12 maggio 2017

ABBANDONARE IL MATRIX…


Non tutto è da prendere come uno scherzo! Un bel programma di vita.
1. Smettere di bere, fumare, mangiare il cibo spazzatura; limitare i carboidrati, escludere lo zucchero; consumare soltanto il cibo “vivo”.
2. Pulire l’intestino (dai parassiti soprattutto). Buttare via la maggioranza dei medicinali. Non andare dai medici. Non lasciarsi manipolare dagli estranei e smettere di credere nelle malattie; non esistono.
3. Parlare con il proprio corpo. Il copro ci dice sempre di cosa ha bisogno. Il bisogno dei cibi con vibrazioni basse significa l’esistenza delle deformazioni nella struttura cellulare. Fare l’amicizia con gli elementi dell’organismo, dare loro i compiti: pulire, ripristinare… quando ci si lava, parlare con l’acqua, chiederle di pulire i corpi inferiori. Non girare con i cappelli sciolti – i cappelli sono come le antenne, raccolgono le informazioni nocive e pensieri altrui; lasciarli sciolti solo quando si comunica con le forze superiori e durante le meditazioni.
4. Fare ginnastica e meditazioni.
5. Stare, almeno 2-3 ore al giorno, all’aria fresca; comunicare con la natura. Smettere di frequentare i centri commerciali, stadi, manifestazioni, bar e locali alla moda.
6. Fare una cernita nel proprio guardaroba, lasciare solo i capi naturali, comodi, che piacciono, il resto si da via. I gioielli e la bigiotteria bloccano le energie, non esagerare.
7. Buttare via il microonde, non guardare la TV. Eliminare grovigli di cavi elettrici in casa. Staccare il cellulare di notte e quando si fanno delle meditazioni; pulire il computer eliminando i giochi, forum stupidi, file su nulla. Fare l’ordine in casa, in cantina, nell’orto. Tutto ciò che è rotto, sbrecciato, non riparabile, tutto ciò che sta in soffitta – non serve. Via! Riparare ciò che serve. Non lasciare i rubinetti gocciolanti. Amare tutto ciò che vi circonda.
8. Perdonare tutti e chiedere perdono.
9. Comunicare con gli animali, piotante, bambini piccoli.
10. Dopo un paio di mesi sentirete che le spese (eliminato tutto il superfluo) si riducono. Si può provare a lavorare un po’ meno.
11. Smettere di preoccupassi dell’età. Spostate il vostro corpo in quel punto della vostra sfera dove vi piacete esternamente e comunicatelo al corpo!
12. Non preoccuparsi di nulla. Non dovete affrettarvi. Siete nell’eternità. Non ignorare ciò che sembra di avere poco significato.
13. Creare: scrivere, dipingere, disegnare, fare il modellismo, ballare, cantare. Non collezionare nulla. La vita è verbo. La cosa migliore è disegnare sulla sabbia della risacca.
14. Sorridere sempre e a tutti.
 

9 maggio 2017

Chiedere Scusa: Perché è Importante e Come Farlo

Quante volte sentiamo parlare dell’importanza di chiedere scusa. Importante lo è davvero, il perdono. Sia per il “carnefice” che per la “vittima”. Sull’argomento si sono spese molte parole e online spopolano le guide per perdonare nel modo più efficace, in perfetto stile occidentale.
chiedere scusa
A scrivere un vero e proprio “Vademecum del Pentito” ci ha pensato anche un filosofo, nonché consulente aziendale, di nome Bruce Weinstein, il cui libro è in realtà dedicato ai manager sebbene si adatti a persone di qualunque tipo. Ecco alcuni dei suoi consigli in pillole:

