli, barba, baffi e ogni altro pelo del corpo, con le mani! Sono contrari ad ogni tecnologia: e per loro quello è il massimo della logica. Se usassero un rasoio, sarebbe “tecnologia”. Lo sapevate? Avete mai considerato un rasoio “tecnologia”? Persino i cosiddetti ecologisti usano il rasoio, senza sapere di commettere un crimine contro la natura.

I monaci giainisti si strappano i capelli, e non lo fanno in privato, in quanto non hanno una privacy. È parte del loro masochismo non averla, e vivere sempre in pubblico: si strappano i capelli, stando ritti, nudi, in mezzo a una piazza. Ovviamente, la folla incita e applaude. E i giainisti, sebbene simpatizzino, e guardino con le lacrime agli occhi, inconsciamente si godono lo spettacolo, senza dover neppure pagare il biglietto: io aborro queste cose, sono fermamente contrario a pratiche di questo tipo.

L’idea dello santhara, del suicidio compiuto restando senza cibo né bevande, non è altro che un lungo processo di autotortura che non posso appoggiare. Tuttavia, sono assolutamente favorevole all’idea di avere la libertà di morire: lo considero un diritto acquisito con la nascita, e prima o poi ogni costituzione del mondo lo includerà quale diritto primario: il diritto di morire non è un crimine.

Ma è un crimine torturare chiunque, anche se stessi. Con questo, capirete che non ero stato grossolano, ma che ponevo una domanda rilevantissima.

E quel giorno iniziai una battaglia che è durata tutta la mia vita, contro ogni sorta di stupidaggine, di assurdità, di superstizioni, in breve: contro ogni stronzata religiosa! “Stronzata” è una parola splendida: da sola, dice tutto!

Quel giorno iniziai la mia vita di ribelle, e continuerò ad essere un ribelle fino al mio ultimo respiro, e forse continuerò anche dopo: chi lo sa? Anche se non avrò un corpo, avrò il corpo di migliaia di persone che mi amano. Li posso provocare, e voi sapete che sono un seduttore, posso indurre nelle loro teste idee che si svilupperanno nei secoli a venire. Ed è proprio quello che farò.

La mia ribellione non morirà con la morte del mio corpo. La mia rivoluzione continuerà ancor più intensamente, perché a quel punto avrà molti corpi, molte voci, molte mani che la porteranno avanti.

Quel giorno fu importantissimo, ha un valore storico. E l’ho sempre ricordato e collegato al giorno in cui Gesù discusse con i rabbini nel tempio. Lui era un po’ più anziano di me, forse aveva otto o nove anni: ma la sua discussione segnò il corso della sua vita.

Non ricordo il nome di quel monaco giainista, forse si chiamava Shanti Sagar, “oceano di beatitudine”. Ma di certo non lo era: per questo ho scordato persino il suo nome. Non era che uno stagno putrido… e di certo non era un uomo di silenzio, perché esplose in una collera furibonda.

Shanti può significare molte cose: pace, silenzio sono i due significati elementari, ma in quell’uomo mancavano entrambi. Né si poteva dire che fosse libero da subbugli interiori, perché andò così in collera che mi urlò di sedermi.

Dissi: “Nessuno può dirmi di sedermi in casa mia. Io posso dire a te di andartene… ma non te lo dirò perché ho altre domande da farti. Per favore, non andare in collera. Ricorda il tuo nome: Shanti Sagar, oceano di pace e di silenzio. Come minimo potresti essere una piccola pozza… non lasciarti infastidire da un bambino!”

E senza preoccuparmi del suo essere in silenzio, chiesi a mia nonna, che a quel punto rideva: “Cosa dici, Nani? Posso fargli altre domande, o devo dirgli di andarsene dalla nostra casa?”

Ovviamente non lo chiesi a mio nonno, perché quell’uomo era il suo guru. E la mia Nani disse: “Chiedi tutto ciò che vuoi, e se non è in grado di rispondere, la porta è aperta, può andarsene”.

Quella era la donna che amavo. Quella fu la donna che fece di me un ribelle. Perfino mio nonno fu sconvolto dal suo sostenermi fino a quel punto.

E quel cosiddetto Shanti Sagar immediatamente si zittì, vedendo che mia nonna mi appoggiava. E non era sola: tutti gli abitanti del villaggio furono immediatamente dalla mia parte. Il povero monaco rimase completamente solo.

Gli posi altre domande: “Hai detto di non credere a nulla se prima non lo si è sperimentato in prima persona. Ne riconosco la verità, per cui vorrei chiederti…”.

