domenica 31 gennaio 2021

Quanto manca alla fine degli Stati–Nazione? Primo e secondo giorno a Davos



Redazione di LarouchePac

L’agenda di Davos, primo giorno: il leviatano si mostra

Il primo giorno della Conferenza di Davos del World Economic Forum del 2021 ha presentato una lista spaventosa di obiettivi oligarchici volti a sradicare le sovranità nazionali e a rimodellare il mondo.

Quest’anno l’Agenda Davos si terrà online: sarà infatti una conferenza “virtuale”. Tutto sarà disponibile sul sito del WEF.

Nel primo giorno di questa conferenza (che durerà una settimana), sono stati presentati numerosi temi fondamentali e, tra questi:

  1. Una dittatura premurosa e gentile
  2. Un addio agli Stati-Nazione
  3. La Cina si riappacifica con l’Impero
  4. Malthusianesimo globale
  5. Sfruttamento del Covid per rimodellare la cultura umanità

1. Lo facciamo per l’umanità

Per la Conferenza, il WEF ha preparato un video-musical, postandolo con il titolo: “See Me: A Global Concert” che “… riunisce performance e cori da tutto il mondo, in questo tempo della pandemia”.

Mentre si alternano sullo schermo immagini di caldi tramonti, di uccelli che volano e di onde che s’infrangono sulla spiaggia, Yo-Yo suona Bach, seguito da orchestre e cori di giovani che si esibiscono a Pechino, Drakensberg, Firenze, Kabul, Filadelfia, San Paolo e Vienna, eseguendo la Pastorale di Beethoven.

Questo spettacolo viene descritto come “… un insieme di centinaia di voci che celebrano il nostro bellissimo pianeta”.

Non abbiate paura, l’oligarchia globale difenderà e salverà la nostra Madre Terra da ogni pericolo.

In un video speciale, “Stakeholder Capitalism: Building the Future”, il Presidente Esecutivo del WEF, Klaus Schwab, ha ribadito che stiamo attraversando un momento ricco di opportunità, ideale per un cambiamento globale della civiltà, tale da permettere la fondazione di una nuova società basata sui valori degli investitori.

Come parte di tutto questo, i governi e le multinazionali dovranno operare seguendo i criteri ESG (Environmental, Social and Governance).

Il pianeta sarà salvato dalla distruzione umana. Le società saranno più democratiche e libere dal razzismo e dalla misoginia, con i vecchi valori che saranno spazzati via.

Un altro video, “What is the Great Reset?”, si riferisce direttamente alle “teorie della cospirazione”, che vedono in quest’iniziativa un complotto ordito dagli oligarchi per dominare il mondo.

Una voce calma e pacata sopisce queste preoccupazioni e rassicura gli spettatori che il Grande Reset è soltanto il contributo di menti illuminate e visionarie che, da tutto il mondo, si sono unite per creare un mondo migliore.

2. Fine della sovranità nazionale

Nel suo discorso, il Segretario Generale dell’ONU, Antònio Guterres, ha rigettato apertamente il ruolo sovrano dei governi nazionali.

Ha detto che “… un nuovo contratto sociale è necessario per far sì che le persone vivano con dignità” e che “un Nuovo Contratto tra governi, persone, società civile, attività economiche e altre realtà deve integrare la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo sostenibile e la protezione sociale. Inoltre, deve fondarsi su uguaglianza e pari opportunità”.

Insomma, un “New Global Deal”, un nuovo modello per l’amministrazione globale.

Governi locali, organizzazioni non governative e multinazionali avranno un identico status nel sistema globale, laddove la nuova agenda potrà essere realizzata.

La forza trainante che produrrà questi mutamenti è il cambiamento climatico.

Antonio Guterres ha affermato che “… l’umanità ha dichiarato guerra alla natura. Ed è un suicidio. La natura si vendica sempre — e lo sta già facendo con una forza sempre maggiore”.

Per poi aggiungere: “Penso che il cambiamento climatico sia il peggior rischio sistemico che ci aspetta in un prossimo futuro e, penso, che stiamo perdendo la sfida. C’è un paradosso: la realtà è peggiore di quella predetta dagli scienziati; tutti gli indicatori ce lo stanno mostrando”.

Non solo: “Ogni paese, città, istituto finanziario e compagnia deve adottare piani credibili, sostenuti da obiettivi intermedi, per passare alla situazione di ‘zero emissioni’ entro il 2050, agendo fin d’ora con decisione per porsi sulla via giusta”.

In aggiunta alle osservazioni di Guterres, altri commentatori hanno detto chiaramente che il “nazionalismo” e gli altri tentativi per affermare la sovranità nazionale siano ostacoli che devono essere superati.

3. Il nuovo paradigma

Con il suo discorso, Xi Jinping ha attaccato duramente le politiche di Trump (senza mai menzionarlo) e ha supportato il concetto di “multilateralismo”.