Le domande da porsi

Primo step secondo Weinstein è porsi le domande giuste, ovvero cercare di capire a cosa servono le scuse, se sono sinonimo di debolezza, come evitare di ripetere eventuali errori che ci hanno condotto a dover chiedere scusa e via dicendo. Farsi queste domande sarebbe una premessa fondamentale prima di passare al perdono vero e proprio.
Non perdere tempo
Una volta deciso di chiedere scusa è meglio farlo velocemente, evitando di dare troppe spiegazioni al malcapitato di turno perché questo atteggiamento anziché aiutare, rende le scuse fastidiose. Quindi no a banali giustificazioni e spiegazioni contorte. Bastano poche parole, anche un semplice “mi dispiace“.
Essere sinceri
Altra condizione indispensabile la sincerità. Questo lo sappiamo tutti, se le scuse non vengono dal cuore, l’altro se ne accorge e difficilmente ci concederà il suo perdono. Inoltre una scusa non sincera lascia il tempo che trova perché l’errore verrà presto commesso di nuovo.
Evitare di commettere gli stessi errori
Ovviamente una volta chiesto il perdono, sarebbe opportuno evitare di commettere esattamente gli stessi errori. Una scusa sincera implica infatti un cambiamento di prospettiva che deve manifestarsi concretamente.
Scusarsi non è da deboli
Altro punto fondamentale secondo Weinstein è capire che scusarsi non è affatto sintomo di debolezza, come spesso tendiamo a credere, ma di forza. Perché una persona che sceglie di dire “mi dispiace” sta assumendo le proprie responsabilità in relazione all’errore commesso. Non sfugge.
Chiedere aiuto
La richiesta di aiuto può essere a doppio senso: ovvero si può chiedere aiuto per affrontare la situazione oppure per evitare di commettere lo stesso errore in seguito. E’ una dimostrazione di umiltà.

Il perdono per il filosofo Paul Ricoeur 

Paul-Ricoeur
Il filosofo Paul Ricoeur (1913-2005) si è a lungo occupato del tema del perdono, che è un argomento nodale dei suoi studi. Il perdono, secondo Ricoeur, esiste laddove sussiste una “logica della sovrabbondanza“, ovvero dove esiste la capacità di donare e donarsi, di cui il perdono è la massima manifestazione. Ma il perdono mostra anche la dignità della persona perché l’individuo in grado di perdonare in un certo senso riconosce di poter fare meglio di quanto ha fatto e di poter cambiare perché vale molto più delle sue azioni. Il perdono, secondo Ricoeur, non è affatto semplice perché non si tratta solo di saldare un debito ma di “ricostruire una memoria”. Inoltre il perdono, oltre a essere ciò che noi concediamo, è in primis quello che noi chiediamo alla vittima.
Ricoeur parla anche di perdono difficile inteso come “quello che, prendendo sul serio il tragico dell’azione, punta alla radice degli atti, alla fonte dei conflitti e dei torti che richiedono il perdono: non si tratta di cancellare un debito su una tabella dei conti, al livello di un bilancio contabile, si tratta di sciogliere dei nodi. Il perdono inteso come perdono difficile è il perdono esercitato in situazioni estreme.” Il perdono è una forma di oblio che ci libera da un passato che tende a non volersene andare perché è attraverso di esso che prendiamo congedo dal passato e possiamo proiettarci in modo più consapevole nel futuro.

Frasi e aforismi famosi sul Perdono

chiedere-scusa
Il perdono è la qualità del coraggioso, non del codardo. (Gandhi)
Nel perdono c’è sempre un’inclinazione dall’alto verso il basso, che impedisce una relazione alla pari. Ma se tu dici: “mi dispiace”, stai di fronte. Allora conservi la tua tua dignità, e così l’altro può avvicinarsi a te più facilmente. (Bert Hellinger)
… Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: “Tu hai ucciso me, o io ho ucciso te? Non ricordo più: stiamo qui insieme come prima“. “Ora so che mi hai perdonato davvero” disse Caino “perché dimenticare è perdonare. Anch’io cercherò di scordare“. Abele disse lentamente: “È così. Finché dura il rimorso dura la colpa“. (Jorge Luis Borge)
Se avete ragione, potete permettervi di scusarvi; e se avete torto, non potete permettervi di non farlo. (Edwarg Wallace)
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci. (Gabriel Garcia Marquez)
Laura De Rosa

http://darshanshaktipat.it/2017/05/09/chiedere-scusa-perche-e-importante-e-come-farlo/ 

6 maggio 2017

Regredire per progredire - La vita tribale ci salverà!

06/05/2017

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“Se fate notare che gli alveari funzionano bene per le api, o che i branchi funzionano bene per i babbuini e per i lupi, nessuno ci trova nulla da ridire. 

  Ma se fate notare che la vita tribale funziona bene per gli umani, non sorprendetevi di venire attaccati con ferocia quasi isterica. 

Gli attaccanti non criticheranno mai ciò che avete detto, ma piuttosto cose che hanno immaginato che abbiate detto, per esempio che la vita tribale è “perfetta”, o “idilliaca”, o “nobile”, o semplicemente “meravigliosa”. Non importa che voi non abbiate detto nessuna di queste cose, si indigneranno come se lo aveste fatto.



