12 giugno 2017

La Carrese A Ururi



La Carrese A Ururi
Corsa Dei Carri Trainati Da Buoi
Da Martedì 02 a Giovedì 04 Maggio 2017 – dalle ore 18:30
Ururi (CB)
La Carrese A Ururi – Ururi
La Carrese a Ururi dal 2 al 4 maggio.
L’avvenimento piu’ importante della comunita’ di Ururi e’ la tradizionale Corsa dei Carri trainati da buoi, che si svolge ogni anno il 3 maggio, festa del patrono, il SS. Legno della Croce (Lene Lacrocit), di cui i conserva nell’Ostensorio una scaglia di Legno, che i credenti ritengono sia appartenuta alla croce di Cristo. Vi sono due partiti: i “Giovani”, dai colori bianco-celeste e i “Giovanotti”, dai colori giallo-bianco-rosso. Dal 1974 si inizia a correre con due buoi anziché con quattro e la gara e’ diventata una corsa velocissima verso il traguardo.
La festa ha inizio il 2 maggio con la benedizione dei carri addobbati che avviene dopo la Santa Messa.
Il giorno della corsa 3 maggio i carri prima di avviarsi verso la partenza, devono recarsi davanti alla Chiesa Madre per ricevere la benedizione. Il Sacerdote pronuncia le parole di rito nel piu’ assoluto silenzio sui cavalieri, i carristi, cavalli e buoi. Seguiti dai loro sostenitori i carri si muovono verso la partenza secondo l’ordine di arrivo dell’anno precedente. La partenza avviene nella Masseria Pontoni, dista circa km 4 dal centro abitato. I carri si dispongono in ordine di merito, ad una distanza di 20 – 25 metri l’uno dall’altro. I carri sono trattenuti da un gruppo di persone pronti a girarli e lasciarli al momento dello sparo del via. Il carro che giunge per primo in paese e’ obbligato a percorrere Via del Piano e Via Tanassi, di 19 metri piu’ lunga rispetto all’altra che, invece, possono scegliere di seguire gli altri carri. Vince il carro che imbocca con metà timone Via Commerciale, che conduce alla Chiesa Madre “S. Maria delle Grazie”.
Il giorno dopo la corsa 4 maggio festa del patrono c’e’ la processione per le via del paese con il “SS. Legno della Croce”. I carri partecipano addobbati con drappi di tessuto, secondo il colore del partito cui appartengono, inghirlandati di fiori e di edera, con un ramo di alloro o di olivo infisso sul timone.
“I PREPARATIVI”
La corsa dei carri richiede una preparazione minuziosa durante l’intero anno ed impegna notevoli risorse economiche da parte dei sostenitori. I buoi, quasi tutti di provenienza calabrese, accuratamente selezionati, vengono trattati durante l’intero anno come dei veri atleti: alimentazione controllata e frequenti allenamenti in modo da farli giungere alla corsa nella forma ottimale. Lo stesso discorso vale per i cavalli che, insieme con i buoi, vengono tenuti in masserie debitamente sorvegliate.
http://darshanshaktipat.it/2017/06/12/la-carrese-a-ururi/

12 maggio 2017

ABBANDONARE IL MATRIX…


Non tutto è da prendere come uno scherzo! Un bel programma di vita.
1. Smettere di bere, fumare, mangiare il cibo spazzatura; limitare i carboidrati, escludere lo zucchero; consumare soltanto il cibo “vivo”.
2. Pulire l’intestino (dai parassiti soprattutto). Buttare via la maggioranza dei medicinali. Non andare dai medici. Non lasciarsi manipolare dagli estranei e smettere di credere nelle malattie; non esistono.
3. Parlare con il proprio corpo. Il copro ci dice sempre di cosa ha bisogno. Il bisogno dei cibi con vibrazioni basse significa l’esistenza delle deformazioni nella struttura cellulare. Fare l’amicizia con gli elementi dell’organismo, dare loro i compiti: pulire, ripristinare… quando ci si lava, parlare con l’acqua, chiederle di pulire i corpi inferiori. Non girare con i cappelli sciolti – i cappelli sono come le antenne, raccolgono le informazioni nocive e pensieri altrui; lasciarli sciolti solo quando si comunica con le forze superiori e durante le meditazioni.
4. Fare ginnastica e meditazioni.
5. Stare, almeno 2-3 ore al giorno, all’aria fresca; comunicare con la natura. Smettere di frequentare i centri commerciali, stadi, manifestazioni, bar e locali alla moda.
6. Fare una cernita nel proprio guardaroba, lasciare solo i capi naturali, comodi, che piacciono, il resto si da via. I gioielli e la bigiotteria bloccano le energie, non esagerare.
7. Buttare via il microonde, non guardare la TV. Eliminare grovigli di cavi elettrici in casa. Staccare il cellulare di notte e quando si fanno delle meditazioni; pulire il computer eliminando i giochi, forum stupidi, file su nulla. Fare l’ordine in casa, in cantina, nell’orto. Tutto ciò che è rotto, sbrecciato, non riparabile, tutto ciò che sta in soffitta – non serve. Via! Riparare ciò che serve. Non lasciare i rubinetti gocciolanti. Amare tutto ciò che vi circonda.
8. Perdonare tutti e chiedere perdono.
9. Comunicare con gli animali, piotante, bambini piccoli.
10. Dopo un paio di mesi sentirete che le spese (eliminato tutto il superfluo) si riducono. Si può provare a lavorare un po’ meno.
11. Smettere di preoccupassi dell’età. Spostate il vostro corpo in quel punto della vostra sfera dove vi piacete esternamente e comunicatelo al corpo!
12. Non preoccuparsi di nulla. Non dovete affrettarvi. Siete nell’eternità. Non ignorare ciò che sembra di avere poco significato.
13. Creare: scrivere, dipingere, disegnare, fare il modellismo, ballare, cantare. Non collezionare nulla. La vita è verbo. La cosa migliore è disegnare sulla sabbia della risacca.
14. Sorridere sempre e a tutti.
 

9 maggio 2017

Chiedere Scusa: Perché è Importante e Come Farlo

Quante volte sentiamo parlare dell’importanza di chiedere scusa. Importante lo è davvero, il perdono. Sia per il “carnefice” che per la “vittima”. Sull’argomento si sono spese molte parole e online spopolano le guide per perdonare nel modo più efficace, in perfetto stile occidentale.
chiedere scusa
A scrivere un vero e proprio “Vademecum del Pentito” ci ha pensato anche un filosofo, nonché consulente aziendale, di nome Bruce Weinstein, il cui libro è in realtà dedicato ai manager sebbene si adatti a persone di qualunque tipo. Ecco alcuni dei suoi consigli in pillole:

Le domande da porsi

Primo step secondo Weinstein è porsi le domande giuste, ovvero cercare di capire a cosa servono le scuse, se sono sinonimo di debolezza, come evitare di ripetere eventuali errori che ci hanno condotto a dover chiedere scusa e via dicendo. Farsi queste domande sarebbe una premessa fondamentale prima di passare al perdono vero e proprio.
Non perdere tempo
Una volta deciso di chiedere scusa è meglio farlo velocemente, evitando di dare troppe spiegazioni al malcapitato di turno perché questo atteggiamento anziché aiutare, rende le scuse fastidiose. Quindi no a banali giustificazioni e spiegazioni contorte. Bastano poche parole, anche un semplice “mi dispiace“.
Essere sinceri
Altra condizione indispensabile la sincerità. Questo lo sappiamo tutti, se le scuse non vengono dal cuore, l’altro se ne accorge e difficilmente ci concederà il suo perdono. Inoltre una scusa non sincera lascia il tempo che trova perché l’errore verrà presto commesso di nuovo.
Evitare di commettere gli stessi errori
Ovviamente una volta chiesto il perdono, sarebbe opportuno evitare di commettere esattamente gli stessi errori. Una scusa sincera implica infatti un cambiamento di prospettiva che deve manifestarsi concretamente.
Scusarsi non è da deboli
Altro punto fondamentale secondo Weinstein è capire che scusarsi non è affatto sintomo di debolezza, come spesso tendiamo a credere, ma di forza. Perché una persona che sceglie di dire “mi dispiace” sta assumendo le proprie responsabilità in relazione all’errore commesso. Non sfugge.
Chiedere aiuto
La richiesta di aiuto può essere a doppio senso: ovvero si può chiedere aiuto per affrontare la situazione oppure per evitare di commettere lo stesso errore in seguito. E’ una dimostrazione di umiltà.

