venerdì 14 agosto 2026

La paura è l’antitesi della libertà



 14 agosto 2026

"Tutti coloro con cui sei entrato in contatto ti hanno imposto la paura, perchè la paura è l’antitesi della libertà. Più hai paura, minore è la possibilità di libertà. Maggiore è la paura, minore è la possibilità di ribellione.

La società, la chiesa, lo stato, vogliono che tutti vivano in una condizione di paura costante: la paura del conosciuto, la paura di ciò che non si conosce, paura della morte, paura dell’inferno, paura di non andare in paradiso, paura di non lasciare il tuo nome nel mondo, paura di non essere nessuno. Tutti dalla tua nascita creano paura intorno a te. Nessun bambino è nato con la paura. Ogni bambino è nato con la libertà, il dubbio, la ribellione, l’individualità, l’innocenza; tutte grandi qualità. Il bambino però è impotente, dipendente.

Ma quando diventi adulto, puoi vedere - puoi provare a sbucciare la cipolla, strato dopo strato – in che modo sono state create le paure dentro di te, come sei stato ingenuo, come le persone hanno sfruttato la tua innocenza.

La vita di tutti quanti, più o meno, è dominata dalla paura, perchè ci sono solo due modi per viverla: governata dall’amore, o dominata dalla paura. Normalmente, fino a quando non hai imparato ad amare sei dominato dalla paura.

Senza l’amore, la presenza della paura è inevitabile. È solo un’assenza d’amore. Non ha in se nulla di positivo, ed è semplicemente assenza d’amore, ma se puoi amare la paura scompare. Nel momento dell’amore non esiste neanche la morte. C’è una sola cosa nella vita che sconfigge la morte e questa è l’amore. Tutta la paura è della morte, e solo l’amore può vincere la morte.

Vorrei allora dirti una cosa: non prestare troppa attenzione alla paura perchè diventa un’auto-ipnosi. Continuando però a ripetere che vivi con la paura, la tua vita è governata dalla paura, dominata dalla paura, paura, paura e soltanto paura, allora la stai aiutando. Ricordati di questo: se la tua vita è governata dalla paura, sei finito! Ciò dimostra semplicemente che l’amore non è ancora diventato così forte da indurre la paura a scomparire. La paura è semplicemente un sintomo, non una malattia e non c’è una cura, non c’è n’è bisogno. È perciò solo un sintomo, ed è molto utile perchè dimostra che non devi sprecare più la tua vita. Ti dice solo di amare di più.

Per questo non voglio parlare della paura. Ti voglio aiutare ad amare di più, e la paura scompare come una sua conseguenza. Iniziando però a lavorare direttamente sulla paura la rendi più forte, perchè vi focalizzi tutta la tua totale attenzione. È come se qualcuno cercasse di distruggere l’oscurità e diventa determinato, ossessionato, su come riuscire a farlo. Tu non puoi distruggere l’oscurità  perchè in primo luogo non è presente. Prendi nota del fatto che esiste e poi inizia a lavorare su come portare la luce."

- Osho -

sabato 18 luglio 2026

Pensieri

 


18 luglio 2026

La mente non esiste come entità, questa è la prima cosa. Esistono solo i pensieri.

La seconda cosa: i pensieri esistono separatamente da te, non sono tutt'uno con la tua natura, vanno e vengono e tu rimani. Sei come il cielo: non viene mai, non va mai via, è¨ sempre presente. Le nuvole vanno e vengono, sono fenomeni momentanei, non eterni. Persino se cerchi di rimanere attaccato a un pensiero, non puoi trattenerlo molto a lungo; deve andarsene: ha una nascita e una morte. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Arrivano come visitatori, ospiti, ma non sono loro i padroni di casa.

Osserva bene, e diventerai il padrone di casa e i pensieri saranno gli ospiti. Come ospiti sono molto belli, ma se ti dimentichi completamente di essere tu il padrone di casa e lasci che lo diventino loro, allora sei veramente nei pasticci. Questo è l'inferno. Tu sei il padrone di casa; essa ti appartiene, ma gli invitati sono diventati padroni.

La mente diventa un problema perchè hai permesso che i pensieri arrivassero così in profondità dentro di te da dimenticarti completamente della distanza che esiste tra te e loro. Ti sei dimenticato che sono visitatori, che vanno e vengono. Ricorda sempre ciò che permane: quella è la tua natura, il tuo tao. Presta attenzione a ciò che non va e non viene mai, proprio come il cielo. Cambia la gestalt: non concentrare la tua attenzione sui visitatori, rimani radicato, nell'essere il padrone di casa.

Osho 💞

mercoledì 3 giugno 2026

Il problema: un ricostituente per l'ego




3 giugno 2026

L’ego non si sente a suo agio, non è tranquillo con semplici colline: vuole montagne. Anche se si tratta di qualcosa che rende infelici, non deve mai essere una cosa piccola, ma un Everest. Se è infelice, l’ego non vuole che sia un’infelicità comune, vuole essere straordinariamente infelice!

La gente persiste nel creare problemi enormi, dal nulla. Ho parlato a migliaia di persone dei loro problemi, e ancora non ho incrociato un solo problema reale! Tutti i problemi sono fittizi: voi li create. E questo perché, senza problemi, vi sentite vuoti… a quel punto non c’è nulla da fare, nulla contro cui lottare, nessun luogo dove andare. La gente si muove da un guru all’altro, da un maestro all’altro, da uno psicoanalista all’altro, da un gruppo terapeutico all’altro, perché se non ci andassero, si sentirebbero vuoti, e all’improvviso, avrebbero la sensazione che la vita sia senza significato. Voi create dei problemi solo per poter sentire che la vita è un lavoro arduo, una crescita, e che si deve lottare duramente.

