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lunedì 6 settembre 2021

Donne, cannabis e ciclo: l’aiuto che non ti aspetti contro crampi e dolori mestruali


Oltre il 26% della popolazione mondiale è in età fertile e deve convivere con il ciclo mestruale. Attualmente, gli alleati più diffusi per combattere crampi, dolori, infiammazioni e disturbi sono i farmaci antinfiammatori e antipiretici, ma la natura potrebbe avere una risposta altrettanto valida e più salutare sul lungo periodo: la cannabis e i suoi derivati.

Ciclo e dolori mestruali: il ruolo della cannabis
Secondo il Journal of Reproductive Medicine, il 90% delle donne con un ciclo mestruale regolare vive un qualche tipo di malessere fisico prima e durante il ciclo. Una delle principali cause legate a questo malessere è l’infiammazione generalizzata.

In assenza di un ovulo fecondato, infatti, il corpo subisce uno sbilanciamento dei livelli ormonali che innesca cambiamenti di tipo infiammatorio non solo a livello dell’utero, ma in tutto il corpo. Maggiore l’infiammazione, maggiore il dolore mestruale, anche noto come dismenorrea. A questo si aggiunge spesso l’intolleranza all’istamina, una molecola organica coinvolta nella risposta infiammatoria che agisce come neurotrasmettitore causando un dolore più intenso.

La soluzione più comune, in questi casi, si trova nei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), in particolare quelli che presentano tra i principi attivi impiegati l’ibuprofene o il naprossene, o nel paracetamolo, farmaco antipiretico usato come analgesico, ma la cannabis potrebbe rivelarsi una valida alternativa naturale sotto diversi punti di vista.

La cannabis e il CBD come sostituti dei farmaci antinfiammatori
Prima e durante il ciclo mestruale, uno dei sistemi coinvolti all’interno del corpo umano è quello Endocannabinoide. Questo sistema recettoriale e di neuromodulazione ha il compito di mantenere l’equilibrio all’interno dell’organismo e per farlo agisce su diversi fronti: regola la risposta analgesica, dei circuiti cerebrali del vomito e di quelli legati all’appetito; esercita una funzione anti-stress e anti-ossidativa; modula la risposta immunitaria contro le condizioni infiammatorie. Solo per citarne alcuni.

Come già largamente riconosciuto a livello medico e terapeutico, la cannabis e, in particolare, il CBD contenuto nelle foglie e nei fiori, interagisce con il Sistema Endocannabinoide agendo come analgesico e antinfiammatorio naturale.

Grazie alle proprietà ansiolitiche, inoltre, la cannabis potrebbe essere utile anche nella fase premestruale, quando irritabilità e stress possono alzare il livello di cortisolo nel sangue causando, tra i tanti, ipertensione e insonnia.

Ciclo, dolori mestruali e CBD: i prodotti disponibili in commercio
A seconda della gravità del disagio mestruale, la cannabis e il CBD possono essere utilizzati in molti modi diversi e per diversi scopi, sia per interagire positivamente con il sistema nervoso, sia per limitare il dolore fisico.

Oltre al consumo di cannabis vero e proprio, infatti, in commercio esistono numerosi prodotti derivati dalla pianta che sono utilissimi in caso di disagio e che non hanno effetti psicotropi dato che il THC non è presente o è presente in quantità minime.

Tra questi creme, balsami e oli a base di CBD, spesso arricchiti con altri ingredienti naturali come il mentolo, per esempio, che, se applicati sul basso ventre, possono ridurre i crampi mestruali dall’esterno, o i cerotti al CBD, che agiscono come i comuni cerotti antinfiammatori, ma dai principi totalmente naturali.

A questi si aggiungono cibi o infusi a base di CBD, come barrette di cioccolata, caramelle, tè e tisane, gocce sublinguali, pastiglie, capsule, compresse fino ai tamponi vaginali che vengono preparati dalle farmacie galeniche: tutte soluzioni che agiscono da analgesico e antinfiammatorio come le precedenti, ma intervenendo dall’interno.

a cura Martina Sgorlon

https://www.dolcevitaonline.it/donne-cannabis-e-ciclo-laiuto-che-non-ti-aspetti-contro-crampi-e-dolori-mestruali/ 

