martedì 23 febbraio 2016

Fuori dalla tribù

23 FEBBRAIO 2016

Verso la libertà dell'individualità
 
Da un prezioso testo di Osho apparso su  Osho Times n 225




Osho, 
tante cose che un tempo davano a una persona un senso di appartenenza stanno scomparendo: la tribù, la famiglia, il matrimonio… Persino l’amicizia. Cosa sta succedendo? E cosa succederà in futuro?

È bello ciò che sta accadendo, davvero meraviglioso. Sì, la tribù sta scomparendo. Così la famiglia, il matrimonio, l’amicizia… Va benissimo, perché ti lascia lo spazio per essere te stesso.
L’uomo tribale è solo un numero nel gruppo. È l’uomo più primitivo, il meno evoluto, più animale che umano. Vive solo come un numero nella tribù. È un bene che le tribù siano scomparse. 

La scomparsa della tribù ha dato vita alla famiglia. A quello stadio la famiglia è stata un grande vantaggio, perché la tribù era un fenomeno vasto, mentre la famiglia era una piccola unità. C’era più libertà nella famiglia che nella tribù. La tribù era dispotica e potente: la testa, il capo della tribù, deteneva ogni potere, anche quello di ucciderti. Esistono ancora alcune tribù in zone sottosviluppate, in India ce ne sono alcune. E le ho viste.

La famiglia è stata un’evoluzione, al tempo, perché ha reso le persone parte di un’unità più piccola, dando un po’ di libertà. E poi la famiglia ha cominciato a essere protettiva.
Ora anche la famiglia sta scomparendo, perché tutto ciò che è protettivo a un certo punto diventa proibitivo.
È arrivato il momento, la famiglia non è più protettiva, è proibitiva.
È stato un grande passo rispetto alla tribù, ora bisogna fare un altro passo. Dalla famiglia alla comune. 

La comune può darti tutta la libertà di cui hai bisogno, e tutta la protezione necessaria, ma senza proibire nulla.
Quindi sostengo che è un bene che la tribù è scomparsa e che la famiglia sta scomparendo.
Sì, ti mancherà perché sei assuefatto. Queste sono dipendenze…

La comune avrà una nuova e fresca salute psicologica. Ed è possibile solo in una comune, perché naturalmente il bambino avrà un padre e una madre, ma non saranno i soli “limiti” che avrà intorno a sé. All’interno della comune tutti gli uomini dell’età del padre saranno i suoi zii, e lo zio è una bellissima figura. Il padre è sempre un po’ ostile, perché quella è la sua funzione. Ha il potere e deve mostrarlo, deve imporre disciplina. E lo stesso vale per la madre, deve imporre la disciplina. Si preoccupa di cosa succederà al figlio o alla figlia se non adempierà all’ideale fissato dalla società. Lo fa con amore, ha buone intenzioni. Ma lo zio invece non impone nulla. E se ci sono tanti zii e tante zie, nasce un nuovo grande fenomeno: nella mente non porti più solo l’immagine di una sola persona. 

È un bene che la famiglia stia scomparendo. E con essa scompariranno le nazioni perché la famiglia è l’unità su cui si fondano le nazioni. E se ne andranno anche le cosiddette religioni, perché è la famiglia che impone religione, nazionalità e questo genere di cose. Se la famiglia se ne va, chi ti imporrà il cristianesimo, o l’induismo? Chi ti dirà che sei americano?
Quando la famiglia se ne andrà, se ne andrà anche gran parte del disagio psicologico, della follia politica. Devi essere felice che stia scomparendo.

Il matrimonio è un’invenzione contro natura. Ha tormentato l’uomo abbastanza a lungo. 
Ora le donne guadagnano, come gli uomini, e non hanno più bisogno di dipendere l’uno dall’altro. Una donna può non avere figli. O può fare l’inseminazione artificiale.
Il sesso e la procreazione non sono più così connessi. Puoi fare sesso senza dover anche subire di avere figli. 
La famiglia è assolutamente fuori moda. Il futuro è nella comune. Comune significa tanti individui indipendenti che non appartengono l’uno all’altro nei vecchi modi, la famiglia, la tribù, la religione, la nazione, l’etnia. No. Sono in relazione solo in un modo: sono tutti indipendenti. Rispettano l’indipendenza dell’altro e si aspettano lo stesso rispetto.

Questa è la sola relazione, la sola amicizia, l’unica forza che può diventare il cemento di una comune: il rispetto per l’individualità dell’altro, per l’indipendenza. Il modo in cui l’altro vive, il suo stile di vita, è assolutamente accettato e rispettato.
L’unica condizione è che a nessuno è permesso di interferire con l’altro in nessun senso. Quindi è un bene che tutto quel passato morto stia scomparendo, lasciandoci liberi di creare un uomo nuovo, una nuova umanità, un nuovo mondo...

Continua la lettura su Osho Times n. 225
Tratto da: Osho, From Personality to Individuality #1
http://www.oshoba.it/index.php?id=articoli_view_x&xna=180 

lunedì 22 febbraio 2016

AMA TE STESSO

22 FEBBRAIO 2016



Questo è il vero interrogativo da porsi: “Come mai non siamo esseri che amano?”.
Non si tratta di amare questa persona o quell’altra, non è questione di amare l’amico o il nemico. La domanda è: “Sei in amore, oppure no?”. Ami il tuo corpo? Ti sei mai preoccupato di toccare il tuo corpo con una carezza amorevole? Ami te stesso? No, tutte le religioni ti insegnano a odiarti: tu sei una persona sbagliata e devi essere riaggiustata; sei un peccatore e devi diventare un santo. Come puoi amare te stesso? 

