17 febbraio 2016

Un cambio di gestalt

17 FEBBRAIO 2016


Io ti do un messaggio del tutto nuovo: non si tratta di trascendere – non devi andare al di là –, devi entrare dentro di te. Il trascendente è all’interno del proprio essere, e la dimensione interiore è il trascendente; e tutto è quieora! Proprio in questo istante, l’intera esistenza è presente in tutte le sue potenzialità; si tratta solo di operare un cambio di consapevolezza, non di salire una scala. Si tratta di un cambio di gestalt, non di una scala: nulla cambia, tutto resta ciò che è; semplicemente, in te accade un salto di qualità. All’improvviso inizi a vedere cose che non percepivi, ma che erano già presenti; sono sempre state presenti.

Hai mai guardato in qualche testo di psicologia della gestalt? Ci sono delle immagini. Una delle più famose raffigura una vecchia, ma nell’immagine, nascosta negli stessi tratti, c’è anche una donna giovane. Puoi vedere la vecchia; e se continui a guardarla, all’improvviso arriva un momento in cui la consapevolezza cambia gestalt, ed ecco che vedi la donna giovane. E se continui a guardare la giovane abbastanza a lungo, ecco che all’improvviso qualcosa cambia e torni a vedere la vecchia.
Neppure quando le hai viste entrambe – e sai benissimo che ci sono tutt’e due – riuscirai a vederle insieme. Infatti, la donna vecchia è formata dagli stessi tratti che compongono la giovane: ne puoi vedere solo una per volta.

Se vedi il mondo, non puoi vedere il divino, questo è vero – ma l’essenza divina non è opposta al mondo, è soltanto un’altra gestalt. Se vedi il divino, il mondo scompare; questo non vuol dire che tu abbia trasceso il mondo: è lo stesso mondo, semplicemente la tua visione ha attivato una nuova gestalt. E il vero uomo di comprensione dirà che il divino può essere visto come il mondo, il mondo può essere visto come divino.

Si dice che William James abbia affermato: “La mente è un modo in cui il mondo è assemblato e le cose riunite; la materia è un altro modo”, sono soltanto modi diversi di assemblare e riunire le cose. Né la materia esiste contro la mente, né la mente esiste contro la materia. Tu sei corpo: questa è una gestalt; tu sei anima: quella è un’altra gestalt. Tra le due cose non esiste alcuna scala, in quanto si tratta di due gestalt differenti.
Ricorda quell’immagine: esiste forse una scala tra la donna vecchia e la giovane? Non c’è alcuna scala perché entrambe sono formate dagli stessi tratti: non cambia nulla, l’immagine resta la stessa e tu non vai da nessuna parte... ma ecco il salto, il cambiamento, un guizzo nella consapevolezza.

Prova a pensare a due persone che discutono, una dice: “In quest’immagine si vede una donna giovane”, mentre l’altra dice: “C’è una vecchia”. Potrebbero discutere in eterno, perché in parte hanno ragione entrambe e nulla sarà mai determinante. Non riusciranno mai a comunicare tra di loro, non riusciranno mai a comprendere ciò che l’altro sta dicendo; infatti, chi vede la giovane come potrà credere che in quella stessa immagine sia presente la vecchia? E viceversa... il materialista e lo spiritualista non smetteranno mai di discutere.

Io non sono nessuno dei due: mi limito a dirti ciò che è. Esistono entrambe, ma non sono separate. Le definiamo due entità separate perché le possiamo vedere in due modi.
 Io non sto affatto proponendo un processo graduale e lento; è così che hai vissuto per intere incarnazioni: pensando di poterti realizzare per gradi, molto lentamente. Se comprendi ciò che dico, ti realizzerai in questo preciso istante! Purtroppo tu stai cercando una scala...

Io non voglio che tu divenga illuminato, io dichiaro che tu sei illuminato! Ma tu non sei abbastanza coraggioso, sostieni: “Come posso essere illuminato? Devo aspettare. Un giorno lo diventerò”. Sei un vero codardo, ecco perché hai bisogno di tempo perfino per riconoscere la tua essenza divina. Hai condannato te stesso a tal punto da non riuscire neppure a concepire di poter essere divino; e poiché non riesci a concepirlo, non puoi concepire come possano essere divini il Buddha e Cristo.
In Cristo non c’è nulla di speciale; l’unica cosa che lo rende speciale è il suo coraggio, altrimenti è proprio come te. Io sono esattamente come te; l’unica differenza è che io rispetto me stesso e tu non ti rispetti; io amo me stesso, tu non ti ami.

No, io non ti fornisco alcuna scala. Lo vorrei tantissimo, ma in quel caso potresti rimandare. Io mi limito a dirti: “Salta... e sii! Fa’ un balzo quantico”.
 Non esistono stazioni intermedie tra te e il divino. Nel momento in cui sei focalizzato nel tuo coraggio, all’improvviso la gestalt cambia, e il divino si manifesta in milioni di forme. E nel momento in cui diventi divino, l’intera esistenza diventa divina.

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