28 marzo 2013

Insegnamenti di Gurdjieff alla figlia Reyna

 gurdjieff
Fissa la tua attenzione su te stessa.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.
Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta all’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.
Tratta ciò che non ti appartiene, come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.
Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

http://www.visionealchemica.com/insegnamenti-di-gurdjieff-alla-figlia-reyna/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=insegnamenti-di-gurdjieff-alla-figlia-reyna

27 marzo 2013

L'ULTIMA ORA DELLA PROPRIA VITA


 Esercizio di Gurdjieff

Immagina di aver scoperto, in qualche modo, esattamente quando morirai... Immagina di avere solo pochi minuti, forse un'ora da vivere, Cosa faresti con quest'ora preziosa del tuo soggiorno sulla Terra? 
Saresti in grado di completare qualcosa in questa ultima ora, hai un'idea consapevole su come farlo?

Nel lasciar andare il tuo ultimo respiro ti sentiresti pienamente soddisfatto dalla consapevolezza di aver fatto tutto il possibile in questa vita per adempiere alla tua Missione ?

Probabilmente saresti costantemente presente, sempre vibrante, in attesa, come il figlio è in attesa del padre marinaio...

Se non sarai soddisfatto dell’ultima ora della tua vita, non lo sarai dell’intera tua vita. Morire significa attraversare qualcosa di irripetibile. 
Spendere il tuo prezioso tempo nel nulla significa privarti dell’opportunità di estrarre dalla vita quanto ha di più prezioso.

Attraversare questo mondo con la propria vita, dall’inizio alla fine, rappresenta un’altro aspetto dell’Assoluto. 

Tutti i maggiori filosofi si sono accuratamente preparati per l’ultima ora della loro vita. 

Nel mondo manifesto tutto ha il suo inizio e la sua fine. 
Nel mondo reale tutto è sempre presente e un bel giorno ti sarà permesso di dimenticare tutto e lasciare il mondo "per sempre". 

Ed ora vi darò l’esercizio per prepararvi alla vostra ultima ora sulla Terra. Cercate di non fraintendere nessuna parola dell’esercizio.


Esercizio

Riconsiderate l’ora appena trascorsa come se si trattasse dell’ultima ora per voi sulla terra: vi siete appena resi conto che siete morti. 
Domandatevi: siete soddisfatti di quest’ora?

Ed ora riprendete vita e ponete in primo piano la vostra aspirazione. Nell’ora successiva (se avrete la fortuna di viverne un’altra) provate ad estrarre dalla vita qualcosa di più di quel che avete fatto nell’ora passata. Definite dove e quando avreste dovuto essere maggiormente consapevoli e dove avreste dovuto mettere più fuoco interiore.

Ed ora riaprite e spalancate i vostri occhi e con ciò voglio dire: aprite a voi stessi più possibilità, siate un po’ più coraggiosi di quanto siete stati nell’ora trascorsa. Poiché sapete che questa è la vostra ultima ora e che non avete nulla da perdere, cercate di ricavarne qualcosa di audace – almeno ora. Naturalmente non dovrete essere sciocchi rispetto a ciò. Conoscetevi meglio, guardate alla vostra macchina biologica come dall’esterno. Ora, mentre state morendo, non ha alcun senso mantenere reputazione e prestigio.


Ed ora avanti fino alla vostra reale ultima ora, coltivate costantemente l’aspirazione a ricevere quanto più potete dalla vita di ciò che ha valore, sviluppate la vostra intuizione. 

Prendetevi qualche momento ogni ora per guardare l’ora appena trascorsa, senza giudicare, e poi regolatevi in modo da estrarre qualcosa di più dall’ora successiva.


Se CONSIDERATE ogni ora come un’UNITA' di VITA a SE STANTE, potete provare a fare del vostro meglio per usare ciascuna unità completamente. 

Sforzatevi e trovate il modo per farne qualcosa di più di ogni ora rispetto a quella precedente. 
Ma nel contempo siate consapevoli del fatto che vi siete presi cura dei debiti collezionati fino ad ora. Aumentate l’ascolto e la conoscenza di voi stessi ed incrementate anche l’abilità d’essere padroni di voi stessi, ciò cambierà il lavoro della vostra macchina che è sempre fuori dal vostro controllo. 
Queste abilità possono essere l’indice di cambiamenti reali. E’ assolutamente indifferente che cosa la macchina pensa di tutto ciò.

Gurdjieff

Re Interiore: L'ULTIMA ORA DELLA PROPRIA VITA

25 marzo 2013

Scenari spaventosi e raccapriccianti

Paolo Becchi

 di Paolo Becchi

 L’apertura delle consultazioni ed il conferimento del pre-incarico a Bersani segnano un momento decisivo per il MoVimento 5 Stelle. Decisivo, perché è nei prossimi giorni che il MoVimento dovrà dimostrare la propria forza politica e la propria capacità di non cadere nelle “trappole” che gli altri partiti gli tenderanno (come accaduto in occasione dell’elezione del Presidente del Senato). Secondo diversi opinionisti, politici e “intellettuali”, senza la formazione del nuovo Governo il lavoro del Parlamento non potrà iniziare. Personalmente non ne sono convinto, e sono ormai settimane che tento di spiegare questa posizione: con il Governo Monti dimissionario (e quindi in prorogatio di fatto), l’Assemblea può iniziare comunque la propria attività legislativa. A cominciare ad esempio dalla riforma della legge elettorale, dai tagli ai costi della politica e dall’eliminazione delle province.

 Ma andiamo avanti. Quali insidie, dunque, si preparano per il MoVimento? La tattica del Pd pare ormai abbastanza chiara. Bersani ha voluto ed ottenuto l’affidamento di un pre-incarico pur sapendo già di non poter ottenere la fiducia in Parlamento. Egli spera, probabilmente, di ripetere il bis rispetto a quanto accaduto con Grasso, di giocare d’azzardo confidando che, all’ultimo momento, alcuni senatori delle opposizioni finiscano per votare la fiducia al suo Governo. Il gioco del Pd è questo: costringere il MoVimento ad esprimere la propria linea politica a conti già fatti, ponendolo di fronte a un’alternativa secca: “O votate la fiducia oppure dimostrate di essere degli irresponsabili, perché è soltanto per colpa vostra che questo Paese è ingovernabile, per colpa vostra che si dovrà tornare a votare, per colpa vostra che i mercati reagiranno spingendo l’Italia (ancora una volta) verso il “rischio” Grecia.”


 È un’alternativa falsa, ed infida. Sarebbe il Pd, infatti, a dimostrarsi il vero irresponsabile decidendo coscientemente di formare un Governo pur sapendo che quest’ultimo non otterrà la fiducia. Chi sarà l’irresponsabile? Chi si dimostrerà incoerente e chi coerente? Chi è che da mesi ripete che non voterà nessuna fiducia a qualsiasi Governo Pd o Pdl che sia? È forse disposto il MoVimento a scendere a compromessi con questi partiti? A fare davvero delle distinzioni, delle eccezioni, delle valutazioni sul “meno peggio”? No, non può esserlo: i partiti politici vanno tutti combattuti sullo stesso piano; sono i nostri nemici politici, e con loro non è possibile alcuna alleanza. In questo il M5S ha dimostrato, negli ultimi giorni, tutta la sua forza politica: ha ribadito la sua netta opposizione ad ogni governo formato dalla partitocrazia, ha ripetuto che nessuna fiducia verrà accordata al Pd.

 Forse è per questo che il Pd potrebbe tentare di giocare un’altra carta, quella dell’ “inciucio” con il Pdl, come le ultime dichiarazioni di Berlusconi sembrano suggerire. L’idea sarebbe questa: il Pdl vota la fiducia a un Governo Pd, e il Pd, in cambio, s’impegna a eleggere un Presidente della Repubblica che garantisca a Berlusconi di rimanere in Parlamento (visto il sempre più concreto rischio “ineleggibilità” di questi giorni) e di mettere fine attraverso immunità alla cosiddetta “persecuzione” giudiziaria (magari nominandolo senatore a vita). Berlusconi è disposto a tutto, ormai, a patto che gli venga assicurata la sopravvivenza: fine dei processi ed elezione “concordata” del prossimo Capo dello Stato. Così si muovono, in questa direzione, le strane trattative tra Pd, Monti e Lega, secondo trame invisibili e strategie del ragno da Prima Repubblica. Questa sarebbe la “responsabilità” politica di cui parla Bersani? Questa sarebbe la democrazia?

