sabato 7 luglio 2012

Processo ed Avvelenamento di Osho Rajneesh


Ambra Guerrucci

Dopo il fallimento dei vari tentativi di screditare il nome di Osho, fu arrestato a casa di una sua sannyasin con ben trentaquattro capi d’imputazione, di cui solo due, sotto ricatto, furono accettati dagli avvocati del maestro.
 Lo stesso giorno dell’arresto, gli avvocati di Bhagawan, chiesero la libertà provvisoria su cauzione, ma il governo americano la rifiutò prontamente nonostante non ci fossero prove della sua colpevolezza. 
Essendo la causa di competenze dello stato dell’Oregon ci fu un trasferimento di Osho, ma un viaggio in aereo di non più di sei ore richiese dodici giorni e il trasferimento in sei diverse prigioni. In Oklahoma l’aereo atterrò nel silenzio della notte all’aeroporto ed il detenuto venne condotto in prigione dalla porta sul retro, quasi come se ci fosse interesse nell’occultare la sua presenza. Ancor più strana fu la richiesta del maresciallo degli Stati Uniti di riempire il modulo sotto il nome di David Washington, ma Osho, inizialmente, si rifiutò di assecondare tale assurdità, trovando un compromesso: il maresciallo avrebbe riempito i moduli come voleva e lui li avrebbe firmati in Hindi. 
Se avesse firmato col nome impostogli dal maresciallo avrebbe anche potuto essere ucciso e non ci sarebbe stata alcuna prova della sua presenza in quella prigione. Dopo aver firmato fu condotto in una piccola cella maleodorante, con un materasso sporco, infestato da scarafaggi e senza cuscino o coperte. Il maestro ricorda solo di essersi svegliato il mattino seguente e che gli venne offerta una strana colazione: due fette di pane con una salsa senza sapore ne odore. Il giorno in cui si dovettero recare in tribunale, gli avvocati vennero minacciati di accettare almeno due imputazioni formali o la vita di Osho sarebbe stata in pericolo e così fecero...
Il giudice chiese all’imputato se si dichiarava colpevole dei reati imputatogli, ma la sua risposta fu solo “io sono”, completata da uno dei suoi avvocati che aggiunse prontamente “colpevole”. La sentenza prevedeva che l’imputato fosse multato per cinquantamila dollari e che fosse espulso senza possibilità d’ingresso per cinque anni. Immediatamente fu condotto a riprendere i suoi vestiti in carcere e subito dopo all’aeroporto. 
Dopo l’espulsione Osho girò venti paesi per otto mesi, ma tutti gli vietarono il visto o gli dettero l’espulsione senza una logica spiegazione. Iniziò fin da subito a mostrare i segni dell’avvelenamento: il sonno era completamente scomparso, si verificò una totale perdita dell’appetito, non riusciva più a sentire i sapori, aveva una costante nausea, nessuna sete, i capelli caddero, la barba diventò bianca in pochissimo tempo, il sistema immunitario sembrava gravemente compromesso, la vista si indebolì, si presentava spesso una forte sensazione di formicolio che si estendeva a tutto il corpo, dolore ai polsi e contrazione delle palpebre. I sospetti del Dottor Amrito, medico personale del maestro, sull’avvelenamento iniziarono a sorgere dal momento che per guarire da un otite ci vollero sette settimane e un intervento, la cui ferita faticò molto a guarire. Il veleno usato non si scoprirà mai con certezza, ma tutti i sintomi sono compatibili con quattro tipi di veleno: Tallio, un veleno della famiglia dei metalli pesanti che scompare dall’organismo in otto settimane, eroina sintetica, veleno che si pensa sia stato usato dal governo americano per uccidere individui ribelli e che scompare dal corpo in due anni, esposizione alla radioattività (in carcere mentre dormiva o tramite l’esposizione a radioattività dei cibi), o il meno comune fluorocarbonio che scompare immediatamente dal sangue e dalle urine. 
 In conclusione, come dichiarò Bhagwan stesso, non importa che tipo di veleno gli abbiano somministrato, ma è certo che è stato avvelenato dal governo americano di Ronald Reagan e questo lo ha portato lentamente alla morte.
La Crepa nel muro: Processo ed Avvelenamento di Osho Rajneesh

martedì 3 luglio 2012

E' POSSIBILE MEDITARE SENZA NESSUNA TECNICA?