Il perdono per il filosofo Paul Ricoeur 

Paul-Ricoeur
Il filosofo Paul Ricoeur (1913-2005) si è a lungo occupato del tema del perdono, che è un argomento nodale dei suoi studi. Il perdono, secondo Ricoeur, esiste laddove sussiste una “logica della sovrabbondanza“, ovvero dove esiste la capacità di donare e donarsi, di cui il perdono è la massima manifestazione. Ma il perdono mostra anche la dignità della persona perché l’individuo in grado di perdonare in un certo senso riconosce di poter fare meglio di quanto ha fatto e di poter cambiare perché vale molto più delle sue azioni. Il perdono, secondo Ricoeur, non è affatto semplice perché non si tratta solo di saldare un debito ma di “ricostruire una memoria”. Inoltre il perdono, oltre a essere ciò che noi concediamo, è in primis quello che noi chiediamo alla vittima.
Ricoeur parla anche di perdono difficile inteso come “quello che, prendendo sul serio il tragico dell’azione, punta alla radice degli atti, alla fonte dei conflitti e dei torti che richiedono il perdono: non si tratta di cancellare un debito su una tabella dei conti, al livello di un bilancio contabile, si tratta di sciogliere dei nodi. Il perdono inteso come perdono difficile è il perdono esercitato in situazioni estreme.” Il perdono è una forma di oblio che ci libera da un passato che tende a non volersene andare perché è attraverso di esso che prendiamo congedo dal passato e possiamo proiettarci in modo più consapevole nel futuro.

Frasi e aforismi famosi sul Perdono

chiedere-scusa
Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo. (Gandhi)
Nel perdono c’è sempre un’inclinazione dall’alto verso il basso, che impedisce una relazione alla pari. Ma se tu dici: “mi dispiace”, stai di fronte. Allora conservi la tua tua dignità, e così l’altro può avvicinarsi a te più facilmente. (Bert Hellinger)
… Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: “Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima“. “Ora so che mi hai perdonato davvero” disse Caino “perché dimenticare è perdonare. Anch’io cercherò di scordare“. Abele disse lentamente: “È così. Finché dura il rimorso dura la colpa“. (Jorge Luis Borge)
Se avete ragione, potete permettervi di scusarvi; e se avete torto, non potete permettervi di non farlo. (Edwarg Wallace)
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci. (Gabriel Garcia Marquez)
Laura De Rosa

http://darshanshaktipat.it/2017/05/09/chiedere-scusa-perche-e-importante-e-come-farlo/ 

6 maggio 2017

Regredire per progredire - La vita tribale ci salverà!

06/05/2017

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“Se fate notare che gli alveari funzionano bene per le api, o che i branchi funzionano bene per i babbuini e per i lupi, nessuno ci trova nulla da ridire. 

  Ma se fate notare che la vita tribale funziona bene per gli umani, non sorprendetevi di venire attaccati con ferocia quasi isterica. 

Gli attaccanti non criticheranno mai ciò che avete detto, ma piuttosto cose che hanno immaginato che abbiate detto, per esempio che la vita tribale è “perfetta”, o “idilliaca”, o “nobile”, o semplicemente “meravigliosa”. Non importa che voi non abbiate detto nessuna di queste cose, si indigneranno come se lo aveste fatto.



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La vita tribale in realtà non è perfetta, idilliaca, nobile o meravigliosa, ma ovunque sia trovata intatta funziona bene – bene quanto i modi di vivere di lucertole, procioni, oche o scarabei – con il risultato che i membri della tribù non sono generalmente furiosi, ribelli, disperati, stressati e quasi psicopatici, dilaniati da crimine, odio e violenza. (…) La vita tribale non trasforma le persone in santi; permette a individui ordinari di vivere insieme con uno stress minimo anno dopo anno, generazione dopo generazione.”  


“I Pirahà ridono quasi di tutto. Ridono delle loro stesse disgrazie: quando la capanna di qualcuno crolla durante una tempesta, gli occupanti ridono più forte di tutti. Ridono quando prendono un sacco di pesci. Ridono quando non ne prendono nessuno. Ridono quando sono sazi e ridono quando hanno fame. 



(…) Non sono mai esigenti o bruschi. 
Immagine correlataFin dalla mia prima sera tra loro sono stato impressionato dalla loro pazienza, dalla loro allegria e dalla loro gentilezza. Questa loro allegria pervasiva è difficile da spiegare, anche se io credo che i Pirahà siano così fiduciosi e sicuri della loro abilità a gestire tutto quello che il loro ambiente gli pone di fronte che riescono a godersi tutto quello che gli capita. E non certo perché la loro vita sia facile, ma perché si sentono sempre all’altezza di ogni situazione. (…) 

Così possono permettersi di vivere alla giornata, eliminando enormi fonti di ansia, preoccupazione e disperazione che assillano noi occidentali.

C’è un’interessante modo alternativo di vedere queste cose. 
Forse è la presenza di queste preoccupazioni a rendere una cultura più primitiva, e la loro assenza che rende una cultura più sofisticata. 

E’ più sofisticato guardare all’universo con preoccupazione, come un rompicapo da risolvere prima che ci uccida, o godersi la vita come viene, in totale sintonia?”

 (Daniel Everett, Don’t Sleep, There are Snakes)




"Erano capaci di grandi imprese di resistenza e fatica fisica – 
ma solo se strettamente necessarie

Altrimenti i loro passatempi favoriti erano dormire, chiacchierare e fare musica. E amavano ridere. 

Tutti quelli che hanno incontrato i Pigmei hanno notato il loro senso dell’umorismo. C’era un evidente carattere anarchico nella loro società; quando cooperavano lo facevano per scelta. 





Chiunque non aveva voglia di andare a caccia, 
ad esempio, se ne stava a casa. 



(Non come noi obbligati dalla società e dalle istituzioni a frequentare "scuole dell'obbligo", il nome è già tutto un programma...e a trovarci un lavoro "fisso" che diventi la nostra ombra a vita.)



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La loro tolleranza per il comportamento individuale andava contro tutto quello che credevo fossero le basi di una comunità organizzata. Non c’era bisogno dell’ambizione; in realtà l’ambizione era usata solo come mezzo per provocare il riso. 


La loro unica forma di pressione sociale, se si può chiamare così, era la derisione, che era estremamente efficace. 

