28 gennaio 2015

Breve storia di tutto









di Matteo Tassinari
A differenza dell'Inghilterra, dove i giovani iniziarono a identificarsi con gruppi di riferimento dai codici e stili propri, ma privi di una visione politica, in America tutto si muoveva in sintonia con la scoperta delle religioni orientali, viste come alternativa politica al modello occidentale. Cominciò tutto con l’impegno politico vero nel rifiuto della guerra in Vietnam, questa era la causa principale che animava migliaia di giovani non solo in America ma in tutto il mondo.

Nel 1965 il regista Premio Oscar David Miller, bruciò per protesta la sua cartolina di richiamo alle armi, gesto simbolico che da quel giorno fu ripetuto migliaia di volte da altrettanti giovani fino a farlo diventare un atto dovuto per chi voleva cambiare il mondo con un piccolo ma reale gesto e personale che coinvolgesse milioni di giovani per dare un segnale di movimento, di voglia di cambiare musica. Il segnale venne dato, ma non fu ascoltato. Addirittura in grandi falò pubblici organizzati vennero ripetuti in vari punti degli Stati Uniti, di pari passo con il rifiuto dello stile di vita di una società che agli occhi dei giovani non produceva altro che inquinamento, distruzione, perbenismo, silenzio, morte.
New  Lelt
Amer ica

Attraverso il Movimento pacifista giovanile, nel quale un'anima antimilitarista conviveva a fianco di settori più decisi, all'erta per la guerriglia urbana. La protesta entrò nella più tradizionale arena politica dando spazio agli intellettuali della New Lelt, ma pagando più tardi un dazio salatissimo. Un clima sociale surriscaldato spinse gruppi come i Doors, Jefferson Airplane, Country Joe & The Fish, oltre l'utopia, l'avanguardia della svolta politica a ritmo di musica, mutando il linguaggio, il vestire, il vedere la vita e l'incontrarla.
L'onda poi
non è arrivata
In clima surriscaldato spinse numerosi gruppi di artisti, dalla pittura alla Graffit-Wall, dalla musica alla letteratura, dalla poesia alle manifestazioni creative., il mondo pare muoversi sotto i propri piedi. Penso che nessuna gioventù su questo mondo non abbia vissuto un momento così alto e insicuro, come ambiguo e perverso. Le prime band musicali a cavalcare l’onda della protesta a San Francisco, furono i Doors, Jefferson Airplane con la formazione fissa del Matrix del 1965, Country Joe, The Fish, Bob Dylan e Leonard Cohen nella maniera più anarchica possibile, con molte attenzioni a non mettere i piedi troppo nella furiosa lotta. Sull'onda del Movimento californiano in tutti gli Stati Uniti si moltiplicarono le manifestazioni in tutto lo stato e poi in tutto il mondo. "Esterina, i ventanni ti minacciano, grigiorosea nube, che a poco a poco in sé ti chiude. Ciò intendi e non paventi". (Eugenio Montale). La dolce lisergia di una ballata che ti fotte e ti fa male, ti può andare bene una volta, ma arriva quella che può essere fatale e non è terrorismo, è la verità da me stesso sperimentata. Voglio che qualcuno salti su e mi dia torio, se ci riesce! Ho perso troppi amici e amiche in questi pastrocchi chimici e molti non sono tornati più indietro per eccesso di volare. Qui sotto, l'Iguanone.

Quietismo
Hippies
Negli anni tra il 1965 e il 1967, si sviluppò il più grande movimento giovanile di massa che la storia avesse mai visto, movimento che legava sotto i simboli dei Movimenti Hippies, dei poeti della Beat generation e dei musicisti di quell’area culturale. In quel momento, il quietismo degli hippies è all'improvviso soppiantato dalla volontà rivoluzionaria degli yippies. Inziano scontri a san Francisco, Tim Leary vuole riempire di Lsd l'acquedotto di Los Angeles, I Jefferson che creano, forse anche senza volerlo, un movimento di allucinati che si sbrandellano il cervello con potenti misture lisergiche.



