domenica 29 ottobre 2023

NEL mondo ma non DEL mondo



29 Ottobre 2023 

Vorrei che diventassi così “bravo” da riuscire a rimanere nel mondo e al tempo stesso essere meditativo. Vorrei che ti relazionassi con la gente, che amassi, che avessi milioni di relazioni – perché arricchiscono – e che fossi capace, a volte, di chiudere le porte e prenderti una vacanza da tutti, in modo da entrare in relazione anche con il tuo essere. 

Relazionati con gli altri, ma anche con te stesso. Ama gli altri, ma ama anche te stesso.

Esci! Il mondo è bello, avventuroso; è una sfida, arricchisce. Non perdere questa occasione! Quando il mondo bussa alla tua porta e ti chiama, esci! Esci senza paura: non hai niente da perdere, hai tutto da guadagnare. Ma non perderti. Non andare avanti senza sosta, al punto di perderti. A volte torna a casa. A volte dimentica il mondo: questi sono i momenti di meditazione. 

Ogni giorno, se vuoi essere equilibrato, devi bilanciare l'esterno e l'interno. Dovrebbero avere lo stesso peso, in modo da non diventare mai asimmetrici dentro di te. È questo il senso di ciò che dicono i maestri Zen: "Cammina nel fiume, ma non lasciare che l'acqua ti tocchi i piedi". Stai nel mondo, ma non essere del mondo. Stai nel mondo, ma non permettere che il mondo sia dentro di te.

: Osho, A Sudden Clash of Thunder #2

lunedì 23 ottobre 2023

Devi perderti!



23 Ottobre 2023  

Osho, come faccio a trasformare il mio hobby di dipingere in una meditazione? 

L’arte è meditazione. Qualsiasi attività diventa meditazione se ti ci perdi dentro. Quindi non restare solo un tecnico. Se sei solo un tecnico, la pittura non diventerà mai meditazione. Devi entrarci dentro follemente, come un pazzo, completamente perso, senza sapere dove stai andando, senza sapere cosa stai facendo, senza sapere chi sei. Questo stato di non conoscenza porterà alla meditazione. 

Lascia che accada. Un quadro non deve essere dipinto, devi solo permettere che accada. E non voglio dire che devi essere pigro, no: non accadrà mai. Deve cavalcarti. Devi essere molto molto attivo e tuttavia non farlo. 

Questo è il trucco, questo è il nocciolo della questione: devi essere attivo e tuttavia non fare. Permetti alla tua attività di essere posseduta da qualcosa che è al di là di te. Hai visto un tramonto. È dentro di te e vuole essere espresso. 

Quando accade una grande esperienza, sia di bellezza, sia di verità o di amore, è seguita da un profondo desiderio di esprimerla. Quel desiderio di esprimerla ne fa parte, è intrinseco, è insito. Hai visto un tramonto e ti ha riempito. Ilsuo sogno ti circonda. È lì, dentro di te… Tutti quei colori e tutte quelle sfumature delle nuvole, del vento, degli uccelli e della sabbia. Ci sono tutti e vogliono essere espressi. E tu ti metti a disposizione. 

Vai alla tela. Medita per alcuni minuti. Siediti in silenzio davanti alla tela. Deve essere come la scrittura automatica: prendi la penna in mano e ti siedi in silenzio e all’improvviso senti un impulso nella mano. Non l’hai fatto, sai di non averlo fatto. Lo stavi semplicemente aspettando: arriva l’impulso e la mano inizia a muoversi. Qualcosa inizia a succedere. 

La scrittura automatica è sorprendente: non riesci a credere che sia la tua mano a produrla e che tu non stai facendo nulla. Si muove da sola, come se avesse un’esistenza e uno spirito propri. Sei posseduto dal tutto, o chiamalo inconscio, chiamalo come vuoi, sono solo parole. Ma la tua piccola mente conscia non è più sola. Qualcosa di più grande ne ha preso possesso, è diventato più potente. La mente conscia è solo uno strumento di qualunque cosa sia… I mistici lo chiamano dio, o natura; gli psicologi lo chiamano inconscio. “Esso” ti ha posseduto, qualcosa senza nome. Devi iniziare a dipingere in questo modo. Pochi minuti di meditazione, solo per metterti a disposizione. 

Qualunque cosa accada, lascia che accada. Porta tutta la tua esperienza perfarla accadere. Prendi il pennello e inizia. All’inizio vai lentamente, in modo da non farti coinvolgere. Vai lentamente. Lascia che il tramonto inizi a fluire attraverso di te da solo e poi perditi in esso. 

