6 marzo 2016

Il senso di colpa

6 MARZO 2016


 
Con le religioni è successa la stessa cosa; ogni religione si è occupata di condannare una porzione di umanità, facendola così sentire in colpa. E una volta instillato in te il senso di colpa, il prete ti tiene in pugno; a quel punto non puoi più sfuggire, perché lui è l’unico che può ripulire tutte le parti deplorevoli di te, che può metterti in condizione di presentarti di fronte a dio senza vergognarti. 

L’illusione di dio è stata creata da lui; lui ha creato la finzione della colpa ed è stato sempre lui a creare la falsa credenza che un giorno dovrai presentarti di fronte a dio e dovrai essere pulito, puro e in condizione tale da poter stare al suo cospetto senza timore e senza vergogna. Tutta questa situazione è assolutamente fittizia, ma occorre ricordare che per le pseudoreligioni è tutto vero!

E quando dico tutte le religioni, intendo le pseudoreligioni: il plurale indica che si tratta di cose fasulle. Quando la religione diventa scientifica, il plurale non serve: in quel caso parlerò semplicemente di religione e la sua funzione sarà l’esatto opposto di quella delle pseudoreligioni. La sua funzione sarà liberarti da dio, dal paradiso e dall’inferno; liberarti dall’idea del peccato originale, liberarti dell’idea che tu sia qualcosa di distinto dalla natura: liberarti da qualsiasi tipo di repressione.

Grazie a questa libertà, riuscirai finalmente a imparare a esprimere la tua essenza naturale, qualunque essa sia. Non c’è bisogno di vergognarsi; se sei fatto in un certo modo è perché l’universo ti vuole esattamente così: l’universo ha bisogno che tu sia fatto in questa maniera, altrimenti, al posto tuo, avrebbe creato qualcun altro.

Perciò, secondo me, l’unica cosa veramente irreligiosa è non essere te stesso. Sii te stesso, senza condizioni, senza vincoli: sii semplicemente te stesso e sarai religioso, perché tu sei un essere sano, integro e completo!
Non hai bisogno del prete, non hai bisogno dello psicanalista, non hai bisogno dell’aiuto di nessuno, perché non sei malato, non sei bloccato e non sei paralizzato; con la riscoperta della tua libertà, sono scomparsi anche tutti i tuoi blocchi e le tue paralisi.

La religione può essere condensata in una singola frase: libertà totale di essere se stessi.
Esprimi te stesso, senza timore, in tutte le maniere possibili; se esprimi il tuo essere nella sua forma più vera, nel suo naturale fluire, sarai ricompensato immediatamente, non domani, ma oggi, quieora.

Vieni punito solo quando vai contro la tua natura; ma quella punizione ti è d’aiuto, perché ti indica semplicemente che ti sei allontanato dalla tua natura, che sei andato fuori strada, alla deriva: torna indietro!
La punizione non è una vendetta; niente affatto, la punizione è soltanto un tentativo di risvegliarti, dicendoti: “Dove stai andando? C’è qualcosa di sbagliato, qualcosa che non va in te: per questo c’è dolore, c’è timore, c’è angoscia”.

Quando sei naturale, esprimi te stesso proprio come fanno gli alberi e gli uccelli, che sono più fortunati, perché nessun uccello ha mai cercato di fare il prete e a nessun albero è mai passata per la testa l’idea di diventare uno psicanalista.
Allora ti sentirai a casa nell’esistenza proprio come gli alberi, come gli uccelli, come le nuvole. E sentirsi a casa è l’essenza della religione. 

Osho

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