 Ancora un’ipotesi. Napolitano potrebbe tentare di proseguire nella linea della sua Terza Repubblica: imporre a Bersani di guidare un nuovo governo di “tecnici”, questa volta spostato a sinistra (Rodotà, Onida, Zagrebelsky, Marzano, forse qualche prete, qualche donna, qualche santo, qualche navigatore). Una forma di suicidio assistito, nelle mani del Presidente della Repubblica. Certo è che iniziare una nuova legislatura con un nuovo Governo del Presidente sarebbe un “colpo di Stato” ancor più grave di quello che portò, lo scorso anno, Monti alla Presidenza del Consiglio.

Tutte queste ipotesi, perché? Perché è evidente quello che sta accadendo: trovare una soluzione, una qualsiasi soluzione, anche profondamente antidemocratica, pur di non tornare alle elezioni. E’ questa la linea che condividono i partiti, Pd e Pdl in testa, il Capo dello Stato, l’attuale Governo dimissionario e tutto il sistema di interessi esistente intorno alla partitocrazia. Meglio un governo tecnico, un governo non democratico, un governo improvvisato, che le elezioni. Qualsiasi soluzione, lo ripeto: i compromessi e negoziati si stanno realizzando sia per quanto riguarda il Governo che il futuro Capo dello Stato, con scenari spaventosi e raccapriccianti, come l’appoggio di senatori leghisti al Pd o la concessione, da parte del Partito Democratico, di assicurazioni e garanzie a Berlusconi. Un connubio, un “inciucio” mai visto né pensato, con un’occupazione sistematica di tutte le cariche dello Stato – dal Quirinale al Governo – da parte dell’asse Pd – Pdl.

 Davvero è meglio tutto questo, o invece si dovrebbe arrivare, finalmente, alla constatazione che, poiché non c’è la possibilità di formare una maggioranza solida per governare, si debba ritornare alle urne? Meglio un nuovo Governo Bersani che navigherà a vista come ai tempi della Prima Repubblica? Meglio un nuovo Governo Pd-Pdl o Pd-Monti-Lega (?!!), risultato del più grande “inciucio” che la storia repubblicana abbia mai visto? Meglio un nuovo Governo Tecnico che farà la fine di quello precedente nel giro di un anno? O non sarebbe meglio ricorrere alla volontà popolare con una nuova legge elettorale?

 Si ripete che, senza un nuovo Governo, non sarebbe possibile approvare una nuova legge elettorale. È un falso colossale. Il Parlamento può già legiferare, in questo momento, anche con l’attuale Governo dimissionario (che è in prorogatio di fatto da già 3 mesi). E si dovrà iniziare la legislatura proprio a partire dalla legge elettorale. Se per anni si è ripetuto che il Porcellum deve essere abbandonato e se, nel contempo, si dice che, in questo momento, l’approvazione di una nuova legge elettorale richiederebbe trattative politiche e tempistiche troppo complicate in una fase come questa, allora basterebbe accordarsi su una soluzione molto semplice: votare con la legge elettorale precedente, il Mattarellum. Per fare questo, basterebbe approvare una legge con un solo articolo, che recitasse: “L’attuale legge elettorale è abrogata. Rivive la precedente”. Se davvero i partiti volessero cambiare la legge elettorale, in pochi giorni si farebbe con una facilità disarmante.

 Cosa volete, allora, partiti ormai morti? Volete proseguire la lunga agonia o tornare alle urne, lasciando al popolo la decisione ultima sul destino politico di questo Paese? La verità è che stanno cercando di passare tra Scilla e Cariddi, evitando di sciogliere questa alternativa, perché, in entrambi i casi, la strada scelta non potrà che dare più forza al M5S. Tutto si può dire, ma non che il M5S sia responsabile di questo “stallo”: il moVimento ha, fin dall’inizio, sostenuto una linea politica decisa e coerente, ribadita anche durante le consultazioni con il Capo dello Stato. Lo ha detto chiaramente: il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica alla Camera, senza i voti contestati degli italiani all'estero, e pertanto è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità, mostrando la propria disponibilità ad accettare un eventuale incarico di Governo. Se non gli si vuole affidare il Governo, allora non si potrà che rivotare. Sono i vecchi partiti ad essere irresponsabili, in realtà, perché stanno tentando di prolungare il più possibile l’attuale crisi sperando di navigare a vista per un po’ di tempo, mantenendo questo Paese in stato vegetativo permanente nell’attesa che succeda qualcosa (un miracolo?) che possa salvarli.

http://www.byoblu.com/post/2013/03/25/Scenari-spaventosi-e-raccapriccianti.aspx

22 marzo 2013

Il senso di colpa


Smettila di sentirti in colpa! Sentirsi in colpa è come vivere all´inferno. Non sentirti colpevole, e avrai la freschezza delle gocce di rugiada al primo sole del mattino, avrai la bellezza dei petali del fiore di loto nel lago, avrai lo splendore delle stelle nella notte. Quando il senso di colpa svanisce, avrai una vita completamente diversa, radiosa e colma di luce. I piedi inizieranno a danzare e il cuore canterà mille canzoni. OSHO

21 marzo 2013

il bacio,l'unione e l'eros

foto web google

Il bacio rappresenta l'unione ideale tra l'uomo e la donna. Ideale perchè nel "fluido di giada", come gli antichi taoisti chiamavano la miscela delle due salive, yin e yang vengono a trovarsi in perfetta armonia...in tal senso si potrebbe dire che il bacio sia del tutto androgino.


Nello Yang Seng Yan Ming Lu (Differire il destino nutrendo la vita) , un testo risalente al V secolo d.C., lo scambio di saliva prodotta dal bacio, avrebbe un potere nutritivo pari a quello dei cinque cereali; inoltre avrebbe proprietà purificanti per lo stomaco meglio di qualsiasi altro medicinale, depurando il sangue dallo zucchero, placa la mente e migliora il colore della pelle. cura delle anemie ) e le vitamine  C,K,H,B2,B5,B6 e B8.
Inoltre contiene endorfine ed encefaline, queste sostanze vengono prodotte dal nostro corpo ed hanno la stessa strttura molecolare dell'oppio ed anche molti dei suoi effetti.
Infine, nella saliva è presente è presente il fattore di crescita dell'epiderme che determina l'effetto cicatrizzante con proprietà cosmetiche. Si potrebbe anche considerare la saliva come una sorte di panacea, un meraviglioso energetico e vitalizzante e, allo stesso tempo, uno psico farmaco naturale dall'azione analgesica.

Quando baciamo, dovremmo cercare di raggiungere un completo rilassamento di tutti i muscoli della faccia, della bocca e della lingua; e quando le due bocche non riescono più a distinguersi, quando diventano un'unica  bocca, solo allora sarà possibile vivere pienamente ed intensamente tutto l'eros che scaturisce dall'unione.

