lunedì 18 giugno 2018

Una legge fondamentale


18/06/2018
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Ricorda, questa è una legge fondamentale: qualsiasi esperienza, se
completata, non ha più appiglio alcuno su di te. Non lascia traccia alcuna,
non crea in te nessun segno, neppure una singola impronta rimane. Non
resta la benché minima scalfittura: scompare semplicemente, evapora.
La sera, metti a fuoco ciò che è stato completato e cosa non è stato
concluso: rivivilo! Completa quel cerchio… e ricorda: se vivi così ogni
giorno, non avrai mai bisogno di nessuna terapia.
E se in questa meditazione serale, rivivendo l’intera giornata, ti rendi
conto che qualcosa è un male, astienitene, non continuare a ripeterlo. E se
qualcosa è un bene, persevera.
E cosa è male per me e per tutti i Buddha? Tutto ciò che richiede
l’inconsapevolezza per essere compiuto è un male; tutto ciò che senza
l’inconsapevolezza non potrebbe essere fatto è un male. E tutto ciò che
necessita di consapevolezza per essere compiuto è un bene; tutto ciò che
non potrebbe essere fatto senza consapevolezza è un bene. Per cui,
quando fai questa carrellata retrospettiva, guarda tutto ciò che hai fatto
nell’arco della giornata: quando eri consapevole e quando non lo eri;
quando funzionavi come un automa, come una macchina, e quando hai
operato in quanto consapevolezza. E considera questo: tutte le volte che
funzionavi come consapevolezza, stavi facendo qualcosa di buono.
Ti stupirà renderti conto che quando funzioni come consapevolezza, il
bene accade spontaneamente. E ogniqualvolta funzioni come
inconsapevolezza, qualcosa va storto. L’inconsapevolezza è il male, la
consapevolezza è virtù.

Osho: Philosophia Perennis, VOL. II, CAP.

domenica 17 giugno 2018

Emetti un “ahhhhh” profondo, ed espira.


17/06/2018
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Emetti un “ahhhhh” profondo, ed espira. Rilassati profondamente in
quell’espirazione. E quando inspiri, di nuovo senti: “Ah! La vita sta
ritornando”, sei rinato. Crea un flusso circolare: la vita e la morte. Segui il
respiro e siine consapevole. È una pulizia profonda. Muori con ogni
espirazione, e con ogni inspirazione rinasci.

Osho The New Alchemy to Turn You On, APPENDICE 2

sabato 16 giugno 2018

Battiato e la meditazione

16/06/2018

“E’ di importanza vitale. Dalla meditazione ho avuto un grande vantaggio. Non potrei più vivere senza”.
 