Uomini e donne avevano ruoli distinti, ma la società era essenzialmente egualitaria


E quanto alla raccolta, era puro piacere. 
Le donne andavano a zonzo per la foresta come in un enorme supermercato – solo che tutto era gratis!

E ogni giornata di caccia era piena di piccole avventure, eccitazione, momenti di idillica contemplazione o di risate. 
Non ce n’erano mai due uguali. (…) 

Risultati immagini per BayakaMi resi conto che quello che mi sarebbe mancato di più era la compagnia dei Bayaka. Nei mesi passati ad Amopolo ero arrivato a considerarli il popolo più equilibrato del mondo. 

La loro imperterrita concentrazione a godersi ogni momento così come viene, senza preoccuparsi delle conseguenze, li rendeva liberi da ogni nevrosi. Per me erano un esempio di come il pieno potenziale dell’individuo possa realizzarsi senza i complessi vincoli imposti dalla civiltà moderna. All’inizio avevo trovato molte delle loro preoccupazioni meschine e banali. 

Ora, al contrario, erano le astruse macchinazioni del mondo a cui stavo per tornare a sembrarmi superficiali e insensate.”  

(Louis Sarno, Song from the Forest)





Cosa abbiamo compreso da queste righe?



Che la felicità non è mai data da una vita individuale come la nostra, dove si accumula e si accumulano oggetti, soldi, lodi per tutta la nostra vita senza mai sentirci davvero felici e spensierati.

Noi abbiamo case spettacolari, supermercati, cibo pronto, piscine artificiali, un sacco di tecnologia, ma la verità è che ci sentiamo sempre più soli e isolati dal mondo, abbiamo perso il cuore, non sappiamo più ascoltare ne sentire, solo volere, pretendere, senza mai voler dare.

La vita tribale è al contrario della nostra, la terra è Madre Natura, la tribù la tiene solo in prestito, non ci sono proprietà private, tasse da pagare, recinti e muri che dividono i singoli pezzi.

Il sesso è libero, l'amore è libero, la nudità continua allontana dalle menti umane l'idea di pornografia. Ci si lava al fiume, si raccolgono frutti senza coltivarli, si accendono fuochi in comune, il lavoro coatto non esiste, si lavora solo quando c'è bisogno, tutto il resto del loro tempo è svago, eterna domenica...
http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/05/regredire-per-progredire-la-vita.html

5 maggio 2017

Scegliete quella donna che ...

05/05/2017

Scegliete quella donna che si dedica alla ricerca della profondità della propria anima. Questo significa che lei potrà trovare la profondità anche della vostra anima. Imparando a perdonare i suoi errori, imparerà a perdonare anche i vostri, e col tempo entrambi capirete che non ci sono errori, ci sono delle possibilità.
Scegliete quella donna che purifica il suo subconscio dalla spazzatura con le meditazioni e si libera dalle ferite del passato con i mantra, anche se a voi queste parole sembrano misteriose. Lei non ha paura dei segreti della propria anima. E vi aspetta un'avventura lunga una vita, una navigazione nell'oceano del suo cuore.


Scegliete quella donna che onora il suo corpo attraverso il moto, il cibo sano e si prende cura di se stessa. Una donna che sta bene nel suo corpo vi aiuterà a trovare il confort nel vostro corpo, e le sue sensualità e tenerezza diventeranno una fonte di gioia per tutti e due.

Scegliete una donna dalla mente flessibile e dalla colonna vertebrale flessibile. Probabilmente, non la capirete quando vi racconterà della filosofia sufi, ma la capirete sempre quando vi parlerà d'amore, perché lei vivrà di questo.

Questa donna magica la troverete in tanti posti. Non solo nei circoli yoga, ma ovunque dove serve aiuto. La riconoscerete dalla sua aura che potrà accecarvi. Potreste persino scambiarla per una dea. Ma è proprio così: lei possiede tutte le forze della terra, dell'aria, dell'acqua e dell'etere.
E' una custode dell'Universo, e crea la vita,. E la vita che creerete insieme sarà splendida.

(Ramdesh Kaur)
Da Olga Samarina FB

http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/05/scegliete-quella-donna-che.html

1 maggio 2017

Osho: L’orgasmo non ha sessualità.