Non esiste, pertanto, chi bacia e chi è baciato. Esiste solo il bacio.

http://diarioquotidianoditaoista.blogspot.it/2013/03/il-baciolunione-e-leros.html

20 marzo 2013

Frequenza di eiaculazione consigliata


L'eiaculazione troppo frequente è una perdita di energia e causa di stanchezza e di una diminuzione di efficienza del sistema immunitario, nella tradizione Tantrica vi è una formula matematica molto semplice per il calcolo della frequenza di eiaculazione per recuperare  l'energia perduta dell'individuo

ETA' X 0,2 = FREQUENZA DI EIACULAZIONE (IN GIORNI)
In altre parole  la frequenza di eiaculazione  che permette di rimanere in pari nel bilancio energetico
è in base all'eta' ed è uguale a un quinto
esempio: per un individuo di anni 20 x 0,2 = 4 giorni (frequenza di eiaculazione)
esempio: per un individuo di anni 50 x 0,2 = 10 giorni (frequenza di eiaculazione)
Antar Raja
Re Interiore: FREQUENZA DI EIACULAZIONE CONSIGLIATA

19 marzo 2013

ESSERE FELICI? ECCO LA GINNASTICA DELLA MENTE


Il cervello si può cambiare con esercizi che migliorano la personalità, aiutano a sviluppare un senso di benessere e avere una vita piena di significati.

Essere felici? Ecco la ginnastica della mente
CERVELLO
ROMA -  Il carattere fa profondamente parte del cervello perchè le connessioni di neuroni nelle diverse aree del cervello comandano, smistano e determinano le emozioni e le azioni. Per migliorarle il neuroscienziato e psicologo Richard Davidson ha coniato una scienza ibrida, ' la neuroscienza affettiva' che stimola e allena il cervello a rinforzare personalità più serene, una sorta di ginnastica della mente per la felicità.  Davidson dispensa così alcuni esercizi di stile emozionale che permettono di sviluppare migliori capacità di coscienza di sè e degli altri eliminano quei fattori che rendono le persone troppo impulsive, poco consapevoli di sè e poco concentrate. Gli esercizi sono contenuti nel libro 'The emotional life of your brain'', pubblicato negli Stati Uniti.
ECCO GLI ESERCIZI DELLA FELICITA' - Sul podio dei consigli più utili  lo scienziato suggerisce di riempire casa e ufficio di ricordi felici, come foto di famiglia o di vacanze, cambiandole spesso per non abituarsene. Fondamentale anche imparare a ringraziare guardando negli occhi le persone e scrivere un diario delle proprie esperienze felici.
Fare spesso i complimenti agli altri aiuta invece a vedere il bene nelle altre persone, nella vita ed in se stessi.
Rientra fra gli esercizi anche la meditazione, da fare quando si è ben svegli e attenti, stando seduti eretti e focalizzando le proprie attenzioni sul respiro e sui segnali del proprio corpo.
Per aumentare il proprio livello di attenzione Davidson raccomanda anche di stare 10 minuti al giorno in una stanza silenziosa e, ad occhi bene aperti, fissare un oggetto su cui concentrare tutte le proprie attenzioni, senza distrarsi.
Per aumentare l'intuito e avere buoni rapporti con le persone ci si può esercitare ad osservare il linguaggio del corpo ed il tono della voce degli altri per individuare quali emozioni stanno vivendo.
Per evitare reazioni impulsive e sintonizzarsi meglio col contesto l'esperto suggerisce di compilare regolarmente una lista di eventi specifici o comportamenti che innescano risposte troppo emotive e passare 15 minuti pensando a tali eventi respirando profondamente finchè non ci si sente più rilassati.
Infine per acquisire elasticità mentale e reagire meglio nei confronti di eventi avversi, dedicare 10 minuti al giorno, per 4 o 5 volte alla settimana, a pensare ad un conoscente malato o sofferente, respirando profondamente e mettendosi nei suoi panni, sentendo compassione.
NEUROPSICOFISIOLOGIA - Delle potenzialità del cervello umano e delle potenzialità di apprendimento  per vivere meglio ne aveva già scritto e studiato ampiamente anche il professor Michele Trimarchi, psicologo e presidente dell'ISN (Società Internazioanle di Neuropsicofisiologia). "Il cervello umano è uno strumento meraviglioso, geneticamente predisposto per far acquisire all’individuo conoscenza e coscienza di sé e dell’ambiente, e poter utilizzare così lo spazio-tempo della propria esistenza per esprimersi creativamente e armonicamente partecipando all’evoluzionesociale, culturale e umana". Sostiene  Trimarchi che già negli anni '70 aveva coniato il termine di neuropsicofisiologia ovvero quella disciplina scientifica che integra Neurologia, Psicologia e Fisiologia che si basa sulla Fisica dell’Informazione, sulle differenze funzionali tra emisfero destro e sinistro, e sulle funzioni superiori del cervello umano.
UNITA' TRA MENTE E CERVELLO PER UN ARMONIA DELLA PERSONA - L’obiettivo sostanziale che ha portato alla nascita della Neuropsicofisiologia è stato quello di riportare ad unità la mente ed il cervello (per troppo tempo tenuti separati in ambito neurologico e psicologico) e studiare le funzioni cerebrali superiori e le differenze funzionali tra emisfero destro e sinistro al fine di scoprire “la fisiologia della coscienza”, ovvero come si sviluppa l’Io cosciente dell’essere umano, quell’Io che permette di gestire consapevolmente e creativamente le funzioni cerebrali integrando il dinamismo della mente con il soma nel suo rapporto con l’ambiente. La Neuropsicofisiologia si fonda sulla Fisica, la quale dimostra che non esistono separazioni nel mondo fisico poiché ogni suo elemento – dal micro al macro – genera un campo di energia continuo e dinamico che interagisce costantemente con gli altri campi, scambiando energia. Attraverso lo studio di come i vari sistemi comunicano tra loro, è emerso che non esistono separazioni tra il mondo fisico esterno e il mondo fisico interno al cervello umano, perché gli organi di senso sono fondamentalmente trasduttori di energia che trasformano le varie forme di energia per farle identificare dalla genetica cerebrale nelle loro caratteristiche fisiche, obbiettive ed oggettive.
L'ENERGIA CHE NUTRE IL CERVELLO - Questa, quindi, è la funzione sostanziale degli organi di senso: tradurre le diverse forme di energia affinché il cervello le percepisca, le identifichi e ne prenda coscienza, sviluppando una conoscenza di cui l’individuo possa disporre per il proprio arricchimento e per comunicare con l’ambiente esterno. La Neuropsicofisiologia fornisce una conoscenza integrata dell’essere umano e del suo comportamento (affettivo-emozionale, logico-razionale, creativo), senza lasciare più nulla al “caso”: ogni segnale che attraverso gli organi di senso giunge al cervello segue un percorso ben preciso, per cui occorre verificare come viaggiano i segnali all’interno dei due emisferi cerebrali e cosa producono, ovvero quali sono i loro percorsi e vie preferenziali, e quali sono gli effetti emozionali e razionali da essi generati.
SONO LE INFORMAZIONI CREANO LA NOSTRA COSCIENZA - Un paradigma centrale della Neuropsicofisiologia è quello che correla energia, materia e informazione (paradigma E-M-I): non esiste nulla che non sia contemporaneamente informazione, materia ed energia. Sono le informazioni che gradualmente modulano le funzioni neuropsicofisiologiche, dando vita alla coscienza dell’individuo quando sono armoniche e fisiologiche al suo sviluppo, generando invece malessere, disagi e psicopatologie quando sono conflittuali e antitetiche a quelle pulsioni genetiche che spingono ogni essere umano all’autodeterminazione, alla libertà, al rispetto della propria dignità ed autonomia.
Semplicemente ricorda le tue esperienze felici,passa in rassegna dal piu' lontano al piu' recente ricordo felice, rivivile fa che diventino sempre piu' luminose colorate vivide, per dieci minuti al giorno sdraiato o comodamente seduto ,ricorda i momenti felici
poi subito  per altri 10 minuti,chiediti ora cosa mi farebbe felice e vivi con la mente e con l'immaginazione, situazioni eventi desiderati,che potrebbero darti gioia.
orai ringrazia, per altri dieci minuti, ripeti con il sorriso sulle labbra,Grazie grazie grazie grazie grazie grazie
ora sei pronto per una bellissima giornata, sii felice, sii gioioso,se proprio non ti riesce puoi anche recitare, la tua finzione diventarà presto realta', vivi con gioia e tutto andra' per il meglio
Antar Raja
ReInteriore: ESSERE FELICI? ECCO LA GINNASTICA DELLA MENTE

18 marzo 2013

La cinghia di trasmissione

Senato Vito Crimi Paolo Becchi Beppe Grillo

 di Paolo Becchi

 Cerchiamo di ragionare a mente lucida su quello che è successo con l’elezione dei Presidenti di Camera e Senato. Il primo dato di fatto è che i nomi dei candidati del centrosinistra che circolavano erano fino a venerdì Dario Franceschini alla Camera e Anna Finocchiaro al Senato. Ma questi sono stati sostituiti in sede di votazione da due nuovi nomi: Laura Boldrini alla Camera e Pietro Grasso. Due figure che, indipendentemente dal giudizio che possiamo darne, sono per la prima volta in Parlamento e fuori dal quadro politico istituzionale. Si sarebbe avuto questo risultato senza la forte presenza del Movimento 5 Stelle in Parlamento?