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La vita tribale in realtà non è perfetta, idilliaca, nobile o meravigliosa, ma ovunque sia trovata intatta funziona bene – bene quanto i modi di vivere di lucertole, procioni, oche o scarabei – con il risultato che i membri della tribù non sono generalmente furiosi, ribelli, disperati, stressati e quasi psicopatici, dilaniati da crimine, odio e violenza. (…) La vita tribale non trasforma le persone in santi; permette a individui ordinari di vivere insieme con uno stress minimo anno dopo anno, generazione dopo generazione.”  


“I Pirahà ridono quasi di tutto. Ridono delle loro stesse disgrazie: quando la capanna di qualcuno crolla durante una tempesta, gli occupanti ridono più forte di tutti. Ridono quando prendono un sacco di pesci. Ridono quando non ne prendono nessuno. Ridono quando sono sazi e ridono quando hanno fame. 



(…) Non sono mai esigenti o bruschi. 
Immagine correlataFin dalla mia prima sera tra loro sono stato impressionato dalla loro pazienza, dalla loro allegria e dalla loro gentilezza. Questa loro allegria pervasiva è difficile da spiegare, anche se io credo che i Pirahà siano così fiduciosi e sicuri della loro abilità a gestire tutto quello che il loro ambiente gli pone di fronte che riescono a godersi tutto quello che gli capita. E non certo perché la loro vita sia facile, ma perché si sentono sempre all’altezza di ogni situazione. (…) 

Così possono permettersi di vivere alla giornata, eliminando enormi fonti di ansia, preoccupazione e disperazione che assillano noi occidentali.

C’è un’interessante modo alternativo di vedere queste cose. 
Forse è la presenza di queste preoccupazioni a rendere una cultura più primitiva, e la loro assenza che rende una cultura più sofisticata. 

E’ più sofisticato guardare all’universo con preoccupazione, come un rompicapo da risolvere prima che ci uccida, o godersi la vita come viene, in totale sintonia?”

 (Daniel Everett, Don’t Sleep, There are Snakes)




"Erano capaci di grandi imprese di resistenza e fatica fisica – 
ma solo se strettamente necessarie

Altrimenti i loro passatempi favoriti erano dormire, chiacchierare e fare musica. E amavano ridere. 

Tutti quelli che hanno incontrato i Pigmei hanno notato il loro senso dell’umorismo. C’era un evidente carattere anarchico nella loro società; quando cooperavano lo facevano per scelta. 





Chiunque non aveva voglia di andare a caccia, 
ad esempio, se ne stava a casa. 



(Non come noi obbligati dalla società e dalle istituzioni a frequentare "scuole dell'obbligo", il nome è già tutto un programma...e a trovarci un lavoro "fisso" che diventi la nostra ombra a vita.)



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La loro tolleranza per il comportamento individuale andava contro tutto quello che credevo fossero le basi di una comunità organizzata. Non c’era bisogno dell’ambizione; in realtà l’ambizione era usata solo come mezzo per provocare il riso. 


La loro unica forma di pressione sociale, se si può chiamare così, era la derisione, che era estremamente efficace. 

Uomini e donne avevano ruoli distinti, ma la società era essenzialmente egualitaria


E quanto alla raccolta, era puro piacere. 
Le donne andavano a zonzo per la foresta come in un enorme supermercato – solo che tutto era gratis!

E ogni giornata di caccia era piena di piccole avventure, eccitazione, momenti di idillica contemplazione o di risate. 
Non ce n’erano mai due uguali. (…) 

Risultati immagini per BayakaMi resi conto che quello che mi sarebbe mancato di più era la compagnia dei Bayaka. Nei mesi passati ad Amopolo ero arrivato a considerarli il popolo più equilibrato del mondo. 

La loro imperterrita concentrazione a godersi ogni momento così come viene, senza preoccuparsi delle conseguenze, li rendeva liberi da ogni nevrosi. Per me erano un esempio di come il pieno potenziale dell’individuo possa realizzarsi senza i complessi vincoli imposti dalla civiltà moderna. All’inizio avevo trovato molte delle loro preoccupazioni meschine e banali. 

Ora, al contrario, erano le astruse macchinazioni del mondo a cui stavo per tornare a sembrarmi superficiali e insensate.”  

