21 febbraio 2014

La gioia dell'amare



 Quando ami, sei felice. Quando non puoi amare,
non puoi essere felice, gioioso. La gioia è una funzione
dell'amore, un'ombra dell'amore; lo segue sempre.
 Dunque, diventa sempre più amorevole, e sarai
sempre più gioioso. Non ti preoccupare, non chiederti
se il tuo amore sarà ricambiato o no, non è affatto
importante. 

La gioia segue l'amore automaticamente,
che venga ricambiato o no, che l'altro corrisponda o no.
 Questa è la bellezza dell'amore, il suo risultato
implicito: il suo valore è intrinseco all'amare stesso.
Non dipende affatto dalla risposta dell'altro, è totalmente
nelle tue mani. E non fa alcuna differenza a
chi indirizzi il tuo amore: un cane, un gatto, un albero oppure una pietra.

 Puoi semplicemente sederti di fianco a una pietra
ed essere in amore. Puoi farti una chiacchierata, la
puoi baciare, ti puoi sdraiare su di essa. Sentiti un
tutt'uno con quella pietra e all'improvviso sentirai una scossa energetica, un ribollire di energia, e proverai
una gioia immensa. Forse quella pietra non ti ha contraccambiato, forse l'ha fatto: questo non è
 per nulla importante. Ti sei sentito colmo di gioia
perché hai amato: chi ama è felice, gioioso.

 Allorché conoscerai questa chiave, potrai essere
gioioso ventiquattr'ore su ventiquattro. E se ami
ventiquattr'ore al giorno, senza più dipendere dal
possesso di un oggetto d'amore, diventerai sempre
più indipendente; infatti potrai essere in amore anche
se nessuno è presente.

 In questo caso potrai amare il vuoto stesso che ti
circonda. Seduto da solo nella tua stanza, la ricolmerai
con il tuo amore. Potresti anche essere in prigione:
puoi trasformare la tua cella in un tempio, nel
giro di un secondo. Nel momento in cui la ricolmi
d'amore, non è più una prigione; d'altra parte, perfino
un tempio si trasforma in una prigione, se non
esiste amore alcuno.
 Osho

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