 Certo, si tratta di volti nuovi della vecchia politica, ma intanto questo primo piccolo risultato d’innovazione è da attribuirsi comunque al Movimento 5 Stelle. Bersani ha piazzato due personalità della sua coalizione, ma due personalità non “politiche”, la prima per altro neppure appartenente al suo partito. Per raggiungere l’en plein ha sacrificato la sua identità politica. Se a ciò aggiungiamo la fine ingloriosa di Rigor Montis che ha dimostrato tutta la sua incapacità autocandidandosi a ruolo di Presidente del Senato per poi, deluso, far votare ai suoi scheda bianca, possiamo concludere che qualcosa è cambiato in Parlamento. Anche la scelta di Berlusconi di ripresentare Schifani è il segno dell’incapacità di comprendere quanto stia avvenendo nel nostro paese. E ora passiamo alle dolenti note.

 Alla Camera il comportamento dei cittadini portavoce è stato del tutto coerente: dall’inizio alla fine il proprio candidato è stato votato all’unanimità. Il mal di pancia è cominciato al Senato e solo per via del ballottaggio finale tra Schifani e Grasso. Sappiamo di riunioni concitate e tutto ciò è un bene, Quello che è male è che alla fine sia mancata una decisione unitaria e compatta. Discutere va bene, ma poi ci si conta e alla fine la linea maggioritaria dev’essere accettata da tutti senza tentennamenti, anche se con qualche dubbio. Questo a quanto pare non è avvenuto al Senato. E invocare una presunta libertà di coscienza non risolve il problema che si è aperto.

 È quindi del tutto opportuno che il capo politico del Movimento abbia, con un comunicato, richiamato all’ordine i dissidenti. Forse quel richiamo al proprio codice deontologico firmato da tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle doveva essere fatto anche prima. Se questo sia avvenuto non lo so, anche perché la riunione non era in streaming. Possiamo criticare - e giustamente - coloro che al Senato non hanno seguito le indicazioni della maggioranza, ma dobbiamo anche riconoscere che in momenti così decisivi è al capo politico del Movimento che spetta di indicare la via da seguire ricordando, se è il caso, i precedenti impegni assunti.

 Onde evitare nel futuro errori ancora più gravi, occorre trovare una “cinghia di trasmissione” tra un capo che si trova al di fuori del parlamento e i cittadini portavoce. È stato un episodio certamente non irrilevante, di immaturità politica, ma, non dimentichiamolo, sono i primi passi di un bambino che procede ancora a tentoni. Aiutiamolo a crescere, questa è la cosa principale.


http://www.byoblu.com/post/2013/03/17/La-cinghia-di-trasmissione.aspx

15 marzo 2013

Effetti delle lenti colorate sull'organismo

 Occhiali Pro Style - Colore Rosso
 Perché usare occhiali colorati?


Il 90% delle informazioni che riceviamo passa attraverso gli occhi. Quando indossiamo lenti colorate, siamo in grado di sentire e vedere il mondo attraverso i colori. Semplicemente indossando gli occhiali Colour Energy, influenziamo la distribuzione dell'energia e l'armonia nel nostro corpo. Il colore agisce attraverso gli occhi direttamente sul nostro sistema psichico, mentale ed emozionale, aiutandoci a ritrovare uno stato di benessere.
In modo naturale noi associamo i colori alle nostre emozioni, siamo soliti dire "sono verde dall'invidia" , "vedo Rosso", "mi sento blu" oppure "ho un umore nero". La terapia del colore associa in modo appropriato i colori alle emozioni guidando in modo corretto il nostro sentire.
Ogni colore ha una particolare vibrazione e quando questa vibrazione entra nel nostro corpo, indossando gli occhiali, la vibrazione agisce sulle nostre emozioni. E' molto facile che capiti di essere fuori equilibrio. Indossando il colore appropriato rientriamo in uno stato di di equilibrio sentendoci subito molto meglio!


indicazionicontroindicazioni
abbassamento difese immunitarie
anemia
astenia
depressione
bradicardia
impotenza
ipoglicemia
ipotensione
ipotiroidismo
paresi
Infiammazioni
iperemotività
ipertensione

indicazionicontroindicazioni
anemia
arteriosclerosi
bradicardia
difese immunitarie
impotenza
iposecrezione gastrica
ipotensione
paresi
sonnolenza
stipsi
vomito
Infiammazioni
epatopatie
emorragie
indicazionicontroindicazioni
afte
attiva l'emisfero sinistro
bronchiti
colite
diabete
diarrea acuta
esaurimento nervoso
intossicazioni
malattie esantematiche
aumenta l'attenzione e la visione notturna
pertosse
reumatismi
sinusite
stipsi
delirio e isteria
gastriti con spasmo della muscolatura
stati febbrili e infiammatori

indicazionicontroindicazioni
calvizie
cefalee
emicranie
palpitazioni
riequilibrio generale
sciatalgia
stress
depressioni
astenia

indicazionicontroindicazioni
agitazione
angoscia
ansia
asma bronchiale
caldane
collera
congiuntivite
crampi muscolari
dismenorrea
faringiti
febbre
infezioni
insonnia
ipertensione
lombalgia
orticaria
palpitazioni
periatrite scapolo-omerale
tachicardia
ulcere
ustioni
bradicardia
depressione
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CROMOPUNTURA ESOGETICA: Effetti delle lenti colorate sull'organismo

13 marzo 2013

Perché il Movimento Cinque Stelle non può dare la fiducia

Cinque Stelle fiducia PD

 Il Movimento Cinque Stelle ha detto fin da subito che non avrebbe votato la fiducia a un Governo Pd. Questa posizione è stata ovviamente criticata dall'esterno, e forse anche da qualcuno all'interno. Per comprenderne le ragioni, bisogna capire bene cosa significa, questa benedetta "fiducia". Non a tutti è chiaro. Oggi lo spieghiamo anche alla proverbiale casalinga di Voghera.


 La nostra forma di Governo prevede, tra le altre cose, un bicameralismo perfetto (unico caso nel mondo. Ovvero - in soldoni - tutte le leggi devono essere approvate e possono essere modificate da entrambe le Camere) e il meccanismo della fiducia. La "fiducia" è introdotta dall'art.94 della Costituzione italiana (e no, non bisogna essere fini costituzionalisti per leggerla e capirne il senso: la Costituzione è stata scritta perché la comprendessero tutti).

Art. 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.

Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.

Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.

Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.

La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

 L'Italia è una Repubblica Parlamentare (e questo va ricordato, ogni volta che si fa una critica sulla proposta di prorogatio all'attuale Governo). Questo significa che l'organo titolato ad esercitare la potestà legislativa (fare le leggi) è principalmente il Parlamento. Il Governo ha semmai il ruolo di indirizzo politico: la sua iniziativa legislativa è sempre e comunque subordinata. Può cioè dare esecuzione a strategie politiche, che poi trasforma per esempio in decreti legge, i quali però devono sempre e comunque essere convertiti in legge dal Parlamento (entro 60 giorni), altrimenti decadono.