Risultati immagini per osho L’orgasmo non ha sessualità.
Amato Maestro,
cos'è l'orgasmo riferito alla meditazione e ai piani più alti della consapevolezza?
Il sentirsi orgasmici in un profondo stato di meditazione non è forse assenza assoluta di sessualità?
In sé l'esperienza dell'orgasmo è sempre non sessuale. Anche quando la si consegue attraverso il sesso; in sé l'orgasmo non ha sessualità alcuna.
Puoi arrivare all'orgasmo tramite il sesso È una fusione delle polarità negativa e positiva, una fusione così profonda che l'uomo non è più uomo, la donna non è più donna. Essi non sono più due entità, esiste solo un'energia che li avvolge entrambi. Essi si sono fusi in quell'energia.
Può durare un istante, non ha importanza; ma in sé quell'esperienza non ha nulla a che vedere con il sesso
Il primo orgasmo sarà inevitabilmente raggiunto tramite il sesso e la mia comprensione mi dice che la meditazione si è evoluta partendo dall'esperienza dell'orgasmo.
Coloro che posero le basi della meditazione, in particolare Shiva, erano conosciuti anche come grandi amanti. Shiva nel suo "Vigyana Bhairava Tantra" ha descritto, con formule scientifiche, centododici metodi di meditazione: ogni meditazione è racchiusa in un aforisma. Quei centododici sutra sono come semi. In essi Shiva ha condensato tutto ciò che si riferisce al metodo.
Forse Shiva fu il primo uomo a scoprire la meditazione. Ε si può dedurre, in maniera estremamente scientifica, che chiunque abbia sperimentato l'orgasmo, se è provvisto di un briciolo di intelligenza, si è accorto che si tratta di un'esperienza non sessuale, anche se vi si arriva tramite il sesso
Questo serve a farci intuire che possono esserci altre vie per arrivarci, utilizzando strumenti non sessuali; visto che in sé quell'esperienza non è sessuale, è ovvio che il sesso non sia la sola strada per arrivarci.
Se si sperimenta l'orgasmo, non occorre molta intelligenza per capirlo: diventa evidente. Forse la sessualità crea lο sfondo in cui accade. Ma l'esperienza dell'orgasmo non vi offre nessun richiamo sessuale: è pura spiritualità.
Chiunque l'abbia sperimentato, deve aver concluso che devono esserci altre vie per arrivarci, visto che il sesso non è necessariamente un elemento portante. Per cui, quelle persone devono aver osservato come accade. Ε le cose sono diventate evidenti: nell'istante dell'orgasmo, il tempo si arresta, ti scordi del tempo. La tua mente si arresta, non pensi più. Esiste una profonda quiete e un'intensa consapevolezza.
Non sei addormentato Non sei caduto in un sonno ipnotico. Tutto è chiaro. La mente non funziona come al solito: il processo del pensiero si è arrestato. Non esiste più la sensazione del tempo; sembra esservi un'assenza di tempo.
In seguito penserai che è durato solo pochi secondi, ma questo lο penserai solo dopo: nell'esperienza, sembra un'eternità. Ε sei pienamente consapevole, come mai lo sei stato: sei consapevole come mai prima, sei sveglio!
Qualsiasi osservatore, vivendo questa esperienza, penserà: "Se si riesce ad attivare questi elementi - consapevolezza, assenza di pensiero, assenza di tempo - si arriverà a una condizione orgasmica, evitando la sessualità".
Ε io ho capito questo: è così che l'uomo deve aver scoperto la meditazione, la prima volta; perché altrimenti, non essendo la meditazione qualcosa di biologico ο di naturale, non si potrebbe semplicemente arrivare a scoprirla col tempo. Tuttavia la biologia ti ha fornito un'esperienza; se cerchi di capirla, inevitabilmente cercherai altri metodi per realizzarla. Sai che ti è accaduta; hai sperimentato l'assenza di pensiero, di tempo, e la presenza di una consapevolezza totale; per cui è una cosa possibile.
Non vai più a tentoni nel buio, non si tratta di teorie ο ipotesi: sai che è una cosa possibile. Ne sei venuto a conoscenza attraverso la via biologica. Ora, se quei tre elementi possono essere conservati senza l'elemento sessuale, l'orgasmo avviene di nuovo.
La differenza è questa: l'orgasmo sessuale è assolutamente momentaneo. Sebbene sembri eterno, mentre si verifica, non lo è: quella sensazione è prodotta dalla sua intensità. Viceversa, tramite la meditazione può essere lungo quanto si vuole, in quanto la meditazione non dipende da un'altra persona, sia essa uomo ο donna, ο da una particolare sintonia tra le due menti, ο da un ritmo tra le due energie. L'orgasmo sessuale dipende da molte cose, e in particolare dalla presenza dell'altra persona.
La meditazione è indipendente dall'altro; occorri solo tu per creare la situazione. Se ne deduce che devi partire dalla consapevolezza, perché non conosci altro modo per arrestare i pensieri. Non hai il potere di fermare i pensieri ο di arrestare il tempo Rimane, quindi, una sola cosa: la consapevolezza. Cioè, tu puoi essere più consapevole, ο lο puoi essere meno.
Lo sai. Se all'improvviso questa casa si incendiasse, saresti più all'erta. Tu sai che la tua consapevolezza ha alti e bassi. In certi momenti sei più consapevole, in altri lo sei meno. Per cui è possibile creare situazioni in cui si è più coscienti.
Ecco perché la consapevolezza diventò il fondamento della meditazione. Ε con la consapevolezza avrai una sorpresa: più diventi consapevole, più i pensieri scompaiono. Quando sei pienamente consapevole, non ci sono più pensieri, e all'improvviso il tempo si arresta. Ιl tempo può esistere in te, solo grazie al movimento dei pensieri.
Di fatto, il tempo può essere misurato solo tramite il movimento. Ad esempio, come misuri lo scorrere del tempo su un orologio? Grazie al movimento delle lancette; altrimenti sarebbe impossibile.
Se ogni cosa è immobile, ti sarebbe impossibile pensare all'esistenza di qualcosa come il tempo. Ma sai che è passata un'auto, un treno, e tra questi movimenti esiste un intervallo.. quell'intervallo presuppone il tempo Ad un certo punto senti il rumore di un aereo... questo è movimento, questo ti fa scoprire il movimento intorno a te.
Dentro di te esiste solo un movimento, quello dei pensieri. Quando il pensiero si arresta, all'improvviso il tempo scompare: non esiste più un movimento che permetta di misurarlo. Ecco perché, se nella notte sogni molto, al mattino penserai che sia stata una notte molto, molto lunga: la causa sta nel movimento avvenuto in te. Viceversa, se non hai sognato affatto, avrai solo la sensazione di esserti semplicemente addormentato, e subito dopo di esserti svegliato. La notte è trascorsa in un lampo.
Quando sei ansioso, infelice, quando soffri, il tempo passa lentamente, a causa del tuo soffrire. Vorresti che tutto passasse velocemente, ma a causa della tua aspettativa la sofferenza non passa mai, e il tempo scorre lentamente.
Ma quando incontri un amico dopo anni, scopri che le ore sono trascorse senza che te ne accorgessi, e sembra che vi siate incontrati solo poco fa. Quando sei felice, ο quando sei triste, immediatamente influenzi con i tuoi stati d'animo la velocità del tempo. Ma quando non sei né l'una né l'altra cosa, sei semplice silenzio, il tempo non ha possibilità alcuna di muoversi.
Quindi, man mano che si diventa consapevoli, come prima cosa si vedono diminuire i pensieri, e questi alla fine si arrestano. A quel punto si scopre che il tempo è svanito: in questo modo si sarà scoperta la chiave della meditazione elementare. Ε tutti i vari metodi non saranno altro che una diversificazione del primo, combinazioni diverse dello stesso metodo base. Le combinazioni variano, ma fondamentalmente saranno solo consapevolezza e testimonianza.
Ε non sembra esserci altro modo per trovare la meditazione che non sia l'orgasmo, poiché è la sola esperienza che la natura offre che si avvicini alla meditazione. Ε la cosa triste è che milioni di persone non hanno esperienza alcuna dell'orgasmo, poiché tutte le religioni impediscono da sempre di farne esperienza.
È una cosa ridicola, perché se la gente non ha nessuna esperienza dell'orgasmo, la meditazione rimane pura fantasia; oppure qualcosa di accessibile solo a dei giganti: "Ma noi siamo semplici esseri umani, e non possiamo essere più consapevoli. Come potremmo? Facciamo del nostro meglio, ma come fare ad arrestare i pensieri?"
La responsabilità di aver tenuto la gente lontana dalla sfera della meditazione è tutta delle
religioni, in quanto sono tutte fermamente nemiche del sesso. Esse hanno impedito alla gente, non di sperimentare il sesso, bensì l'orgasmo, in quanto il sesso è stato avvelenato dal senso di colpa.
Non riuscendo a vietare il sesso, hanno impedito alla gente di giocare con la propria sessualità; hanno impedito alla gente di rispettare il sesso e di viverlo in profondità.
Ιl sesso è diventato un peccato, e questo fa sentire in colpa la gente. L'υοmο ha fretta di concludere il più velocemente possibile, perché non si può peccare a lungo. Sapendo di fare qualcosa di sbagliato, si ha fretta di finire.
Ε se l'uomo ha fretta, non può arrivare a nessun orgasmo; si limiterà ad eiaculare; cosa che dimostrerà come tutti gli insegnanti di religione avessero avuto ragione: stai sprecando la tua energia. In quel caso, infatti, l'uomo avrà la sensazione di non aver ottenuto nulla: è stato uno spreco, oltretutto stancante.
Il giorno dopo forse avrà il mal di testa, si sentirà intontito, privo di vivacità. Penserà che forse i preti hanno ragione, e sentirà di essere stato già punito.
È una cosa stranissima: i preti hanno creato l'idea della colpa, e questo senso di colpa riesce a dimostrarti che stai facendo qualcosa di sbagliato.
La donna è rimasta immobile, facendo all'amore, in quanto le è stato detto che goderne, ο giocare, ο anche solo muoversi, non è una cosa da signora, lο fanno solo le prostitute. Le signore stanno semplicemente sdraiate, come dei cadaveri, pensando: "Lasciamo che faccia ciò che vuole e che finisca al più presto possibile", e si comportano così perché il fare all'amore non dà loro nulla di nulla.
Per lo meno l'uomo troverà un sollievo all'energia che lο stava appesantendo, ma la donna non ottiene neppure quel sollievo. Per cui è naturale che le donne siano più contrarie al sesso degli uomini. E ogni donna, in cuor suo, pensa che gli uomini siano solo degli animali: desiderano solo il sesso.
Queste sono conseguenze di tutti gli insegnamenti religiosi. In questo modo, anche se non si è riusciti a vietare il sesso... altrimenti l'umanità sarebbe già scomparsa - si è vietato l'orgasmo: alla procreazione non è necessario! In questo modo la biologia non ha posto problemi: è rimasta, privata dell'orgasmo.
L'orgasmo non era un elemento necessario alla riproduzione, era un elemento capace di aprire una finestra su un'evoluzione superiore della consapevolezza.
Ma quegli idioti di leader religiosi e di preti hanno sbarrato quella finestra. Hanno sempre spronato le persone a meditare; ma quando queste fallivano, quando non riuscivano a raggiungere la sfera della meditazione, i preti dicevano loro: "Peccatori! Come potreste? Prima di tutto dovete essere celibi, digiunare, mortificarvi". Tutte cose che impediscono di vivere un'esperienza orgasmica, la sola via naturale a una prima intuizione di cosa sia la meditazione.
A questo punto siete in grado di capire la difficoltà in cui mi trovo. Se dico alla gente: "Ι vostri preti vi hanno impedito di diventare religiosi", nessuno riuscirà a capire cosa dico. Ma ciò che dico ha prove assolutamente scientifiche.
Deve esistere qualcosa nella natura dell'essere umano che apra una finestra verso un'evoluzione superiore; altrimenti, come lο si potrebbe convincere che esistono esperienze più elevate? Come ci arrivò il primo uomo? Perché si mise a meditare, e come scoprì la via alla meditazione?
Qualcuno, in un passato lontano, deve aver trovato delle analogie nella sua natura, e deve aver visto che, sebbene ci arrivasse grazie al sesso, si raggiungeva un punto in cui il sesso non c'entrava affatto: il sesso si limitava ad aprire una porta su una realtà nuova. Ε quella porta poteva essere aperta senza il sesso, in maniera di gran lunga più semplice, senza dipendere da altri.
Ιl fatto che il sesso sia diventato un tabù, che sia stato vietato, rifiutato, criticato, è una sfortuna tra le più grandi che abbiano colpito l'umanità. Non si è riusciti a impedirlo, ma di certo si è ottenuto il risultato di avvelenare la crescita spirituale dell'uomo.
Per concludere: non è solo l'orgasmo che esperimenti in meditazione a essere non sessuale, lo è anche quello sperimentato tramite il sesso L'orgasmo è di per sé un'esperienza non sessuale.
La via naturale, la via più facile, la prima è arrivarci tramite il sesso, ed è una cosa più che buona. Segue le intenzioni della natura. A quel punto arrivi a capire che quell'esperienza è alla tua portata: allora ci puoi giocare, e puoi trovare diverse vie per raggiungerla. Tutte quelle vie sono diventate meditazioni. Ε non ti impediscono certo di utilizzare la via sessuale, perché è stato proprio il sesso a darti la prima esperienza orgasmica, a darti la prima intuizione di cosa sia l'illuminazione, ti ha allontanato dalla biologia e dalla natura.
Per questo si deve essere riconoscenti alla propria sessualità. Ιl problema di sentirsi in colpa non dovrebbe neppure esistere.
Se le religioni avessero insegnato alla gente a essere riconoscente nei confronti della sessualità, avremmo prodotto un tipo di essere umano tοtalmente diverso: non la creatura infelice e sofferente che si vede oggi in tutto il mondo.
Avremmo prodotto persone veramente allegre ed estatiche; la gente avrebbe scordato completamente l'infelicità, la sofferenza e l'angoscia, in cui oggi sta vivendo.
Tratto da: 'Light οn the Path"
31 gennaio 1987, mattino. Katmandu, Nepal.
 