Ha affermato che:

“… multilateralismo significa consultarsi negli affari internazionali. Il futuro del mondo sarà deciso da tutti quelli disposti a lavorare insieme.

Chiudersi in sé stessi o iniziare una nuova Guerra Fredda, minacciare o intimidire gli altri, discriminare, danneggiare le catene di approvvigionamento o imporre sanzioni, isolare o creare disordine … spingerà il mondo verso divisioni ancora maggiori e addirittura conflitti”.

Per poi aggiungere:

“L’autorità e l’efficacia delle istituzioni multilaterali dovrebbero essere protette.

Le relazioni bilaterali dovrebbero essere coordinate e regolate attraverso regolamenti e istituzioni adeguate.

Il forte non dovrebbe schiacciare il debole. Le decisioni non dovrebbero essere prese semplicemente mostrando i muscoli.

Il multilateralismo non dovrebbe essere usato come pretesto per azioni unilaterali. Il multilateralismo selettivo non dovrebbe essere un’opzione.

È necessario dare un ruolo centrale all’OMS per costruire una ‘comunità sanitaria globale’ per tutti.

Dobbiamo seguire politiche che mettano al centro le persone e i fatti, cercando di formulare regole per creare un’amministrazione globale digitale.

Dobbiamo rispettare gli Accordi di Parigi sul Cambiamento Climatico e promuovere lo ‘sviluppo verde’.

Nessuno ha interesse a usare la pandemia per ribaltare la globalizzazione e promuovere isolamento e solitudine.

Ho annunciato che l’obiettivo della Cina è quello di raggiungere il picco di emissioni di diossido di carbonio prima del 2030, per poi eliminarle completamente prima del 2060. Questi obiettivi richiederanno uno sforzo titanico.

Crediamo che, quando gli interessi dell’intera umanità sono a rischio, la Cina debba fare un passo avanti, agire e fare il proprio dovere.

La Cina sta delineando dei piani d’azione e sta adottando misure specifiche per assicurarsi di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Stiamo compiendo azioni concrete per sostenere la multilateralità e per contribuire a proteggere la nostra casa comune, favorendo uno sviluppo sostenibile per l’umanità”.

4. Selezionare il gregge

Quasi tutti i discorsi di oggi hanno definito il Cambiamento Climatico come la più grande crisi mai affrontata dall’umanità.

È stato sottolineato più e più volte che nessuna nazione potrà mai interferire in questioni globali per “salvare il pianeta”. 

Alcuni dei dibattiti sono stati incentrati su problematiche relative alle emissioni di carbonio, mentre altri hanno indicato le difficoltà legate allo “sviluppo sostenibile”.

Nel corso della discussione il Sig. Hakkon, Principe di Norvegia, ha dichiarato: “Supporto pienamente gli obiettivi dello Sviluppo Sostenibile. È un piano d’azione che porterà la comunità globale esattamente dove vuole andare”.

5. Benvenuti nei “centri di rieducazione”

È stato rimarcato il potenziale della crisi innescata dalla pandemia per rimodellare la civiltà.

Uno dei “gruppi di discussione” si è occupato dell’argomento “Immaginare una nuova educazione — una chiamata all’azione”.

Henrietta H. Fore, Direttrice Esecutiva dell’UNICEF ha fatto un appello per un reset digitale della diversità di genere” per conto del “Gender Equality Forum”.

Un altro gruppo ha parlato della necessità di “Accelerare la giustizia razziale sul posto di lavoro”, e un altro ancora “… dell’’impatto della diffusione del Covid-19 sulla salute mentale”.

La pandemia è stata analizzata anche in vista di possibili cambiamenti delle politiche economiche.

Un altro gruppo ha chiesto: “Nuovi provvedimenti per una crescita inclusiva e sostenibile: quali politiche, incentivi e nuove disposizioni sono necessari perché le economie si muovano verso una maggiore inclusività, sostenibilità e resilienza?”.

Davos – Giorno 2: l’Europa come guida verso il fascismo

Le intenzioni del Nuovo Ordine Imperiale sono diventate più chiare durante la seconda giornata della Conferenza.

Tuttavia, una serie di “ospiti speciali” — fra i quali Cyril Ramaphosa (Sudafrica), Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione Europea), Angela Merkel ed Emmanuel Macron — ha tenuto discorsi individuali ma, eccezion fatta per la von der Leyen, è stata tutta superficiale apparenza.

La Merkel e Macron hanno mostrato pateticamente la loro cieca obbedienza al Nuovo Ordine Imperiale, dichiarando la loro lealtà a quest’agenda incentrata sul multilateralismo, su “zero emissioni” e sull’opposizione al “nazionalismo economico”.

La von der Leyen ha detto sostanzialmente le stesse cose della Merkel e di Macron ma, rivestendo una posizione gerarchicamente superiore, ha parlato con maggior autorità.

