28 giugno 2013

Il silenzio privo di qualsiasi suono




 Esiste un silenzio che affiora solo quando sei assolutamente
libero da qualsiasi controllo: discende
in te. Pertanto, devi ricordare che, attraverso il tuo
controllo, non farai che distrarre la tua energia.
 La mente è un ferreo dittatore, tenta di controllare
ogni cosa. E se non riesce a controllare qualcosa, lo
nega; dirà che non esiste.
Prima di andare a dormire, ogni sera, fa' questa meditazione:
siediti semplicemente sul letto, spegni le
luci e accertati di aver concluso tutto ciò che volevi
fare, perché dopo questa meditazione dovrai andare
solo a dormire.
 Al termine, non devi fare assolutamente nulla:
colui che agisce non deve subentrare minimamente,
dopo aver praticato questa tecnica.
 Dovrai semplicemente rilassarti e affondare nel
sonno, poiché di fatto il sonno sopraggiunge, non è
qualcosa che puoi controllare. Nel sonno esiste una
qualità che è in pratica simile alla meditazione - il silenzio
- immergendosi in esso, giunge semplicemente.

 Ecco perché molte persone soffrono d'insonnia:
tentano di controllare perfino il sonno, da qui nasce
il problema. Non è qualcosa che puoi gestire o amministrare; puoi semplicemente
aspettare, puoi solo essere in uno stato d'animo rilassato e ricettivo.
 Dunque, dopo questa meditazione devi semplicemente rilassarti e andare a dormire,
in modo che esista una continuità, così la meditazione continuerà
a fluire dentro di te: per tutta la notte quella vibrazione sarà presente.
 Al mattino, quando aprirai gli occhi, sentirai di aver dormito in modo totalmente diverso.
Esisterà un cambiamento qualitativo: quello non era soltanto sonno; era presente
qualcos'altro, ben più profondo del sonno. Sei stato inondato da qualcosa, qualcosa
che non riesci a definire, qualcosa di ignoto.
 La tecnica è semplicissima. Siediti sul letto, rilassa
il corpo, chiudi gli occhi e immagina semplicemente
di esserti perso in una regione montuosa. La notte è
buia, in cielo non c'è neppure uno spicchio di luna, e
il cielo stesso è oscurato da nuvole nere. Non puoi
neppure vedere una stella: il buio è assoluto, non sei
neppure in grado di vedere la tua mano.
 Sei perso tra quelle montagne ed è difficilissimo
trovare la strada. Il pericolo ti sovrasta: a ogni istante
puoi cadere in un burrone, precipitare in un abisso,
dove scomparirai per sempre. Pertanto, ti muovi
a tentoni, con estrema cautela. Sei totalmente all'erta,
poiché il pericolo è estremo, e quando il pericolo
è così grande, si deve stare molto attenti.
 Questo immaginare una notte buia e una regione
montuosa serve solo a creare una situazione di estremo
pericolo. A quel punto sarai in uno stato d'allerta
altissimo: se cadesse uno spillo, lo sentiresti. Ed ecco
che, all'improvviso, ti ritrovi sull'orlo di un precipizio: senti che adesso
di fronte a te non esiste alcun sentiero, e non riesci a stabilire quanto
sia profondo quell'abisso; quindi prendi una pietra e la getti in quel
vuoto abissale, solo per percepirne la profondità. Aspetta e ascolta,
attendi l'eco di quella pietra che colpisce una roccia. Continua ad ascoltare,
continua ad ascoltare, continua ad ascoltare... ma quel suono
non arriva: è come se quell'abisso non avesse fondo. E il tuo semplice
restare in ascolto fa sorgere dentro di te un'immensa paura; e con quella paura,
ovviamente, la tua consapevolezza diventa una fiamma. Lascia che tutto questo
prenda forma concreta nella tua immaginazione. Getta una pietra e aspetta.
Continua ad ascoltare, continua ad ascoltare... tu aspetti con un anelito nel
cuore, ma non giunge alcun suono. Il silenzio è assoluto.
 In quel silenzio cadi addormentato. In quel silenzio
privo di qualsiasi suono, addormentati.
 Osho.

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