30 aprile 2017

Gli Uomini sono Frugivori: Eccone la Dimostrazione Antropologica

30/04/2017

Gli esseri umani sono “animali tropicali” e infatti continuiamo a ricreare i tropici dovunque viviamo a suon di riscaldamento a pavimento, piumini e piumoni. Il nostro DNA non si è adattato all’ambiente, siamo noi ad aver forzato l’ambiente ad adattarsi a noi, fan notare gli esperti. Allo stesso modo, l’anatomia comparata ci mostra che non ci siamo affatto “adattati” a consumare cibi animali, abbiamo solo deviato dalla nostra dieta naturale, e non senza pagarne il prezzo.
frugivori
Viviamo di più oggi che un tempo, vero, ma grazie a maggior tecnologia, farmaci e igiene, non perché mangiamo meglio. La realtà è che siamo sempre più ammalati (e sempre prima nel tempo).
La prevalenza estesa di problemi di salute legata alla dieta, soprattutto nelle nazioni industrializzate, suggerisce che molti esseri umani non stanno mangiando in modo compatibile alla loro biologia” (Milton 1999).
I nostri denti, il nostro intestino, il pH del nostro stomaco, la lunghezza del nostro intestino, la nostra incapacità di sintetizzare da soli la vitamina C o di gestire bene il colesterolo è rimasta invariata. La nostra saliva  è  ancora alcalina,  proprio come  quella degli oranghi (perché non servono grandi acidi se non si ingerisce un pezzo di animale morto!).
La saliva degli erbivori e dei carnivori invece è acida.  Insomma, sotto sotto siamo sempre rimasti gli stessi esseri primitivi che eravamo…  Come spiega il Dr. Michael Greger,   dagli studi archeologici del paleolitico si evince che “mentre mangiare le verdure verdi è importante, sembrerebbe che lo status dietetico naturale della specie umana sia primariamente quella di un mangiatore frugivoro”.

FRUGIVORI NEL DNA…
Le femmine di grandi scimmie, così geneticamente e morfologicamente simili a noi, sono classificate come animali frugivori. Sono più di 2.000 le specie di vegetali di cui si nutrono gli oranghi nel Borneo, e per un 70-90% si tratta di frutti.
Negli aspetti nutrizionali e sociali, anche “l’alimentazione dei proto-ominidi sarebbe stata simile a quella essenzialmente vegetariana delle scimmie antropomorfe attuali”.
Anche i nostri denti lo confermano. O meglio, i denti degli ominidi africani studiati da Alan Walker:  “Ogni dente esaminato, a partire dai fossili di ominidi di 12 milioni di anni fa, presenta le striature tipiche dei mangiatori di frutta, senza eccezione alcuna“.
Ormai vari dati provenienti da varie linee di evidenza (anatomica, fisiologica, paleontologica) “supportano la visione che la linea ancestrale che ha dato vita all’Homo spp. fosse fortemente basata sul consumo di vegetali. La dieta giornaliera probabilmente era costituita largamente da frutti selvatici”. Le diete dell’Eden “dovevano essere ricche di fibre, di proteine vegetali, di fitonutrienti e povere di grassi saturi”  (Jenkins 2003).

Ma le scene di caccia dipinte nelle caverne?” si chiede la mia vicina di casa Betta… “Perché non hanno disegnato una mela invece?”.
“Beh, se dovessi disegnare tu su un muro per i posteri il pasto più memorabile della tua vita…”,
le ha risposto il mio amico Renzo appassionato di antropologia, “ti ritrarresti mentre prepari una pastasciutta o mentre ti gusti un glorioso banchetto di nozze?”.
Touchè!
Ancora oggi il lavoro quotidiano delle donne è sottovalutato, ma era proprio questa paziente opera di raccolta di donne e bambini a sfamare la gente (proprio come ancora oggi nelle tribù più antiche). Gli uomini andavano a caccia una tantum ma poi non parlavano d’altro, come fa riflettere lo scrittore Jim Mason, nel suo stupendo libro “Un Mondo Sbagliato”.