Ha dichiarato che le evidenze scientifiche mostrano un palese collegamento tra “minaccia alla biodiversità” e “pandemie”: “Dobbiamo imparare da questa crisi. Dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere e di fare affari per essere in grado di conservare ciò a cui diamo valore e tenercelo stretto”.

Ha inoltre detto “… sono molto contenta che gli Stati Uniti siano rientrati negli Accordi di Parigi” per poi concludere che “… i social-media stanno sgretolando il tessuto sociale. C’è bisogno di una regolamentazione più severa”.

Ma sono state le discussioni dell’apposito “Comitato” il vero fulcro della giornata.

Essenzialmente, è stato discusso un piano per obbligare ogni nazione e ogni settore produttivo (industria, agricoltura, estrazione, ecc.) a sottomettersi alla nuova Agenda Green.

Ecco una lista, seppur incompleta, dei partecipanti: FMI, BlackRock, Bank of America, People’s Bank of China, Financial Times di Londra, Banco Santander, Unilever, Axa SA, UBS AG, Salesforce, Bloomberg, Carlyle Group, Barclays, Banca Centrale Francese, JP Morgan ecc.

Erano per la maggiore parte europei, con il supporto della Cina, di Silicon Valley e di Wall Street.

Anna Botin, Presidente Esecutivo del Banco Santander, ha dichiarato che “l’Europa farà da guida”.

Ha quindi parlato dell’emissione di debito comune della UE — i 750 miliardi dell’European Reconstruction Fund — come esempio della sua risolutezza.

Ha asserito che le due priorità dell’Europa saranno la “digitalizzazione della moneta” e la “transazione energetica” nel segno dell’eliminazione del carbonio.

Yi Gong della Banca Centrale Cinese ha proclamato che il suo Paese si dedicherà a costruire un modello economico basato sui consumatori che, presto, costituirà la maggior parte dei suoi investimenti. 

Ha annunciato che, a causa del “rischio imminente” del Cambiamento Climatico, la Cina imporrà “standard finanziari Green”, emetterà Green Bond e Carbon Futures.

Inoltre, obbligherà tutte le attività ad adottare requisiti di trasparenza nelle emissioni di CO2 e collaborerà con le altre nazioni alla Green Finance.

Buona parte del tempo è stato utilizzato per discutere i provvedimenti volti a forzare il settore privato (manifattura, estrazione, trasporti e agricoltura) a seguire l’Agenda Green.

Un intero “gruppo di discussione” è stato dedicato a: “In che modo Blockchain può aiutare il compartimento estrattivo e l’industria metallurgica a tracciare e a ridurre le emissioni”.

Inoltre, è stato rilasciato un rapporto speciale: “Net-Zero Challenge: le opportunità della catena di approvvigionamento”.

È stato dichiarato che otto catene d’approvvigionamento (cibo, costruzioni, moda, beni di largo consumo, prodotti elettronici, settore auto, settore terziario e settore commerciale) rappresentino più della metà delle emissioni di gas serra e che sia indispensabile un’azione collettiva per “decarbonizzare le catene di approvvigionamento”.

E’ stato anche dichiarato che:

“Devono essere introdotti dei Registri per tracciare le emissioni nella catena del valore.

Chiamata COT, Carbon Tracing Platform, questa piattaforma è una creazione del World Economic Forum’s Mining e della Metals Blockchain Initiative.

Dev’essere implementata per accelerare una soluzione industriale volta al raggiungimento di una maggiore chiarezza nella catena dell’approvvigionamento globale e per avere una regolamentazione sociale e dell’amministrazione aziendale (ESG)”.

E quindi: “Le compagnie dovrebbero stabilire obiettivi scientifici, consistenti nel limitare l’aumento delle temperature globali medie a 1.5 °C e a raggiungere zero emissioni prima del 2050”.

Fondamentalmente, l’obiettivo è obbligare ogni compartimento economico a sottomettersi.

Tutte le riforme finanziarie saranno guidate da questa Agenda Green.

Gli stimoli economici continueranno per un po’ (Rhoula Khalaf del Financial Times li chiama “Magic Money Tree”), ma ci saranno sempre più opportunità e strumenti finanziari finanziari che verranno creati grazie alla transizione alla Green Economy.

Jes Staley, Amministratore Delegato della Barclays, ha affermato:

“La risposta fiscale alla pandemia Covid-19 è stata senza precedenti. L’immissione di un’enorme liquidità ha permesso ai mercati finanziari di attraversare la crisi e la resilienza finanziaria si è dimostrata notevole, visto il raggio d’influenza della pandemia”.

Per poi concludere:

Mentre le politiche economiche stanno passando dalla fase assistenzialista a quella di stimolo, i governi hanno un’opportunità unica per influenzare il progresso economico attraverso innovazioni di larga scala e strategie di investimento”.

https://www.mittdolcino.com/2021/01/31/quanto-manca-alla-fine-degli-stati-nazione-primo-e-secondo-giorno-a-davos/ 

 

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