 Per entrare in carica, il Governo deve farsi dare la fiducia, e siccome operiamo in regime di bicameralismo perfetto, la fiducia deve essere data sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica. Perché si fa questo passaggio? Senza bisogno di aprire un manuale di Scienza Politica (ce l'ho, se volete lo tiro fuori), diamo un'occhiata a Wikipedia che lo spiega bene. In relazione alla votazione della fiducia con "mozione motivata" e per "appello nominale", si legge:
« Queste ultime due disposizioni hanno un preciso scopo: quello di creare una stabile maggioranza politica. L'obbligo di motivare la mozione fa sì che i vari gruppi si impegnino, se favorevoli, a sostenere il Governo in modo stabile. La votazione a scrutinio palese serve a far sì che i vari parlamentari si assumano la responsabilità politica personale di sostenere il Governo. »
 Tutto chiaro? La fiducia non è un atto formale che permette ad un Governo di entrare in carica, come qualche commentatore interessato cerca di far credere per semplificare a proprio vantaggio il casus belli, ma un vero e proprio atto di corresponsabilità politica di fronte al Paese e agli elettori, che per di più  deve essere stabile. La fiducia non si dà e non si toglie come si sale e si scende dal tram: questo sì, sarebbe da irresponsabili.

 Tant'è vero che per togliere la fiducia a un Governo in carica la procedura si complica. Il primo voto di fiducia, quello che permette a un nuovo Governo di entrare in carica, è infatti un atto propositivo sul quale tutte le forze politiche sono chiamate immancabilmente ad esprimersi. La revoca della fiducia, invece, si può avere solo se qualcuno ne fa proposta (mozione di sfiducia) e se questa proposta viene sottoscritta da un numero sufficiente di parlamentari (un decimo per Camera, dunque nel caso di Montecitorio almeno 63 deputati). Inoltre, qualora la mozione avesse i requisiti per essere inserita all'ordine del giorno, non potrebbe essere discussa prima di tre giorni, perché (come nei casi di divorzio matrimoniale), si deve dare l'opportunità a chi l'ha presentata di ripensarci, magari sfiancandolo con estenuanti pressioni. E infine, ovviamente, bisognerebbe avere una maggioranza che la vota.

 Supponiamo ora che il Pd presentasse un programma di Governo in cui, per assurdo, ricalca tutto quello che vuole fare Grillo. Dico "per assurdo" perchè, a quel punto, tanto varrebbe avere direttamente un Governo a Cinque Stelle. Supponiamo anche che i 162 parlamentari pentastellati, colti da raptus o irretiti dalle reiterate richieste di "responsabilità", dopo il discorso parlamentare di Bersani (senza conoscere i contenuti del quale non ha senso neppure interrogarsi sulle intenzioni dei cinque stelle, visto che prima si ufficializza una proposta e solo dopo la si può votare), votassero per questa benedetta fiducia. Dal giorno dopo, il Partito Democratico avrebbe il viatico per iniziare la sua azione di Governo. Rispetterebbe l'indirizzo politico dichiarato per ottenere la fiducia? Questo è il problema.

 Parliamo dello stesso partito che fa "parlamentarie" per definire liste di candidature in cui antidemocraticamente impone veterani vietati dallo statuto, come la Bindi. Parliamo dello stesso partito le cui ingerenze nelle fondazioni bancarie hanno portato alla situazione che sappiamo di Monte Dei Paschi, e che non ha mai pubblicato l'elenco dei mutui ottenuti dai suoi dirigenti/funzionari/parlamentari. Lo stesso partito del fiscal compact, del più Europa a tutti i costi, del conflitto di interessi che secondo Fassino non era una priorità degli italiani, e così via. Un partito che accusa gli altri di non essere democratici, ma che di democratico - visto l'establishment che non molla le redini - non ha poi molto. Un partito che insiste per governare perché sa benissimo che, se si tornasse alle urne, tutta la sua dirigenza verrebbe rasa al suolo e si farebbero avanti nuove leve, con tutto il loro entourage, come Matteo Renzi. E che per questo fa lanciare appelli su appelli a una presunta responsabilità, sia manipolando petizioni altrui e presentandole come se fossero della base del Movimento Cinque Stelle (Viola Tesi, esponente del Partito Pirata), sia lanciando i suoi intellettuali  su Repubblica.

 La verità è che, con tutta probabilità, il Partito Democratico continuerebbe a fare quello che ha sempre fatto, ovvero i suoi interessi speculari e complementari a quelli del centrodestra, con la sola differenza che a permettergli di farlo, questa volta, sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle, con il viatico del suo voto di fiducia. Cosa accadrebbe infatti dei punti condivisi con i parlamentari del Movimento? Si arenerebbero nelle sabbie mobili dei ministeri, dove Berlusconi stesso sosteneva che non si può spostare neanche una pianta. Basta vedere come sono riusciti a prendere in giro gli italiani con la legge per la riduzione degli stipendi dei parlamentari: fecero una commissione per valutare la media ponderata degli stipendi dei loro colleghi negli altri paesi d'Europa, parametrata al costo della vita e, poiché era troppo complicato derivarla, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini, posto a capo della commissione, dopo mesi e mesi dovette dimettersi e dichiarare un nulla di fatto. Ragion per cui gli stipendi rimasero quelli che sono. Sarebbe bastato restituire al Tesoro la parte eccedente a una quota prefissata, per esempo i 5 mila lordi dei "grillini", o in alternativa fare una legge di un articolo solo, e avrebbero evitato di prendere in giro tutto il Paese. Ecco, quella è la stessa gente che oggi vorrebbe la fiducia su quegli stessi punti.

 Di contro, potrebbero fare decreti legge sulle materie che più a loro interessano, sicuri di una conversione parlamentare che otterrebbero con una maggioranza questa volta estranea al Movimento Cinque Stelle, da realizzarsi sui singoli punti di interesse comune tirando dentro di volta in volta i montiani e il pdl. E cosa potrebbe fare, il Movimento Cinque Stelle, per opporsi? Nulla, perché anche qualora proponesse una mozione di sfiducia, non avrebbe la maggioranza per approvarla. Il Paese continuerebbe esattamente come prima, solo che, per la definizione di fiducia data sopra, ad assumersi la responsabilità politica personale di avere sostenuto il Governo questa volta sarebbe stato il Movimento Cinque Stelle. Questo sì, sarebbe un tradimento dell'elettorato. Non è evidente?

 Obiezione: ma allora perché, se gli scenari per le due coalizioni più votate sono quelli, non partono direttamente con una fiducia Pd-Pdl su un Governo di larghe intese? La risposta è semplice ed è ancora una volta implicita nella definizione di fiducia. La fiducia è una dichiarazione di intenti. Sarebbero costretti a dichiarare un programma ed un'alleanza preventiva che li inchioderebbe di fronte al Paese e all'elettorato, mentre i singoli voti sulle singole leggi successive non avrebbero tale valenza incontestabile e potrebbero essere giustificati di fronte all'opinione pubblica dalle circostanze e dalle opportunità politiche (la grave situazione del Paese e così via...).

 Qual è, dunque la soluzione al rebus? Bisogna partire da un assunto chiave: qualsiasi governo si formi, non sarà stabile. Al Senato della Repubblica non c'è una maggioranza dello stesso colore politico di quella che, grazie al Porcellum, domina la Camera. Questo è fuor di discussione. Per questo si naviga a vista e si circoscrive il programma di indirizzo politico a un piccolo numero di leggi o riforme necessarie e facili: la legge elettorale, gli sprechi e i costi della politica, la legge sui rimborsi elettorali e poco altro. Addirittura - sospetto per non consegnare il Paese a Grillo - il Pd vorrebbe anche solo la legge elettorale e poi al voto.

