1 maggio 2012

Consapevolezza


Quando sorge un pensiero, resta un puro spettatore, un testimone. Guarda il pensiero che passa, osservalo, lascia che attraversi il tuo essere, ma non attaccartici in nessun modo. Se è un pensiero omicida, non dire fra te e te: questo è un pensiero cattivo; perché nel momento stesso in cui definisci il pensiero, in qualche modo ti ci sei attaccato e ti sei distratto. Se ciò avviene, quel primo pensiero, per associazione, ti condurrà ad altri pensieri. Buono o cattivo che sia il pensiero, rimani un puro testimone. All’inizio, ciononostante, è inevitabile che tu ti distragga molte volte. Allora che fare? Se ti distrai, distraiti; non preoccupartene, se no la preoccupazione di evitare di distrarti può diventare un’ossessione. Non preoccupartene, resterai distratto per qualche minuto, e poi d’improvviso ti ricorderai: “Mi sono distratto”. E tornerai indietro. Non sentirti depresso. Non dire: “È male”, perché allora reintroduci il dualismo di bene e male. Ti sei distratto? Va bene, accetta la cosa e ritorna alla consapevolezza. Anche con le distrazioni non creare conflitti. Osho

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