(Louis Sarno, Song from the Forest)





Cosa abbiamo compreso da queste righe?



Che la felicità non è mai data da una vita individuale come la nostra, dove si accumula e si accumulano oggetti, soldi, lodi per tutta la nostra vita senza mai sentirci davvero felici e spensierati.

Noi abbiamo case spettacolari, supermercati, cibo pronto, piscine artificiali, un sacco di tecnologia, ma la verità è che ci sentiamo sempre più soli e isolati dal mondo, abbiamo perso il cuore, non sappiamo più ascoltare ne sentire, solo volere, pretendere, senza mai voler dare.

La vita tribale è al contrario della nostra, la terra è Madre Natura, la tribù la tiene solo in prestito, non ci sono proprietà private, tasse da pagare, recinti e muri che dividono i singoli pezzi.

Il sesso è libero, l'amore è libero, la nudità continua allontana dalle menti umane l'idea di pornografia. Ci si lava al fiume, si raccolgono frutti senza coltivarli, si accendono fuochi in comune, il lavoro coatto non esiste, si lavora solo quando c'è bisogno, tutto il resto del loro tempo è svago, eterna domenica...
http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/05/regredire-per-progredire-la-vita.html

5 maggio 2017

Scegliete quella donna che ...

05/05/2017

Scegliete quella donna che si dedica alla ricerca della profondità della propria anima. Questo significa che lei potrà trovare la profondità anche della vostra anima. Imparando a perdonare i suoi errori, imparerà a perdonare anche i vostri, e col tempo entrambi capirete che non ci sono errori, ci sono delle possibilità.
Scegliete quella donna che purifica il suo subconscio dalla spazzatura con le meditazioni e si libera dalle ferite del passato con i mantra, anche se a voi queste parole sembrano misteriose. Lei non ha paura dei segreti della propria anima. E vi aspetta un'avventura lunga una vita, una navigazione nell'oceano del suo cuore.


Scegliete quella donna che onora il suo corpo attraverso il moto, il cibo sano e si prende cura di se stessa. Una donna che sta bene nel suo corpo vi aiuterà a trovare il confort nel vostro corpo, e le sue sensualità e tenerezza diventeranno una fonte di gioia per tutti e due.

Scegliete una donna dalla mente flessibile e dalla colonna vertebrale flessibile. Probabilmente, non la capirete quando vi racconterà della filosofia sufi, ma la capirete sempre quando vi parlerà d'amore, perché lei vivrà di questo.

Questa donna magica la troverete in tanti posti. Non solo nei circoli yoga, ma ovunque dove serve aiuto. La riconoscerete dalla sua aura che potrà accecarvi. Potreste persino scambiarla per una dea. Ma è proprio così: lei possiede tutte le forze della terra, dell'aria, dell'acqua e dell'etere.
E' una custode dell'Universo, e crea la vita,. E la vita che creerete insieme sarà splendida.

(Ramdesh Kaur)
Da Olga Samarina FB

http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/05/scegliete-quella-donna-che.html

1 maggio 2017

Osho: L’orgasmo non ha sessualità.




