4 giugno 2013

Swami Anand Videha




Questo libro vuole essere una "farmacia per l'anima"
e offre un'ampia gamma di tecniche in grado di
aiutare un sano riequilibrarsi, intervenendo prontamente
là dove si presenta un sintomo di disagio.
Per un miglior utilizzo di questi metodi è bene ricordare
che ciascuno di noi vive di fatto in quattro
dimensioni, ciò è parte della nostra complessità.
Ignorarlo genera e alimenta il caos esistenziale nel
quale facilmente ci veniamo a trovare. Purtroppo
non è possibile mutare quello stato di cose, anche se
alla radice del nostro comune comportamento è
quello lo sforzo che ci accomuna, mascherato e giustificato
dalla frenesia e dal tanto arrabattarci: negare
parti di noi, limitandone la portata o focalizzando
priorità che non lasciano il tempo per vedere alcuni
aspetti del nostro essere; che dire del prestare loro
attenzione, del coltivarli, dell'evolverli?
 Quando si parla di coltivare il proprio essere, a
stento si pensa alla mente. E per benessere si pensa
sempre alla cura del corpo. La sfera dei sentimenti si
riduce poi alle emozioni, e magari a quelle primarie,
semplicemente perché insorgono incuranti di qualsiasi
schema razionale e travolgono, come tempeste
emotive che lasciano squassati e privi di forze.
 Uno sguardo disincantato a ciò che ci accade renderebbe
consapevoli che abbiamo bisogno di cure
o meglio, che abbiamo bisogno di prenderci cura di
noi stessi - e il primo rimedio, il più semplice, dovrebbe
proprio essere quello di staccare la spina:
fermarsi un attimo, smettere di inseguire bisogni,
speranze, aspirazioni, sogni e tornare a vivere. O
meglio, sentirsi vivere. Essere semplicemente, al di
là di qualsiasi pretesa, di qualsiasi proiezione, di
qualsiasi aggettivo.
È fondamentale andare al di là di Cartesio, e farlo
in modo radicale: sentire di essere, e dunque essere!
Ecco il cambiamento di paradigma che lo spirito del
nostro tempo sollecita: passare dal pensare al sentire.
 Non è facile, ma diventa sempre più vitale iniziare
a farlo. Lo stato di cose del mondo sembra spingere
in questa direzione: perché frenare questa mutazione,
perché arrivarci come naufraghi? Perché
lasciarla come ultima spiaggia? È così forte il bisogno
di appartenere? A tal punto ci frena l'istinto di
sopravvivenza? Fino a che punto arriveremo a negare
noi stessi, a tradire la nostra essenza più intima?
E cosa se ne ricaverà?
 Se hai in mano questo libro, significa che l'idea di
aver bisogno di un rimedio, di un medicamento, da
qualche parte ti ha toccato. È un primo passo fondamentale.
Adesso è consigliabile farlo seguire da una
seconda comprensione: il medico a cui affidarti sei
tu stesso. Solo tu puoi diagnosticare il tuo male, scegliere
la cura che ritieni più adatta, applicarla e poi,
paradossalmente, prendere coscienza dell'avvenuta
guarigione e lasciar andare la medicina, allorché
non è più necessaria.
 Per essere un buon medico di te stesso devi quindi
fare alcune cose. La prima è imparare a sentire ciò
di cui hai veramente bisogno. Per farlo, devi prenderti
il tempo, nell'arco della giornata, per stare con
te stesso.
 All'inizio non sarà facile. Noi viviamo attraverso
gli altri e, cosa ancor più grave, non amiamo stare
soli con noi stessi: ci annoiamo, oppure abbiamo
paura di veder esplodere qualcosa di mostruoso; è il
frutto paradossale di tutto ciò che abbiamo rimosso,
pur di non stare soli. Ci siamo negati, ci siamo fatti
andare bene cose che non ci andavano affatto bene;
solo per essere conformi alla norma, per apparire,
per appartenere, per non stare fuori dal coro: adesso
siamo stranieri a noi stessi. Il risultato è un vulcano
che ribolle, pronto a eruttare in qualsiasi momento,
che a stento riusciamo a governare.
 Ecco perché sarebbe bene, all'inizio, utilizzare le
Meditazioni Attive ideate da Osho espressamente
per l'uomo moderno, a suo dire "il tipo di uomo più
artificiale che sia mai esistito sulla Terra". Si tratta di
tecniche che aiutano a sentire il proprio essere in
quanto pura e semplice energia vitale, partendo dal-
l'espressione e, in alcuni casi, da una vera e propria
catarsi. Dato che sono un fondamento, le abbiamo
presentate in un capitolo a sé, alla fine del libro.