I giainisti credono in sette inferni. Fino al settimo è possibile tornare indietro, ma il settimo è eterno. Forse il settimo è l’inferno dei cristiani, perché anche lì, quando ci entri, resti per sempre. Per cui chiesi: “Hai parlato del settimo inferno, per cui mi chiedo: l’hai visitato? In questo caso non potresti essere qui. E se non l’hai visitato, con che autorità puoi dire che esiste? Dovresti dire che ne esistono solo sei. Per favore, correggiti: di’ che ci sono solo sei inferni, altrimenti dimostrami che almeno un uomo, Shanti Sagar, è ritornato dal settimo!”

Ammutolì. Non poteva credere che un bambino riuscisse a porre domande simili. Io non ci posso credere neppure ora! Come riuscii a fare una domanda come quella? Posso dare una sola risposta: non ero istruito, ed ero assolutamente privo di nozioni. L’istruzione ti rende astuto. Io non lo ero. Posi semplicemente una domanda che farebbe qualsiasi bambino, se non fosse istruito. L’educazione è il crimine più grave commesso dall’uomo contro i bambini. E forse l’ultima liberazione nel mondo sarà la liberazione dei bambini.

Ero innocente, assolutamente privo di conoscenze. No sapevo leggere né scrivere, né sapevo far di conto con le dita! Perfino oggi, quando conto qualsiasi cosa uso le dita, e se me ne sfugge uno, mi confondo.

Non riuscì a rispondermi. Mia nonna si alzò e disse: “Devi rispondere. Non pensare che sia solo un bambino a chiedere, te lo chiedo anch’io, e ti sto ospitando!”

Di nuovo, vi devo illustrare una norma giainista. Quando un monaco giainista va da una famiglia per avere del cibo, dopo il pranzo, per benedire quella famiglia, tiene un discorso per i suoi ospiti. E mia nonna disse: “Oggi ti ospito, e ti faccio anch’io questa stessa domanda. Hai visitato il settimo inferno? Se non l’hai visitato di’ che non lo conosci, e non parlarne!”

Il mopnaco era confuso e si alambiccava – soprattutto perché si trovava di fronte ad una donna bellissima – per cui si alzò per andarsene. Ma la mia Nani urlò: “Fermati! Non andartene! Chi risponderà alle domande del mio bambino? E deve fartene ancora qualcuna. Che uomo sei? Sfuggi le domande di un bambino?”

L’uomo si fermò. Gli dissi: “Lascio perdere la seconda domanda, perché non sai rispondere. Né hai risposto alla prima… ora te ne farò una terza: forse riuscirai a rispondere”.

Mi guardò e io dissi: “Se vuoi guardarmi, guardami negli occhi”: il silenzio era profondo, come ora. Nessuno disse una parola. Il monaco abbassò gli occhi, per cui io dissi: “In questo caso non voglio fare altre domande. Le prima due sono rimaste senza risposta, la terza non la voglio neppure fare perché non voglio che un ospite si vergogni. Mi ritiro”. Me ne andai veramente, e fui felicissimo che mia nonna mi seguisse.

Mio nonno salutò il monaco, ma non appena questi se ne andò, corse in casa e chiese a mia nonna: “Sei pazza? Prima di tutto ti metti a sostenere questo ragazzo che è un creatore di guai nato, e poi te ne vai senza neppure salutare il mio maestro!?”

Mia nonna disse: “Non è il mio maestro, per cui non me ne importa nulla. Inoltre, quello che tu consideri un creatore di guai nato è solo il seme. Nessuno sa cosa ne uscirà”.

Ora so cosa ne è venuto fuori. Se non si nasce agitatori, non si può diventare un Buddha. E io non solo sono un Buddha come Gautama il Buddha, che è troppo tradizionale. Io sono Zorba il Buddha. Sono l’incontro di Oriente e Occidente. Di fatto, io non divido in Oriente e Occidente, superiore e inferiore, uomo e donna, buono e cattivo, divino e diabolico. Niente affatto! Lo ripeto mille e una volta: no! Io non divido. Io unisco tutto ciò che fino ad oggi è stato diviso: questo è il mio lavoro.

Per capire tutto ciò che accade in tutta la mia vita, quel giorno è importantissimo: se non capite il seme, non capirete l’albero e la sua fioritura, e forse vi sfuggirà anche la luna che fa capolino fra i rami.