Risultati immagini per osho L’orgasmo non ha sessualità.
Amato Maestro,
cos'è l'orgasmo riferito alla meditazione e ai piani più alti della consapevolezza?
Il sentirsi orgasmici in un profondo stato di meditazione non è forse assenza assoluta di sessualità?
In sé l'esperienza dell'orgasmo è sempre non sessuale. Anche quando la si consegue attraverso il sesso; in sé l'orgasmo non ha sessualità alcuna.
Puoi arrivare all'orgasmo tramite il sesso È una fusione delle polarità negativa e positiva, una fusione così profonda che l'uomo non è più uomo, la donna non è più donna. Essi non sono più due entità, esiste solo un'energia che li avvolge entrambi. Essi si sono fusi in quell'energia.
Può durare un istante, non ha importanza; ma in sé quell'esperienza non ha nulla a che vedere con il sesso
Il primo orgasmo sarà inevitabilmente raggiunto tramite il sesso e la mia comprensione mi dice che la meditazione si è evoluta partendo dall'esperienza dell'orgasmo.
Coloro che posero le basi della meditazione, in particolare Shiva, erano conosciuti anche come grandi amanti. Shiva nel suo "Vigyana Bhairava Tantra" ha descritto, con formule scientifiche, centododici metodi di meditazione: ogni meditazione è racchiusa in un aforisma. Quei centododici sutra sono come semi. In essi Shiva ha condensato tutto ciò che si riferisce al metodo.
Forse Shiva fu il primo uomo a scoprire la meditazione. Ε si può dedurre, in maniera estremamente scientifica, che chiunque abbia sperimentato l'orgasmo, se è provvisto di un briciolo di intelligenza, si è accorto che si tratta di un'esperienza non sessuale, anche se vi si arriva tramite il sesso
Questo serve a farci intuire che possono esserci altre vie per arrivarci, utilizzando strumenti non sessuali; visto che in sé quell'esperienza non è sessuale, è ovvio che il sesso non sia la sola strada per arrivarci.
Se si sperimenta l'orgasmo, non occorre molta intelligenza per capirlo: diventa evidente. Forse la sessualità crea lο sfondo in cui accade. Ma l'esperienza dell'orgasmo non vi offre nessun richiamo sessuale: è pura spiritualità.
Chiunque l'abbia sperimentato, deve aver concluso che devono esserci altre vie per arrivarci, visto che il sesso non è necessariamente un elemento portante. Per cui, quelle persone devono aver osservato come accade. Ε le cose sono diventate evidenti: nell'istante dell'orgasmo, il tempo si arresta, ti scordi del tempo. La tua mente si arresta, non pensi più. Esiste una profonda quiete e un'intensa consapevolezza.
Non sei addormentato Non sei caduto in un sonno ipnotico. Tutto è chiaro. La mente non funziona come al solito: il processo del pensiero si è arrestato. Non esiste più la sensazione del tempo; sembra esservi un'assenza di tempo.
In seguito penserai che è durato solo pochi secondi, ma questo lο penserai solo dopo: nell'esperienza, sembra un'eternità. Ε sei pienamente consapevole, come mai lo sei stato: sei consapevole come mai prima, sei sveglio!
Qualsiasi osservatore, vivendo questa esperienza, penserà: "Se si riesce ad attivare questi elementi - consapevolezza, assenza di pensiero, assenza di tempo - si arriverà a una condizione orgasmica, evitando la sessualità".
Ε io ho capito questo: è così che l'uomo deve aver scoperto la meditazione, la prima volta; perché altrimenti, non essendo la meditazione qualcosa di biologico ο di naturale, non si potrebbe semplicemente arrivare a scoprirla col tempo. Tuttavia la biologia ti ha fornito un'esperienza; se cerchi di capirla, inevitabilmente cercherai altri metodi per realizzarla. Sai che ti è accaduta; hai sperimentato l'assenza di pensiero, di tempo, e la presenza di una consapevolezza totale; per cui è una cosa possibile.
Non vai più a tentoni nel buio, non si tratta di teorie ο ipotesi: sai che è una cosa possibile. Ne sei venuto a conoscenza attraverso la via biologica. Ora, se quei tre elementi possono essere conservati senza l'elemento sessuale, l'orgasmo avviene di nuovo.
La differenza è questa: l'orgasmo sessuale è assolutamente momentaneo. Sebbene sembri eterno, mentre si verifica, non lo è: quella sensazione è prodotta dalla sua intensità. Viceversa, tramite la meditazione può essere lungo quanto si vuole, in quanto la meditazione non dipende da un'altra persona, sia essa uomo ο donna, ο da una particolare sintonia tra le due menti, ο da un ritmo tra le due energie. L'orgasmo sessuale dipende da molte cose, e in particolare dalla presenza dell'altra persona.