CACCIATORI DI CAROGNE
“La teoria dell’uomo cacciatore riflette una serie di pregiudizi, anziché basarsi sulla documentazione fossile e sull’ecologia della ricerca del cibo”
Robert Blumenschine e John Cavallo
Che i nostri più antichi antenati non fossero affatto i grandi cacciatori che si pensava è un fatto ormai assodato in antropologia. La caccia organizzata si è consolidata solo 25.000 anni fa, un battito di ciglia galattico nella lunghissima storia dell’Homo.
I primi “cacciatori” non erano altro che degli occasionali “ladri di carogne”, rubavano qualche morso di animale già ucciso da altri, ma “chi non preferisce assomigliare al leone, più che all’avvoltoio?”, si chiedevano gli esperti Robert Blumenschine e John Cavallo. Cacciare è nobile, andar per carogne meno. Ed ecco che il mito dell’uomo carnivoro e cacciatore resiste nei secoli.
Questo cibarsi di avanzi tra l’altro “non avrebbe potuto procurare l’ECCEDENZA di carne necessaria per la spartizione del cibo”, fece notare il famoso archeologo L. Binford già negli anni ’80. Bisognava fare in fretta. Non c’era tempo di fermarsi a banchettare insieme e socializzare:
“Ognuno per sé e viva il Re!”.
Non è quindi  grazie alla caccia se gli ominidi hanno imparato a collaborare, a socializzare tra loro, a parlare.
E  non era la grandezza del cervello a contraddistinguerci dalle altre grandi scimmie quando ci siamo separati da loro, ma l’aver acquisito  la capacità di assumere una postura eretta.

HOMO RICERCATORE…

Il perché abbiamo cominciato ad andare in giro “su due zampe” dipende se vogliamo pensare il peggio o il meglio della nostra specie.
Se pensate il peggio, darete ragione alla famosa teoria di Charles Darwin: “Finché dovevano abitualmente usare le mani per camminare non avremmo mai potuto perfezionarle per fabbricare armi o per tirare sassi e lance con la mira giusta”.
In pratica, avremmo imparato a camminare per poterci armare e fare del male agli altri:  Homo Cattivus!
Peccato, dicono gli esperti antropologi, che “non vi sia traccia alcuna di attrezzi  del genere ai tempi dei primi bipedi”,  e non si cacciava ancora assolutamente nulla, né vi era il fuoco per cucinare carne (Wayman 2012). L’Homo Abilis verrà molti milioni di anni dopo.  A cosa ci servivano entrambe  le  mani libere quindi? Cosa potevamo mai afferrare a mani nude?
frugivori
LA SOPRAVVIVENZA DEL PIÚ  … DOLCE
La nostra mano è perfettamente adattata per raccogliere la frutta, non per uccidere un animale. Più mani libere ho, più frutta riesco a raccogliere e portare via al sicuro. Questa è esattamente la teoria degli scienziati fin dagli anni ’60: abbiamo imparato a camminare e correre per poter TRASPORTARE la frutta in posti sicuri quando il clima ha cominciato a farsi più freddo con le prime glaciazioni e la frutta ha cominciato a scarseggiare.
Ci sono prove di questa affascinante ipotesi?
Sì, fresche fresche e di tutto rispetto…
2012, Guinea.
Alcuni scimpanzé ritrovatisi in mezzo all’aperta savana, nel vedere davanti a loro delle papaye e altra frutta preziosa (messa a loro disposizione dai ricercatori nascosti) hanno cominciato a riempirsene mani e bocca e poi camminando eretti(Carvalho 2012).  Le foto sono impressionanti (e le trovate cliccando a destra dell’articolo scientifico sopra citato, alla voce ‘Download images’).
Gli scimpanzé che andavano via “su due piedi” riuscivano a trasportare più del doppio di frutta, rispetto a quelli che invece andavano via a tre o quattro zampe.
E più il frutto era prezioso  (cioè poco disponibile dove vivevano),  più se ne portavano via camminando su due piedi.
In pratica, camminare eretti ha molto più a che fare con il nostro essere frugivori di quanto non si pensasse.
Quest’ evoluzione ci ha permesso di mangiare più frutta o poterla condividere con altri.
A sua volta,  questa evoluzione ha molto a che fare con la grandezza del nostro cervello…
DIETA FRUGIVORA = CERVELLO GRANDE
Gli antropologi più esperti ormai negano che sia stata la carne a far ingrandire il cervello, perché i dati non lo supportano.
Il nostro cervello si è triplicato molto prima che l’Homo cominciasse a cacciare in gruppo o a utilizzare il fuoco per cuocere carne regolarmente.
Il cervello poi ha bisogno di glucosio per funzionare. Ne deve ricevere in abbondanza tutti i giorni. Niente scorte. Ha bisogno di zuccheri buoni, a gogò, e la prima fonte di zuccheri è sempre stata la frutta.
Il cervello si è ingrandito proprio nel periodo storico in cui la frutta, alla base della nostra dieta, cominciava a scarseggiare, o a essere più difficile da scovare per via dei cambiamenti climatici.
Il bisogno aguzza l’ingegno”, dice il detto.
La necessità è la madre di tutte le invenzioni”, dicono gli inglesi. Avete presente cosa consigliano i veterinari per stimolare la mente di cani e gatti nei canili ?
Di nascondere loro il cibo e costringerli a cercarlo tirandolo fuori da contenitori di gomma studiati apposta.
Può essere che sia stato il doversi scervellare per trovare la frutta a far ingrandire il cervello?
Sembra proprio andata così…
Fin dagli anni ’90, studiose come K. Milton hanno postulato che  “la pressione favorevole degli alimenti vegetali di alta qualità, relativamente difficili da trovare, incoraggia lo sviluppo di complessità mentale (ripagata da una maggiore efficienza di foraggiamento)”.
La parte del nostro cervello più sviluppata è proprio la corteccia frontale, quella che ha a che fare con il dover risolvere i problemi. E il problema più pressante per gli esseri umani di allora? Trovare la frutta!
Mentre altre scimmie hanno imparato a consumare molte più verdure e cortecce, noi siamo rimasti frugivori nel midollo, e ci siamo dovuti “spremere le meningi” per trovarla…
Sempre la Milton, osservando le scimmie Atele e Aluatta, notò per prima una relazione significativa tra dieta e grandezza del cervello.

(By Arturo de Frias Marques – Own work, CC BY-SA 3.0)
Tra le famiglie dei primati, “quelli che mangiano frutta hanno un cervello più grande in proporzione al loro corpo, rispetto a quelli che mangiano foglie”.  Vale anche per i pipistrelli: “quelli che si nutrono di frutta hanno cervello considerevolmente più grande di quelli che mangiano insetti”.  E vale anche tra i gli scoiattoli!  (Harvey 1983).
Proprio recentemente, un prestigioso team di ricercatori ha confermato che  “i frugivori mostrano cervelli più grandi dei mangiatori di foglie”  (DeCasien, 2017).  Mangiare frutta è stato il motore  dell’evoluzione del cervello nei primati, gli animali a noi più simili. In base alla loro ricerca basata su più di 140 specie di primati hanno potuto concludere che la grandezza del cervello si può dedurre in primis proprio dalla dieta:Chi mangia frutta, rispetto agli erbivori che si cibano di foglie, ha un cervello più grande in media del 25%”.