 Ricordate: l’ego può esistere solo quando lotta, quando c’è conflitto. E se vi dicessi: “Uccidi tre mosche, e ti illuminerai”, non mi credereste. Direste: “Tre mosche? Non sembra una gran cosa… basta questo per illuminarsi?” Sembra sproporzionato… se invece vi dicessi che dovete uccidere settecento leoni, sicuramente la cosa vi sembrerebbe più ragionevole! Più il problema è grande, maggiore è la sfida; e con la sfida ecco che l’ego si sveglia, si erge in tutta la sua altezza. Siete voi a creare i problemi: i problemi non esistono.

I preti, gli psicoanalisti, i guru, sono felici che tu agisca così, perché tutti i loro affari sono una risposta alla tua domanda: se tu non crei colline partendo dal nulla, se non crei montagne partendo dalle colline, che senso avrebbero tutti questi guru, pronti ad aiutarti? Come prima cosa, devi essere modellato in modo tale da aver bisogno di aiuto!

 I veri maestri hanno detto sempre qualcos’altro. Essi hanno detto: “Per favore, guarda cosa fai, quale assurdità stai perpetrando. Come prima cosa crei un problema, poi vai in cerca di una soluzione. Osserva semplicemente il motivo per cui crei quel problema; proprio lì, all’inizio, nell’istante in cui crei il problema, si trova la soluzione: non lo creare!”. Ma questo non risveglia in te alcuna attrazione, perché, in questo caso, vieni d’acchito ributtato a te stesso. Nulla da fare? Nessuna illuminazione? Nessun satori? Nessun samadhi? Quel vuoto ti mette profondamente a disagio, per cui cerchi di imbottirti di qualsiasi cosa, non importa cosa sia!

 Tu non hai alcun problema: questa semplice evidenza va compresa. In questo preciso istante, puoi lasciar cadere tutti i problemi, perché essi non sono altro che tue creazioni. Torna a guardare i tuoi problemi: più li guardi in profondità, più ti appariranno piccoli. Continua a osservarli e, all’improvviso, scoprirai che c’è un vuoto: un vuoto meraviglioso ti circonda. Non c’è nulla da fare, nulla da essere: sei già ciò che sei!

 L’illuminazione non è qualcosa da realizzare, la si deve semplicemente vivere. Quando dico di aver conseguito l’illuminazione, intendo semplicemente dire che ho deciso di viverla: il troppo è troppo! E da allora, ho vissuto l’illuminazione. È una decisione: “Ora non sono più interessato alla creazione di problemi, basta! Ora decido di chiudere con tutte queste assurdità, con questo gioco che implica creare problemi, per poi trovare le soluzioni.

 Questa assurdità è un gioco che fai con te stesso: sei tu a nasconderti, per poi cercarti. Fai entrambe le parti. E lo sai! Per questo, quando ne parlo tu sorridi, ti metti a ridere. Ciò che dico non fa ridere, ma tu capisci, e ridi di te stesso. Osservati ridere, guarda il tuo sorriso… è comprensione. Ed è inevitabile, perché sei tu a creare questo gioco: ti nascondi e aspetti che sia tu stesso a cercarti e trovarti.

Ti puoi ritrovare in questo preciso istante, perché sei tu che ti nascondi. Ecco perché i maestri Zen colpiscono in continuazione i discepoli con un bastone. Ogni volta che qualcuno va da loro e dice: “Vorrei essere un buddha”, il maestro va in collera… è una richiesta assurda, sei già un buddha. Se Buddha venisse da me e mi chiedesse come fare per essere un buddha, cosa dovrei fare? Lo picchierei sulla testa: “Chi cerchi di ingannare? Tu sei un buddha!”

 Non crearti difficoltà inutili. E la comprensione ti balenerà nella mente quando osserverai come tu stesso crei problemi sempre più grandi, come li monti, e come fai muovere questa ruota sempre più velocemente, come un vortice. A quel punto la tua miseria tocca il culmine e hai bisogno della simpatia del mondo intero.

 L’ego ha bisogno di qualche problema. Se lo capisci, proprio in quella comprensione, le montagne tornano a essere colline, e anche le colline scompaiono. All’improvviso, esiste il vuoto, un puro vuoto che ti circonda; questa è l’illuminazione: una profonda comprensione che non ci sono problemi. A quel punto, senza problemi da risolvere, cosa farai? Immediatamente inizierai a vivere: mangerai, dormirai, amerai, chiacchiererai, canterai, danzerai… cos’altro resta da fare? Sei diventato un dio, hai iniziato a vivere.

Se la gente potesse danzare e cantare un po’ di più, essere un po’ più pazza, la loro energia fluirebbe di più, e pian piano i loro problemi scomparirebbero. Per questo insisto tanto sulla danza. Danza fino all’orgasmo; lascia che tutta la tua energia diventi danza, e all’improvviso, vedrai che non hai più una testa, l’energia bloccata nella testa si sta muovendo tutt’intorno a te, creando magnifiche immagini, schemi in movimento. E quando danzi, viene un momento in cui il corpo non è più una cosa rigida; diventa flessibile, fluisce. Quando danzi, viene un momento in cui i confini non sono più così definiti: ti fondi e ti dissolvi nel cosmo, i confini sfumano. Allora non crei più alcun problema.

 Vivi, danza, mangia, dormi, fai tutto il più totalmente possibile. E ricordati in continuazione, ogni volta che ti scopri a creare un qualsiasi problema, di scivolarne fuori, immediatamente.

 OSHO - L'antico canto dei pini

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