La meditazione è indipendente dall'altro; occorri solo tu per creare la situazione. Se ne deduce che devi partire dalla consapevolezza, perché non conosci altro modo per arrestare i pensieri. Non hai il potere di fermare i pensieri ο di arrestare il tempo Rimane, quindi, una sola cosa: la consapevolezza. Cioè, tu puoi essere più consapevole, ο lο puoi essere meno.
Lo sai. Se all'improvviso questa casa si incendiasse, saresti più all'erta. Tu sai che la tua consapevolezza ha alti e bassi. In certi momenti sei più consapevole, in altri lo sei meno. Per cui è possibile creare situazioni in cui si è più coscienti.
Ecco perché la consapevolezza diventò il fondamento della meditazione. Ε con la consapevolezza avrai una sorpresa: più diventi consapevole, più i pensieri scompaiono. Quando sei pienamente consapevole, non ci sono più pensieri, e all'improvviso il tempo si arresta. Ιl tempo può esistere in te, solo grazie al movimento dei pensieri.
Di fatto, il tempo può essere misurato solo tramite il movimento. Ad esempio, come misuri lo scorrere del tempo su un orologio? Grazie al movimento delle lancette; altrimenti sarebbe impossibile.
Se ogni cosa è immobile, ti sarebbe impossibile pensare all'esistenza di qualcosa come il tempo. Ma sai che è passata un'auto, un treno, e tra questi movimenti esiste un intervallo.. quell'intervallo presuppone il tempo Ad un certo punto senti il rumore di un aereo... questo è movimento, questo ti fa scoprire il movimento intorno a te.
Dentro di te esiste solo un movimento, quello dei pensieri. Quando il pensiero si arresta, all'improvviso il tempo scompare: non esiste più un movimento che permetta di misurarlo. Ecco perché, se nella notte sogni molto, al mattino penserai che sia stata una notte molto, molto lunga: la causa sta nel movimento avvenuto in te. Viceversa, se non hai sognato affatto, avrai solo la sensazione di esserti semplicemente addormentato, e subito dopo di esserti svegliato. La notte è trascorsa in un lampo.
Quando sei ansioso, infelice, quando soffri, il tempo passa lentamente, a causa del tuo soffrire. Vorresti che tutto passasse velocemente, ma a causa della tua aspettativa la sofferenza non passa mai, e il tempo scorre lentamente.
Ma quando incontri un amico dopo anni, scopri che le ore sono trascorse senza che te ne accorgessi, e sembra che vi siate incontrati solo poco fa. Quando sei felice, ο quando sei triste, immediatamente influenzi con i tuoi stati d'animo la velocità del tempo. Ma quando non sei né l'una né l'altra cosa, sei semplice silenzio, il tempo non ha possibilità alcuna di muoversi.
Quindi, man mano che si diventa consapevoli, come prima cosa si vedono diminuire i pensieri, e questi alla fine si arrestano. A quel punto si scopre che il tempo è svanito: in questo modo si sarà scoperta la chiave della meditazione elementare. Ε tutti i vari metodi non saranno altro che una diversificazione del primo, combinazioni diverse dello stesso metodo base. Le combinazioni variano, ma fondamentalmente saranno solo consapevolezza e testimonianza.
Ε non sembra esserci altro modo per trovare la meditazione che non sia l'orgasmo, poiché è la sola esperienza che la natura offre che si avvicini alla meditazione. Ε la cosa triste è che milioni di persone non hanno esperienza alcuna dell'orgasmo, poiché tutte le religioni impediscono da sempre di farne esperienza.
È una cosa ridicola, perché se la gente non ha nessuna esperienza dell'orgasmo, la meditazione rimane pura fantasia; oppure qualcosa di accessibile solo a dei giganti: "Ma noi siamo semplici esseri umani, e non possiamo essere più consapevoli. Come potremmo? Facciamo del nostro meglio, ma come fare ad arrestare i pensieri?"
La responsabilità di aver tenuto la gente lontana dalla sfera della meditazione è tutta delle
religioni, in quanto sono tutte fermamente nemiche del sesso. Esse hanno impedito alla gente, non di sperimentare il sesso, bensì l'orgasmo, in quanto il sesso è stato avvelenato dal senso di colpa.
Non riuscendo a vietare il sesso, hanno impedito alla gente di giocare con la propria sessualità; hanno impedito alla gente di rispettare il sesso e di viverlo in profondità.
Ιl sesso è diventato un peccato, e questo fa sentire in colpa la gente. L'υοmο ha fretta di concludere il più velocemente possibile, perché non si può peccare a lungo. Sapendo di fare qualcosa di sbagliato, si ha fretta di finire.
Ε se l'uomo ha fretta, non può arrivare a nessun orgasmo; si limiterà ad eiaculare; cosa che dimostrerà come tutti gli insegnanti di religione avessero avuto ragione: stai sprecando la tua energia. In quel caso, infatti, l'uomo avrà la sensazione di non aver ottenuto nulla: è stato uno spreco, oltretutto stancante.