Una notizia che ha stupito tutto il mondo (tranne i fruttariani)…
http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/04/gli-uomini-sono-frugivori-eccone-la.html

29 aprile 2017

Rosa Parks: la Vegetariana dietro Martin Luther King



Eccoci  alla seconda vegetariana storica da riportare a galla dal passato: Rosa Parks.
Forse la donna vegetariana più famosa di tutte. Senza di lei non avremmo avuto Martin Luther King.  Tutti infatti conosciamo quest’uomo, ma in pochi  sanno quale fu l’evento che lo portò alla ribalta e chi vi fosse dietro.
Era il 1955, Alabama, Stati Uniti.
Rosa è una giovane sarta di 42 anni e sta tornando a casa dal lavoro in pullman.
E’ il primo dicembre. E’ buio. Sono le sei di sera.
Come suo solito va a sedersi nei posti riservati ai neri. A quel tempo infatti vigeva la segregazione razziale negli Stati Uniti. I bianchi da una parte, i neri dall’ altra, a scuola, sui mezzi pubblici, dovunque.
Rosa  è seduta molto vicina ai sedili riservati ai bianchi.
Troppo vicina.
A un certo punto sale un uomo bianco e trova tutti i posti occupati.  Il conduttore del pullman se ne  accorge e come normale amministrazione al tempo chiede a tutta la prima fila di neri di alzarsi e lasciare i posti liberi.
Gli altri tre passeggeri neri vicino a Rosa non fanno una piega e cominciano ad alzarsi come bravi bambini ubbidienti, abituati ormai da troppo a queste umiliazioni, e se ne vanno in fondo al pullman.
Rosa no.
Rosa resta seduta e si tiene stretta il suo sedile “come una coperta in una notte d’inverno”.
Allora? Ha intenzione di alzarsi?” le chiede l’autista.
No”, risponde secca Rosa.
Allora la farò arrestare”.
Faccia pure”, risponde Rosa.
Disobbedienza civile.


Viene arrestata e portata subito in prigione, da dove uscirà su cauzione il giorno dopo.
Ma la notizia comincia immediatamente a circolare.
In tanti conoscono Rosa e l’apprezzano, e il suo arresto diventa la goccia che fa traboccare un vaso ormai stracolmo.
Non avevo idea” dirà la Parks, “che rifiutandomi di dare il mio posto su quel pullman  la mia piccola azione  avrebbe aiutato a metter fine alle leggi di segregazione”.
Ma andò proprio così.  Ognuna di noi può fare la differenza.
Tutta questa storia è raccontata nella sua autobiografia “My Story”, scritta quando aveva già 79 anni.  Ora, non pensate che Rosa fosse una donna qualsiasi che per caso si trovò a dire un NO coraggioso. Avrà avuto anche l’aspetto di una timida sartina, ma Rosa faceva da tempo parte dell’Associazione per l’Avanzamento delle persone di colore, e tra l’altro era proprio lei l’addetta a investigare i casi di abusi sessuali contro le donne nere.
Immaginatevi cosa deve aver visto e sentito.
Insomma, Rosa era una ninja di primo livello, ed era pronta a fare la sua parte fosse servito e quando quel momento è arrivato, non ha esitato.
La gente dice sempre che non ho ceduto il mio posto perché ero stanca. Non ero fisicamente stanca, o non più stanca di quanto non fossi alla fine di una giornata di lavoro.  Non ero vecchia, anche se alcune persone si sono fatte un’immagine di me di persona anziana. No, l’unica cosa di cui ero stanca, era l’essere stanca di cedere”.
I giorni dopo il suo arresto si scatenò il putiferio vi dicevo.
Anzi, già la notte stessa.
Fu stando in piedi fino all’alba infatti che un’insegnante femminista si riunì con altre socie del Women’s Political Council e decisero di proporre un boicottaggio di tutti i mezzi pubblici.
Non c’era Internet, non c’era Facebook, ma loro riuscirono in una notte a stampare ben 35.000 volantini che annunciavano l’idea e il giorno dopo erano davanti alle scuole a consegnarli uno ad uno a tutti i bambini, da portare a casa:
Non andate in pullman da nessuna parte lunedi 5 dicembre. Un’altra donna è stata arrestata per non aver ceduto il suo posto. Venite a Messa alle 7 di sera lunedi per altre istruzioni”.
Questo in breve il sunto del volantino, che finì anche sui giornali locali.
Quel lunedi sera, in Chiesa, l’enorme folla  che si radunò insieme a Rosa trovò a parlare sul pulpito il reverendo Martin Luther King. Era stato nominato lui per gestire l’intera complessa operazione e per incitare la folla a continuare il boicottaggio per altri giorni.
Voi che avete paura, prendete cappello e cappotto e andate a casa” dirà subito alla sua congregazione.
Arriva un momento quando la gente si stanca. Noi siamo qui questa sera per dire a coloro che ci hanno maltrattato così a lungo che siamo stanchi”.
Tenete conto che Martin Luther King era quasi sconosciuto al tempo, ma da quel momento ottenne visibilità a livello nazionale, e il resto è storia.
La storia però è partita da una sartina con le ovaie e vegetariana.

Rosa infatti non mangiava animali.
Questo è quello che disse a riguardo da anziana:
Sono vegetariana da oltre 40 anni.  Da piccola ho avuto problemi di salute per colpa di una cattiva alimentazione. Mangiare sano per me era una priorità”.
Tra i suoi cibi preferiti? Broccoli, le patate dolci e i fagiolini. Rosa morì di vecchiaia a 92 anni.  Al suo funerale, la famosa Condoleeza Rice disse che se non fosse stato per la Parks, non sarebbe mai diventata la prima afro-americana segretaria di Stato.
Anche M. L. King era ben consapevole del ruolo storico di questa donna: A lei infatti dedicò il suo libro “Stride Toward Freedom”…
A Rosa Parks, la cui testimonianza creativa fu la grande forza che portò alla lotta moderna verso la libertà”.
Purtroppo,  gli animali segregati negli allevamenti oggi non possono riunirsi e far partire un boicottaggio, ma seguendo una dieta vegana, in un certo senso, stiamo tutti boicottando l’industria della morte e ognuno di noi può fare la sua parte.
Rosa infatti continuava a ripetere che non servono persone straordinarie, lei – diceva – era normalissima.
Non diventò mai ricca, né troppo famosa.
Venne in parte dimenticata, coperta dall’ombra di Martin Luther King, ma continuò a devolvere parte del suo stipendio da segretaria alla causa e a lavorare dietro le quinte.
Dopo la morte del marito, decise di fondare un istituto con lo scopo di motivare gli adolescenti a raggiungere il loro migliore potenziale.
Questa è l’ultima sua bellissima citazione con cui voglio lasciarvi:
Ogni persona deve vivere la sua vita come modello per gli altri”.

Shaktipat: Rosa Parks: la Vegetariana dietro Martin Luther Ki...

23 aprile 2017

I VELENI PSICOLOGICI... E COME SALVARSI

23/04/2017

Tutte le nostre malattie, incidenti, la rabbia e la scontentezza della vita sono il risultato dei veleni informazionali che occupano la psiche.
- Ti sei ammalato. Come mai? Il giorno prima qualcuno ti ha mosso delle accuse.
- Sei scivolato e ti sei preso un colpo. Come mai? Perché un'ora prima qualcuno ti ha criticato ingiustamente.
- Senti una forte stanchezza e non vuoi vivere perché un membro della famiglia ti offende continuamente.
- Sei spaventata e hai paura di fare anche una cosa semplice, perché qualcuno ha detto che sei buona a nulla.