Un loominaccioso
Un’intera generazione che pretendeva un mondo diverso, per arrivare al punk. Un po’ misero come risultato, fatto che fino a quel momento le nuove mode musicali non avevano intaccato il fondamentale meccanismo del consumismo. Avevano casomai sostituito vecchi meccanismi con dei nuovi. I giovani avevano scoperto una propria zona esclusiva in cui coltivare stili di vita, abbigliamento, tempo libero, divertimento, ma sempre all'interno di un ben radicato meccanismo di consumo. Per la prima volta, invece, gli hippies mettono in discussione la logica stessa del consumismo. Il look "straccione", diventato poi fatua espressione di moda, era all'inizio il segno di una minacciosa rivolta contro i valori della società capitalista. La povertà, la semplicità, la vita fuori dalle metropoli, o addirittura la vita in comune, ispirata a una sorta di primitivo e radicale socialismo, erano una lacerante ferita inferta all'America dell'espansione imperialista. La potenza di questo messaggio fu amplificata dal fatto che, come mai era successo prima, analoghi desideri circolavano più o meno in tutto il mondo, in una nuova sintonia che superava distinzioni geografiche e culturali.
Il dio azteco Xochipilli, Principe dei fiori.
Divenne l'ispiratore degli hippies
di tutto il mondo

E il Movimento?
di protesta non era solo hippismo. C'era un'altra anima, importantissima quanto profonda, anzi spesso decisiva, nei momenti più intensi della rivolta. A Berkeley si sviluppò l'ala "politica" del movimento, dapprima con il Free Speech Movement, che adottò la tattica della disobbedienza civile per lottare contro i metodi d'istruzione delle scuole e delle università, contro l'asservimento delle stesse università all'industria militare e, soprattutto, contro la guerra in Vietnam, predicando una "lotta politica emotiva", fantasia poetica e fratellanza. Esibivano il loro stile di vita alternativo, per molti versi simile a quello degli hippies, nella quotidianità della vita urbana, con l'intenzione di fare della propria esistenza personale una testimonianza politica. L'obiettivo era quello di porre l'intera America "in acido", ovvero deridere la società, per così dire, "normale" con surreali dimostrazioni pubbliche (famosa la distribuzione gratuita di denaro nella Borsa di New York) con lo scopo d'innescare una vera e propria rivoluzione permanente. Jerry Rubin fu l'elemento di spicco del movimento "politico" californiano, l'organizzatore del Vietnam Day Committee, guida del movimento.










Cervelli      soffiati
Come     cantava Jim Morrison: “Vogliamo il mondo” e lo volevano veramente. E subito! Da qui si possono notare le sfasature chiare dovute all’assunzione soprattutto di effetto droghe allucinogene, che sul momento dell’azione ti porta sulle ali di Icaro, ma quando l’effetto finisce la fatica è trovare un aeroporto aperto con la pista d’atterraggio sicura e illuminata, in quanto l'atterraggio poteva avvenire anche di notte. Vorrei sapere a quanta gente l'Lsd ha soffiato i cervelli, sicuramente migliaia!
Avendole fatte   
tutte le    droghe
in circolazione posso dare un giudizio certo, Lsd è tra le droghe più devastanti della terra. E' un dolore inspiegabile, metafisico, perché quel che vedi e senti, lo vedi e lo senti solo te e questo scombussola la psiche di chiunque. Un'autentica bomba ad orologeria, può andar bene, come può andar male e cadere in stati di paranoia più o meno potenti. 
Giovani     alchimisti
e le        droghe

Sul mercato illegale, l'Lsd era estremamente economico e la diffusione fra i giovani fu dilagante e veloce, come le droghe di sintesi oggi e le discoteche che contengono sballi e cervelli fusi. Da considerare che lo sballo garantito dal "trip" è molto lungo quindi con poche lire eri fuori tutto il giorno, ma i danni che ha creato l'Lsd chi potrà stabilirli? Per questo viene chiamata la droga dei poveri e spesso sono gli adolescenti a consumarla. Intanto il Movimento procedeva a passi da gigante, spinto e sospinto non solo perché i giovani conobbero la droga, ma perché gli stessi giovani implicavano motivazioni più che oneste e sincere alle loro lotta, senza interessarsi di quei periodi e problemi causati da queste sostanze spesso alterate da altre sostanze: il crack è sempre all'erta. Ma erano esausti della cosiddetta cultura conservatrice, tant’è che i giovani che si misero alla ricerca di altre culture o religioni, divenne un fenomeno e spesso con conseguenze anche drammatiche.
Salvador Dalì
Produsse influssi molto
penetranti in tutto il mondo giovanile e nella musica pop rock di ogni latitudine compresi i lembi estremi della periferia dell’ “impero” come l'Italia, dove il messaggio arrivò già trasformato in moda, spesso superficiale o banale, ma anche amorfo come gli anni '80, dove le spalline delle giacche che sembravano divise da generale di guerra con spalle larghe e rinforzi. Il risultato? La mia generazione ha perso, per dirla con Gaber. E' proprio vero: la giovinezza non è un’età felice, mi disse una ragazza di 20 anni. Certo, è così, peccato che dopo sia peggio. 
 

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