 
 La domanda che hai posto è sicuramente di grande importanza perchè la meditazione in sè stessa non necessita di tecniche. Ma le tecniche sono necessarie per rimuovere gli ostacoli sulla strada della meditazione.

Deve essere capito molto chiaramente: la meditazione in se stessa non necessita di alcuna tecnica, è pura comprensione, è essere svegli, consapevoli. Non sono tecniche nè l'essere svegli, nè l'essere consapevoli. Ma sul percorso del diventare
svegli, ci sono tantissimi ostacoli. Per secoli l'uomo ha accumulato quegli ostacoli - devono essere rimossi.
La meditazione in sè stessa non può rimuoverli, sono necessarie alcune tecniche.

Pertanto, lo scopo delle tecniche è preparare il terreno, preparare la strada, il passaggio. Le tecniche in sè stesse non sono la meditazione. Se ti fermi alle tecniche hai perso il punto. J. Krishnamurti ha insistito per tutta la sua vita sul fatto che non ci sono tecniche per la meditazione. E il risultato finale non è stato che milioni di persone hanno raggiunto la meditazione; il risultato finale è stato che milioni di persone si sono convinte che nessuna tecnica è necessaria per la meditazione. Ma hanno dimenticato completamente ciò che avrebbero potuto fare rispetto agli ostacoli. Per cui si sono convinti intellettualmente che non è necessaria alcuna tecnica.

Ho incontrato molti seguaci di J. Krishnamurti, molto vicini a lui, e ho detto loro: "Non è necessaria alcuna tecnica - sono completamente d'accordo. Ma avete raggiunto lo stato di meditazione voi o chiunque altro abbia ascoltato J.Krishnamurti?" Sebbene ciò che dice è fondamentalmente vero, egli dice solo la parte positiva dell'esperienza. Ma c'è anche una parte negativa. E per questa parte negativa sono necessari tutti i tipi di tecniche - sono assolutamente necessari -
perchè fino a quando il terreno non è ben preparato e tutte le erbacce e le radici selvatiche non sono strappate dal terreno, non puoi far crescere rose e fiori bellissimi. Le rose non hanno niente a che fare con quelle radici, con le piante selvatiche che hai rimosso. Ma rimuovere quelle erbacce è assolutamente necessario affinchè il terreno possa essere nella condizione giusta per la fioritura delle rose.

Mi chiedi: "E' possibile meditare senza alcuna tecnica?" Non solo è possibile, è l'unica possibilità. Non è necessaria alcuna tecnica- per quanto riguarda la meditazione. Ma che cosa ne fai della tua mente? La tua mente creerà mille e una
difficoltà. Queste tecniche sono necessarie per rimuovere la mente dal cammino, per creare uno spazio in cui la mente diviene quieta, silenziosa, quasi assente. Allora la meditazione avviene da sola.

Non è questione di tecnica. Non devi fare nulla. La meditazione è qualcosa di naturale, qualcosa che è già nascosta dentro di te e sta cercando di trovare la sua strada per raggiungere il cielo aperto, il sole, l'aria. Ma la mente la circonda
da tutte le parti; tutte le porte sono chiuse, tutte le finestre sono chiuse. Le tecniche sono necessarie per aprire le finestre, per aprire le porte. E immediatamente tutto il cielo ti è disponibile, con tutte le sue stelle, con tutta la sua bellezza, con le sue albe e i suoi tramonti. Solo una piccola finestra ti teneva separato.... una semplice pagliuzza può entrare nel tuo occhio e impedirti di vedere il vasto cielo perchè non puoi aprire i tuoi occhi. E' completamente illogico che una semplice pagliuzza o un granello di sabbia ti possano impedire di vedere le grandi stelle, il cielo infinito. Ma in effetti possono, lo fanno. Le tecniche sono necessarie per rimuovere quelle pagliuzze, quei granelli di sabbia dai tuoi occhi.

E la meditazione è la tua natura, è il tuo reale potenziale. E' un altro nome per indicare il tuo essere sveglio.