Sei debole. Sei stato vinto. La tua anima è sotto l'occupazione.

I veleni psicologici minano il sistema immunitario. Purtroppo, non puoi impedire alla gente di criticarti, ma puoi non ascoltarla. Significa, non pensare a ciò che senti, non fartelo entrare nella testa.

Basta saper fare due cose:
1. Riconoscere il veleno.
2. Impedire che entri nella testa. Questa è una cosa un po' più difficile. Per questo nella tua testa devono esserci due blocchi:
"PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE" + "BUGIA/NON MI INTERESSA." Occorre ricordare che non sono parole da pronunciare a voce alta, sono dei blocchi per il cervello.
Puoi rispondere da persona educata, ma la tua anima deve restare pulita a causa delle porte che chiudono:
"Provo uno sconforto, significa che non mi serve. Bugia. Non mi interessa."

- Qualcuno ti ha offeso: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Qualcuno si è offeso a causa tua: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Le Notizia in TV creano angoscia: "NON MI INTERESSA."

Ancora più sicuro costruire la vita secondo il principio dello SPECCHIO. Essere consapevole di un solo principio: "IO NON TRATTO MAI COSI' LE PERSONE" ti dà' il diritto di rifiutare le stesse cose da parte degli altri.
Le regole:

- Non criticare - non ascoltare le critiche
- Non accusare nemmeno nel pensiero - non provare il senso di colpa
- Non offendere - non ti offendere
- Non spaventare - non aver paura
- Non abbassare l'autostima degli altri - non ascoltate coloro che vogliono abbassare la tua
- Non indicare agli altri i loro difetti - non farci caso se ti indicano i tuoi
- Non creare programmi distruttivi per gli altri - non permettere di costruirli per te.

E tenendo conto del fatto che la parola "NO/Non" non è percepita dal subconscio, le altre regole SPECULARI sono queste:

- Approva!
- Comprendi i motivi dei cattivo comportamento degli altri!
- Proteggi la psiche degli altri!
- Tranquilizza!
- Aumenta l'autostima degli altri!
- Se lo sai fare, manda agli altri dei programmi positivi, osservando due condizioni: a) devono essere positivi dal loro punto di vista e non dal tuo; b) non devono contenere nessuna cattiveria riguardo ai terzi.

(aum.news)
Advanced Mind Institute Italia




La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

15 aprile 2017

La caccia alle streghe: Un milione di donne torturate e uccise dalla Chiesa Cattolica

15/04/2017


IL SANTO TERRORISMO DELLA CHIESA
Fra il 1227 ed il 1235 fu instaurata l'Inquisizione contro le "streghe" e contro gli "eretici" con una serie di decreti papali

Nel 1252 Papa Innocenzo IV autorizzò l'uso della tortura per estorcere "confessioni" di stregoneria da parte delle donne sospettate. Questo papa criminale alla sua morte fu sepolto nel Duomo di Napoli.

Successivamente, Alessandro IV diede all'Inquisizione ogni potere di torturare ed uccidere, in caso di stregoneria coinvolgente l'eresia.

5 Dicembre 1484: Papa Innocenzo VIII emette la bolla “Summis desiderantes affectibus” sulle streghe, che ordinava di inquisire sistematicamente, per scoprire torturare e giustiziare le streghe in tutta Europa.


LA SCELTA TRA LA MORTE E LA MORTE
Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura.

Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo.
Non sfuggiva nessuno.

Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra.

Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva!

In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, l'80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto.

La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.

Il Malleus Maleficorum stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture". Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione di almeno 70 papi, tutti in qualche modo compromessi con questi orrendi crimini.

LA STRATEGIA DEL TERRORISMO
IERI COME OGGI !
A cosa serviva il terrore? A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori). Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

Perché le donne costituivano il bersaglio preferito?
Perché si voleva eliminare il principio femminile.
Il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità minacciava il potere delle autorità (principio maschile).

Le donne si occupavano della salute, avevano grandissima conoscenza delle erbe medicinali (gli uomini imparavano da loro) e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano con saggezza le contese. Avevano un potere e una forza naturali, incarnavano la sovranità del principio femminile con i suoi valori di conservazione, protezione, aiuto reciproco, condivisione... trasmettevano forza alla popolazione.

L'OLOCAUSTO DELLE DONNE
Alcune personalità famose caddero vittime dell’Inquisizione.
La più nota è senza dubbio Giovanna d'Arco, la pastorella che assunse il comando dell'esercito, salvò la Francia dall'invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu però accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva. Ora però è canonizzata.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato.

Una donna simile veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un'abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l'accusa di stregoneria e quindi la morte.

Leonardo Da Vinci, ad esempio, per i suoi avveniristici studi sulla dissezione dei cadaveri fu definito “stregone e negromante” e quindi costretto ad allontanarsi da Firenze.

Questo è stato l'olocausto più grande della storia ai danni del mondo femminile, ma che essendo stato compiuto da apparati di Potere, quali in Vaticano e la Chiesa non viene ricordato ne onorato in nessun libro di storia, in nessuna trasmissione televisiva, in nessun giornale.

Pubblicato da Daniele Reale http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/09/la-caccia-alle-streghe-un-milione-di.html
http://altrarealta.blogspot.it/

9 aprile 2017

Ma perchè non scegliamo l'Amore? Eppure potremmo. Dovremmo!

domenica 9 aprile 2017


Foto(di)vagando
Mi guardo intorno e vedo guerra, dolore, divisione. Certo, tutto è perfetto, però è così difficile vederlo/percepirlo/viverlo a questo livello di vibrazione, così basso, così cupo, così lento.

Fatemi scegliere, anche sapendo che non si può, d'essere con i bambini che stanno morendo sotto quelle bombe in Siria, inutili, crudeli; soffocati dai gas di una follia inventata e pretestuosa che serve soltanto a giustificarsi agli occhi del mondo.

Metafora di un mondo terribile. Di un potere senza morale, senza etica, senza dignità.

I seguaci dell'oscurità, della competizione, della forza che domina coloro che pensano d'essere la "crema" … i padroni, mostrano i loro muscoli stupidi facendosi vanto dì un modello di esistenza che è solo immagine d'una sconfinata stupidità … di una totale sordità al canto del Cosmo e dell'Uno. 

Com'è difficile accettare le leggi del Karma di fronte alla cattiveria, alla stoltezza alla crudeltà. Eppure potremmo scegliere, possiamo sempre farlo ed è così triste che si percorra, invece, sempre la strada più nota … che è anche la più scura.

La guerra è stupida e non esiste ragione, non c'è giustificazione! È manifestazione umana, certamente, ma bassa, crudele, inutile! Ed anche chi è cosciente, pur sapendo che è parte integrante di un cammino, beh, sente dentro di sé, il rifiuto, la rabbia ed il dolore. 

Lasciatemelo dire, fra gli aguzzini e le vittime io scelgo le seconde, anche se scegliere è sempre una sciocchezza.

Rosa Bruno
 

28 marzo 2017

Osho: L'uomo libero




28/03/2017

 
Risultati immagini per L'uomo libero

"L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione." Osho