 La loro efficacia è perlopiù immediata: nel giro di
poche settimane, scegliendo uno di questi metodi e
dedicandogli con costanza un'ora al giorno, ci si
sentirà meno prigionieri di schemi e modelli mentali,
meno rigidi e più sciolti nei movimenti, e la lucidità
conseguente permetterà di affrontare meglio gli
aspetti di noi che richiedono attenzione e cure. A
quel punto, sarà più facile avvicinarsi a questo manuale
di rimedi per l'anima, utilizzandolo al meglio.
 Per familiarizzare con il processo di comprensione
che Osho suggerisce, una vera e propria visione globale,
è bene leggerlo una prima volta da cima a fondo,
ricordando che questi contenuti non si esauriscono
con la semplice lettura. Si proceda quindi, capitolo
dopo capitolo, avendo l'accortezza di "ascoltare" ciò
che si legge, lasciando che risuoni dentro di noi e, soprattutto,
fermandosi là dove qualcosa echeggia e
solletica, stimola, invita a sperimentare.
 Infatti, non si deve dimenticare che questa è un'opera
esperienziale, impossibile da gustare solo leggendola;
anzi, è sconsigliabile farlo. Pertanto, se si
ha la curiosità o la percezione che uno dei disagi
analizzati corrisponde a uno dei nostri malesseri, il
consiglio è di passare alla pratica; senza aspettare di
arrivare all'ultima pagina.
 Un altro percorso lineare "ridotto" prevede di
partire sempre dalla lettura, ma solo dei singoli cappelli
introduttivi: infatti, consapevoli del profondo
analfabetismo che accompagna l'immensa cultura
di ciò che siamo, cultura oggi accessibile a tutti, si è
voluto premettere alla parte pratica un'introduzione
a ciascuna sezione. Leggerla aiuterà a familiarizzare
meglio con i tanti aspetti e con le diverse dimensioni
che danno sostanza alla nostra esistenza.
 Non è un approccio da sottovalutare: molti dei problemi
che ci assillano sono infatti dovuti a un'errata messa a fuoco
di ciò che si è, ma soprattutto alla pretesa innata, e socialmente
richiesta, di essere ciò che non si è. Osho, un essere che è giunto
a mettere solide radici nell'esistenza, è in grado di scrutare gli
angoli più oscuri e nascosti della natura umana, con un distacco
che permette di vedere al di là dei grovigli. Ne consegue una messa
a fuoco di per sé salutare, sia perché alimenta il seme della nostra
consapevolezza sia perché aiuta ad accettare ciò che si è in
essenza, liberi da qualsiasi compromesso, portando
così a una comprensione e a un'espansione di ciò
che è il nostro vero destino. I singoli "farmaci", cioè
i metodi specifici consigliati, aiuteranno poi a rendere
attuale il processo di guarigione: al termine di
quella lettura complessiva, si potrà tornare indietro
e approfondire i capitoli che toccano qualche punto
debole, qualche nervo scoperto, qualche disagio,
sperimentando il metodo corrispondente.
 Se però abbiamo un sintomo evidente, la via più
semplice per verificare se esiste un rimedio utile, da
applicare nell'immediato, sarà quello più ovvio: si
può scorrere l'indice e lasciarsi trasportare verso la
sezione che più attira l'attenzione. Meglio ancora, si
può scorrere l'elenco dei metodi suggeriti e andare a
colpo sicuro su quello che si sente adatto al nostro caso.
Sarà la sperimentazione a confermare questo processo
intuitivo, rafforzandolo negli utilizzi successivi.

 In questo caso, un po' di costanza è fondamentale; anche se ci sono
metodi efficaci proprio perché spontanei e immediati, è bene tener
presente che una vita fondata su ritmi e abitudini inconsapevoli
non si cura con pochi istanti di consapevolezza. Occorre essere pazienti
con se stessi e dare quanto più spazio possibile al processo che porta al
risveglio della propria anima, e al suo radicarsi nell'esistenza. Un altro
approccio, altrettanto efficace, si basa sempre sull'introspezione: si provi
a dialogare con se stessi, mettendo a fuoco ciò che stiamo vivendo, ciò che ci
assilla o ci disturba, e solo a quel punto si vada a scorrere l'indice con
quell'interrogativo ben chiaro in mente. Anche in questo caso, partendo
dall'indice, sarà facile associare la propria situazione a ciò che Osho
consiglia, scegliendo la tecnica più adatta nel capitolo in cui viene messa
a fuoco quella specifica problematica. Per quanto è stato possibile, nella
creazione di questo manuale, si è cercato di toccare tutte le diverse prospettive
e tutte le dimensioni in cui la vita umana si dispiega. Se non in modo esaustivo,
di certo sarà possibile ritrovarsi riflessi in qualcuna delle sezioni che lo
compongono, e soprattutto trovare elementi grazie ai quali riflettere
sul proprio stato dell'essere. Spetterà, come sempre, a ciascuno completare
il quadro e dare vita a una percezione globale del proprio essere.
 In questo che può diventare un vero e proprio
percorso di vita è fondamentale una cosa: non si deve
mai scordare che si tratta di un gioco. Per quanto
ci si senta abbattuti, sconfortati o preda di sofferenze
insanabili, è bene ricordare che tutte le malattie del-
l'anima hanno una particolarità: essendo frutto di inconsapevolezza,
sono guaribili semplicemente alimentando
la fiamma della propria consapevolezza.