Da quel giorno fui un fermo oppositore di ogni forma di masochismo. Ovviamente, imparai questa parola molto più tardi, ma la parola non è importante. Mi sono opposto ad ogni tipo di ascetismo: neppure questa parola conoscevo, ma potei sentire che sa di follia.

Voi sapete che io sono allergico ad ogni tipo di tortura autoimposta. Io voglio che ogni essere umano viva al massimo, il minimo non è nel mio stile. Vivi al massimo, e se riesci ad andare oltre quel massimo, è ancor meglio! Vai senza indugio! E non sprecare tempo ad aspettare Godot.

Per questo continuo a ripetere a Yashu Bharti: “Continua, fai ammattire Geet Bharti!” Ovviamente io non posso far ammattire Yashu Bharti, non si può far impazzire una donna. È lei che fa impazzire gli uomini: è la sua abilità ed è perfetta!

Anche se è seduta sul sedile posteriore di un’automobile, guiderà l’autista. E voi sapete che gli autisti che vi stanno alle spalle sono i peggiori: che libertà, quando non c’è nessuno che vi guida! È impossibile far impazzire le donne, neppure io ci riesco. E sebbene continui a spronare Yashu Barthi, non mi ascolta. Le donne sono nate sorde: fanno ciò che vogliono. Ma Geet Bharti ascolta, sebbene non parli a lui, e dà in escandescenze: così fanno i codardi. Io la chiamo la via minima, il limite di velocità. Se lo superi , prendi una multa! Il minimo è la via del codardo. Se fossi io a decidere il limite di velocità deciderei il limite minimo a cui viaggiare: chi non lo supera, dovrebbe subito essere multato. Noi cerchiamo di raggiungere le stelle, mentre loro insistono nell’andare col carretto! Noi cerchiamo di raggiungere la velocità della luce, è lo scopo ultimo della fisica: se non raggiungeremo la velocità della luce, non ci placheremo. A quella velocità, potremo fuggire da ogni terra o da ogni pianeta moribondo: ogni terra, ogni pianeta, ogni stella, un giorno morirà. Come potrete fuggire? Avrete bisogno della tecnologia più rapida che esista: questa terra in soli quattromila anni sarà morta. Qualsiasi cosa facciate, nulla potrà salvarla. Ogni giorno si avvicina sempre di più alla sua fine… e voi cercate di non superare i cinquanta chilometri orari!? Cercate di andare a trecentomila chilometri al secondo: quella è la velocità della luce.

Il mistico arriva a questo, e all’improvviso nel suo essere interiore esiste solo e unicamente la luce. Questo è il risveglio. Io sono a favore del massimo: vivi al massimo in ogni modo possibile; e se anche decidi di morire, muori al massimo della velocità! Non morire come un codardo: tuffati nell’ignoto. Io non mi oppongo all’idea di porre fine alla vita. Se uno decide di farlo, è un suo diritto. Ma sono fermamente contrario ad una lunga tortura. Quando questo Shanti Sagar morì, ci mise centodieci giorni di digiuno. Un uomo in buona salute può sopravvivere senza cibo per novanta giorni. Se ha una salute di ferro, può sopravvivere più a lungo.

Per cui ricordate: non fui severo con quell’uomo. In quel contesto la mia domanda era più che corretta, e forse a maggior ragione lo era, visto che non riuscì a rispondermi. E, cosa strana da dire oggi: quello non solo fu l’inizio del mio porre domande, ma fu anche la prima volta che la gente iniziò a non rispondermi.

Negli ultimi quarantacinque anni nessuno ha mai risposto a nessuna delle mie domande. Ho incontrato una infinità di cosiddette persone spirituali, ma nessuno ha mai risposto a una qualsiasi delle mie domande. In un certo senso quel giorno lasciò un ‘impronta su tutta la mia vita.

Shanti Sagar se ne andò infastidito, ma io ero felicissimo, e non lo nascosi a mio nonno: “Nana, forse lui sene è andato infastidito, ma io mi sento a postissimo. Il tuo guru era un semplice mediocre. Dovresti scegliere qualcuno che abbia un po’ più valore”.

Perfino lui scoppiò a ridere e disse: “Forse hai ragione, ma alla mia età cambiare guru non sarebbe pratico”. E chiese alla mia Nani: “Cosa ne pensi?”

La mia Nani, sempre sincera verso ciò che sentiva, disse: “Non è mai troppo tardi. Se vedi che ciò che hai scelto non è giusto, cambialo. Anzi, fallo in fretta, perché stai diventando vecchio. Non dire: “Sono vecchio, per cui non posso cambiare”. Un giovane si può permettere di non cambiare, non un vecchio… e tu sei già troppo vecchio!”