Il giorno dopo forse avrà il mal di testa, si sentirà intontito, privo di vivacità. Penserà che forse i preti hanno ragione, e sentirà di essere stato già punito.
È una cosa stranissima: i preti hanno creato l'idea della colpa, e questo senso di colpa riesce a dimostrarti che stai facendo qualcosa di sbagliato.
La donna è rimasta immobile, facendo all'amore, in quanto le è stato detto che goderne, ο giocare, ο anche solo muoversi, non è una cosa da signora, lο fanno solo le prostitute. Le signore stanno semplicemente sdraiate, come dei cadaveri, pensando: "Lasciamo che faccia ciò che vuole e che finisca al più presto possibile", e si comportano così perché il fare all'amore non dà loro nulla di nulla.
Per lo meno l'uomo troverà un sollievo all'energia che lο stava appesantendo, ma la donna non ottiene neppure quel sollievo. Per cui è naturale che le donne siano più contrarie al sesso degli uomini. E ogni donna, in cuor suo, pensa che gli uomini siano solo degli animali: desiderano solo il sesso.
Queste sono conseguenze di tutti gli insegnamenti religiosi. In questo modo, anche se non si è riusciti a vietare il sesso... altrimenti l'umanità sarebbe già scomparsa - si è vietato l'orgasmo: alla procreazione non è necessario! In questo modo la biologia non ha posto problemi: è rimasta, privata dell'orgasmo.
L'orgasmo non era un elemento necessario alla riproduzione, era un elemento capace di aprire una finestra su un'evoluzione superiore della consapevolezza.
Ma quegli idioti di leader religiosi e di preti hanno sbarrato quella finestra. Hanno sempre spronato le persone a meditare; ma quando queste fallivano, quando non riuscivano a raggiungere la sfera della meditazione, i preti dicevano loro: "Peccatori! Come potreste? Prima di tutto dovete essere celibi, digiunare, mortificarvi". Tutte cose che impediscono di vivere un'esperienza orgasmica, la sola via naturale a una prima intuizione di cosa sia la meditazione.
A questo punto siete in grado di capire la difficoltà in cui mi trovo. Se dico alla gente: "Ι vostri preti vi hanno impedito di diventare religiosi", nessuno riuscirà a capire cosa dico. Ma ciò che dico ha prove assolutamente scientifiche.
Deve esistere qualcosa nella natura dell'essere umano che apra una finestra verso un'evoluzione superiore; altrimenti, come lο si potrebbe convincere che esistono esperienze più elevate? Come ci arrivò il primo uomo? Perché si mise a meditare, e come scoprì la via alla meditazione?
Qualcuno, in un passato lontano, deve aver trovato delle analogie nella sua natura, e deve aver visto che, sebbene ci arrivasse grazie al sesso, si raggiungeva un punto in cui il sesso non c'entrava affatto: il sesso si limitava ad aprire una porta su una realtà nuova. Ε quella porta poteva essere aperta senza il sesso, in maniera di gran lunga più semplice, senza dipendere da altri.
Ιl fatto che il sesso sia diventato un tabù, che sia stato vietato, rifiutato, criticato, è una sfortuna tra le più grandi che abbiano colpito l'umanità. Non si è riusciti a impedirlo, ma di certo si è ottenuto il risultato di avvelenare la crescita spirituale dell'uomo.
Per concludere: non è solo l'orgasmo che esperimenti in meditazione a essere non sessuale, lo è anche quello sperimentato tramite il sesso L'orgasmo è di per sé un'esperienza non sessuale.
La via naturale, la via più facile, la prima è arrivarci tramite il sesso, ed è una cosa più che buona. Segue le intenzioni della natura. A quel punto arrivi a capire che quell'esperienza è alla tua portata: allora ci puoi giocare, e puoi trovare diverse vie per raggiungerla. Tutte quelle vie sono diventate meditazioni. Ε non ti impediscono certo di utilizzare la via sessuale, perché è stato proprio il sesso a darti la prima esperienza orgasmica, a darti la prima intuizione di cosa sia l'illuminazione, ti ha allontanato dalla biologia e dalla natura.
Per questo si deve essere riconoscenti alla propria sessualità. Ιl problema di sentirsi in colpa non dovrebbe neppure esistere.
Se le religioni avessero insegnato alla gente a essere riconoscente nei confronti della sessualità, avremmo prodotto un tipo di essere umano tοtalmente diverso: non la creatura infelice e sofferente che si vede oggi in tutto il mondo.
Avremmo prodotto persone veramente allegre ed estatiche; la gente avrebbe scordato completamente l'infelicità, la sofferenza e l'angoscia, in cui oggi sta vivendo.
Tratto da: 'Light οn the Path"
31 gennaio 1987, mattino. Katmandu, Nepal.