Domanda: visto che l'orizzonte politico è questo, è proprio necessario un Governo per realizzarlo? Ovviamente la risposta è no. Sono cose che (lo dissi, e Tremonti era più d'accordo di me, due settimane fa a L'Ultima Parola) potremmo fare anche io e voi. Un'esempio? Ecco la nuova legge elettorale: "Art.1. Il Porcellum è abrogato. Art.2. La presente legge entra in vigore il giorno dopo della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale". Basta così poco? Certo: per il principio che l'Italia non può stare senza legge elettorale, perché risulterebbe impossibile formare parlamenti successivi (perlomeno senza una nuova costituente), automaticamente tornerebbe in vigore il Mattarellum. Si può discutere se fosse buono o cattivo, ma forse era un po' meglio del Porcellum. Senza arrivare a tanto, in ogni caso, è il Parlamento (ricordate che siamo una Repubblica parlamentare?) che ha l'iniziativa legislativa: potrebbe semplicemente e in pochissimo tempo dividersi in commissioni, fare le sue proposte di legge e votarsele. E, visto che sarebbero state ampiamente discusse nelle varie assemblee, avrebbero un'altissima probabilità di recuperare maggioranze, anche di volta in volta diverse, per la loro approvazione.

 O, se proprio non si riesce a fare pace con l'idea che le leggi, in una Repubblica parlamentare, le fa il Parlamento senza problemi (e ci mancherebbe altro!), visto che i punti essenziali sono punti condivisi dai Cinque Stelle, si potrebbe affidare il Governo a loro. Non hanno esperienza? Non è rilevante: si tratterebbe solo di un atto formale per realizzare, con il contributo di tutti, poche cose. In primis, appunto, la legge elettorale. Tutti ci fanno un figurone e possono tornare al voto sereni.

 Tutto il resto si spiega solo alla luce della perniciosa e disperata volontà di restare aggrappati alle leve del potere, trascinando con sé anche l'unica forza di reale cambiamenteo del Paese.

http://www.byoblu.com/post/2013/03/13/Perche-non-si-puo-dare-la-fiducia.aspx

12 marzo 2013

"Il mio regno per un cavallo" tuona Bersani. Ma ha sbagliato ippodromo.




di Sergio Di Cori Modigliani


Il perdurante silenzio della direzione del PD, incapace e muta di fronte all’attacco berlusconiano contro la magistratura, chiude –di fatto- ogni possibile illusione di una potenziale trattativa politica al fine di formare un governo per il bene del paese.
Le chiacchiere stanno a zero.
L’impossibilità naturale del PD, versione Bersani-D’Alema-Letta, di porsi come opposizione al malaffare legalizzato, denuncia la debolezza strutturale dei piddini smascherandone il vero tragico volto, quello che, poco a poco, l’intera cittadinanza pensante aveva già capito, da tempo, per conto proprio: l’esistenza di un sistema politico consociativo di mutuo soccorso tra il PD e il PDL.
E’ per questo motivo che i cosiddetti “8 punti” di Bersani non valgono nulla.
La debolezza intrinseca e subdola di tale proposta viene evidenziata dal silenzio chiassoso della direzione nazionale di un partito ormai allo sfascio. Come del resto il PDL, dove le opposizioni interne vengono richiamate all’ordine schiavista per salvare il caro leader, in tal modo evitando la benché minima discussione relativa al fatto di aver perso 6 milioni di voti alle elezioni.
Sono l’uno il rispecchiamento dell’altro.
Così come pochissimi, tra i giornalisti, (per non dire proprio nessuno) ha sottolineato ed evidenziato la tragica e dittatoriale decisione della segreteria della Lega Nord, dove il boss Roberto Maroni ha presentato le dimissioni prendendo atto della sconfitta elettorale (-56% dei voti) ma tutti i dirigenti (eletti da lui) hanno respinto la sua scelta. Con un’unica eccezione: Umberto Bossi, che ha definito la scelta di Maroni di rifiutare la realtà “una dimostrazione di inaffidabilità, di mancanza di lealtà, coraggio e rispetto per la parola data; in campagna elettorale aveva detto che se ne sarebbe andato anche se avesse perso un solo voto”. Nessun commento è stato fatto a proposito della manifestazione illegale del PDL, che aggiunge gravità a sconcerto, essendo Maroni il presidente della Regione Lombardia, dove Milano è sotto l’attacco frontale del crimine organizzato, e delle clientele politiche corrotte, per impedire che la magistratura vada avanti a svolgere il proprio lavoro.
Se davvero Bersani avesse voluto trovare un accordo con il M5s, la realtà di ieri gli aveva regalato  un’occasione d’oro da non perdere.
Sarebbe bastato, ieri notte, denunciare la posizione eversiva dei parlamentari del PDL, dichiarare pubblicamente che la costituzione della Repubblica Italiana impone a tutti gli eletti in parlamento il rispetto della suddivisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) e quindi impone l’assoluto divieto per chi appartiene a una di queste tre forme di aggredire pubblicamente gli appartenenti alle altre due. Essere deputati in parlamento vuol dire applicare la procedura legale istituzionale, seguendo l’iter previsto.
Era l’occasione storica per il PD, Bersani, Letta, D’Alema, di fare una dichiarazione sostenendo l’assoluta, improrogabile, necessaria e immediata scelta di volere fortemente l’applicazione della legge sul conflitto di interesse, dicendo pubblicamente e a chiare lettere che “Silvio Berlusconi è ineleggibile e la sua sola presenza in parlamento è di per sé una violazione dell’articolo 69 della costituzione” chiedendo un accordo su questo punto. Macchè: silenzio assoluto.
Perché non lo hanno fatto?
Perché sono poco intelligenti? Non sono sagaci? Non sanno leggere la realtà?
No.
Non lo hanno fatto perché non lo possono fare.
Altrimenti l’avrebbero già fatto quando erano al governo.
E se non lo hanno fatto non è perché erano pigri o incompetenti, o inadempienti. Erano collusi.
Tutto qui.
La scelta di non varare quella legge ha comportato la condivisione d’esercizio nelle presidenze delle fondazioni bancarie, nella commistione consociativa nei consigli di amministrazione delle grandi banche italiane, nella suddivisione partitica dei dirigenti degli enti locali, nella lottizzazione delle mansioni professionali nella Rai, nelle grandi aziende editoriali, nei giornali, in ogni settore d’attività mediatico, nella scelta di amministrare le città e il patrimonio pubblico come se fosse una entità astratta e privata. Privatissima. Cosa loro.
Cosa Nostra. Perché lo hanno fatto con i soldi nostri.
Il PD non è in grado di attaccare “politicamente” il PDL perché sono ammanettati insieme alla stessa greppia: è stata la loro scelta di sempre, come aveva spiegato –reo confesso- nel lontano 1997, in parlamento, in diretta televisiva, l’onorevole Luciano Violante, quando ricordò a tutti: “Silvio Berlusconi sa benissimo che c’era stato un accordo tra le parti in base al quale noi avevamo garantito al cavaliere la salvaguardia delle sue aziende” senza rendersi conto di ciò che stava dicendo, senza accorgersi che stava pubblicamente confessando che la dirigenza politica della sinistra italiana aveva scelto di sostituirsi alla volontà popolare e soprattutto al Diritto, di fatto prendendo il posto della Corte Costituzionale e della magistratura.
E’ per questo che gli 8 punti di Bersani non valgono nulla.
E’ simile all’urlo angoscioso di Riccardo III che offre un cavallo in cambio del suo regno.
Ma non si accorgono che la realtà è cambiata e hanno sbagliato ippodromo.
Dice Dario Fo in una intervista rilasciata a La Stampa di Torino “So che il Pd si ritrova con conflitti interni grandissimi ma la vecchia guardia che ha fatto tanti casini resiste proterva. Un accordo con questi qui? Con chi per vent’anni ha rimandato il conflitto di interessi? No, e’ stata una porcata imperdonabile. Ed e’ solo una delle tante. Se andiamo col compromesso andiamo a rifare tutto daccapo. Troppa intransigenza? Ma e’ per mancanza di intransigenza che siamo arrivati a questo punto: leggi ad hoc, vendita di deputati a sei a sei. Per il Pd, c’e’ una possibilità d’essere credibile agli occhi dei 5 Stelle, se invece di reagire a Renzi, Fassina avesse detto: da domani il Pd rinuncia ai rimborsi integralmente. Se proponesse un taglio delle sovvenzioni alla scuola privata in favore di quella pubblica. Invece le proposte che ha fatto sono deboli. La proposta sul conflitto di interessi e’ piena di scappatoie. Ci vorrebbero promesse vere, sottoscritte davanti a un notaio, magari. Non mi fido del Pd. Come fai a fidarti di un partito dove spadroneggia ancora un furbastro come D’Alema?”.
Pretendere che venga considerata attendibile una proposta lanciata da chi –come nel caso di D’Alema- ha già ingannato la cittadinanza gestendo (alla fine degli anni’90) la cosiddetta bicamerale, ovvero una serie di riunioni segrete tra lui e Berlusconi, durate quattordici mesi, vuol dire considerare oggi i propri interlocutori degli autentici babbei. Quelle riunioni e quegli incontri portarono a scegliere di non varare alcuna legge, consegnando su un piatto d’argento il paese alle destre e a quel Giulio Tremonti che già nel 2001 si mise al servizio dei grossi colossi finanziari internazionali, per riempire di soldi le banche e distruggere l’industria nazionale.
Ecco perché gli 8 punti di Bersani non valgono nulla.
Ecco perché non possono accettare di rinunciare subito a 45 milioni di euro del finanziamento ai partiti.
Perché sono soldi che servono immediatamente per seguitare ad alimentare una pletora di funzionari incompetenti il cui unico compito consiste nel seguitare a garantire il mantenimento dello status quo.
Non è che non vogliano farlo.
Non possono.
Tutte le discussioni, zuffe, dibattiti su facebook e chiacchiere varie, relative a questi 8 punti e a un preteso accordo per poter governare sono tempo perso.
Il PD non è in grado di fare nulla, questa è la realtà lapalissiana sotto gli occhi di tutti.
Il PD è voluto salire sulla barca dorata di Silvio Berlusconi fingendo che così non fosse.
Ora che la barca fa acqua, va in giro per il parlamento a chiedere l’elemosina di una zattera con la pretesa surreale di restare però ben piazzati su quella stessa barca che sta andando a fondo.
E allora, invia –notizia del giorno- i “mediatori in grado di poter colloquiare a livello politico con gli eletti del M5s”.
E’ l’ultima grande truffa.
Sbugiardata immediatamente non da Che Guevara o da Casaleggio, bensì da Filippo Civati, un solido compagno di merende piddine, il quale ha dichiarato qualche ora fa “
"Bersani ha nominato i mitici ‘pontieri’ verso il M5S.
Nessuno di loro è stato eletto con le primarie.
Nessuno di loro ha rapporti con il M5S.
Nessuno di loro rappresenta la discontinuità, anzi è stato scelto in ragione di una più o meno completa continuità con il gruppo precedente o la segreteria uscente.
Nessuno di loro è stato scelto dall’assemblea degli eletti, ma indicato da Bersani: non nell’introduzione, ma nelle conclusioni, senza dibattito né voto.
Sono persone scelte insieme a D’Alema. Mi chiedo sinceramente: dove vogliamo arrivare, in questo modo? Perché forse non ci stiamo rendendo conto. Senza forse"
.
E’ un sistema che implode.
Sono alla disperazione, è fin troppo ovvio.
Da parte PDL portano le mummie in piazza, senza comprendere che la gente li spaccia ormai per comparse di un film horror.
Da parte PD prosegue la malafede. Mentono sapendo di mentire.
Tutto il resto è chiacchiera inutile.
Basta armarsi di pazienza e attendere. Si scanneranno tra di loro.
L’aspetto inquietante e davvero sconvolgente di questa vicenda politica attuale consiste nella manifestazione di totale irresponsabilità e arroganza, da parte di una classe dirigente politica che si è lanciata nella loro ultima giocata d’azzardo al grido di muoia Sanson con tutti i filistei pur di non mollare l’esercizio del potere. La tragedia consiste nel fatto che i filistei dentro al palazzo siamo noi, i 60 milioni di cittadini che subiamo le loro angherie, la loro protervia, la loro impossibilità a considerarci membri di una comunità di eguali. Per loro siamo sudditi passivi da far imbonire dai vari Giovanni Floris, Michele Santoro, Bruno Vespa, Fabio Fazio e compagnia cantante accreditata, con in prima fila i sedicenti intellettuali, artisti a go go di vario genere, che si muovono tra un appello e l’altro alla disperata caccia di una zattera di sopravvivenza, nel tentativo disperato di far dimenticare agli italiani la semplice verità dei fatti che li condanna come servi sciocchi, sempre pronti a eseguire gli ordini di chi li mantiene da decenni con i soldi delle nostre tasse.
Grazie alla crisi, siamo alla resa dei conti.
Non ci sarà nessuno che porterà un cavallo a Riccardo III.
Bersani, D’Alema, Cicchitto, e il resto dell’amena brigata, non lo hanno capito.
Noi sì.
Capire questo, vuol dire essere cittadini liberi.
Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria: "Il mio regno per un cavallo" tuona Bersani. Ma ha...

