20 aprile 2013

La meditazione di Osho

 oshonamaste
La tua vita non è propriamente tua: è la vita che il cosmo continua a riversare in te, a ogni istante. Il tuo respiro non è tuo, è il cosmo che continua a riversare l’esatta quantità di ossigeno che hai bisogno.
Se respirare fosse lasciato nelle mani del singolo individuo, non credo che qualcuno sopravviverebbe! Te ne dimenticheresti. Qualcuno ti insulta, e subito ti dimentichi di respirare: l’insulto diventa una priorità! Vedi una donna bellissima, e ti dimentichi che il cuore deve continuare a battere; si ferma. In questo caso, le cose si complicherebbero… L’esistenza si è premurata di tenere in mano tutte le funzioni vitali. Ciò di cui ti è stato dato il controllo, sono tutte funzioni secondarie, banali; tutte le funzioni vitali, quelle assolutamente necessarie per continuare a vivere sono ancora nelle mani dell’esistenza.
Nel momento in cui, in meditazione profonda, tocchi le tue radici, scoprirai che una soglia si apre sul trascendente e saprai che la vita si riversa in te da quella dimensione, a ogni istante. Più ti aprirai, rispetto a quel centro, più vita avrai: una vita straripante, al punto che vorrai condividerla con il mondo intero, e anche allora sarà inesauribile. Lo ripeto: il desiderio, la pulsione a comprendere, è di fatto il bisogno primario di diventare un tutt’uno con il cosmo. E allorché accade, non c’è più nascita e non c’è più morte; il cosmo è eterno. Non è mai stato creato; ciò che il cristianesimo e tutte le altre religioni vi hanno detto è falso: il cosmo si evolve dall’eternità nell’eternità, per l’eternità!
LE MEDITAZIONI ATTIVE di Osho
La meditazione in passato non era qualcosa di difficile, di estremo o di impossibile, tuttavia per la mente occidentale e oggigiorno perfino per la mente orientale – ormai totalmente assorbita e sopraffatta dall’ideologia dell’Occidente – sedersi in silenzio e osservare tranquillamente il flusso dei propri pensieri non è qualcosa di così semplice. Nella mente si sono accumulati così tanto pattume e così tante sollecitazioni che, se ti limitassi a osservare tutto ciò, impazziresti: è un film che ha un inizio e non ha mai fine. Puoi continuare a osservare, per giorni o per anni, ma la mente non smetterà mai di fornirti nuove immagini, nuovi sogni.
Ecco perché ho creato nuovi espedienti: la Meditazione Dinamica, la Meditazione Kundalini, e altre tecniche. Vanno praticate prima che tu possa sederti in silenzio in una meditazione che richiede di essere un semplice testimone, come la Vipassana. Questi espedienti sono stati ideati per permetterti di catartizzare, scaricando così tutto il tuo pattume, anziché sprecare tempo a osservarlo. Si tratta di una pulizia interiore. E la Meditazione Dinamica ha una particolare efficacia. Il processo catartico non può andare fuori dal tuo controllo, poiché io ho diviso la tecnica in diverse fasi: ogni dieci minuti il processo può cambiare; non diventa mai così travolgente da sottrarre qualsiasi controllo. Questi metodi sono necessari solo per ripulire tutto il pattume generato dalle religioni tradizionali, come il cristianesimo, e ricondurti a uno stato di naturalezza e di semplicità… da lì in poi, l’unico percorso ulteriore è essere un testimone, ciò che il Buddha ha chiamato Vipassana, il cui significato è: osservare.
Se vuoi praticare la Meditazione Vipassana, o qualsiasi altra meditazione silenziosa, la Meditazione Dinamica è un passo indispensabile, essenziale, visto che il cristianesimo ha avvelenato la tua mente: quel veleno dev’essere espulso dall’organismo. Per liberartene, devi impazzire completamente, in modo consapevole; altrimenti quella follia rimarrà dentro di te e non ti permetterà di scendere nel silenzio, di gustare una meditazione che si basa sull’osservazione, sull’essere un testimone presente e imparziale. Pertanto ti consiglio di fare la Meditazione Dinamica, ma puoi fare anche jogging, correre o nuotare, e quando ti senti assolutamente stanco, quando avverti un intrinseco bisogno di rilassarti, sarai libero da ogni condizionamento cristiano.
A quel punto potrai sederti in silenzio e potrai osservare la mente. Certo, non ci sarà molto da osservare: avrai espulso praticamente il novantanove per cento del pattume che gravava in essa. Forse, qui e là, ci saranno alcuni grumi di pensieri che ancora le sono rimasti attaccati, qualcosa di molto antico, e per questo è fortemente incollato a te… osservali semplicemente. L’osservazione è un processo di scollamento di quei piccoli grumi sospesi qui e là nella tua mente. Nel momento in cui anche quelli saranno scomparsi, non avrai mente alcuna: ti dispiegherai in un cielo sconfinato. Quella è l’esplosione, e quell’esplosione ti porterà a ciò che in Oriente è chiamato satchitanand: verità, consapevolezza, beatitudine.
RILASSARE IL RESPIRO – Una meditazione per persone indaffarate