Un giovane padre stava portando il suo bebè nella carrozzina per una passeggiata nel parco e non sembrava per niente preoccupato dagli strilli provenienti dalla carrozzina "Tranquillo ora, Albert," disse quietamente. "Calmati, fai il bravo."
Un altro grido echeggiò. "No,no, Albert," mormorò il padre, "calmati."
Una giovane madre che passava di lì, rimarcò: "Mi congratulo con lei. Sicuramente lei sa come parlare ai bambini." E, dando una pacchetta sulla testa del bambino, mormorò : "Che cosa ti infastidisce, Albert?" "No, no," interruppe il padre. "Il suo nome è Johnnie; io sono Albert."

Stava semplicemente cercando di mantenere sè stesso all'erta: "Albert, stai calmo." Non voleva dimenticarselo, altrimenti avrebbe voluto gettare il bambino nel lago!

Meditazione è semplice consapevolezza senza alcuno sforzo, un essere all'erta senza sforzo; non necessita di alcuna tecnica. Ma la tua mente è piena di pensieri, di sogni, del passato, del futuro, - non è qui e ora, e consapevolezza è essere qui
e ora. Le tecniche sono necessarie per aiutarti a tagliare le tue radici nel passato, a tagliare i tuoi sogni sul futuro, ed a tenerti in questo momento, come se esistesse solo questo momento. Allora non ci sarà più bisogno di alcuna tecnica.

Hymie Goldberg era in visita dal suo amico, il Sig. Cohen, in punto di morte. "Fammi un favore", disse Hymie Goldberg, "Quando arrivi in paradiso, puoi trovare il modo per farmi sapere se lassù si gioca a baseball?" Il Sig. Cohen rispose che avrebbe sicuramente cercato di contattare il suo vecchio amico se fosse stato possibile. Pochi giorni dopo il Sig. Cohen morì, e Hymie Goldberg ricevette una telefonata. "Pronto, Hymie," disse il Sig. Cohen. "Qui è il tuo vecchio amico."
"Cohen? Sei veramente tu?" chiese Hymie. "Certo," rispose il suo amico. "Ho delle notizie buone e delle notizie cattive. Per prima cosa, si gioca effettivamente il baseball in paradiso. Ma la cattiva notizia è che tu sarai il lanciatore domenica prossima".

La vita è un affare complicato. Ci sono buone e cattive notizie. La buona notizia è che non c'è bisogno di alcuna tecnica, ma la cattiva notizia è che senza tecnica non puoi raggiungere la meditazione.


Osho
Re Interiore: E' POSSIBILE MEDITARE SENZA NESSUNA TECNICA?

domenica 1 luglio 2012

OSHO HEART MEDITATION (MEDITAZIONE DI ATISHA)


 Istruzioni

Preparazione alla meditazione.
Trova del tempo (almeno un’ora) ed un luogo in cui seguire questa tecnica di meditazione senza essere disturbato. Indossa abiti sciolti e comodi. Tieni a portata di mano un cuscino e una coperta nel caso dovesse servirti. Non praticare questa tecnica durante la guida!

Nota: puoi fare questa meditazione così come va bene a te.
Contrariamente alle meditazioni attive di Osho che hanno una struttura precisa, questa particolare meditazione è come un libero fluire. A questo riguardo Osho dice “Ogni individuo è così unico che non può essere data nessuna mappa assoluta, solo suggerimenti, vaghi suggerimenti, indicazioni. Non sei obbligato a seguire queste istruzioni. Comprendile, assorbile... e non seguirle in modo fanatico. Non dire ’Questo deve essere così. Se non è così, allora non la seguirò, allora qualcosa è sbagliato.’ Sarà qualcosa del genere... Avrà una fragranza simile, ma non sarà esattamente lo stesso; simile, sì, ma non lo stesso. Uno deve esserne consapevole.”

La meditazione può essere fatta in diversi modi. Questa versione di 50 minuti è una possibilità. Segui questi suggerimenti all’inizio. Puoi continuare a seguirli oppure adattarli a tuo piacere più avanti, all’interno della struttura delineata da Osho. 