E non solo morì pochi anni dopo, ma non ebbe il coraggio di cambiare il suo guru. Proseguì nel vecchio modo. Mia nonna lo stuzzicava: “Quando cambierai il tuo guru e i suoi metodi?

E lui rispondeva: “Sì, sì, lo farò, lo farò”.

Un giorno mia nonna esplose: “Smetti di dire sciocchezze. Nessuno cambia, se non lo fa in questo preciso istante. Non dire: “Lo farò”! O cambi o non cambi, ma sii chiaro”.

Quella donna avrebbe potuto diventare una forza potentissima. Non era destinata ad essere una semplice casalinga, né a vivere in quel piccolo villaggio: il mondo intero avrebbe dovuto sapere che esisteva. E forse io sono il suo strumento: si è riversata completamente in me. Mi amò così profondamente che io non considerai mai mia madre come la mia vera mamma. E neppure la mia seconda madre, di cui non ho mai parlato a nessuno, assomigliava alla mia nani. Ho sempre considerato la mia Nani come la mia vera mamma.

Ogni volta che dovevo confessare qualcosa, qualcosa di male fatto a qualcuno, potevo andare solo da lei. Avevo fiducia in lei e mi confidavo perché avevo capito una cosa: era in grado di capire.

Devo aver fatto ogni sorta di cose che una persona possa fare, e la notte gliele raccontavo tutte. Questo accadeva mentre vivevo con lei, prima di andare all’università.

Non dormii mai a casa di mia madre. Anche se mia nonna alla morte di mio nonno si era trasferita nello stesso villaggio della mia famiglia, andavo sempre a dormire da lei, perché le potevo raccontare tutte le birbonate che avevo fatto durante il giorno. Lei ne rideva e diceva: “Ben fatto! Bello! Bellissimo! Quell’uomo se lo meritava. Ed è veramente caduto nel pozzo, come mi hai detto?”

Io le rispondevo: “Sì, ma non è morto”.

Lei proseguiva: “Va bene, ma sei riuscito a buttarlo dentro?”

Nel circondario c’era un pozzo privo di protezioni. Di notte chiunque ci poteva cascare dentro. E io avevo l’abitudine di accompagnarci la gente… e l’uomo che ci cascò era il pasticcere.

Mia madre, mia nonna… mi confondo sempre, perché la considero mia madre. È meglio che la chiami Nani, così non facciamo confusione. Le raccontai: “Oggi sono riuscito a far cadere il pasticcere nel pozzo”; ancora posso sentirla ridere: rise fino alle lacrime.

Mi disse: ”Bene, ma è ancora vivo?”

Le risposi di sì, che stava benissimo.

“Allora”, proseguì. “Non ci sono problemi. Non ti preoccupare, quell’uomo se lo meritava. Nei suoi dolci mette tante porcherie, che qualcuno doveva fare qualcosa”. E più tardi gli disse: “Se non cambi le tue ricette, ricorda: cadrai in continuazione in quel pozzo”, ma a me non disse nulla.

Le chiesi: “Non mi rimproveri?

Mi spiegò: “No, perché ti ho osservato fin dalla tua infanzia: perfino quando fai qualcosa di sbagliato, lo fai così bene, e al momento giusto, che diventa una cosa giusta!” Fu lei che per la prima volta mi disse che la cosa giusta, nelle mani di un uomo sbagliato, diventa sbagliata; e la cosa sbagliata nelle mani di un uomo giusto, diventa giusta.

Per cui, non preoccupatevi di cosa fate, ricordate solo una cosa: cosa siete. Questo è un’interrogativo cruciale: fare o essere? Tutte le religioni si preoccupano del fare; io mi interesso all’essere. Se il vostro essere è giusto, e con “giusto” voglio dire estatico, silente, in pace, in amore, qualsiasi cosa facciate, è giusta. Allora, per voi non esistono altri comandamenti, oltre a questo: sii semplicemente! Sii in maniera così totale da impedire l’esistenza di qualsiasi ombra. In questo caso non potrai mai fare nulla di sbagliato. Il mondo intero potrà anche dire che è una cosa sbagliata, questo non è importante: ciò che importa è il tuo stesso essere.