 Malgrado tutto, disagi, sofferenze psicologiche, somatizzazioni,
dolori e vizi sono semplici segnali che non è il caso di ingigantire:
è in questo modo che il corpo, la mente, la psiche e l'essere ci ricordano
quando è tempo di tornare a casa, prendendo coscienza della propria
vera natura e lasciandole spazio per fiorire. Visto peraltro che questo è il nostro
vero, e unico, destino. E poiché quest'opera tocca l'insieme di ciò che
siamo, nelle diverse dimensioni, non è facile esaurirla: infiniti sono i mutamenti,
i distacchi, le cadute e le fratture che accompagnano il lungo viaggio della
vita. Nessuno può dire cosa ci aspetta domani: nuovi sintomi faranno affiorare
disagi fino a ieri impensabili; nuove situazioni scateneranno tensioni
che non pensavamo neppure possibili; nuovi incontri porteranno a riflettere
su parti di noi di cui eravamo del tutto immemori... non si deve quindi avere
la solita fretta di accantonare anche questo libro. Anzi, lasciatevi cullare
dall'idea di poterlo riprendere in mano, in altri e nuovi momenti della vostra
vita, sicuri di trovare sempre uno strumento utile, allorché una svolta
esistenziale improvvisa vi metterà di fronte a voi stessi in modo del tutto
inaspettato. Ecco dunque la vera sostanza di questo libro: è un
amico, un amico in grado di accompagnare per la
vita. E questa è la natura prima di un Maestro, la
qualità che meglio caratterizza Osho: un Maestro di
Realtà che al risveglio della consapevolezza ha dedicato
la propria vita, dopo aver portato a termine il
lungo viaggio del proprio risveglio.
Di certo avere un compagno di viaggio con il
quale potersi confidare nei momenti più difficili
può essere fondamentale. Così come può essere vitale
avere a portata di mano un metodo che aiuti a non precipitare
in abissi dai quali sarebbe poi difficile risalire. Ma, soprattutto,
se già si è caduti in un fosso, una corda o una mano possono aiutare a
uscirne... ebbene, questo libro è anche tutto ciò. Le tante tecniche
selezionate possono essere utili nei momenti più impensati e,
soprattutto, quando è richiesta una presenza attenta e consapevole. Alcune
sono di efficacia immediata, giocano sull'improvvisa rottura degli schemi;
altre richiedono solo pochi minuti, ma possono aprire a una diversa gestalt,
trasformare il modo in cui si reagisce, aiutare a dormire meglio oppure a
svegliarsi in modo diverso dal solito. Ci sono tecniche che richiedono un
po' di raccoglimento, altre che si possono fare al lavoro, addirittura
mentre si viaggia in treno o sull'autobus; altre ancora che invitano a utilizzare
i semplici gesti quotidiani per risvegliare un flusso di coscienza diverso.
Infine, ci sono metodi che si possono praticare
con il proprio partner, per rendere più intima e
profonda, e di conseguenza più reale, la propria relazione.
 È bene non farsi prendere dall'euforia, per non fare
indigestione; ma soprattutto è consigliabile non
farne mai una cosa seria, alla base di tutti questi metodi
c'è il divertimento, la spensieratezza: le vere
fondamenta di una reale ri-creazione.
 Se vuoi sperimentare qualcosa, fallo con sincerità,
con dedizione, ma non essere mai serio. E ricorda:
non tutti i metodi funzionano con tutti allo stesso
modo; ragion per cui Osho consiglia di provare ogni
tecnica per tre o quattro giorni, se non rilevi alcuna
efficacia, cambiala. E ricorda sempre di non mischiare
mai tra di loro i diversi metodi: ciascuno ha le proprie
regole, come accade con qualsiasi altro gioco.

 Buona lettura, buon divertimento e, soprattutto,
buon viaggio!
Tratto da: OSHO La verità che cura.
Prefazione: Swami Anand Videha

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