Durante i  primi tre stadi puoi stare in piedi, muoverti, sederti oppure stenderti a terra così come ti viene naturale; gli occhi possono essere aperti o chiusi.

Primo stadio: Nel cuore (5 minuti).
Per prima cosa porta la tua consapevolezza al corpo – sentendolo dall’esterno e dall’interno, da sinistra a destra, di fronte e dietro, dalla testa ai piedi. Poi porta consapevolezza al respiro – nota come il respiro va e viene da solo. Nota come, mentre lo osservi, il tuo respiro diventa più profondo e più rilassato. Ora porta l’attenzione al chakra del cuore, il centro energetico situato al centro del petto. Se può aiutarti, appoggia una o tutte e due le mani sul centro del tuo cuore. Assorbi ogni inspirazione nel cuore, e riversa ogni espirazione fuori dal cuore.

Secondo stadio: Comincia con te stesso (15 minuti).
Devi cominciare con la tua sofferenza; sentila il più intensamente possibile. Senti il dolore, le ferite profonde e gli insulti che ti hanno fatto soffrire nella tua vita – raggiungi la totale consapevolezza di essere stato rifiutato. Lascia che le persone che ti hanno insultato e ferito emergano nei tuoi ricordi. Senti la tua sofferenza, la tua pena. Sperimentala, poi comincia ad assorbirla. Accettala, dalle il benvenuto. Lascia che questa sofferenza entri insieme all’inspirazione e venga assorbita dal cuore. Il tuo piccolo cuore è più grande dell’intero universo, può far miracoli. Appena l’energia attraversa il cuore, diventa beatitudine, diventa una benedizione. Quindi permetti a queste benedizioni di fuoriuscire con l’espirazione, e di diffondersi in ogni angolo dell’esistenza. Inspira la tua sofferenza... assorbila nel cuore... lascia che là si trasformi in gioia, in beatitudine. Espira tutta quella gioia, quella beatitudine; riversa te stesso nell’esistenza. Tutto ciò che ti accade dentro, puoi esprimerlo in suoni, parole, gesti e movimenti, oppure puoi lasciarlo accadere in silenzio – così come ti viene più naturale.

Terzo stadio: Includi tutta la gente del mondo (15 minuti).
Ora espandi questo processo. Ognuno di noi è carico di miserie, sofferenza, di dolore nel proprio cuore. Includi la sofferenza e le miserie degli altri nel tuo cuore – tutto il buio, tutta la negatività. Prendi tutto il dolore del mondo, dell’intera esistenza e assorbilo nel tuo cuore – amici e nemici, familiari e persone sconosciute, esseri umani e animali. Sentilo, sperimentalo, poi comincia ad assorbirlo. Accettalo, dagli il benvenuto. Lascia che l’inferno che esiste ovunque entri con l’inspirazione e venga assorbito nel tuo cuore. Continua il processo fino a quando la sofferenza di tutti gli esseri viventi, presenti e futuri venga inclusa incondizionatamente. E quando l’energia attraversa il tuo cuore, viene trasformata, diventa gioia, beatitudine, una benedizione. Allora permetti a queste benedizioni di fuoriuscire con l’espirazione, verso tutti gli angoli dell’esistenza. Riversa te stesso nell’esistenza. Come nel secondo stadio, tutto ciò che ti accade dentro, puoi esprimerlo in suoni, parole, gesti e movimenti, oppure puoi lasciarlo accadere in silenzio – così come ti viene più naturale.

Quarto stadio: Ritorna a te (15 minuti).
Ora distogli completamente l’attenzione dal mondo, dagli altri e persino da te stesso. Sdraiati, chiudi gli occhi, resta in silenzio e immobile.

Applicazione della tecnica nella vita quotidiana.
Praticando questa tecnica di meditazione, puoi portare amore, gioia e compassione con te nelle tue attività quotidiane. E una volta che hai sperimentato come la pena e la sofferenza possono essere trasformate in gioia attraverso il respiro e il cuore, potrà piacerti cominciare ad usare questo metodo in silenzio, ogni qualvolta le persone e gli eventi intorno a te innescheranno il processo.
Re Interiore: OSHO HEART MEDITATION (MEDITAZIONE DI ATISHA)