20 febbraio 2016

Dare amore: un nuovo inizio

20 FEBBRAIO 2016





Si deve imparare ad amare di più. Voi tutti volete essere amati: questo è un inizio errato. È qualcosa che ha avuto inizio nell’infanzia... i bambini piccoli non possono parlare, non possono agire, non possono dare: possono solo ricevere. L’esperienza d’amore di un bambino consiste soltanto nel ricevere amore – dalla mamma, dal papà, dai fratelli, dalle sorelle, dai parenti, dagli ospiti, dagli estranei –, il bimbo riceve continuamente amore da chiunque.

Quindi, la prima esperienza che penetra e si stabilizza nel suo inconscio è questa: egli deve ricevere amore. I guai nascono perché ogni essere umano è stato un bambino e ogni bambino ha bisogno di ricevere amore: nessun essere umano ha mai iniziato la propria vita in un altro modo. Pertanto, ogni essere umano chiede e pretende:
 “Dammi amore”, ma non trova nessuno che glielo possa dare, perché tutti hanno iniziato la loro vita nello stesso modo!

Quindi dovete stare attenti e diventare consapevoli, così che quella situazione – verificatasi all’inizio della vostra vita – non diventi lo stato prevalente e costante della vostra mente.
Anziché chiedere: “Dammi amore”, comincia ad amare. Dimentica il desiderio di “ricevere amore”, dona semplicemente amore... e ti garantisco che riceverai in cambio moltissimo amore. 

Ma non dovrai pensare al desiderio di “ricevere amore”; non dovrai stare attento – neppure indirettamente, di straforo – per vedere se stai ricevendo amore, oppure no: basterebbe questo guardare con la coda dell’occhio per disturbarti. Donare amore è sufficiente; infatti, amare è bellissimo, ricevere amore non è altrettanto bello. Questo è uno dei segreti.

Amare è l’esperienza davvero più bella: ti fa sentire un imperatore. Essere amato è un’esperienza minima, ed è l’esperienza del mendicante. Non essere un mendicante! Perlomeno in amore, sii un imperatore; perché ciò implica una qualità inestinguibile, presente dentro di te: puoi continuare a dare quanto vuoi. Non ti devi preoccupare che l’amore si possa esaurire, non pensare che un giorno ti ritroverai a dire: “Dio mio, non ho più amore da dare a nessuno!”.

L’amore non è una quantità, è una qualità, ed è una qualità di tipo particolare: cresce quando la si dona, e muore se la si trattiene; se sei avaro nel dare amore, in te l’amore muore. Sii un vero scialacquatore! E non

preoccuparti mai... non chiederti: “A chi darò il mio amore?”. Questa è l’idea di una mente avara: “Darò il mio amore solo a chi ha particolari qualità”.

Non ti rendi conto che hai tantissimo da donare... sei come una nuvola carica di pioggia. La nube non si cura di scaricare la pioggia qui piuttosto che là, la scarica ovunque: sulle rocce, sui giardini, nell’oceano. Vuole soltanto scaricarsi: dopo aver scaricato il proprio peso, si sentirà libera!
Quindi il primo segreto è questo: non chiedere amore e non aspettare l’amore, pensando che amerai quando qualcuno te lo chiederà. Donalo!

Da’ il tuo amore a chiunque, anche a un estraneo. Il problema non è che tu debba dare qualcosa di estremamente prezioso: tendi semplicemente la tua mano in modo amichevole, con la predisposizione ad aiutare, è sufficiente. Tutto ciò che fai, nelle ventiquattr’ore, devi farlo con amore; allora il dolore che avverti nel cuore scomparirà. E poiché sarai tanto amorevole, molta gente ti amerà. È una legge di natura: si riceve ciò che si dà. Di fatto, si riceve molto più di quanto si dà.

Impara a dare e troverai che tantissime persone – gente che non ti aveva mai guardato prima e non si era mai occupata di te – diventeranno amorevoli nei tuoi confronti.
Il problema è che tu hai un cuore pieno d’amore, ma sei stato avaro e l’amore è diventato un peso nel tuo cuore: invece di lasciar sbocciare il tuo cuore, l’hai trattenuto; pertanto, quando vivi un momento in amore, quel peso scompare. Ma perché solo per un momento? Perché non farlo accadere in ogni momento? E non parlo solo di esseri viventi: puoi perfino toccare una sedia con mano amorevole. Amare dipende da te, non dall’oggetto del tuo amore.

In questo modo ti ritroverai in un profondo rilassamento, scomparirà il tuo sé – quello è il peso – e ti dissolverai nel Tutto. Il tuo è di certo un disagio, nel senso letterale del termine: dis-agio. Non è una malattia, quindi nessun medico può aiutarti; è semplicemente una tensione nel tuo cuore, che vuole dare molto di più.

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