Il metodo

“A poco a poco, dai mistici indiani al buddismo tibetano, dal sufismo al sistema analitico di Gurdjieff, sono arrivato a un metodo più personale. Noi viviamo spesso nella mente e non sentiamo il corpo. Immagina di camminare per strada, e invece di essere completamente preso dai tuoi pensieri come spesso succede, immagina di sentire ogni singola parte del tuo corpo: un controllo totale”.
Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - mindfulness - zen - buddhismo - benessere - salute
«Medito tutti i giorni, all’alba e all’imbrunire».
«Io sono nato nel 1945, ma la mia vita ha iniziato a definirsi tale quando ho scoperto la meditazione, nei primi anni Settanta. La pratico due volte al giorno, come gli Egizi. Cambio orario a seconda della stagione. Comunque, non sono regole fisse, se ho degli impegni la sposto. Ma mai rinuncerei, per me è diventata una cosa indispensabile, non potrei vivere senza».
«La mia è una meditazione personale. Negli anni ho letto e raccolto tutte le indicazioni possibili. Poi ho scelto la mia linea personale. Medito dai quaranta ai cinquanta minuti. Quando ho iniziato, negli anni ’70, impiegavo mezz’ora a rilassare tutto il corpo. Oggi in una frazione di secondo riesco a ricollegarmi con tutto il lavoro che ho già fatto. Se ci sono alcune parti che si devono sciogliere, se sei pieno di nodi, è difficile cogliere qualcosa. È l’eterna lotta tra il sì e il no. All’inizio il corpo, non essendo ammaestrato, ha le sue necessità, non vuole stare fermo in quella posizione, ti suggerisce scuse di tutti i tipi, impegni immaginari, impegni che non si possono rimandare. Invece, è tutto rimandabile».
«Ho iniziato per necessità, per problemi esistenziali. Una persona a un certo punto della vita si ferma e cerca di capire: perché fai così? Avevo 24 anni. La politica non mi ha mai interessato. Con il movimento non ho mai avuto contatti. Ho ancora un senso di notevole sgradevolezza se ripenso alle occupazioni, alle aule magne con molti che poi ho scoperto terroristi. Già allora avevo capito che si impegnano molte più energie nelle faccende effimere che in quelle serie».
«Più in alto vai più la materia si fa leggera, più hai la percezione di mondi delicati e sottili. Devi lasciare fuori le grossolanità e un certo genere di pensieri. Alcune sensazioni, un litigio, una guerra contaminano e i tuoi sentimenti sono tirati giù, verso il basso».
«Non viviamo nell’inconscio collettivo».
«Pensate alla vostra evoluzione e conoscete voi stessi attraverso la meditazione, scoprirete le infinite possibilità dell’essere umano».
«Noi esseri umani siamo fatti per meditare e solo attraverso l’elevazione spirituale possiamo staccarci dalla nostra corporeità, raggiungendo la coscienza e non vivendo più nell’inconscio collettivo».
“Nel 1979 ho cominciato a interessarmi alla spiritualità e alla meditazione. Con la meditazione ho imparato che chiudendo gli occhi ed escludendo tutto il mondo esterno si inizia a vedere sul serio, a vivere sul serio”.
La meditazione è uno stato semplice. Ma stare nella semplicità non è cosa facile: temiamo la solitudine; addirittura i pensieri sono rumorosi – ce ne accorgiamo tacendo. Occorre allora cercare lo spazio tra un pensiero e l’altro, con disciplina”.
“Senza il passaggio alla meditazione non si può arrivare a niente. Tecnicamente, per entrare nel sacro devi abbandonare il pensiero materialistico. Bisogna arrivare alla chiarezza della visione. Haiku esprime abbastanza bene la dimensione meditativa, attraverso l’esperienza del silenzio, interessantissima. Quando la provi, non puoi più tornare indietro”.
“Lo studio sul cosiddetto Sé è lungo e vario, perché ogni scuola ha una sua regola. Diciamo che è un po’ come imparare a suonare il pianoforte: solo che la scuola preparatoria di pianoforte e gli esercizi adatti sono più noti di quelli necessari per lo studio del proprio corpo. […]
La meditazione è uno studio simile a quello di uno strumento. Bisogna arrivare a una conoscenza pragmatica e progressiva delle parti del proprio corpo. Si realizzano esercizi di attenzione sugli arti, si approfondisce il proprio Sé, si esercita un’attenzione costante su ogni particolare della vita quotidiana, anche su quelli apparentemente meno importanti. Diventa importante essere coscienti dell’apertura di una porta o del fatto di tenere in mano la cornetta del telefono, avere una doppia coscienza quando si parla, essere coscienti di essere, di quello che si dice, dei gesti che accompagnano le azioni. Tutto questo è puro addestramento, un piccolo gioco rispetto alla coscienza di sé: sono piccoli esercizi che portano a giocare con il corpo, come succede con uno strumento. Questa preparazione serve alla meditazione. Quando ci si mette in uno stato meditativo, bisogna avere tutti i muscoli del corpo rilassati. Tutti i giochini descritti servono a fare in modo che il controllo del proprio corpo sia avanzato, libero da qualsiasi tensione, muscolare o di altro genere. A quel punto la meditazione può cominciare da una base dignitosa. La meditazione è uno stato di assoluto rilassamento. Ci sono persone che riescono a fermare anche i pensieri, ma questo non è importante. È invece importante allontanarsi dal circolo meccanico dei pensieri: esserne fuori, osservarli come si osserva un fiume senza farsi trascinare dalla corrente. Da quel punto in avanti, per ogni persona che si appresta a fare meditazione, il campo metafisico di questa frequenza cambia”.
(Da: Il pensiero di Franco Battiato)
https://www.meditare.net/wp/meditazione/battiato-e-la-meditazione/