La crocefissione di Cristo non mi turba, perché io so che perfino sulla croce Gesù fu perfettamente in pace con se stesso. Era così tranquillo che potè pregare : “Padre”, era la parola che usava per indicare Dio. Per essere precisi non disse “padre”, ma “abba”, parola ancor più bella: “Abba, perdona questa gente perché non sa quello che fa”. Di nuovo l’enfasi è sulla parola “fare”: “Quello che sta ‘facendo’”. Ahimè! Non furono in grado di vedere l’essere dell’uomo che si trovava sulla croce. È l’essere ciò che importa, la sola cosa importante.

In quel momento della mia vita, quando posi al monaco giainista domande strane, che lo irritavano, lo infastidivano, non penso di aver sbagliato. Forse lo aiutai. Forse un giorno capirà. Se avesse avuto coraggio, l’avrebbe capito anche allora, ma era un codardo… fuggì. E da allora questa è stata la mia esperienza: i cosiddetti mahatma e i santi sono tutti codardi. Non ho mai incontrato un solo mahatma, hindu, mussulmano, cristiano, buddhista, che potessi definire  un vero spirito ribelle. E se non si è ribelli, non si è religiosi: la ribellione è il fondamento stesso della religione.

Osho: Bagliori di un'ifanzia dorata

 

venerdì 16 ottobre 2020

SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI DI ARZANO

SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI DI ARZANO
Il Commissario prefettizio, a causa di un aumento dei positivi al virus, ha ordinato la chiusura di tutti i negozi, ad eccezione di quelli di generi di prima necessità.
Immediatamente è scattata la rivolta di tutti gli altri commercianti, con due blocchi stradali delle due vie d’accesso alla cittadina.
Degno di nota che alla protesta hanno aderito, per solidarietà, anche i negozianti che possono stare aperti.
Questa rivolta pone una domanda e si presta ad alcune considerazioni.
E’ giusta la rivolta?
Si lo è, e per due ragioni.
Come hanno detto i commercianti in lotta, non ha alcun senso, nessuna efficacia nel contrastare il “contagio”.
Mentre tutti i negozi vengono chiusi, i cittadini di Arzano possono infatti liberamente uscire dal comune per recarsi al lavoro o andare a fare compere in quelli adiacenti. “Se siamo davvero infetti, perché ci consentono di diffondere il virus a Casoria, Scampia o Afragola? Non solo possiamo esportare il virus ma possiamo anche importarlo”, dichiarano i commercianti.
Ma c’è una seconda ragione per cui la protesta è legittima.
Le autorità commissariali hanno agito d’imperio, senza minimamente consultare o confrontarsi coi cittadini.
Un caso esemplare di gestione unilaterale e autoritaria.
Riguardo alle considerazioni.
La prima è che la rivolta è scattata spontaneamente, frutto del tam tam tra gli stessi commercianti, senza attendere le colluse (con le autorità) associazioni e i sindacati di categoria.
La seconda è che l’importanza simbolica e politica di questa rivolta è inversamente proporzionale alle sue modeste dimensioni: è il segno di una strisciante ma diffusa insofferenza verso la gestione sicuritaria della pandemia.
La gente è stanca del terrorismo delle autorità e del circo mediatico, della martellante campagna finalizzata a instillare paura ed a criminalizzare i cittadini — di cui il presidente De Luca è uno dei più accaniti promotori.
La terza considerazione tira in ballo la drammatica situazione economica aggravata dalla gestione politica della crisi sanitaria.
Il lockdown della primavera scorsa ha messo in ginocchio anzitutto milioni di esercenti, patite iva, artigiani.
In tanti hanno già chiuso i battenti, coloro che hanno riaperto hanno visto dimezzare i loro fatturati, mentre non sono diminuite le tasse e incombe la minaccia di milioni di cartelle esattoriali in arrivo.
Chi non paga è sotto la mannaia di pignoramenti a tappeto.
Infine la rivolta chiama in causa direttamente il governo:  mentre impone di abbassare le saracinesche, rifiuta di adottare serie misure di sostegno al reddito alle micro-aziende ed alle famiglie gettate sul lastrico, né concede alcuna moratoria fiscale.
In poche parole i commercianti di Arzano ci dicono non solo che la situazione è intollerabile, ma che non accetteranno un secondo lockdown.
Nel ribellarsi essi mostrano che i cittadini non sono dei servi, ma dei cittadini.
Non solo la rivolta dei commercianti di Arzano è giusta, essi ci indicano che quella della disobbedienza civile è la sola via contro un potere autoritario e antipopolare, insensibile al grido di chi sta in basso e prono agli interessi del grande capitalismo.
Coordinamento nazionale Liberiamo l’Italia