16 gennaio 2016

«Oh»

16 GENNAIO 2016

Prima di andare a dormire, spegni la luce, siediti sul letto, chiudi gli occhi ed esala profondamente dalla bocca emettendo il suono «oh». Il tuo stomaco rientra, mentre l'aria fuoriesce e tu continua a produrre il suono «oh». Ricorda: non dico «aum», dico semplicemente «oh». Diventerà aum automaticamente, non occorre che sia tu a produrre l'aum. In quel caso sarebbe falso. Limitati a creare il suono «oh».

Ti sentirai sempre più rilassato e il tuo sonno avrà una qualità diversa, assolutamente diversa. E solo trasformando il tuo sonno riuscirai a diventare più sveglio e consapevole. Ecco perché inizieremo trasformando il tuo sonno.

Quando avrai espirato completamente dalla bocca, sempre creando il suono «oh», sentirai che non hai più fiato, quando tutta l'aria è uscita, fermati per un istante. Non inalare, non espirare; fermati! In quell'attimo di sospensione sei il divino. In quella pausa non fai nulla, non respiri nemmeno. In quella pausa sei nell'oceano. Il tempo non è più, perché esso si muove con il respiro. È come se l'intera esistenza
si fosse fermata con te. In quella pausa puoi diventare consapevole della fonte più profonda del tuo essere e della tua energia. Quindi, fermati per un istante.

Poi riprendi ad inspirare dal naso. Ma non sforzarti. Ricorda: nell'espirazione devi sforzarti, ma non ti devi sforzare mentre inspiri. Lascia che sia il corpo ad inalare. Tu rilassa la tua presa e lascia che il corpo compia l'inspirazione. Non fare nulla.

L'esistenza respira da sola; scorre da sola lungo il suo corso. È un fiume: tu insisti a spingerlo inutilmente. Ti accorgerai che il corpo inspira da solo. Il tuo sforzo è inutile, il tuo ego non è necessario, tu non sei necessario. Diventa un semplice osservatore. Osserva semplicemente il corpo che inspira. E avvertirai un silenzio profondo.

Quando il corpo ha compiuto un'inspirazione completa, fermati per un istante. E di nuovo osserva. Questi due momenti sono totalmente diversi. Quando ti fermi dopo aver espirato completamente, quell'attimo di sospensione assomiglia alla morte. Quando ti fermi dopo aver inspirato totalmente, quell'attimo di sospensione è il punto culminante della vita. Ricorda, l'inalazione è l'equivalente della vita, l'esalazione corrisponde alla morte.

Sentilo! Percepisci entrambi i momenti. Per questo ti dico di fermarti due volte: dopo aver esalato e ancora dopo aver inalato; in questo modo potrai percepire sia la vita che la morte. Quando saprai che « questo » è vita, e « questo » è morte, le avrai trascese entrambe.

Il testimone non è né morte né vita. Il testimone non è mai nato e non muore mai. Solo il corpo, il meccanismo, muore. Tu sei diventato « il terzo ».

Fai questa meditazione per venti minuti e poi abbandonati al sonno.


 Osho

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