18 febbraio 2015

Osho: La legge dell'affermazione




 Esiste una legge, definita "la legge dell'affermazione".

Se riesci ad affermare qualcosa in profondità,

con totalità e senza ombre di dubbi, inizia a diventare reale.


 Le persone sono infelici, proprio a causa di questa

legge: la gente continua ad affermare l'infelicità! Ed

è per questo che le persone sono felici; ma solo poche

lo sono, perché solo poche persone sono consapevoli

di ciò che fanno della loro vita. E nel momento

in cui affermano la gioia, diventano gioiose!


 Fanne una regola: smetti di affermare il negativo

e inizia ad affermare il positivo. Nell'arco di alcune

settimane rimarrai sorpreso: avrai tra le mani una chiave magica.


 Per esempio, se hai la tendenza a rattristarti con

facilità, ogni notte, prima di andare a dormire, per

venti minuti afferma in silenzio e in profondità, dentro

di te - ma ricorda di non esprimerlo a voce alta,

così che qualcun altro lo possa sentire -: "Io sarò

 gioioso, accadrà che sarò felice, la gioia è già per

strada; ho vissuto la mia ultima tristezza... addio per

sempre!". Ripetilo venti volte, poi addormentati.


 Al mattino, nell'attimo stesso in cui sei consapevole

che il sonno se n'è andato, non aprire gli occhi:

ripeti quella stessa affermazione per venti volte.

 E durante il giorno osserva la differenza. Rimarrai

sorpreso, ti ritroverai avvolto da una qualità diversa.


Nell'arco di una settimana avrai veramente

affermato qualcosa, e sarai pronto a riconoscerne il

risultato. A quel punto, piano piano, lascia cadere

ogni negatività: scegli una negatività a settimana,

poi lasciala cadere. Scegli una qualità positiva per volta, e alimentala.


 È tutta una questione di scelta, dipende tutto da

ciò che scegliamo: sia l'inferno sia il paradiso sono creati dai nostri pensieri.

 "Ogni uomo è ciò che pensa": nel momento in cui

lo riconosci; allorché vedi che è il pensiero a creare

l'inferno e il paradiso; ecco che puoi compire il balzo supremo, nel non pensiero.


 A quel punto puoi trascendere sia l'inferno sia il

paradiso. E ricorda: è più facile trascendere il paradiso

che trascendere l'inferno; pertanto, come prima

cosa ti devi spostare dal negativo al positivo. Sembra

paradossale, ma è più facile lasciare qualcosa di

bello che una cosa brutta. Ciò che è brutto tende ad attaccarsi, aderisce al tuo essere.


 È più facile lasciare la ricchezza che non la povertà.

È più facile abbandonare un amico che un nemico.

È più facile dimenticare un amico che scordarsi un nemico.

  
Muta dunque l'inferno in paradiso. Le religioni occidentali non sono mai andate al di là, l'Oriente

 invece ci ha provato: a quel punto si deve lasciar cadere

anche il paradiso, poiché anche un pensiero

positivo è pur sempre un pensiero.


 Ebbene, adesso inizia ad affermare il non pensiero,

l'assenza di pensiero, allora accadrà l'Assoluto.


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