 

martedì 28 novembre 2017

Alcuni casi di tumore al fegato regredito grazie all’estratto di cannabis



cancro fegato estratto cannabisEsistono pochi studi di laboratorio riguardanti azioni specifiche e significative dei cannabinoidi sul tumore al fegato e si trovano pochissimi casi clinici trattati per scelta del paziente con terapie a base di cannabinoidi. Fra gli esperimenti in vitro più significativi si trova questo studio che indica come il THC induca l’autofagia delle cellule tumorali del fegato.
Ricordiamo che in ambito oncologico si definisce scientificamente efficace una cura quando i pazienti sopravvivono almeno 5 anni. Nel caso dell’olio concentrato di cannabis non esistono ancora dati così estesi nel tempo. Ci limitiamo qui a riportare l’aneddotica considerata più attendibile nell’ambito del tumore al fegato guarito o in corso di regressione a seguito di terapia con THC, CBD e altri integratori di origine vegetale.
canacro fegato estratto cannabis 2Abbiamo parlato in questo articolo di Mike Cutler, oggi 64enne, che nel 2009 ha subito un trapianto di fegato a seguito di un tumore in fase terminale. Nel 2012 la neoplasia si è manifestata nuovamente non lasciando spazio per una terapia tradizionale. Il paziente viene dimesso dall’ospedale con una fornitura di morfina per accompagnarlo alla morte. Mike non si rassegna e tenta la strada illegale dell’olio concentrato di cannabis come unica terapia antitumorale. Nel 2014 la biopsia non rileva più alcuna traccia di tumore nel fegato trapiantato. La testimonianza di Mike Cutler può essere vista e ascoltata in questa intervista e in questa conferenza.
Un’altra scelta individuale dei cannabinoidi contro il tumore al fegato viene riportata sul blog di Chris Wark, sopravvissuto con terapie naturali a un tumore terminale al colon all’età 23 anni. Chris raccoglie, vaglia e pubblica le testimonianze di pazienti che stanno sperimentando strade alternative a chemioterapia e radioterapia. In questo caso si tratta di un paziente con tumore al fegato in fase avanzata, diagnosticato all’età di 34 anni. Il paziente ha inizialmente sostituito la morfina con l’estratto di cannabis e ha poi proseguito con il supporto di un naturopata una terapia incentrata su cannabinoidi e altri principi attivi vegetali con funzioni antiossidanti e antitumorali. La terapia è ancora in corso con due grammi di estratto al giorno, ben tollerati. Gli ultimi esami rilevano che gli indicatori tumorali nel sangue sono scesi a livelli normali e il paziente per il momento ha scelto di non farsi assistere da un oncologo nella sua strada terapeutica con l’olio di Rick Simpson.
Caso noto è poi quello di Steve Danks. Paziente, ma anche imprenditore inglese impegnato nella rinascita della canapa industriale, di cui è stato un pioniere. È proprietario di una marca di prodotti parafarmaceutici a base di cannabis e fondatore di un’associazione per la cannabis medica nel Regno Unito. Una trasfusione di sangue infetto ha causato un’epatite C compromettendo la funzionalità del suo fegato fino a causare una formazione tumorale. Quando la medicina tradizionale si è arresa Steve ha scelto una terapia con olio concentrato di cannabis e oggi si considera guarito. Conduce una vita dinamica e attiva nelle iniziative a favore della cannabis terapeutica e delle medicine alternative. Ha partecipato al VegFest UK 2015, la più grande fiera europea della cultura vegana tenuta quest’anno a Brighton.
Stefano Mariani
http://www.cannabisterapeutica.info/2015/04/17/alcuni-casi-di-tumore-al-fegato-regredito-grazie-allestratto-di-cannabis/ 

martedì 14 marzo 2017

In Svizzera è di moda fumare il canapone e la cosa sta facendo impazzire la polizia