E non pensare a nient’altro. L’arte deve essere fine a se stessa, solo così è meditazione. Non devi lasciare entrare una motivazione. E non sto dicendo che non devifar vedere il dipinto, che non devi mostrarlo. Va benissimo, ma è un sottoprodotto, non è la motivazione. Devi mangiare, quindi vendi il quadro, ma ti fa male venderlo. È quasi come vendere tuo figlio, ma è necessario, quindi va bene. Ti rattrista, ma venderlo non era la motivazione, non l’hai dipinto per venderlo. È stato venduto, questa è un’altra cosa, ma non era la motivazione. Altrimenti rimarrai un tecnico. 

E questa è la differenza tra un tecnico e un artista: l’artista è un meditatore, il tecnico no. Il tecnico deve concentrarsi su ciò che sta facendo e il meditatore, l’artista, deve perdersi. Non c’è concentrazione, non c’è nessuno che possa concentrarsi. È una grande gioia se riesci a perderti nella tua pittura. La venderai, sarà apprezzata, sarà esposta. Questa è un’altra cosa, è solo un sottoprodotto. 

Devi perderti. Non è necessario che tu ci sia. Devi scomparire completamente nella tua pittura, nella tua danza, nel respiro, nel canto. Qualunque cosa tu stia facendo devi perderti completamente, senza controllo. 

Abbiamo molta paura di perdere il controllo, perché sembra follia. E questo mondo è così folle che se diventi veramente sano di mente, alla gente sembrerai pazzo. 

Il caso di Claude Eatherly è emblematico. Era stato scelto per dare il segnale per lanciare la bomba atomica su Hiroshima. Non sapeva cosa stesse facendo e quando se ne rese conto rimase inorridito. In atto di espiazione si unì a dei gruppi di disobbedienza civile, richiamando l’attenzione sulle atrocità delle armi termonucleari. Le autorità non erano disposte a tollerarlo e quindi un consiglio medico di straordinari psichiatri “patriottici” lo dichiarò malato di mente. 

La morale è semplice: nel nostro mondo bisogna essere matti per essere umani. 

Quest’uomo stava diventando sano di mente, ma questa società non può permetterlo! La morale è chiara: se vuoi diventare sano di mente devi essere pronto a essere considerato pazzo. Se vuoi diventare umano dovrai subire la follia! 

Quindi l’assenza di controllo fa paura. Se non ti controlli, non sai dove stai andando e cosa succederà. Riuscirai mai a tornare al vecchio status quo? Nessuno lo sa. Potresti andare così lontano da non essere in grado di tornare indietro. Quindi non perdiamo mai il controllo, continuiamo a mantenerlo ben saldo! 

Questo controllo non ti permetterà mai di diventare un grande artista. L’artista deve essere matto in questo senso e deve andare con tutto il cuore nell'ignoto, ovunque lo porti. Deve rischiare la pelle. 

Diventerà meditazione. Qualunque cosa tu faccia, devi perderti! E molto succederà... 

OSHO Don’t Just Do Something, Sit There # 21

domenica 8 ottobre 2023

Goditelo!

 


Osho, sei settimane fa mi hai detto di tuffarmi dentro e l’ho fatto. E sono arrivato in un posto molto tranquillo, immobile, dove mi sento distaccato, disimpegnato, solo e distante… 

Perfetto! Era quello che volevo ed è successo. Non cercare di uscire da questo spazio. Se ne andrà da solo e poi vedrai perla prima volta cos’è la comunicazione. Se te ne tiri fuori, non sarà maturo, lascia che accada. 

Questo è bellissimo. Sii distante, sii distaccato, sii disimpegnato e sii solo. È da qui che si dovrebbe sempre iniziare, è il primo passo dal tuo nucleo più profondo. Tutto il resto è periferico, ma questo è molto centrale. Tutto il resto è circonferenza. L’amore è circonferenza; la meditazione è al centro. Questo è il centro del ciclone. 

Quindi goditelo, assaporalo. Invece degli abbracci, goditi questo spazio. Questo è il modo in cui entri in te stesso. Significa abbracciare te stesso: lascia che accada per primo. Significa amare te stesso: lascia che accada prima e lascia che accada totalmente; poi un giorno ti accorgerai improvvisamente di essere straripante. E arriveranno gli abbracci, ma avranno una qualità completamente diversa. Non sei tu che li fai, è dio che li fa attraverso te. 