Non sei neppure in grado di accettarti. E queste sono le radici della tua realtà!
Io ti insegnerò ad amare te stesso. E se potrai amarti, se potrai gioire nell’essere te stesso, naturalmente il tuo amore continuerà a diffondersi; diventerà un’aura che ti avvolgerà, allora amerai i tuoi amici, e in un certo senso amerai anche i tuoi nemici... poiché, così come i tuoi amici ti definiscono, allo stesso modo anche i tuoi nemici ti definiscono.

Questa è una grande intuizione: allo stesso modo in cui i tuoi amici ti determinano, anche i tuoi nemici lo fanno... un’inimicizia lunga una vita è una relazione, è una relazione profonda. Pertanto, un uomo di comprensione amerà anche i suoi nemici; non per ragioni spirituali, ma per il semplice motivo che anche loro lo determinano, sono parte della sua esistenza. Senza di loro, esisterebbe un vuoto che nessun altro potrebbe colmare.
La questione non va posta nel modo in cui la pose Gesù. In quel caso si tratta di semplice egoismo: ama i tuoi nemici perché tu sei un essere spirituale superiore, mentre loro sono solo semplici esseri umani; pertanto, amali, dimostra loro il vero sentiero spirituale. Così non fai altro che appagare il tuo ego.

Anch’io ti dirò: “Ama il tuo nemico”, ma non per lo stesso motivo. Ti dirò: “Amalo, perché ti determina, è parte di te, così come tu sei parte di lui; non solo l’amico, anche il nemico è un’estensione del tuo essere”. Questo non ti rende “il più santo”, si tratta di una semplice comprensione di come opera la psicologia.
Ama te stesso! Ma puoi amarti solo se lasci cadere l’idea di essere un peccatore. E puoi lasciar cadere quell’idea solo se lasci andare l’idea che esista un dio.

Se esiste un dio, tu sei un peccatore, non puoi essere null’altro. Se esiste un dio, tu sei inevitabilmente un peccatore. Tu sei stato espulso dal regno di Dio, e verrai riammesso solo se diventi ubbidiente, così ubbidiente da perdere la tua individualità in nome di un dio ipotetico che non hai mai visto e che non vedrai mai.

Le tue religioni non ti permettono di amare te stesso, poi però parlano di tutte quelle stronzate sull’amare i propri nemici e sull’amare i propri vicini. Ma osserva questa evidenza: se non riesci ad amare te stesso, non potrai mai amare nessun altro nel mondo intero. Quell’energia d’amore deve sorgere dal tuo cuore, e laggiù è seduto un peccatore, condannato in modo assoluto, in attesa di essere gettato nelle fiamme dell’inferno.

OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA

domenica 21 febbraio 2016

Non posso dirti cos’è l’amore, ma...

21 FEBBRAIO 2016




Amato Maestro, sento che noi tutti usiamo la parola amore come una parola qualsiasi, senza sapere veramente in cosa consista. Puoi per favore parlare di cos’è realmente l’amore?

Hai ragione. La gente usa la parola amore esattamente come una parola qualsiasi: una parolaccia per di più, perché parlare di desiderio sessuale sarebbe offensivo.
Se dici a una donna: “Ti desidero”, non puoi aspettarti che ti rispetti. Ti dirà: “Mi desideri? Ma vattene!”, se però le dici: “Ti amo”, allora tutto va bene.

Nel profondo della tua mente è semplice desiderio sessuale, la spinta biologica a usare la donna; ma una bella parola nasconde la cruda realtà. Il problema è che le persone non sono consapevoli di cosa sia l’amore, per cui non ingannano solo gli altri, ingannano se stesse: anche loro pensano che sia amore.

L’amore richiede una consapevolezza immensa, l’amore è l’incontro di due anime e la sessualità è l’incontro di due corpi. La sessualità è animale, l’amore è divino. Ma fino a quando non sai di essere un’anima, non puoi comprendere l’amore.

Non posso dirti cos’è l’amore, ma posso dirti come trovare la tua anima. Questo è il mio lavoro: aiutarti a meditare, a diventare più consapevole, in modo che un po’ alla volta cominci a vedere che non sei solo il corpo, che non sei nemmeno soltanto la mente; c’è qualcos’altro nascosto dietro a tutto questo, e quello è la tua vera vita.

Quando diventerai consapevole della tua vera vita, del tuo essere, conoscerai la gioia di essere così straripante d’amore da volerlo condividere con qualcuno che sia ricettivo, disponibile, pronto ad aprire il proprio cuore.
L’incontro di due consapevolezze è amore. Scopri la tua consapevolezza e scoprirai cos’è l’amore.

È un’esperienza e non c’è modo di parlarne, non più di quanto abbia già fatto. L’incontro di due consapevolezze che si fondono l’una nell’altra porta il più grande orgasmo che l’universo conceda; ma prima devi allontanarti dal corpo, dalla mente e dal cuore e raggiungere il centro stesso del tuo essere.

Una volta raggiunto il centro del tuo essere, troverai che l’amore si irradia da te. Non è qualcosa che devi fare: è come se il sole si fosse alzato e i fiori si fossero aperti, riempiendo l’aria della loro fragranza.

L’amore è una conseguenza della meditazione. Solo chi medita sa cos’è l’amore.

 OSHO: IN AMORE VINCE CHI AMA