venerdì 15 giugno 2018

Due particolari momenti del giorno


15/06/2018
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In Oriente si pensa che due particolari momenti del giorno siano
misteriosi, e quando sei più vicino al mistero dell’esistenza, qualsiasi
altro momento della giornata lo diventa.
La mattina presto, quando il sole non è ancora sorto e l’ultima stella è
appena scomparsa – quella luce acquieta perché il sole non è ancora
presente e la notte è scomparsa. Quel breve intervallo in India è chiamato
sandhya, che significa proprio “intervallo”. In quello spazio la
meditazione è più facile.
La stessa cosa accade anche al tramonto. Quando il sole sta calando e
la notte non è ancora arrivata, di nuovo quell’intervallo è un ottimo
momento per meditare.
La mia sensazione è che, quando la notte se n’è andata, la tua vita è
rinfrescata. Quando il sole non è ancora sorto, l’esistenza intorno a te è
più rilassata, le incombenze del giorno non sono ancora iniziate. Se ti
siedi in silenzio in questo intervallo di tempo, puoi entrare dentro di te più
facilmente che non in un qualsiasi altro momento.

Osho: The Zen Manifesto, CAP. 9

giovedì 14 giugno 2018

Quando esci da un sonno profondo


14/06/2018
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Quando esci da un sonno profondo, a volte accade di ricevere
messaggi dall’essenza più intima del proprio essere. Inizia a prestare
attenzione ai primi pensieri che ti vengono la mattina, subito dopo il
risveglio, quando sei molto vicino al tuo essere: due o tre secondi dopo
esserti svegliato potresti avere un assaggio del tuo essere, potresti ricevere
un suo messaggio. Nel giro di due o tre secondi il contatto si perderà,
sarai di nuovo nel mondo, immerso nella vita di tutti i giorni.
 
Osho: The Beloved, VOL. I, CAP. 10

mercoledì 13 giugno 2018

Rilassamento, osservazione, assenza di giudizio.


13/06/2018
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La meditazione non ha nulla a che vedere con il controllo della mente
– e questo perché qualsiasi forma di controllo è una sorta di repressione, e
tutto ciò che viene represso prima o poi si prende la sua rivincita. Nel
momento in cui ti distrai – o ti rilassi un po’ – la mente che tenevi sotto
controllo alzerà immediatamente la testa e inizierà a vorticare, scatenando
tutto ciò che avevi occultato dentro di te.
La meditazione non è affatto controllo, perché il controllo crea
tensione e la meditazione si basa sul rilassamento.
Qualsiasi sia il metodo, la meditazione ha alcuni elementi essenziali:
la tecnica può differire, ma quei pochi elementi essenziali sono
indispensabili in qualsiasi metodo si utilizzi. E il primo è proprio uno
stato rilassato: nessuna lotta con la mente, nessun controllo della mente,
nessun tipo di concentrazione.
Il secondo è un semplice osservare qualsiasi cosa stia accadendo con
una consapevolezza rilassata, senza alcuna interferenza… osserva
semplicemente la mente, in silenzio, senza alcun giudizio, senza alcuna
valutazione.
Dunque, questi sono i tre elementi di fondo: rilassamento,
osservazione, assenza di giudizio. E piano piano in te discende un silenzio
incredibile. Qualsiasi movimento interiore si acquieta. Sei presente, ma
non hai alcuna sensazione di io sono… sei un puro e semplice spazio di
presenza.
Esistono centododici metodi di meditazione, e io li ho trattati tutti.
Differiscono nella loro struttura, ma gli elementi fondamentali restano gli
stessi: rilassamento, osservazione consapevole, un’attitudine non
giudicante.
In base alle circostanze, in funzione di ciascun individuo, puoi
cambiare l’espediente che usi, ma non puoi escludere nessuno di questi
tre elementi: rilassamento, osservazione consapevole e un’attitudine non
giudicante.
Dunque, in realtà, queste sole tre cose sono l’unico metodo di
meditazione, tutte le altre tecniche sono solo delle variazioni dello stesso
tema. Se una persona medita utilizzando soltanto questi tre fattori
essenziali, può creare ogni sorta di metodo funzionale alle diverse
situazioni, alla sua personale tipologia e a quella delle altre persone.
In ogni caso, ciascuno dovrebbe avere la propria esperienza personale.

Osho: Ta Hui, The Great Zen Teacher, CAP. 14