Ti avvicinerai di nuovo alle persone, ma non sarà una vicinanza fisica. Il corpo sarà incluso, ma non sarà solo fisico. Sarà qualcosa di più, sarà spirituale. E un abbraccio, quando è solo fisico, non ha senso. Quando ha qualcosa dello spirito in sé, allora ha un significato. Era esattamente quello che volevo e sta accadendo. Sii felice, sentiti beato: “Mi sento fortunato che stia accadendo”. Goditelo, non rovinarlo, è lo spazio giusto in cui stare. E da questo punto inizia tutto ciò che è giusto. Un giorno amerai di nuovo, ma in un modo diverso. Sarà una realtà separata. Parlerai con le persone, ma lo farai da una visione diversa. Non sarà solo per il gusto di parlare, proverai davvero a comunicare. Non saranno solo chiacchiere, non sarà solo una conversazione, sarà comunione!

Vorrai condividere qualcosa e parlerai solo quando avrai qualcosa da condividere. Altrimenti starai zitto, non avrai bisogno di parlare! E non farai più finta. Se le risate arriveranno, riderai. Se non arriveranno, andrà benissimo lo stesso. A nessuno è richiesto di ridere ventiquattr’ore su ventiquattro, quindi tutto ciò che arriverà, verrà dal tuo essere interiore. E quando arriva dall’essere interiore, arriva da dio. Qualunque cosa riusciamo a fare alla periferia è gestita solo dalla mente e dall’ego; e naturalmente non può avere molto significato. 

Le persone continuano ad abbracciarsi, a parlare, ad amare, ed è tutto superficiale, tutto casuale, tutto accidentale. Continuano a muoversi attraverso quei gesti, perché non sanno che altro fare. Se non fanno queste cose si sentono soli. Se non fanno queste cose hanno paura. Quella solitudine inizia a rosicchiare il loro cuore. Se non fanno queste cose non sentono alcun significato nella vita. Ma quando le fanno, non ne ricavano nulla, perché quei gesti sono vuoti. 

Quindi in entrambi i casi sono frustrati: se le fanno e se non le fanno. E sempre più persone scelgono di farle, perché almeno sono impegnate. 

Ti mantengono così impegnato che non hai tempo per pensare al significato vero della vita. È una specie di evasione, una fuga. 

La gente continua a correre da una cosa all’altra. Non lasciano alcun intervallo, alcuna pausa, dove possano vedere cosa stanno facendo e per cosa; e qual è il significato di tutto ciò. 

Questa domanda fa male. La gente continua a evitare questa domanda. Non vogliono vederla, non vogliono affrontarla. Si stancano, vanno a dormire e sognano, e al mattino ricominciano a correre. Durante la notte fuggono attraverso il sogno e durante la giornata fuggono attraverso l’attività. 

Ora stai tornando a casa, non stai fuggendo. Quindi lascia perdere le parole anche perché queste parole possono crearti un problema. Non chiamarlo “disimpegno”, perché è una parola negativa, dispregiativa. Chiamalo “impegno con me stesso”. Non dire “distacco”. No, di’ “amore per me stesso”. Questo è ciò che intendo per “autoerotismo”: innamorarsi profondamente di se stessi, amarsi. 

Quindi per alcuni giorni sii un narciso, senza giudizio, senza condanna, con grande beatitudine. E così, un giorno, all’improvviso ti accorgerai di essere pieno di energia, perché non l’hai sprecata, è diventata una riserva. 

Abbracciare, parlare, amare, muoversi e fare sono uno spreco di energia. Ci sono migliaia di “buchi” attraverso i quali continui a dissipare energia. Quando non la sprechi, diventa una grande riserva. E un giorno all’improvviso la senti così tanto da non poterla contenere: è straripante. E quando l’energia trabocca da sola è meravigliosa! È incredibile! È estasi! 

La parola “estasi” è diventata molto importante, ma l’altra sua faccia non è mai stata molto usata: l’instasi. Estasi significa andare fuori; instasi significa andare dentro. Questo è lo stato di instasi. 

In Oriente, quando parliamo di estasi, parliamo prima di instasi. Instasi significa entrare.Instasisi gnifica implosione; estasi significa esplosione. Nell’estasi c’è danza e celebrazione; nell’instasi c’è silenzio assoluto, solitudine. Ma l’estasi nasce solo dall’instasi, non c’è altro modo. 

L’albero può salire in alto nel cielo se prima scende in profondità nella terra. Per prima cosa deve far crescere le radici. Le radici sono instasi e il fogliame, i rami e i fiori, sono estasi. Senza radici non ci sarà estasi. 

Quindi radicati! 

E sono molto felice, ce l’hai fatta! Il resto arriverà da solo. 

Bene.

TESTO DI OSHO TRATTO DA: 

Don’t Just Do Something, Sit There #20