1 dicembre 2015

Guardare

1 DICEMBRE 2015



La meditazione non è altro che l'arte di aprire gli occhi, l'arte di ripulire la propria visuale, l'arte di eliminare la polvere che si è raccolta sullo specchio della consapevolezza. È naturale, la polvere si accumula: l'uomo ha viaggiato senza fermarsi mai per migliaia di esistenze, e la polvere si è accumulata. Noi tutti siamo viandanti, abbiamo accumulato molta polvere, cosi tanta che lo specchio ne è completamente ricoperto. C'è solo polvere su polvere, strati e strati di polvere, e lo specchio non si vede più.

Ma lo specchio è ancora li: non può essere smarrito, perché è la tua natura essenziale. Se lo si potesse smarrire, non potrebbe essere la tua natura. Non è che tu hai uno specchio, tu sei lo specchio. Il viandante è lo specchio. Non lo può perdere, può solo dimenticarlo: al massimo è una dimenticanza.

Il presente immediato è il momento esistenziale. Dagli uno sguardo, quella è meditazione: quell'occhiata è meditazione. Il solo vedere l'evidenza di una cosa, di una condizione particolare, è meditazione. La meditazione non ha scopo, per cui non ha un centro. E poiché non ha uno scopo né un centro, non contiene neppure un sé. Nella meditazione non funzioni partendo da un centro, agisci partendo dal nulla. La meditazione non è altro che una risposta sorta dal nulla.

Una mente concentrata agisce riferendosi al passato. La meditazione agisce nel presente, riferendosi al presente. E una pura risposta al presente, non è una reazione. Non nasce da preconcetti, agisce in armonia con l'esistente.

Meditazione è aprire gli occhi, meditazione è guardare.

Osho


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