24 gennaio 2014

Un cambio di marcia




 Si dovrebbe cambiare in continuazione la propria
attività, poiché il cervello possiede molti centri.
 Per esempio, se sei abile in matematica, sarà attiva
solo una particolare area del tuo cervello, le altre
saranno a riposo. Se poi ti metti a leggere una poesia,
la parte che prima era attiva si riposa e un'altra entra in funzione.

 Ecco perché nelle università e nelle scuole le lezioni
cambiano ogni quaranta, oppure ogni quarantacinque
minuti. Infatti, ogni area del cervello ha la
capacità di essere attiva per quaranta minuti, poi si
sente stanca e ha bisogno di riposo; e il riposo migliore
è cambiare attività, così da attivare un'altra
area, e permettere alla prima di riposarsi.

 Dunque un cambiamento continuo di attività è ottimo, è perfetto: ti arricchirà.
 Di solito ci si limita a fare un'unica cosa, e la mente
ne risulta ossessionata; ci si immerge in quell'unica
attività freneticamente, fino a impazzire. Questo è
un male: mentre si fa qualcosa, non ci si dovrebbe lasciar
prendere in modo ossessivo. Lasciati assorbire
da ciò che fai, ma resta tu il padrone; altrimenti
diventerai uno schiavo, e la schiavitù non è mai qualcosa di buono.

 Perfino diventare schiavi della meditazione non va bene.
 Se non riesci a smettere di fare qualcosa, o se riesci
a smettere solo con estrema riluttanza, è un semplice
segnale che non sai come cambiare marcia, all'interno della tua mente.


 In questo caso, fa' questo esercizio: quando stai
facendo qualcosa - per esempio, stai meditando e
decidi di fare qualcos'altro - al termine della tua
meditazione, per cinque minuti espira semplicemente,
il più profondamente possibile. Poi lascia
che sia il corpo a inspirare, non farlo tu!
Senti che stai espellendo tutto ciò che era presente
nella mente, nel corpo, o in qualsiasi altra parte del
tuo organismo. Fallo semplicemente per cinque minuti,
poi inizia una nuova attività: subito sentirai che sei cambiato.

 Per cinque minuti hai bisogno di essere in folle. In
macchina, quando cambi marcia, ogni volta devi
mettere in folle; non fosse che per un istante, devi
togliere la marcia precedente e mettere in folle: più
il guidatore è bravo, più veloce sarà quel passaggio.

Dunque, concediti cinque minuti di non azione, 
durante i quali non fai nulla: respiri semplicemente, esisti semplicemente.
 Via via potrai ridurre quel lasso di tempo: dopo
un mese, fallo per quattro minuti; dopo due mesi, per tre e così via.
 Piano piano ti servirà soltanto un'espirazione per
chiudere totalmente ogni contatto con una particolare
attività - viene chiusa, hai messo un punto fermo - per poi passare a un'altra. 
Osho: La verità che cura

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