11 marzo 2013

Movimento 5 stelle: l'intellighenzia che simpatizza per Grillo





Chi sono i pensatori e i vip vicini all'M5s.

di Paola Alagia

Il boom del Movimento 5 stelle alle elezioni politiche molto probabilmente conoscerà una normalizzazione. La caparbia volontà di non contaminarsi con la politica di vecchio corso, infatti, non impedirà ai grillini di assumere le fattezze di un vero e proprio partito. Anche se la parola resta, per ora, bandita.
Le cariche di capogruppo, tanto per cominciare, rappresentano un livello di coordinamento intermedio tra i leader (Grillo e Casaleggio) e la Base di attivisti ed eletti.
IL MILIEU DI SOSTENITORI. Non solo, ma come ogni formazione politica che si rispetti, anche il M5s, pur non potendo contare ancora su una propria nomenklatura, inizia ad avere il suo milieu di sostenitori, consiglieri e spin doctor. Una rete che si allarga giorno dopo giorno e che ha già voce in capitolo nell’orientare scelte e strategie pentastellate.
Al di là degli endorsement vip, che pure fanno gioco ai grillini, infatti, sono tanti gli «influencer», per dirla con un termine caro a Casaleggio, che contano tra economisti, imprenditori e intellettuali.

Don Gallo e Stefano Benni, i maître à penser

Intorno alla stanza dei bottoni 5 stelle comincia a orbitare un certo numero di strateghi. Ma anche di «confessori».
DON GALLO, IL MEDIATORE. Don Andrea Gallo, per esempio, è uno di questi. Amico da una vita del comico genovese, non a caso, è stato individuato come possibile mediatore nella trattativa tra il Movimento e il Partito democratico in questa fase calda di trattative per la formazione del governo.
Va in tale direzione il consiglio-esortazione del fondatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova a Grillo: «Caro Beppe, prova a domandare sul web ai tuoi milioni di elettori se la maggioranza è d'accordo ad andare a sedersi a un tavolo con il centrosinistra».
BENNI, SCRITTORE SPIN DOCTOR. Il ruolo di spin doctor, invece, sembra calzare a pennello addosso allo scrittore e poeta Stefano Benni. Non fosse altro per il rapporto di amicizia e stima che lega l’intellettuale bolognese e il guru ligure. Anche se si tratta di uno stratega della comunicazione sui generis, molto defilato e riservato, fatto sta che Grillo ha voluto incontrare proprio lui nel suo week end in Toscana, a Marina di Bibbona, subito dopo l’exploit elettorale. Tuttavia, da qui a etichettare come grillino Benni ce ne passa.

