domenica 13 gennaio 2019

IL BISOGNO DI ESSERE SPECIALI


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Mi sento depressa e mi giudico molto, senza sapere perché…

Questo è un modo per non cambiare, un trucco della mente. Invece di essere usata per comprendere, l’energia va nel giudizio, nella condanna… e un cambiamento può avvenire solo tramite la comprensione, non la condanna. La mente è molto astuta; appena nota dei fatti, ci salta subito sopra e inizia a condannarli. Ora tutta l’energia diventa giudizio, quindi la comprensione viene messa da parte… e il giudizio non può aiutarti.

Ti può deprimere, ti può far infuriare, ma depressa e infuriata non potrai mai cambiare. Rimarrai la stessa e continuerai a girare in tondo, in un circolo vizioso.

La comprensione libera, quindi, appena noti un certo fatto, non devi né condannarlo né preoccupartene. L’unica cosa che devi fare è osservarlo con grande attenzione e comprenderlo.

Se dico qualcosa e senti che ciò che ti dico ti tocca – questo è proprio il mio scopo, che ti tocchi da qualche parte – devi comprendere innanzitutto il motivo per cui ti senti colpita, e dove ti colpisce, e qual è il problema: devi osservare. Se guardi il fatto, se lo osservi da ogni angolazione… Ma se giudichi, non puoi osservarlo, non puoi avvicinarlo da ogni angolo. Hai già deciso che è un male; l’hai giudicato senza dargli nemmeno una possibilità.


Ascolta il fatto, esploralo, contemplalo, dormici sopra e, più sarai capace di osservarlo, più facile sarà venirne fuori. La capacità di comprenderlo e quella di venirne fuori sono solo nomi diversi dello stesso fenomeno.

Se comprendo qualcosa, sarò in grado di venirne fuori e andare oltre. Se non la comprendo, non posso venirne fuori. La mente funziona così per tutti, non solo per te. Tu salti su e sostieni: ‘Questa cosa è sbagliata, non dovrebbe esistere dentro di me. Io non valgo nulla, questa relazione è sbagliata e anche questa cosa e quell’altra’. E così ti senti in colpa; l’energia va tutta nel senso di colpa, e il mio lavoro qui è proprio quello di farvi sentire meno in colpa possibile.

Non prendere tutto ciò che vedi in modo personale. Non ha nulla a che fare con te in particolare; è solo il modo in cui opera la mente. Se c’è invidia, possessività, rabbia, è così che la mente funziona - la mente di tutti, chi più chi meno. Le differenze sono solo di quantità.

La mente ha un suo meccanismo: vuole o lodare o condannare. Non è mai nel mezzo. Con le lodi diventi speciale e il tuo ego si sente soddisfatto; con il giudizio diventi pure speciale. Osserva un po’ questo stratagemma: in entrambi i casi diventi speciale! [Lei] è speciale: o è una santa, una grande santa, oppure è la più grande peccatrice, ma in entrambi i casi l’ego è soddisfatto. Anche nella condanna sei speciale. La mente non vuole sentirsi dire che è comune, ordinaria. L’invidia, la rabbia, i problemi delle relazioni e dell’essere – sono tutte cose molto banali, sono cose che capitano a tutti. Sono comuni come i capelli: magari uno ne ha di più e un altro di meno, uno li ha neri e un altro rossi, ma questo non ha importanza – sono comuni, tutti i problemi sono comuni. Tutti i peccati sono comuni e così tutte le virtù, ma l’ego vuole sentirsi speciale. O ti dice che sei il più grande oppure che sei il peggiore.

Osserva: i tuoi sono tutti problemi molto comuni. Che problemi ci sono, dimmelo? Cosa senti? Spiegamelo.

Ho un dolore qui, nella fronte.

Il dolore nasce dal fatto che non cerchi di comprendere – per questo fa male. Ti giudichi, dici [a te stessa]: ‘Non dovresti essere depressa. Non va bene per la tua immagine, non si conforma al tuo personaggio; è una macchia su di te che sei una così bella ragazza! Per quale motivo sei depressa?’. Devi invece di cercare di comprendere le cause della tua depressione.



Depressione vuol dire che dentro di te la rabbia è in uno stato negativo: la depressione è lo stato negativo della rabbia. La parola stessa è significativa – ti dice che c’è qualcosa che viene ‘pressata’; questo è il significato di depresso. Stai ‘pressando’ qualcosa dentro di te, e quando la rabbia viene repressa troppo, diventa tristezza. La tristezza è lo stato negativo della rabbia, il modo femminile di essere arrabbiati.

Se elimini la pressione, diventerà rabbia. Probabilmente sei stata arrabbiata per vari motivi fin dall’infanzia, ma non hai espresso questa rabbia - da qui la depressione. Cerca di comprenderlo! E il problema è che la depressione non può essere risolta perché non è il problema reale. Il problema reale è la rabbia – e invece tu giudichi la depressione, la condanni, e così finisci col lottare con le ombre.

Prima di tutto guarda: perché sei depressa? Osserva in profondità e scoprirai la rabbia. In te c’è una grande rabbia, che sia contro tua madre o tuo padre, contro il mondo o contro te stesso, il punto non è questo. Dentro di te sei molto arrabbiata, e invece dall’infanzia non hai fatto altro che sorridere, senza arrabbiarti. Così non va bene. Te lo hanno insegnato, e tu hai imparato molto bene. In superficie sembri felice, sorridente, ma tutti quei sorrisi sono falsi. Nel profondo, hai accumulato una grande rabbia. Non puoi esprimerla, quindi rimane imbottigliata dentro di te – questa è la depressione. Allora ti senti depressa.

Lascia che fluisca, lascia che affiori in superficie. Una volta che la rabbia appare, la depressione se ne andrà. Hai mai osservato come a volte, dopo che ti sei veramente arrabbiata, ti senti bene, ti senti viva? Comincia a fare qualcosa quando sei a casa. Mm? Fai una meditazione della rabbia ogni giorno... venti minuti basteranno. Dopo tre giorni, inizierai a goderti l'esercizio e non vedrai l'ora di farlo. Servirà a darti un gran sollievo, e vedrai che la depressione scomparirà. Per la prima volta potrai sorridere veramente… perché se sei depressa non puoi sorridere, ma solo fingere di farlo.

Non è possibile vivere senza sorridere, quindi devi fingere, ma un sorriso falso ti ferisce, ti fa molto male… Non ti rende felice; ti ricorda solo quanto sei infelice.
Te ne sei resa conto, e questo è un fatto positivo. Se una cosa ti ferisce, ti può anche aiutare. L’uomo è così malato che, se una cosa gli è utile, gli farà anche male, perché andrà a toccare qualche ferita dentro di lui. Ma è un fatto positivo…

Osho, This Is It!



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