la canapa legale "CPure"
la canapa legale “CPure”
In Svizzera da qualche mese è di moda fumare la cosiddetta “marijuana light”, ovvero cannabis con contenuti di Thc sotto al limite di legge. Niente di illegale: si tratta di cannabis senza effetti psicoattivi (il Thc contenuto è dello 0,04%) ma con qualità distensive grazie alla concentrazione di Cbd (il principio attivo “curativo” della cannabis) del 7,2 %.
La cannabis in questione è commercializzata in pacchetti simili a quelli di tabacco, sotto il nome commerciale CPure, grazie alla brillante operazione di marketing di un’azienda che con un packaging attraente e una comunicazione efficace riesce a vendere a 22 euro pacchi da 10 grammi di “canapone”.
La Cpure, infatti non è altro che canapa coltivata da semi di qualità Fedora, ovvero canapa industriale, di quelle che solitamente si usa per fare alimenti e fibre tessili, la cui coltivazione è perfettamente legale anche in Italia.
Ma in Svizzera la moda di fumarla sta facendo impazzire i poliziotti, che non sanno più come comportarsi. L’odore emesso da una sigaretta di Cpure è pressapoco lo stesso di quello di una canna illegale, ed anche alla vista le due erbe sono confondibili.
Quando la CPure ha iniziato a diffondersi i poliziotti hanno iniziato a sequestrarla per spedirla al laboratorio di analisi:  se si rivela cannabis illegale il possessore viene sanzionato, mentre nel caso si confermi canapone tutto a posto, e il possessore può riaverla indietro.
Ma le analisi portano via tempo, e soprattutto costano: 500 franchi ognuna (460 euro circa). E le persone che fumano la canapa sono sempre di più. E la polizia elvetica cerca soluzioni. Per ora si è stabilito che se l’erba analizzata si rivela cannabis illegale al possessore vengano addebitate anche le spese per le analisi.
La moda della CPure continua ad avanzare al punto che anche le scuole stanno discutendo ed emanando circolari per stabilire se debbano considerarla come una sigaretta, e quindi consentita negli spazi appositi, o meno. E visto che di mettere da parte la repressione verso il consumo di cannabis per ora non se ne parla e i controlli stanno costando un sacco di soldi, la Federazione svizzera dei funzionari di polizia ha chiesto di essere dotata di istruzioni specifiche e soprattutto di strumenti di analisi rapida che permettano di individuare la qualità di erba sequestrata senza doverla inviare in laboratorio.
Aspettando che questi strumenti siano disponibili, intanto, gli agenti elvetici continuano a trovarsi “in imbarazzo” come dichiarato dalla Tv Svizzera Rsi, nell’impossibilità di sapere quale erba dover reprimere e presi in giro dai ragazzini che si divertono a fumargli il canapone davanti alla faccia per vedere l’effetto che fa.

http://www.dolcevitaonline.it/in-svizzera-e-di-moda-fumare-il-canapone-e-la-cosa-sta-facendo-impazzire-la-polizia/

sabato 4 marzo 2017

Arriva Relax, il latte al CBD per combattere ansia e insonnia

04/03/2017
Risultati immagini per latte al CBDQuando si soffre di ansia o di insonnia il problema principale è che i prodotti farmaceutici a disposizione hanno la capacità di nascondere i sintomi ma non risolvono definitivamente il problema.
Oltre a risolvere solo temporaneamente il problema questi farmaci solitamente creano un’elevata dipendenza e possono far insorgere numerosissimi effetti collaterali.
Con la scoperta delle proprietà mediche della marijuana – tuttavia – sempre più nazioni iniziano ad accettare prodotti derivati dalla cannabis.
Se anche tu soffri di insonnia o ansia bevendo questo latte alla cannabis potrai sicuramente sentirti meglio.
Proprio in questo scenario in cui sempre più stati accettano la cannabis terapeutica, infatti, nasce Relax – prodotto dalla Rawligion, Inghilterra – un latte 100% organico che contiene al suo interno semi di canapa, anacardi, datteri, olio di cocco, vaniglia, acqua e olio di CBD.

Questo nuovo prodotto derivato dalla canapa – senza lattosio – promette un effetto lenitivo e rilassante proprio grazie alla presenza del CBD.
Relax è stato sviluppato da Michael Isted, psicoterapeuta e consulente alimentare della società Rawligion che sta per lanciare il latte al CBD sul mercato inglese.
Il latte non contiene THC dunque non ha nessun effetto psicoattivo ma il CBD presente nel prodotto agisce comunque sul sistema endocannabinoide endogeno controllando l’omeostasi corporea o in altre parole lo stato generale di equilibrio del nostro organismo.

Il sistema endocannabinoide è uno dei più importanti sistemi che regolano i processi all’interno del nostro organismo ed è formato da milioni di recettori che si trovano all’interno del nostro cervello e del nostro sistema nervoso.
Proprio per questo motivo il CBD ha un grande impatto sulla qualità del sonno e la regolazione ormonale e garantisce un effetto “calmante”, ideale per chi soffre di ansia o insonnia.
Il fondatore di Rawligion – John Taba – ha dichiarato che tutte le persone che hanno provato il “latte alla cannabis” hanno ottenuto un effetto di “calma e tranquillità”.
Tutto andrebbe utilizzato con moderazione ed ovviamente il latte Relax non è escluso da questo paradigma – dunque – in caso siate attratti dal prodotto andateci piano.
Di cosa sa il latte Relax? Fondamentalmente il suo sapore ricorda molto il latte di mandorle con un soddisfacente retrogusto di canapa, un “drink” perfetto prima di andare a dormire.
Aspettando che questo prodotto – o uno simile – sia presto disponibile in italia potreste provare a farlo in casa creando la vostra ricetta personale di latte al CBD! In caso lo facciate scrivetemi le vostre opinioni e le vostre ricette nei commenti!

http://haze.academy/arriva-relax-il-latte-al-cbd-per-combattere-ansia-e-insonnia/
Shaktipat: Arriva Relax, il latte al CBD per combattere ansia...