Dario Fo, pontiere con Bersani

Un discorso a parte va fatto per Dario Fo che non è un sostenitore qualsiasi. Lui sì che ha accesso alla centrale di comando del movimento. Talmente considerato e ben visto dai vertici pentastellati da aggiudicarsi una nomination, rifiutata con gentilezza, per la presidenza della Repubblica. In questo momento il Nobel per la Letteratura sta svolgendo l’importante funzione di pontiere tra il M5s e il Partito democratico. Insieme con quella di costante accreditamento e divulgazione del messaggio grillino.
In fondo il libro Il Grillo canta sempre al tramonto, in cui il Nobel dialoga col duo Grillo-Casalelggio, va ben al di là del puro manifesto elettorale. È un vademecum per comprendere idee politiche e culturali alla base della nascita del movimento.
L'INNO DI CELENTANO. Se è per questo, fa parte dell’intellighenzia grillina pure il cantautore Adriano Celentano che durante la campagna elettorale si è spinto ben oltre il semplice endorsement al movimento. La sua canzone inedita Ti fai del male, a chiusura dello Tsunami tour di Grillo, è risuonata come un vero e proprio inno elettorale. E la benedizione del Molleggiato, che di politica non è uno che se ne «infischia», ha avuto e ha il suo peso.
Il sostegno di Adriano a Beppe ha fatto poi scoppiare qualche dissidio con la moglie Claudia Mori che il voto al comico genovese non l’ha dato. Discussioni tra le mura domestiche, per la verità, si son viste pure in casa Fo: il figlio Jacopo, infatti, non ha seguito le orme del padre e ha votato per Vendola.

Il filosofo Becchi e il mondo dell'informazione

Il M5s, si sa, ha una certa attrazione per le teorie visionarie. Ma Casaleggio non è il solo pensatore fuori dagli schemi. Tra le menti del movimento, infatti, un posto d’onore se l’è guadagnato l’eccentrico Paolo Becchi. Il filosofo del Diritto, conterraneo di Grillo, è una sorta di Gianfranco Miglio pentastellato. E in questa fase può fare molto comodo al Movimento la sua teoria sulla prorogatio del governo che lascerebbe le mani libere in parlamento ai neoeletti del M5s.
MESSORA, BLOGGER IN PRIMA LINEA. Neppure il fronte della comunicazione rimane scoperto. Un posto al sole nella cerchia ristretta attorno al duo Grillo-Casaleggio se l’è aggiudicato Claudio Messora. Il blogger vicino al Movimento, nei giorni scorsi, ha addirittura postato sul sito del comico genovese la proposta di un governo a 5 stelle appoggiato dagli altri partiti.
Nonostante la guerra dichiarata alla stampa, inoltre, il M5s ha non pochi influencer tra i giornalisti nostrani. A Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e Andrea Scanzi hanno sempre una parola buona per il Movimento. Più altalenante, ma di certo niente affatto ostile, poi, è Michele Santoro.
I GIORNALISTI GRILLINI IN RAI. Difficile, comunque, che i media possano guadagnare troppi punti agli occhi del M5s e del suo leader. E che i giornalisti, per quanto «amici», rientrino a pieno titolo nel milieu grillino. Si rassegni, insomma, il gruppo dei giornalisti grillini che sta prendendo forma alla Rai sotto la guida di Fabrizio De Jorio, redattore di Televideo. Mentre un posto al sole pare l'abbia trovato l'ex gieffino Rocco Casalino già candidato in passato per il Movimento, pare faccia parte dello staff dell'ufficio stampa.

I vip: da Eros Ramazzotti a Raffaella Carrà

Non mancano poi i vip che hanno sottoscritto la causa grillina. Tra cantanti, musicisti e personalità dello spettacolo, la lista è lunga. Anzi, cresce giorno dopo giorno. Tra innamoramenti recenti (da Eros Ramazzotti ad Antonello Venditti) ed endorsement più datati (come dimenticare la lettera anti partiti postata sul blog di Grillo a maggio scorso da Mina?), il M5s è sempre più quotato.
ZERO: «RUDERI A CASA». Persino Renato Zero, all'annuncio del suo ultimo disco, non ha potuto che commentare favorevolmente la svolta data dallo tsunami tour al Parlamento italiano. «Qualcuno ha dimostrato a certi ruderi che è ora che vadano a casa. Il cambiamento lo auspicano tutti, ovviamente, ma non devi accettare le promesse del politico che fa entrare la nipotina al ministero. Molti di questi signori si sono comprati il Paese»,.
Accanto a un Giovanni Allevi, che fiero si compiace «di essere definito il Beppe Grillo della musica», e a una Raffaella Carrà che crede nella rivoluzione grillina, c’è un atmosfera di consenso intorno al Movimento che di certo non dispiace al guru di Genova. Anche perché i sostegni sgraditi Beppe sa bene come tenerli a distanza. E Flavia Vento ne sa qualcosa.

Il team economico: da Gallegati a Pallante

Con la crisi che morde e l’Italia in recessione, Grillo però si è ben equipaggiato soprattutto sul fronte economico. Tra i consiglieri di peso c’è senza dubbio Mauro Gallegati, l’economista post-keyensiano che sta al fianco del leader 5 stelle addirittura da sette anni. Con un curriculum di tutto rispetto (a cominciare dagli studi a Stanford), Gallegati fa anche da trait d’union per Grillo con il Nobel statunitense Joseph Stiglitz.
IL TEORICO DELLA DECRESCITA. Ma nella galassia grillina aleggiano pure le teorie di Maurizio Pallante, il saggista fondatore del movimento per la Decrescita felice. Il Pallante-pensiero, tutto incentrato sulla filosofia del «produrre meglio» e non di più, non a caso ha trovato spesso ospitalità sul blog del comico genovese.
Un rapporto, quello con l’esperto di tecnologie ambientali, non recente: basta scorrere le pagine web di Grillo per trovare, infatti, diversi interventi del saggista su temi ecologici ed economici risalenti anche al 2008. È il caso, per esempio, dell’interevento di Pallante del gennaio di cinque anni fa sui vantaggi della raccolta differenziata e i danni degli inceneritori.
LA PASIONARIA NAPOLEONI. Nel Pantheon 5 stelle, comunque, un ruolo economico se lo aggiudicherebbe pure Loretta Napoleoni. Oltre al suo curriculum (tra i titoli accademici, un master in studi sul terrorismo alla East London, un master in relazioni internazionali ottenuto alla School of Advanced International Studies e un dottorato in Scienze economiche della Sapienza), Napoleoni vanta un rapporto personale diretto con il comico genovese che risale al 2007. Da allora, come ha dichiarato lei stessa, i rapporti tra loro non si sono mai interrotti, sebbene Napoleoni viva a Londra.
Tanto che lo scorso anno il suo nome girava vorticosamente come possibile candidata alla guida del Campidoglio. Che abbia prestato, poi, la sua consulenza al sindaco di Parma Federico Pizzarotti è cosa certa. Senza dubbio le teorie grilline sull’uscita dall’euro o sulla moneta a due velocità, in buona parte si possono far risalire anche al Napoleoni-pensiero.
LA SQUADRA DEGLI IMPRENDITORI. Simpatizzano ormai per il M5s imprenditori di successo come Leonardo Del Vecchio e Arturo Artom. Intanto sia dal patron della Luxottica sia dall’imprenditore e leader politico del Rinascimento italiano è arrivato un netto endorsement. Appoggio che il movimento ha incassato, per esempio, pure dal vicentino Francesco Biasion, numero uno della Bifrangi, che dopo anni di fede berlusconiana ha deciso di voltare pagina.
Avere dalla propria parte imprenditori di peso giova non poco alla causa grillina. Se non in termini di proseliti, almeno di sempre più forte accreditamento del Movimento. La cassa di risonanza poi è garantita quando una mossa inaspettata arriva da uno come Giovanni Consorte, l’ex capo di Unipol da sempre vicino al centrosinistra.
La sua firma a favore della presentazione delle liste ai banchetti M5s, infatti, non passò a suo tempo di certo inosservata.
Venerdì, 08 Marzo 2013

http://www.lettera43.it/politica/movimento-5-stelle-l-intellighenzia-che-simpatizza-per-grillo_4367586796.htm#