Ogni volta che ne trovi il tempo, anche solo per pochi minuti, rilassa la respirazione, non fare altro: non è necessario rilassare tutto il corpo. Seduto sul treno o su un aereo, o in macchina, nessuno si accorgerà che stai facendo qualcosa. Semplicemente rilassa la respirazione. Lascia che segua il suo ritmo naturale. Poi chiudi gli occhi e osserva il respiro che entra, e che esce, che entra… Non concentrarti! Se ti concentri, crei problemi, perché in quel caso tutto è un disturbo. Se cerchi di concentrarti mentre sei seduto in macchina, il rumore della macchina diventerà un disturbo, la persona seduta di fianco a te diventerà un disturbo. Meditazione non è concentrazione. È semplice consapevolezza. Tu ti rilassi e osservi il respiro. In quell’osservare non è escluso niente. La macchina romba; benissimo, accettalo. Il traffico scorre; benissimo, fa parte della vita. Il compagno di viaggio sta russando al tuo fianco, accettalo. Non rifiutare niente.
L’OSSERVAZIONE E’ LA TUA NATURA
Ricorda: tu sei sempre all’esterno, limitati semplicemente a osservare. La mente è sempre all’interno: non identificarti con lei. Disidentificato, diventerai sempre più lucido, e la mente morirà da sola. La morte della mente e la nascita dell’osservazione attenta e presente, è l’inizio della tua evoluzione. E la luce non sarà lontana: quell’osservazione consapevole è la luce! L’oscurità se ne sarà andata, perché quando sei luce, non puoi essere circondato dall’oscurità. Ecco perché affermo che l’osservazione attenta e consapevole non è una tecnica: è la tua natura. Devi semplicemente ricordarla!
TOTALE INDIPENDENZA – Qualcosa di intrinseco al tuo essere…
Il frutto cade a terra solo quando è maturo. Un giorno tu ci lascerai, e sarà praticamente impossibile sostituirti con un altro Maestro. Mi chiedo, a quel punto, quando tu non sarai più nel corpo fisico, le tue tecniche di meditazione saranno in grado di aiutare la nostra crescita, come accade adesso?
Il mio approccio alla tua crescita è fondamentalmente questo: renderti indipendente da me. Qualsiasi forma di dipendenza è una schiavitù, e la dipendenza spirituale è la peggiore di tutte. Ho fatto ogni sforzo per renderti consapevole della tua individualità, della tua libertà, della tua assoluta capacità di crescere senza l’aiuto di qualcun altro. La tua crescita è qualcosa di intrinseco al tuo essere. Non è qualcosa che proviene dall’esterno; non è un’imposizione, è un dispiegarsi. Tutte le tecniche di meditazione che io ti ho dato non dipendono da me – la mia presenza o la mia essenza non fanno alcuna differenza – dipendono tutte da te. Non è la mia presenza, quanto piuttosto la tua a essere richiesta perché funzionino!
ESSERE NEL MOMENTO
Meditazione significa essere nel momento, non abbandonare questo momento all’inconsapevolezza. Qualcuno chiese al Buddha: “Come dobbiamo meditare?” Il Buddha rispose: “Qualsiasi cosa facciate, fatela con consapevolezza; questa è meditazione. Camminando, camminate con attenzione, come se camminare fosse tutto; mangiando, mangiate con consapevolezza, come se non esistesse null’altro; alzandovi, alzatevi con consapevolezza; sedendovi, sedetevi con consapevolezza. Tutte le vostre azioni diventano consapevoli, la vostra mente non fluttua più oltre questo istante, resta nel presente, si assesta nel presente: questo è meditazione.”
La meditazione non è una pratica disgiunta dalle azioni quotidiane. La meditazione non è altro che il nome per definire una vita vissuta con consapevolezza: non è una pratica che dura un’ora, durante la quale state seduti… e arrivederci al giorno dopo! Niente affatto, se ventitré ore sono prive di meditazione e solo un’ora è dedicata alla meditazione, sarà inevitabile che quelle ventitré ore annientino quanto è accaduto in quell’unica ora. La non meditazione vincerà, la meditazione rimarrà sconfitta. Se vivi ventitré ore al giorno senza consapevolezza, e solo un’ora con consapevolezza, non conseguirai mai una vita pienamente risvegliata, la realizzazione del Buddha. Come può un’unica ora vincere la forza di ventitré ore? Inoltre, occorre comprendere un’altra cosa: come si può essere consapevoli per un’ora, se per le rimanenti ventitré non lo si è? Come si può essere sani per un’ora se si è malati ventitré ore al giorno?
Salute e malattia sono il risultato di un flusso interno. Se sei sano ventitré ore al giorno, lo sarai per tutte e ventiquattro le ore, perché questo flusso interno non può spezzarsi all’improvviso, solo per un’ora. La corrente che scorre in te continua a fluire. La meditazione non può nascere solo perché visiti una chiesa, un tempio, una moschea… se non eri sveglio nel tuo negozio, nel mondo degli affari, a casa, come potrai mai risvegliarti all’improvviso, in un tempio? Nulla può esplodere all’improvviso, se non faceva parte di un flusso interno. Ecco perché il Buddha ha detto che la meditazione può accadere solo se si è meditativi ventiquattro ore al giorno. Dunque, è bene capire che la meditazione non è solo una delle decine di azioni che accompagnano la vita.
Non si tratta di un anello nella catena di azioni senza fine che accompagnano la vita di un uomo. Si tratta di un filo che unisce tra loro i fiori di una ghirlanda. La meditazione è uno stile di vita, non un’azione. Se si è meditativi in tutto ciò che si fa, se il filo corre attraverso ciascuno dei fiori, solo allora si crea una ghirlanda. Il filo non è neppure visibile, è nascosto sotto i fiori. Né è visibile il meditatore; egli è presente, ma è nascosto sotto tutte le azioni che accadono attraverso di lui. Un individuo si risveglia il giorno in cui inizia a vivere con meditazione. Finché vive senza meditazione, dorme.
Osho

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